Visionaria 2010: giovani, imprese e futuro

Ieri ho partecipato all’evento Visionaria 2010 – 1ยฐย Brainstorming Day organizzato dalla Fondazione Ateneo Impresa, istituzione no profit che ha come missione quella di favorire lโ€™aggregazione, la crescita e la valorizzazione dei giovani talenti e diffondere la mentalitร  imprenditoriale.

Visionaria 2010, presentato con il concetto workshow, รจ stato creato ย su tre parole chiavi principali: โ€œgiovani, imprese, futuroโ€ per favorire l’interazione tra giovani, imprese ed istituzioni, allโ€™insegna della libera circolazione di idee.

L’obiettivo dell’evento, che si propone di diventare il primo esperimento in Italia di melting pot creativo, รจ quello di condividere e far conoscere ai giovani talenti nascosti, attraversoย incontri e presentazioni, iย casi di successo, leย esperienze di imprenditori e dei visionari che hanno concretamente realizzato le loro idee.

Le domande di partenza che si รจ posto Romolo Di Stefano, presentatore dell’evento, sono state “Quanti talenti inespressi ci sono nel nostro Paese? Quante buone idee non riescono ad emergere? E quindi, chi piรน di un giovane puรฒ essere un visionario? “.

A dare risposte a queste domande ci sono stati molti interventi, piรน o meno interessanti, e che ho cercato di raccogliere qui di seguito:

  • Gianmaria Fara (Eurispes): parlando delle difficoltร  che si possono incontrare nella vita, della burocrazia e della difficoltร  che c’รจ in Italia ad immaginare il futuro, ha detto “La vita non รจ uno spot, รจ piรน complessa di quello che pensate” e poi, sempre rivolto ha continuato dicendo “Non sentititevi una specie protetta perchรจ le specie protette vanno in estinsione“.
  • Giampaolo Tagliavia (MTV Italia): ha presentato il progetto Tocca a Noi, i risultati ottenuti fino ad oggi e i dati dei sondaggi e delle votazioni effettuate da MTV relativamente alle aspettative dei giovani: c’รจ bisogno di riforme sulla scuola e sulle universitร .
  • Giulio Xhaet (Cesop): ha parlato di personal branding e cv 2.0. Il curriculum al tempo del web 2.0 รจ cambiato, non รจ piรน come prima: oggi รจ in beta perpetual, vivo, destrutturato ma trasparente. E’ basato sul web e sui social media, รจ presente sui professional network. Ha parlato di casi di successo come Swan Fanning, Mark Zuckemberg, Chad Hurley, Biz Stone, di Andrea Lo Pumo e degli altri Nativi Digitali italiani. Ha detto “I giovani hanno un sentimento radicato: vogliono metterlo in quel posto al potere!
  • Christophe Sanchez (TesiOnline): ha presentato dei numeri relativi al plagio (il 40% della tesi italiane รจ plagiato). Ha presentato il progetto Compilatio.net , strumento nato per l’analisi dei contenuti e l’individuazione delle fonti e della percentuale di plagio. Ha detto “I giovani che copiano, si perdono un esperienza formativa fortissima, e non portano nulla nel mondo del lavoro
  • Daniela Obaldi (Next Exit): ha parlato degli Invisibili di ย Successo, e dell’esigenza di dare visibilitร  ai giovani che hanno ricevuto premi, che hanno creato progetti, ma che nessuno conosce.
  • Luigi Campitelli (Bic Lazio): parlando di investimenti, capitali e startup ha sottolineato l’importanza di alcune caratteristiche che i giovani imprenditori devono avere: determinazione, curiositร  e saper dare risposte al mercato.
  • Massimiliano Magrini (Annapurna Ventures): ex Country manager di Google e Altavista, ha parlato della sua esperienza in Google e della suo nuova azienda-incubatore e accelleratore di nuova generazione, specializzato nel lancio e nel supporto di iniziative imprenditoriali in ambito digitale.
  • Massimo Banzi (Arduino): ha presentato il progetto del primo hardware open Source e le applicazioni della sua creatura. Eccezionale, una persona veramente in gamba.

Sono stati poi presentati alcuni progetti ed alcune esperienze di studenti, giovani e piccole startup. E’ stato molto interessante.

Ciย sono stati contenuti, ma non รจ stato un convegno tradizionale.ย Ci sono stati i giovani, ma non era una festa.ย Ci sono stati i manager, ma non era un business meeting.

E’ stato un altro momento di ossigeno, idee, stimoli ed incentivo al fare e al non fermarsi al primo ostacolo.

Due parole sull’Ignite e poi appuntamento a Roma

Sono giorni che medito di portare il concetto dell’Ignite (PS per i colleghi: tranquilli, non ha niente a che fare con Crypton e cose similari) all’interno delle aziende come metodologia di condivisione e presentazione dei progetti in corso o in partenza, con l’obiettivo di far conoscere a tutti lo stato dell’arte e gli impegni dell’azienda periodicamente. Parlandone mi sono accorto che prima di tutto bisogna introdurre un pรฒ di concetti partendo (purtroppo troppo spesso) dall’importanza della condivisione e del sapere diffuso, per poi passare proprio alle metodologie, alleย presentazioni efficaci eย sintetiche (anche perchรจ non si puรฒ passare una giornata a vedere slide! Sai che palle…). Sul discorso della cultura, il lavoro non รจ facile e bisogna lavorarci un pรฒ, sul resto invece ci si puรฒ lavorare meglio.

Ora, cos’รจ l’ Ignite? In poche parole lโ€™idea di base dell’Ignite รจ molto semplice, si tratta di mettere insieme persone diverse, animate dalle piรน svariate motivazioni e ambizioni, con diversi background, ma con la caratteristica comune : far conoscere agli altri qualcosa che li appassiona e che potrebbe essere di interesse generale, nel modo piรน efficace possibile.

Il format per la presentazione รจ definito rigidamente e questo รจ il punto di forza e allo stesso tempo la barriera da superare per chi non รจ sintetico e abituato a parlare in pubblico. Infatti, secondo questa formula,ย ogni relatore ha a disposizione 5 minuti per parlare del proprio argomento preferito, accompagnato da 20 slide, che scorrono automaticamente con un intervallo di 15 secondi tra una e lโ€™altra. Un evento di questo tipo รจ organizzato inย due fasi: la prima prevede unaย piccola gara tra i partecipanti raggruppati in squadre,e nella seconda si svolgono leย presentazioni. La prima fase ha l’obiettivo di rompere il ghiaccio e la seconda di condividere e presentare.

Sul sito di Ignite Italia ci sono vari esempi e spiegazioni interessanti. Altri approfondimenti sul’impostazione di una presentazione รจ possibile trovarli anche su una pagina di Working Capital, lโ€™iniziativa di telecom Italia a favore delle start-up.

Lโ€™origine dell’Ignite risale piรน o meno al 2006, quando Brady Forrest, Technology Evangelist per Oโ€™Reilly Media, e Bre Pettis – produttore di robot, ideatore di Etsy.com ed abile divulgatore โ€“ inventarono il format e lo inaugurarono durante un evento svoltosi a Seattle.

In occasione della Global Ignite Week, Roma ospiterร  un evento giovedรฌ 4 marzo. Vi do quindiย appuntamento all’edizione italiana, a Roma, presso Antรน, in Via Libetta 15c, dalle 18.30 alle 24.00.

Organizzare una StartUp

L’esperienza vissuta in questo periodo, durante la creazione dell’UpStart Drink di Roma, mi ha fatto molto riflettere su pianificazione, organizzazione e collaborazione nell’era del web 2.0. E’ stato bello vedere come persone con competenze diverse e che tendenzialmente non hanno mai lavorato insieme, in poco tempo, utilizzando strumenti web e pochi formalismi, siano riuscite ad organizzare un evento con un discreto successo (!).

Ho pensato cosรฌ di condividere alcune idee ed alcuni spunti di riflessione che ritengo interessanti e innovativi su come approcciare ed organizzare lโ€™avvio di un progetto startup:

1. Passione e determinazione
Tirare fuori la passione, sarร  la caratteristica che farร  la differenza. Le idee presentate senza il calore di chi crede veramente nel progetto hanno una vita molto piรน breve. Andate dritti al vostro obiettivo e non girate intorno alle cose. Pochi giri di parole.

2. Culto del fare
E’ importante sicuramente avere idee, ma pensarle e non realizzarle รจ come non averle pensate.ย Seguire il Cult Of Done Manifesto

3. Collaborazione e condivisione
Utilizzare tutti gli strumenti che permettano un lavoro snello e dinamico e che vi permettano di condividere con il team del progetto tutte le informazioni e la documentazione. Io suggerisco strumenti come Google Calendar, Google Docs, Huddle, Doddle, Pooldaddy

4.ย Dinamicitร 
Comunicare rapidamente. E’ preferibile una breve e puntuale call su Skype con tutti i collaboratori, piuttosto che una pesante e, spesso, inutile riunione di un giorno. Il tempo รจ fondamentale.

5. Attenzione al tempo
Io utilizzo la Tecnica del Pomodoro non solo per lo sviluppo ma anche per la gestione di tutte le altre attivitร  quotidiane. E’ importante avere una visione dโ€™insieme e misurare nel dettaglio quanto ci stiamo impiegando, l’avanzamento, il tempo impiegato per le singole attivitร  e dove ci sono gli eventuali sprechi

Gli investitori che incontrerete, anche se la vostra idea sembra funzionare giร  a parole, saranno molto piรน interessati se potranno “toccare” qualcosa: una beta, un prototipo o qualunque altra cosa che dimostri la vostra โ€œpassioneโ€ nel progetto e le vostre capacitร  di realizzarlo saranno determinanti. I soldi poi (forse) arriverannoโ€ฆ In bocca al lupo.

La bella esperienza dell’UpStart Drink

Riflettevo a mente fresca sull’esperienza UpStart Drink e lo speed meeting che si รจ svolto a Roma questa settimana e la sensazione che mi rimane รจ bella e mi dร  un entusiasmo incredibile.

Cosรฌ come giustamente ha scritto anche Azzurra sul nostro blog di GeekAgenda, non voglio essere troppo di parte e vorrei che le impressioni sull’organizzazione e sull’esperienza venissero dalle persone che hanno partecipato e dalla rete, cosรฌ come giร  sta avvenendo su Twitter, FriendFeed e WorkingCapital.

L’impressione che ho avuto fin da subito , confermata anche dai feedback che ho catturato durante il networking libero, รจ stata sicuramente di forte interesse alloย speedmeeting. Questo ha generato curiositร  e voglia di mettersi in gioco. La modalitร  di interazione che abbiamo utilizzato, ispirata allo speed dating (organizzata in due sessioni da un’ora circa con la partecipazione di 10 coppie che interagiscono per 3 minuti a coppia), prevede che si esprimano in poco tempo le potenzialitร  ed i punti di forza della propria idea di business, del proprio progetto o prodotto e le proprie caratteristiche, tanto da generare nell’altro speed-daters l’interesse per un eventuale collaborazione o investimento. ย Questo, per chi non รจ abituato alla “sintesi” poteva essere un ostacolo e inficiare, pertanto, la buona riuscita dell’evento aggregante. L’effetto invece รจ stato incredibile: tutti sono stati coinvolti ed estremamente disponibili.

L’ambiente informale, la voglia di confrontarsi e la novitร  dell’evento sono state secondo me i veri ingredienti che hanno dato a questo evento romano, una caratteristica nuova e una nuova modalitร  di fare networking. Sono veramente contentoย perchรฉ durante la serata si sentiva forte ย la voglia di fare innovazione, energia e passione, condivisione e la volontร  di creare un sistema di collaborazione che va totalmente in controtendenza alla mentalitร  media italiana. Credo veramente che questa sia una spinta e una ventata di aria fresca e che, se cavalcata ed amplificata, possa fare veramente la differenza.

Ho pubblicato suย Flickr qualche scatto fatto daย David .ย Ovviamente un grandissimo ringraziamento per questa, prima, bella esperienza va a Waggle, Azzurra, Luca e Cristina: spero veramente che questa collaborazione continui e che questo modello si possa portare anche in altre cittร .

Le 7 C dell’Innovazione

Innovazione. Stavo giusto scrivendo qualche riga, quando mi arriva la segnalazione dal feed rss di webeconoscenza del post intitolato Innovazione. Ho letto il post e se da una parte ho detto “cavolo devo rivedere il mio post, abbiamo scritto le stesse cose” ๐Ÿ™‚ , dall’altro sono rimasto molto contento perchรจ non sono il solo a pensare e dire da un pezzo che l’innovazione non รจ fatta solo bit, byte, cavi, cavetti e un pรฒ di ferraglia, nรจ tanto meno la semplice applicazione di una o piรน mode del mercato o peggio ancora quell’agglomerato di idee sparse, casuali e non applicabili.

Come riporta anche Wikipedia, โ€œ..Innovazione รจ unaโ€™attivitร  di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processoโ€ฆ.โ€.

Questa breve frase secondo me รจ ย rappresentabile con una equazione:ย Innovazione = 7C , in cui C vale

  • cultura
  • competenza
  • controllo
  • chiarezza
  • coinvolgimento
  • convinzione
  • competitor

Purtroppo, come dice anche Gigi nel suo post, di smanettoni abili ce ne sono molti e sempre piรน spesso si confondono e (peggio) si mascherano da innovatori. Il problema, e qui รจ il punto, รจ che con la tecnologia e con l’immissione di tanta ferraglia e tanto software all’interno di un azienda non si fa innovazione e difficilmente si raggiungono traguardi o si hanno i benefici attesi. Che io sappia non esistono molti casi di successo basati solo sull’applicazione di tecnologia. Non si puรฒ nascondere, perรฒ, che la tecnologia abbia contribuito a cambiare gli stili di vita e che spesso abbia modificato il modo di pensare.

In questi giorni ho conosciuto un imprenditore, uno di quelli che ha vissuto in prima linea uno scorcio importante della storia delle telecomunicazioni italiane, e mi ha fatto riflettere molto. Durante la nostra chiacchierata mi ha chiesto cosa ne pensassi dell’innovazione delle aziende e dell’evoluzione tecnologica degli ultimi 5 anni. Dopo avergli esposto le mie idee, mi ha detto: “…non ci si puรฒ innamorare della tecnologia, perchรจ chi innova innamorandosi della tecnologia, fallisce”.ย Questa cosa mi ha fatto pensare molto. E’ vero non ci si puรฒ far travolgere dallโ€™entusiasmo e dalla passione. Non basta sapere, essere curiosi, avere tanti nomi e termini tecnici da sfornare in ogni momento, bisogna saper capire, bisogna saper coinvolgere e convincere.

Lโ€™innovazione, รจ di fatto, un cambiamento e per questo si contrappone alla conservazione. Questo ostacolo si supera con la chiarezza, con la crescita di cultura, con il coinvolgimento di tutti e anche con la competenza.ย La sfida di chi si occupa di innovazione, dunque, รจ innovare i modelli organizzativi, ottimizzare i processi, far crescere la cultura della condivisione e del dialogo.ย Innovare richiede tempo e pazienza e nella dinamica del mercato attuale, e di tempo ce n’รจ sempre meno.

Innovare รจ una sfida veramente dura e non si vince facilmente, soprattutto perchรจ chi innova viene visto spesso come colui che va controcorrente.

Per esperienza personale posso confermare che la teoria del disubbidiente รจ vera: chi prova ad innovare all’interno di un organizzazione, se questa non ha una visione e una predisposizione forte, รจ visto spesso antagonista e ribelle che non vuole uniformarsi.

Dal mio punto di vista si puรฒ parlare di innovazione quando il sogno dell’impresa, la tecnologia applicata e i processi ottimizzati, modificano la cultura delle persone che fanno parte della societร  e queste si muovono nella stessa direzione.

Scegliere di fare l’imprenditore con proprie idee di business

In questi giorni mi son trovato a parlare con un amico del dilemma “Posto di lavoro da dipendente o fare lโ€™imprenditore ?“. In effetti non รจ un argomento banale e ognuno vede la cosa, ovviamente, da un punto di vista diverso, unico. Certo porsi la domanda vuol dire avere giร  fatto un passo: chi si pone la domanda (imho) รจ una di quelle persone che sentono un fuoco, particolare, ardere dentro. Quel fuoco che fa continuamente pensare a come sarebbe la propria azienda, alle proprie idee, al modo in cui si potrebbe migliorare qualcosa di esistente o perchรฉ no inventare qualcosa di nuovo. Se non si ha questo fuoco difficilmente ci si pone questo tipo di domanda.

Lasciare un posto di lavoro รจ come dire lasciare la routine e la noia per la fantasia, lโ€™imprevedibilitร  e, perchรฉ no, il denaro e il successo. Allora, perchรฉ non provare? Ognuno di noi ha in mente la sua azienda ideale, un progetto che puรฒ essere supportato e pianificato, ma spesso la mancanza di coraggio e la non predisposizione al rischio, personale e/o di chi ci sta vicino, ci induce a temporeggiare, aspettare e ripensare fino ad arrivare al cedimentoย e lasciar spegnere quella fiamma e far passare il momento.

La scelta non รจ facile e prima di lanciarsi in una scelta credo sia essenziale conoscere se stessi, avere ben chiari i propri limiti, le proprie potenzialitร , sapere quanto siamo disposti a rischiare e avere focalizzato i propri obiettivi. E’ importante esser consapevoli dei rischi, ma anche dei benefici ai quali si va incontro. Bisogna avere le idee piรน chiare possibile e questo ovviamente non รจ facile. Mi vengono in mente alcuni punti fondamentali da tenere considerare prima di di partire con un progetto:

  • รจ necessario scegliere i mercati in modo mirato
  • รจ fondamentale conoscere i potenziali clienti
  • รจ impossibile procedere se non si conoscono i propri competitor
  • รจ importante saper posizionare la propria idea
  • รจ assurdo non sapere i vantaggi della propria idea rispetto alle altre
  • bisogna saper presentare, con enfasi ed entusiasmo, il proprio progetto

Per alcuni tipi di progetti รจ importante riuscire a trovare fin da subito finanziatori, imprenditori e aziende che credano nell’idea e nel progetto al fine di dare lo sprint iniziale che, senza capitali, stenterebbe a decollare o lo farebbe molto lentamente. In Italia รจ un problema molto sentito dalle piccole e medie imprese.

Negli ultimi anni, finalmente, cominciano ad esistere piazze ed eventi importanti per provare a far conoscere la propria idea. Recentemente ho assistito, via web, ad alcuni Working Capital di Telecom: ย un modo molto interessante di dare spazio alle idee, all’innovazione e far conoscere i progetti e le aziende. Ovviamente il suggerimento che ho dato al mio amico รจ stato proprio in questa direzione: preparare un progetto, presentarlo e far vedere di cosa si tratta. Anche se non si avranno risposte immediate, ritengo che saranno utili i feedback, gli spunti e i punti di debolezza che ne usciranno fuori. Questo sarร  un buon punto di partenza per affinare ancora di piรน il progetto nel quale si crede e partire.

Distinguersi, ottimizzare e differenziare per uscire dalla crisi

innovationMi trovo ogni tanto a parlare con aziende ed imprenditori della crisi del mercato, degli effetti sull’azienda e di eventuali idee per uscire dalla crisi. La domanda che mi viene fatta spesso รจ โ€œTu che faresti in questo caso, quale sarebbe la tua strategia che applicheresti alla nostra azienda?โ€.

Partendo dal presupposto che non credo nella crisi, e credendo che si tratta di un immobilismo psicologico del mercato, quello che di solito rispondo รจ โ€œSfrutterei questo momento di staticitร  degli altri per muovermi piรน velocemente e prendere in contropiede gli altriโ€.

Le azioni principali che porterei avanti sono 3:

  • la prima azione รจ Distinguersi ed il momento per farsi notare ed uscire dalla mischia รจ proprio questo: i competitor riducono il proprio impatto comunicativo e questo significa che รจ possibile aggredire il mercato con campagne comunicative a costi ridotti. Nel silenzio comunicativo degli altri, far rumore diventa piรน facile.

  • la seconda azione รจ l’Ottimizzazione di risorse e processi per contenere i costi e aumentare l’efficienza. La crisi รจ un freno e la competitivitร  rallentata permette di rivedere il modo di lavorare, riorganizzarsi senza perdere eccessivamente tempo e mercato.

  • la terza azione รจ Differenziare la propria offerta di prodotti/servizi rendendola piรน scalabile e accessibile per acquisire nuovi clienti e mantenere la fedeltร  dei vecchi. In un momento di staticitร  del mercato รจ necessario introdurre prodotti/servizi a costo ridotto, magari con guadagni minimi, per andare incontro all’esigenza dei clienti che, in tempo di crisi, hanno sicuramente meno soldi e meno propensione alla spesa. Si tratta di una soluzione temporanea, che finirร  con il rientrare della crisi, ma che dovrร  esser gestita per evitare un posizionamento troppo basso della propria professionalitร .

In un momento di crisi la naturale tendenza รจ quella di giocare in difesa, massimizzare gli utili e immetter fieno in cascina. La realtร  perรฒ รจ che la crisi si alimenta proprio cosรฌ, con un gioco a spirale tra una situazione negativa e le reazioni negative, che sostanzialmente generano l’immobilismo.

In questo momento invece รจ necessario agire e uscire dagli schemi e spesso, per uscire dagli schemi รจ necessario investire, rischiare, pazientare ed avere un po’ di sana pazzia e originalitร : il risultato non sarร  immediato e non porterร  soldi rilevanti, ma a crisi conclusa ci si troverร  con una base clienti estesa e fidelizzata, e con maggiore disponibilitร  alla spesa.

Detta metaforicamente, l’immobilismo รจ una grossa e lunga onda. Chi sta fermo la subisce e puรฒ solo sperare di uscirne non troppo malconcio dopo che รจ passata. Chi ha coraggio e voglia di innovare, puรฒ surfare…

Twitter e alcuni casi di Business

twitter-world - tutte le applicazioni nate da twitter e che hanno generato Business

Leggo sul blog diย  di Roberto Venturini, che seguo da un pรฒ di tempo, un articoloย  relativo al mondo di Twitter e tutto quello che ha generato.ย  L’articolo inizia cosรฌ:

Una delle caratteristiche piรน affascinanti di Internet รจ la sua capacitร  di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi possono essere usati, anche dalle PMI, per fare un marketing di innovazione… a condizione di sperimentare: รจ questo il caso di Twitter.

Mi succede una cosa strana: ogni volta che sento la parola Innovare, la mia attenzione sale alle stelle, se poi รจ abbinata a Microblogging e sistemi del web 2.0 diventa incontenibile la voglia di sapere, leggere e cercare. Comunque, torniamo a noi.

Anche se i sistemi di Microblogging, come ho giร  detto in altri post, vengono utilizzati principalmente per fini ludici e di passatempo, negli ultimi mesi, cosรฌ come per la maggior parte delle societร  nate nell’era del Web 2.0, l’attenzione si รจ focalizzata sul modello di Business e di come facciano a fare soldi.

utilizzati per informare i propri “amici” di ciรฒ che si fa o del proprio stato d’animo, lo strumento รจ stato usato con successo anche per applicazioni di tipo diverso, anche a fini commerciali e pubblicitari. Data la sua semplicitร  d’uso e il fatto che sia gratuito, questo ha attirato l’attenzione di aziende, anche di piccola dimensioni, attente all’innovazione nella comunicazione.

L’articolo di Venturini riporta 3 casi di successo:

  1. Twitter รจ stato utilizzato dalla NASA durante una raccolta di dati e opinioni sull’utilizzo dei soldi pubblici per missioni spaziali, in occasione del lancio della sonda spaziale Phoenix
  2. Kogi รจ un fast food ambulante e vende un particolare tipo di Barbecue Coreano a Los Angeles con due furgoni che seguono un itinerario di fermate prestabilito. Kogi ha utilizzato Twitter per informare in modo rapido e snello, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da rendere possibile organizzarsi a chi avesse voglia di quel cibo.
  3. Wine Library รจ una azienda vinicola americana che vende online. Attraverso l’utilizzo di Twitter รจ riuscita ad attirare a costo zero ben 1800 nuovi clienti .

Cosa si puรฒ imparare da questi casi? Beh, sicuramente che l’utilizzo dei diversi e piรน o meno sofisticati canali di comunicazione puรฒ generare un rapporto duraturo e un interazione continua con il pubblico. Vi rimando all’articolo integrale