Etica hacker

Ho riletto da poco il libro “L’etica hacker e lo spirito dell’etร  dell’informazione” di Pekka Himanen, un libro che ho scoperto dopo aver letto “Galassia Internet” di Manuel Castells. Due letture affascinanti ed impegnative che non potevano effettivamente mancare e che non dovrebbero mancare di nessun Indigeno Digitale.

Durante la lettura molte persone si sono stupite semplicemente guardando il titolo del libro e mi hanno domandato: “Hacker? Ma che roba ti leggi, che vuoi diventare un pirata informatico?“. Ma no, no, tranquilli, non รจ come pensate. Purtroppo oggi quando si parla di hacker il pensiero corre subito alla visione del pirata informatico, quello dedito a cybercrimini e ad ogni forma di furto digitale, password o codici di carte di credito e non รจ assolutamente facile spiegare il contrario. Colpa della irresponsabile disinformazione mediatica.

In realtร  il termine โ€œhackerโ€ ha una origine molto piรน โ€œanticaโ€ (risale agli anni ’50 e ’60 circa, al MIT – Massachussets Institute of Technology ), nato prima dei pc presenti nelle nostre case e della rete internet, ed รจ stato coniato con un significato completamente opposto a quello attualmente si conosce e che รจ piรน diffuso. Nulla di criminale. Anzi.L’hacker, nel suo senso piรน nobile, รจ chiunque voglia mettere il proprio sapere e le proprie conoscenze a disposizione di chi sia interessato, col molteplice scopo di diffondere il sapere su una certa materia, suscitare interesse a riguardo e promuovere una discussione costruttiva in grado di portare a nuovi miglioramenti in un dato campo.

Questa definizione รจ estremamente interessante e mi ha colpito moltissimo, perchรจ, malgrado non avessi mai approfondito la cultura hacker, รจ la base dei valori che hanno dato vita agli Indigeni Digitali, network del quale sono fondatore e che spero continui a crescere come sta succedendo in questi mesi. Secondo Himanen, l’essenza dell’hacker รจ sintetizzata e definita nella “Legge di Linus“, scritta da Linus Torvalds durante un convegno all’Universitร  di Berkeley in California, nella quale emerge che un uomo รจ spinto a fare qualcosa da 3 motivazioni: sopravvivenza, vita sociale e intrattenimento. Per esser felici nella vita, bisogna soddisfare tutte e tre le condizioni.

Nel libro Himmanen analizza e mette a confronto l’etica hacker e l’etica protestante, presentata da Max Weber nel libro “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” basando tutto il confronto su sette principi fondamentali: Passione, Libertร , Valore Sociale, Apertura, Attivitร , Responsabilitร  e Creativitร .

  • La Passione รจ quella che Trovalds ha definito come “intrattenimento”. La passione non รจ altro che qualcosa che diverte l’hacker mentre la sta mettendo in pratica. Quando un hacker fa qualcosa che l’ho diverte รจ perchรจ lo ritiene interessante e degno di tutto il suo impegno.
  • La Libertร  hacker รจ il principio secondo cui chi lavora sa sempre cosa significa avere scadenze da rispettare, non ha orari rigidi ai quali attenersi ma รจ fortemente orientato al raggiungimento dell’obiettivo.
  • Il Valore Sociale รจ quello che rende coinvolgente l’essere hacker, ossia il senso di appartenenza a gruppi grandi, piccoli, famosi, ignoti o riservati, quella capacitร  sentirsi parte di una comunitร , accettato e riconosciuto.
  • Apertura e condivisione รจ il principio secondo cui l’hacker fa qualcosa non solo per se, ma anche e soprattutto per la comunitร  e quello che fa รจ condiviso perchรจ ritenuto valore e accrescimento per gli altri.
  • Attivitร  รจ l’esatto contrario di passivitร . L’hacker non รจ mai un utente passivo di Internet e della tecnologia in generale. Cerca sempre di migliorare ciรฒ che usa.
  • Responsabilitร  , anche se sembra strano, e altruismo. Per un hacker responsabilitร  significa occuparsi degli altri, aiutare il prossimo e rendere migliore la Rete.
  • Creativitร  saper fare in modo diverso, alternativo ciรฒ che si puรฒ fare normalmente, saper creare qualcosa di veramente bello, anche dal punto di vista artistico.

L’etica hacker, come descritto dell’autore nel libro, รจ stata alla base dei grandi miglioramenti in campo informatico che si sono avuti negli ultimi decenni. L’informatica, la rete internet, i programmi opensource come Linux sono nati e si sono sviluppati proprio grazie all’impegno continuo di migliaia di persone che hanno messo a disposizione della comunitร  il proprio impegno, il proprio tempo, hanno condiviso in maniera aperta il sapere e hanno lasciato che altri potessero apportare dei miglioramenti liberamente, con la sola limitazione di riconoscere i crediti del lavoro precedente e di permettere successive libere modifiche anche ad altri sviluppatori.

Pekka Himanen ritiene che la societร  nella sua interezza e complessitร  dovrebbe recepire l’etica hacker, contrapponendo questo approccio a quello โ€œdell’etica protestanteโ€ che ha dominato e domina tuttora questo momento storico ed il nostro modo di approcciare il lavoro. Himanem ritiene inoltre che oggi siamo schiavi del modo di concepire il lavoro e questo deriva dal fatto che ci riteniamo degni solo se abbiamo un lavoro che ci qualifica socialmente, se ci dedichiamo ad esso in modo continuo, e se la nostra intera vita ruota attorno al lavoro, con pochi spazi per liberare la creativitร  ed il divertimento. Questa cultura ci porta a lavorare senza divertirci. Spesso abbiamo sentito dire che c’รจ un momento per il piacere ed uno per il dovere, ma nella realtร  della vita quotidiana viviamo per lavorare e soprattutto per guadagnare, invece di lavorare per vivere. Secondo l’etica hacker non รจ cosรฌ: il lavoro dovrebbe essere divertente e coinvolgente. Dovrebbe essere la cosa che ci piace piรน fare e che ci dร  piรน soddisfazione, con spazio per la creativitร .

Questo libro ha il pregio di mostrare un nuovo modello di sviluppo, quello delle risorse condivise, della partecipazione, della trasparenza e dell’etica sociale: il modello dell’era dell’informazione.

Se l’etica hacker venisse applicata in tutti i settori, alla politica e alla societร , le potenzialitร  sarebbero immense: un sapere aperto permetterebbe un progresso infinitamente piรน rapido ed efficiente dell’attuale. Sarebbe aperto non solo alle modifiche in grado di migliorarlo, ma sopratutto alle critiche in grado di evitare errori e forse disastri.