La politica che vorrei

Oggi ho ricevuto una mail da un amico che mi ha invitato a leggere laย lettera aperta che ha scritto al partito, con lo scopo di discuterne, criticarla, magari integrarla e condividerla in rete. Di solito non mi piace scrivere di politica, fantapolitica, destra o sinistra. Ci sono argomenti che secondo me, malgrado siano borderline tra politica e cultura รจ giusto condividere e affrontare. Indipendentemente dallo schieramento politico.

Leggere il post mi ha fatto riflettere su alcuni temi, e sulla politica che vorrei.

Un sistema senza trasparenza non puรฒ costruire fiducia perchรฉ favorisce i furbi e costringe gli onesti in uno stato di illegalitร  latente; la trasparenza, al contrario, promuove la responsabilitร  e il merito. Nellโ€™epoca della cultura digitale essere trasparenti significa adottare il modello dellโ€™open government.

Lo Stato del ventunesimo secolo deve puntare alla co-produzione dei servizi pubblici, riconoscendo che i cittadini hanno competenze da mettere in campo e rappresentano delle risorse da coinvolgere. Gli individui, le famiglie, i vicinati, le comunitร  locali rappresentano il sistema operativo sul quale funzionano i servizi assicurati dalle pubbliche amministrazioni. Quando queste ultime operano in contrasto con i primi i risultati sono performance scadenti, un basso livello di fiducia, una scarsa volontร  di partecipazione.ย Il riferimento al computer non รจ casuale perchรฉ il tipo di tecnologia che viene sviluppata e che si diffonde in una societร  ne plasma in modo decisivo la struttura materiale e la politica non puรฒ continuare a ignorare la cultura digitale, che sottolinea valori come la responsabilitร , la collaborazione, lโ€™innovazione e la libertร .

Nella politica attuale i cittadini hanno veramente poca influenza sulle decisioni prese nel loro nomeย dai rappresentanti eletti durante il lungoย periodo del mandato.

Oggi, secondo me, รจ necessario creare dei canali di comunicazione e dei luoghi di aggregazione aggregazione, virtuali e reali, in cui il cittadino possa partecipare attivamente alle scelte, cancellando quel confine e quella distanza che si crea tra l’elettore e l’eletto: luoghi di deliberazione pubblica che, oltre al valore dato dalla condivisione della conoscenza e delle esperienze, diano la possibilitร  ai partecipanti di accrescere il proprio senso civico e il proprio senso di responsabilitร  verso ciรฒ che รจ collettivo.

La partecipazione genera un maggior coinvolgimento, un maggior grado di informazione e trasparenza, la fiducia nelle informazioni condivise, un senso di responsabilitร  e lo sviluppo di momenti di riflessione partecipativa. Essere “costretti” a confrontarsi in pubblico, attenua tramite il pudore la ricerca dellโ€™interesse personale, a vantaggio di comportamenti finalizzati al bene generale.

La politica che vorrei รจ fatta dei valori condivisi dal popolo della rete e che si trovano nei principi della Cultura Digitale:ย trasparenza, etica, fiducia, responsabilitร , partecipazione e coinvolgimento.

Vi invito a leggere anche il post di Nicola.