Uber, quando una innovazione disruptive genera fastidio a chi non innova

Circa tre giorni fa ho iniziato ad utilizzare UBER un servizio alternativo al taxi “bianco”, un servizio di auto con conducente su richiesta, attualmente presente su Roma e Milano. Ne sono talmente entusiasta che dopo averlo provato la prima volta ho scritto questo commento su Facebookย e che vi riporto integralmente.

I Love UBER !

D’ora in avanti mai piรน senza. Credo sia l’essenza della disintermediazione nel rapporto con l’autista, e l’efficienza del servizio Uber su tutto il resto. Questo รจ il valore che la rete e la tecnologia possono portare.

Immaginate la scena: cerco un taxi, e mi dico, proviamo Uber. Faccio la prenotazione cliccando per errore (colpa di Mirko). Nell’app non trovo come annullare la richiesta, ma ho la possibilitร  di chiamare l’autista (si, chiamare al cell o anche mandarei un sms diretto). Ci parli, gli spieghi l’errore e ti organizzi per l’appuntamento 10 minuti dopo. Esco รจ puntuale, e la tariffa non รจ partita, parte quando ti muovi. Arrivo a destinazione, ti fa vedere l’importo sul dispositivo, lui clicca per conferma ed un nano secondo dopo ricevo la ricevuta via email con pagamento effettuato con carta di credito.

Ora, vedere i vantaggi lato utente รจ facile per tutti, ve li ho raccontati. Ma parlando con l’autista (chiacchierata piacevolissima durante il viaggio) mi son fatto raccontare i benefici lato business ed il suo punto di vista: secondo la sua esperienza (di un mese) il passaggio ad Uber รจ stato un modo per ottimizzare, organizzare, migliorare il servizio all’utente finale e perchรจ no, avere lui stesso un servizio migliore.

Sapete qual’รจ il problema, l’unico problema, per l’autista? Il rapporto con gli altri taxi (quelli bianchi per capirci): si incazzano, lo guardano strano, agli eventi gli manifestano contro, fanno lobbing, minacciano e via dicendo.

Ecco, questo รจ quello che molte aziende ed imprenditori non capiscono e dovrebbero capire: innovare, per esser competitivi e mantenersi stretto il proprio orticello, รจ fondamentale. Altrimenti muori.

Il difetto di Uber? Coprono ancora poco il territorio (ma son nati da 2 mesi e mi auguro crescano velocemente): questa mattina a Roma, per esempio, alle 6 ho dovuto prendere un – fantastico – Sammarcanda.

Oggi, dopo aver provato altre 4 volte in meno di 48h il servizio, l’ho preso di nuovo e parlando con il conducente ho scoperto che molti altri autisti Uber, oltre lui stesso (mi ha mostrato referto e denuncia), sono stati picchiati e minacciati.

Questo comportamento รจ emblematico del nostro paese: combattiamo l’innovazione con la forza, invece che con sana competizione ed altra innovazione.

La lobby dei tassisti non ha capito che non ha futuro se continua a rimanere ancorata ad un modello morto: devono cambiare mentalitร , innovare, migliorare l’offerta ed avvicinarsi all’utente con un approccio piรน trasparente, chiaro e di qualitร .

PS: se volete utilizzare il servizio Uber e volete 10Euro di sevizio gratis, utilizzate questo codice link o questo codice ubergramย all’interno dell’app che potete scaricare qui

Buon viaggio e Uber On ๐Ÿ˜‰

Minimum Viable Post

Non so se capita anche a voi, ma ultimamente per me รจ difficilissimo riuscire a scrivere con una certa costanza sul mio blog. E non รจ mancanza di spunti o idee.

Sarร  il nuovo impegno lavorativo, saranno i progetti o semplicemente la frammentazione di tweet, post e commenti che continuamente lascio sui social, ย ma mi sembra quasi impossibile scrivere, ma allo stesso tempo non vorrei trascurare il mio blog. Ci sono volte in cui mi appunto un link o un pensiero, cosรฌ da svilupparlo successivamente, ma puntualmente mi passa l’attimo, l’ispirazione e mi rimane appeso in bozza.

Oggi, mentre ero al mare, tra uno scambio di email con un paio di amici che mi hanno stuzzicato, ho pensato di provare a trasformare i miei post in short post: piรน brevi, sintetici – alternati a post piรน lunghi di approfondimento – ย con riflessioni su temi correnti o che mi passano sotto il naso.

Li chiamerรฒ MVP, ma non “Minimum Viable Product” – lo so che l’avete pensato! – ma “Minimum Viable Post” ๐Ÿ™‚

E cosรฌ ho deciso: comincio subito. Buona lettura.

 

19.10.2011 – Presentazione del libro “Geolocalizzazione e Mobile Marketing” allโ€™Universitร  Europea di Roma

Mercoledi 19 ottobre alle ore 16:00, presso lโ€™Aula Tesi dellโ€™Universitร  Europea di Roma, presenterรฒ insieme ad Alessandro Prunesti il nostro nuovo libro โ€œGeolocalizzazione e mobile marketing: fare business con le app e i social gameโ€, edito da Franco Angeli.ย Oltre a noi interverranno, durante la presentazione del libro:

  • P. Paolo Scarafoni, L.C., Magnifico Rettore dellโ€™Universitร  Europea di Roma
  • Prof. Gianluca Casagrande, Direttore Scientifico del Geographic Research And Application Laboratory
  • Prof.ssa Margherita Pedrana, docente di Economia del Turismo presso lโ€™Universitร  Europea di Roma.

In accordo con Alessandro abbiamo deciso di dare un taglio molto pratico e dinamico alla presentazione, in linea con lo spirito del contenuto del libro. Il programma sarร  il seguente:ย introduzione e saluti del Rettore e introduzione da parte del Prof. Casagrande, Alessandro approfondirร  i temi trattati allโ€™interno del volume (mobile marketing, geolocalizzazione, check-in, social gaming, pianificazione strategica e operativa), mentre io presenterรฒ alcune case histories attuali analizzandoli in modo un pรฒ piรน specifico dal punto di vista del marketing e dei modelli di business. La sessione si concluderร  con l’intervento da parte della Prof.ssa Margherita Pedrana, che evidenzierร  lโ€™importanza delle applicazioni mobili per lo sviluppo del settore del marketing turistico.

Durante la presentazione mostreremo i dati relativi ai check-in di Foursquare e Instagram dei presenti, aggiornati in tempo reale, evidenziando nel modo piรน pratico possibile in che modo รจ possibile mettere in pratica unโ€™attivitร  di mobile marketing e social gaming.

La Sala Tesi ha posti limitati; per questo motivo, per partecipare allโ€™evento รจ necessario prenotarsi compilando il modulo su Eventbrite.

Vi aspetto.

Addio Steve, ingegnere dei nostri sogni

Vi riporto il testo dell’articolo di Beppe Severgnini pubblicato sul Corriere di oggi. Tra i tanti articoli, post e tweet letti oggi, questo รจ quello che mi ha colpito di piรน ed รจ riuscito ad emozionarmi.

Arrivederci Steve Jobs, ingegnere dei sogni, genio di senso pratico, uomo non facile specializzato in cose facilissime da usare. Non ti hanno assegnato il premio Nobel: troppo difficile collocarti in una categoria. Qualcuno ha scritto che non ci hai lasciato, ti sei soltanto trasferito sulle nuvole ยซa settare il nuovo iCloudยป. Sono le consolazioni poetiche del lutto, il modo in cui chi resta s’inventa fili con chi va. Come se certi morti fossero aquiloni, cui non vogliamo assolutamente rinunciare. Steve Jobs รจ nostro: proprietร  collettiva. Appartiene a chi ha scelto da molti anni i suoi prodotti, intuendone la genialitร ; a chi s’รจ innamorato di un iPhone o di un iPad solo recentemente, riconoscendo le icone del nuovo secolo; a chi ha lavorato con lui o per lui o contro di lui; a chi scrive questo saluto nella sera lattiginosa di Sa Pa, Vietnam settentrionale, la Cina oltre un fiume, wi-fi che funziona, MacBook Air sulle ginocchia. Tredici etti di metallo e intelligenza che mi tengono compagnia nel mondo. Il primo portatile l’ho acquistato vent’anni fa in California: Powerbook 140, il mio veicolo grigio verso un’Internet ancora in bianco e nero.

Il primo computer รจ stato un Macintosh SE (1987), solido e cubico: ci ho scritto il primo libro. Gli amici chiedevano ยซMa รจ compatibile?ยป, e io rispondevo: con me di sicuro, con Microsoft non m’importa. Ricordi personali, certo. Ma il saluto del mondo, oggi, รจ la somma di un miliardo di ricordi, tanti sussurri che diventano un tuono riconoscente. Servizi e strumenti non alla portata di tutti? Certo. Ma alla portata di tanta gente, sempre di piรน. Prodotti costosi? Forse. Ma prodotti unici. Egoismo, piattaforme chiuse? Perรฒ con iTunes la musica รจ rinata, e App Store รจ il mercato dei sogni a 0,79 โ‚ฌ.

Steve Jobs, puoi andartene orgoglioso. Hai cambiato il mondo che hai trovato, e questa รจ una buona maniera di vivere, per tutti. Hai dimostrato come le industrie possano migliorare la vita della gente; ed รจ giusto che vengano premiate dai fatturati, quando ci riescono. In trent’anni di mestiere non ti ho mai incontrato di persona, a differenza di altri americani celebri. Non ho mai partecipato ai riti di Cupertino, non ho mai assistito dal vivo alle tue splendide presentazioni egocentriche. Non ho mai acquistato un’azione Apple, anche se sono sempre stato convinto – fin da subito – del prodotto e del progetto. In fondo, non mi dispiace. Steve Jobs e Apple non saranno per me un modo per far soldi ma un modo per spenderne: bene cosรฌ. Resteranno un’idea un po’ fiabesca.

La mela morsicata, come sai, รจ un classico delle favole. Stay hungry, stay foolish, hai lasciato detto ai ragazzi americani, quando giร  sapevi della malattia. Restate affamati, restate folli. In tanti – non solo ragazzi, non solo in America – oggi vorrebbero dirti semplicemente: stay, Steve. Resta.
Stay,
Just a little bit longer
We want to play
Just a little bit longer
Ma ormai รจ tardi, neppure Jackson Browne riuscirebbe a trattenerti. Sei partito per un posto che nessuno conosce. Se riesci a tirarci fuori un’app, mandacela giรน: sarร  celestiale.

Di Beppe Severgnini da Corriere del 07.10.2011

Geolocalizzazione e mobile marketing: come fare business con app e social game

Ieri ho ricevuto le prime copie-autore del mio primo libro โ€œGeolocalizzazione e mobile marketing: fare business con le app e i social gameโ€, scritto insieme ad Alessandro Prunesti e pubblicato da Franco Angeliย . L’emozione di vedere la prima copia stampata รจ indescrivibile.

Condivido con tutti questa piccola grande soddisfazione, pubblicando il testo della quarta di copertina:

Lโ€™evoluzione dei dispositivi mobili โ€“ dagli smartphone ai tablet pc โ€“ determina il successo dei servizi web accessibili da qualunque posizione: oggi รจ sufficiente un abbonamento a internet e unโ€™antenna GPS per trasformare il nostro cellulare in uno strumento che ci consente di acquisire in tempo reale informazioni sui luoghi nei quali ci troviamo e condividerle con i nostri amici.

Anche in Italia le aziende iniziano a utilizzare i Location-based services e le app come strumenti utili alla creazone di attivitร  di marketing geolocalizzate, che consentono agli utenti di accedere allโ€™offerta di prodotti e servizi attraverso attivitร  di social gaming promosse con lโ€™uso di social network come Facebook, Twitter e Foursquare.

Questo volume descrive le piรน innovative strategie di utilizzo dei Location Based Services da parte delle aziende che investono nel mobile marketing. Viene dato particolare rilievo alle strategie di sviluppo delle app, dei social game e dei servizi di geolocalizzazione applicabili al marketing turistico e territoriale.

Il volume, visto che piรน persone me lo hanno chiesto, sarร  disponibile anche in versione e-book e sarร  disponibile, anche nelle librerie, dai primi giorni di settembre. Grazie a tutti, aspetto vostri feedback.

Send Button di Facebook: il segnala ad un amico si evolve

In queste ore Facebook ha rilasciato una nuova funzionalitร  tra i Social PlugIn. Il nome di questa funzionalitร  รจ SEND BUTTON e, anche se apparentemente non รจ nulla di nuovo (praticamente รจ l’evoluzione social del “Segnala ad un amico”, a mio avviso questa sarร  un’altra ennesima rivoluzione per la condivisione e lo share di informazioni.

Il pulsante Send consente agli utenti di inviare facilmente i contenuti di un sito ad amici e non solo. Le persone avranno la possibilitร  di inviare il link della pagina attraverso un messaggio di posta elettronica ai propri amici Facebook, al wall di un gruppo di Facebook (di cui si รจ membro), e anche come e-mail a qualsiasi indirizzo di posta.

A differenza del LIKE che permette agli utenti di condividere un contenuto con tutti i propri amici attraverso la pubblicazione sulla bacheca, il pulsante SEND consente di inviare un messaggio privato a pochi amici.ย Il messaggio generato dalla nuova funzione conterrร  un link, una immagine recuperata dalla pagina (stessa modalitร  dei post all’interno di FB), e una breve descrizione del link.

L’amministratore di una pagina web puรฒ specificare ciรฒ che viene mostrato nel titolo, l’immagine e la descrizione utilizzando gli Open meta tag Graph. รˆย possibile costruire il pulsante di invio per conto proprio, ma se volete attivare rapidamente il SEND come si fa anche con il pulsante LIKE , รจ possibile aggiungere semplicemente send = true come un attributo al codice del tasto Like giร  esistente. Questa modifica attiverร  il testo mi piace ed il testo Send, uno accanto all’altro. Se volete attivare il vostro pulsante SEND potete accedere alla pagina Developer.

Il pulsante ha le seguenti proprietร :

  • Href: indirizzo da spedire
  • Font: il tipo di carattere da visualizzare nel pulsante. Opzioni: ‘Arial’, ‘Lucida Grande’, ‘Segoe UI’, ‘Tahoma’, ‘ms trabucco’, ‘Verdana’
  • Colorscheme: la combinazione di colori per il pulsante. Opzioni: ‘luce’, ‘dark’
  • Ref: un’etichetta per il monitoraggio del numero di click provenienti da una specifica pagina; Questo valore deve essere inferiore a 50 caratteri e puรฒ contenere caratteri alfanumerici e alcuni segni di punteggiatura (attualmente +/=-.:_). Specificando l’attributo ref si aggiunge il parametro ‘fb_ref’ all’URL del referrer quando un utente fa clic su un link dal plugin.

Quello che vedete qui sotto รจ l’implementazione del bottone all’interno del mio sito (lo trovate in alto a destra).

Per sapere se qualcuno utilizza il tasto SEND รจ possibile, attraverso un minimo di programmazione in JS, intercettare l’evento dell’invio utilizzando il ‘message.send’ del FB.Event.subscribe. Se avete la necessitร  di modificare la lingua del vostro tasto e volete per esempio utilizzare l’italiano (SEND -> INVIA) dovete semplicemente modificare il codice della lingua da en_US ad it_IT (se state utilizzando XFBML) oppure modificare il parametro “…?locale=en_US &…” presente nella URL del vostro iFrame.

Per quanto riguarda l’analisi del traffico generato, Facebook comunica che nelle prossime settimane rilascerร  ilย parametro ‘ref’ per il plugin e si potrร  quindi utilizzare Insight per il monitoraggio del traffico generato. E’ importante segnalare che gli invii generati dal SEND saranno conteggiatiย nel numero totale dei Like. Il totale dei Like sarร  quindi calcolato sommando il numero di preferenze, azioni, commenti e messaggi di posta in arrivo contenente un URL.

Ho provato il servizio autoinviandomi un messaggio sia verso la mia casella di posta Gmail, che verso la posta di Facebook e verso un gruppo al quale sono iscritto, segnalando il mio blog: l’effetto รจ immediato. Nei gruppi viene visto come un post, mentre verso la posta elettronica e verso un account รจ visto come un messaggio di chat.

Io sono sicuro che il pulsante Send diventerร  “onnipresente” sui siti internet come il pulsante Mi piace.

 

Google +1, come si attiva, come funziona e gli effetti sulla rete

Un paio di giorni fa Google, dopo unย postย su blogspot nel Webmaster Central, ha attivato Google +1 e in rete si รจ sentito e letto molto dell’effetto che questa nuova funzionalitร  dovrebbe avere sulle ricerche. Qui potete visualizzare il video Introducing the +1 Button pubblicato su Youtube.

Attualmente Google + 1 รจ attivo solo nella versione Inglese e per attivarlo รจ necessario seguire una semplice procedura. Prima di tutto รจ necessario aver attivato un profilo pubblico su Google Profile e poi spostare il proprio account alla versione inglese di Google per poter accedere a Google.com (e non al .IT). Per poter effettuare questa modifica รจ sufficiente accedere alla home page classica di Google e premere “Google.com in English“. Una volta completato questo passaggio vi accorgerete di avere un interfaccia leggermente diversa, ma soprattutto in inglese! Da questo momento in poi il vostro profilo sarร  impostato (se non l’avevate giร ) sulla versione in Inglese. Personalmente consiglio l’utilizzo di questa versione di default.

Ora per poter attivare ed accedere alle funzionalitร  di Google +1 entrate nel Labs di Google, precisamente nella sezioneย Experimental Search dove troverete le ultime idee in sviluppo e che potete attivare per poterle utilizzare e testare prima dell’ufficializzazione.

 

Attivazione Google +1

Per attivare la funzionalitร  premete il tasto Join this experiments riportato alla destra del nome del nuovo servizio da attivare. Una volta attivata la funzionalitร  (vedrete apparire una scritta This is your selected experiment. Leave). Attivazione completata!

Ora sarร  sufficiente tornare sulla home page di Google.com e procedere con una ricerca, niente di piรน facile. Noterete che vicino ad ogni risultato apparirร  il nuovo tastino di +1, una scritta che riporta il numero delle persone che hanno effettuato lo share (You +1’d this pubblicity) del risultato e l’elenco delle fototo degli avatar degli utenti che hanno effettuato la condivisione. Una volta cliccato sul pulsante +1 il colore del pulsante cambierร  e diventerร  colorato, ad indicarvi che avete giร  espresso la vostra preferenza per quel link.

Risultato della Ricerca "Fabio Lalli"

Quando cliccate sul tasto per esprimere una preferenza, Google vi mostrerร  una pagina in un popup nella quale vi chiederร  di confermare la vostra preferenza e personalizzare il vostro profilo di Google affinchรจ i risultati selezionati possano esser raccolti in una pagina e consultati successivamente.

Esprimere una preferenza con Google +1

Da questa pagina รจ possibile accedere alleย Privacy Policy che consiglio di leggere per due motivi:

  1. dalla pagina delle Policy potete capire in che modo verrร  utilizzata la vostra preferenza
  2. dalla pagina delle Policy si puรฒ accedere alla funzione di configurazione OPT-out di Google e poter decidere se far apparire il vostro nome nel risultato di ricerca di altri utenti, al fine di influenzare la decisione di altri utenti.
Impostazioni OPT-out Google +1

Fatto tutto questo, e selezionate le vostre preferenze, ecco che vedrete apparire nel vostro Google Profile un tab riservato ed accessibile solo a voi, all’interno del quale verranno aggregate tutte le vostre scelte.

Google Profile e attivazione del tab +1

Per i blogger, gli sviluppatori ed i proprietari di siti internet, sarร  presto un’altro bottoncino da “appiccicare” sul proprio sito, ma anche se per adesso non รจ attivo, รจ possibile farne richiesta su una apposita pagina web.

Anche se la funzionalitร  Google+1 puรฒ sembrare la risposta immediata al ยซLikeยป di Facebook, non รจ cosรฌ. Le due funzioni (Like e +1) esprimono la nostra preferenza in modo diverso: il ยซLikeยป di Facebook esprime il nostro gradimento su un particolare contenuto all’interno di Facebook, di un sito o di un blog e si propaga all’interno di Facebook stesso, mentre il +1 di Google influenza direttamente i risultati di ricerca, AdWords e AdSense andando a definire un parametro di “meritocrazia” della rete.

Praticamente il valore di un contenuto si sposta sempre piรน nelle mani degli utenti, che saranno sempre piรน in grado di influenzare le scelte delle ricerche su internet.

 

UPDATE 01/06/2011 : Google pochi minuti fa mi ha attivato la funzionalitร  (come ad altri utenti) e cosรฌ ho realizzato al volo un plugIn per poter inserire il bottoncino di Google + 1 all’interno di WordPress. Potete scaricarlo da questa pagina: https://fabiolalli.com/google1button

HandwritingMe, dall’email alla lettera. Su carta.

Pochi giorni fa ho ricevuto una lettera. Sรฌ sรฌ, una lettera di carta, come quelle che non siamo piรน abituati a ricevere, non una email.

Quando la lettera รจ stata consegnata, io non ero a casa. Mia moglie, dopo averla trovata nella cassetta della posta mi ha chiamato al cellulare e mi ha detto: “Hai ricevuto una lettera“, ed io “Una multa?“. “No, no, una lettera scritta a mano, con una piuma stampata sopra“.ย Ho capito subito di cosa si trattava avendo giร  visto alcuneย foto scattate da altri ma, nemmeno il tempo di riflettere e spiegare a mia moglie l’idea del progetto, che mi fa: “Ma non eri quello tutto tecnologico e 2.0? Adesso da dove esce fuori questa cosa romantica della lettera scritta a mano ?“.

In effetti รจ vero, non ricevo lettere scritte a mano da tempo. Forse l’ultima volta era la lettera di un amico con il quale ho fatto il militare e che mi scriveva gli auguri di Natale dalla Germania e mi raccontava del suo ultimo anno professionale. Io non scrivo una lettera da tempo immemore, la penna la utilizzo per firmare qualche documento e prendere qualche appunto sulla Moleskine, al massimo scrivo la lista della spesa (quando non uso l’iphone) e ogni tanto scrivo qualche biglietto a mia moglie.ย La mia calligrafia รจ peggiorata tantissimo negli ultimi anni e quando scrivo, cercando di andare alla stessa velocitร  della tastiera, faccio mille errori.

Il grande Luca Volpi (@foxarts) รจ riuscito a farmi trovare la voglia di scrivere qualche riga grazie ad un idea tanto semplice, quanto affascinante.ย Il progetto si chiama HandwritingMe e come si puรฒ leggere sul blog:

…il concetto รจ semplice e serve per riscoprire il piacere di un gesto, di un pensiero e di un momento come quello di scrivere una lettera di carta e penna ed inviarla, ascoltando e percependo quella magia dellโ€™attesa e della sorpresa nel trovare nella cassetta delle lettere una โ€œmissivaโ€ a voi dedicata.

Niente altro: nessun obiettivo particolare, nessun business, nessun ritorno. Tutto il vantaggio puรฒ essere nel trovare qualcuno che risponde e che, nellโ€™era delle veloci email e nei post lampo, dedichi un poโ€™ di piacere in un foglio di carta, nella scelta di una penna adeguata e nel cercare una rossa cassetta dove completare la propria opera.

Un sorriso, niente di piรน. Puro divertimento. Se ti va di partecipare, gratuitamente :), lasciami il tuo indirizzo e ti invierรฒ una lettera in carta e penna. Insomma, una di quelle vere…

Anche se non conoscete Luca e volete riscoprire l’emozione dell’attesa di una lettera, potete scrivergli un messaggio e mandargli il vostro indirizzo. Lucaย vi scriverร .ย Io l’ho fatto e la lettera รจ arrivata. Ci ho messo un pรฒ a leggerla, visto che sembra scritta dal mio medico, ma il contenuto mi ha emozionato.

Ci tengo a dire che io e Luca ci conosciamo da poco tempo in effetti: tutto รจ iniziato da twitter, poi Facebook e poi un paio d’ore davanti ad un bicchiere di vino a Milano, tanto per dare un volto ad un nome in rete. E’ iniziata una di quelle amicizie che ti sembra di aver sempre avuto, quelle affinitร  particolari che ti fanno pensare che quella persona la conosci da tempo. Non รจ la prima volta che mi succede, e questo sempre con persone conosciute tramite la rete.

Poi questa lettera non ha fatto altro che consolidare quello che giร  pensavo. Grazie Luca, sei una persona eccezionale.

PS: ti arriverร  la mia a breve ๐Ÿ˜‰

E ora misuriamo Like e tutto ciรฒ che รจ social!

L’utilizzo dei Like, come รจ ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che puรฒ esser chiamata laย Like Economy.ย Negli ultimi mesi inoltre l’utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all’interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso milioni di siti web, trasformando il Like di Facebook in un vero e proprioย Check In del web .

Questa trasformazione del Like ed il traffico da esso generato, ha attivato le attenzioni di molti utenti ed รจ cresciuta sempreย piรน l’esigenza di misurare e monitorare questi dati. Come avevo anticipato nel post C’era una volta un Like, era intuibile che Facebook a stretto giro rilasciasse delle funzionalitร  di Insight mirate al Like ed in generale agli oggetti sociali.

In queste ore infatti, come si puรฒ leggere sul blog di Facebook, รจ stata rilasciata una nuova piattaforma di Statistiche per i siti web, chiamata Real-Time Analytics For Social Plugins. La serie di funzionalitร  messe a disposizione da Facebook, servirร  a migliorare l’analisi dei dati relativi al comportamento degli utenti e l’interazione con le pagine ed aiutare cosรฌ le aziende, i blogger o i proprietari di un sito nell’ottimizzazione in tempo reale dei propri contenuti.

Partendo dal post ufficiale pubblicato sul sito blog di facebook, ecco cosa i siti internet avranno quindi a disposizione:

Analisi del Like
I dati, in formato anonimo, mostreranno il numero delle impression dei pulsanti ed il numero dei click. Attraverso l’analisi del Like sarร  possibile testare l’impatto della posizione dei pulsanti all’interno delle pagine e misurare cosi il CTR.


Analisi dei commenti

Attraverso questa funzionalitร  sarร  possibile visualizzare il numero di volte che gli utenti hanno visualizzato il box dei commenti, quante volte hanno lasciato commenti e quante volte hanno cliccato per vedere il contenuto del sito.

Analisi della popolaritร  delle pagine
Mostrerร  all’utente la popolaritร  delle pagine basando la valutazione su piรน parametri quali commenti, click, condivisioni e visualizzazioni.


Analisi demografica

Permetterร  la visualizzazione dei dati di traffico aggregati per sesso, fascia di etร , lingua e nazionalitร .

Analisi delle condivisioni
Questo strumento permetterร  di analizzare, indipendentemente dai social plugin installati, la modalitร  in cui gli utenti condividono link legati ad un sito all’interno delle bacheche.

Insomma, a brevissimo, oltre ad integrare in un sito strumenti di analisi come per esempio Google Analytics, dovremo rivolgerci anche a Facebook. Dal mio punto di vista, l’utilizzo dell’Insight di Facebook e quello di Google Analytics dovrร  viaggiare in parallelo e non ci sarร  sovrapposizione.

Ovviamente questo sarร  veroย almeno finchรจ Facebook non deciderร , in accordo con Microsoft, di integrare l’analisi del traffico derivante da Bing.

Ora che ho lanciato YepLike!,ย che attraverso l’integrazione con Facebook permette di propagare Like e Dislike degli oggetti nel mondo, la misurazione della iper-realtร  รจ a portata di mano. Riflettendoci, classificando un minimo le informazioni fotografate e geolocalizzateย dagli utenti di YepLike! nel mondo reale, sarร  possibile misurare e valorizzare qualitativamente, oltre che quantitativamente, le preferenze degli utenti anche fuori dalla rete.

Bello soprattutto dopo aver visto che per gli sviluppatori รจ tutto accessibile attraverso le API ed il linguaggio per queryย FQL. Tutta la documentazione รจ disponibile nella sezione Insight, e anche qui, in termini di applicazioni ed integrazioni adesso c’รจ veramente da sbizzarrirsi.

C’era una volta un Like

C’era una volta, in un web non troppo lontano, un piccolo tasto chiamato Like.

Like era un piccolo bottoncino, poco intrusivo, graficamente gradevole, molto disponibile agli utilizzi piรน impensabili (dai blog, ai siti istituzionali, alle landing page e anche ai sistemi di ecommerce) ma soprattutto aveva un fascino particolare: alle persone piaceva cliccarlo e poter dire velocemente “Mi piace!

Erano pochi i casi in cui le persone non cliccavano Like. Il piccolo bottoncino era molto educato, non diceva mai “fail“, “che schifo” o cose similari: al massimo diceva “non mi piace“, ma lo faceva solo dopo aver detto almeno una volta mi piace.

In poco tempo, la sua semplicitร , lo fece diventare una sorta di checkin del web. La rete lo utilizzava in modo talmente tanto intenso che i numeri erano incredibili: non esisteva un angolo della rete, che non avesse il tastino presente almeno in qualche pagina o un utente che non avesse premuto almeno una volta il piccolo pulsantino.

Era talmente tanto utilizzato da tutti, che i suoi cugini Tweets e Share, ย che fino a poco tempo prima avevano ricoperto l’incarico di ambasciatori della condivisione, cominciarono ad avere una certa gelosia nei suoi confronti: erano sempre piรน i like che i tweet e gli share. “Ma come รจ possibile?” si chiedevano i due.

Con il passare del tempo Tweets e Share capirono che la semplicitร  di Like perรฒ non era in fondo cosรฌ positiva. Tutti facevano ricorso a Like in modo superficiale e non lo utilizzavano piรน solo per dire “Mi piace!”.

Like veniva utilizzato nei modi piรน svariati: dall’utilizzo di cortesia “Son passato di qua e ti ho letto, like.“, all’utilizzo di convenienza “Bah si, me lo memorizzo, magari mi serve, like.“, alla pigrizia “Uff, e che chiamo Tweets, poi devo scrivere 140 caratteri… no no, like.” fino all’utilizzo del moda “Ficooo, Laiiic!“. Malgrado questo perรฒ per Tweets non era una vita facile.

Un bel giorno, all’insaputa di tutti, durante una giornata tranquillissima, il papร  di Like, in disaccordo con l’eccessiva discrezione del figlio, lo obbligรฒ a cambiare comportamento: da quel momento in poi Like non avrebbe dovuto piรน esser il bravo tastino innocente che esprimeva un parere, ma bensรฌ un invasore di bacheche, un condivisore spietato e virale di informazioni.

Come continua la storia?

Secondo me, cosรฌ:

  1. Like verrร  utilizzato sempre piรน spesso per azioni virali da siti, brand ed aziende
  2. Like non verrร  piรน utilizzato come prima dagli utenti un pรฒ piรน scaltri ed attenti all’estetica della propria bacheca: d’ora in avanti ci penseranno due volte (almeno) prima di premere un tasto like su un sito. Oggi a me รจ successo almeno 3 volte.
  3. Like continuerร  ad esser utilizzato allo stesso modo da tutti quegli utenti che oggi hanno la bacheca invasa da notifiche di applicazioni e giochi vari.
  4. Like non sostituirร  Share e Tweets, perchรจ verranno utilizzati in modo completamente diverso
  5. Il papร  di Like rilascerร  presto nuovo funzioni per poter gestire la pubblicazione sulla bacheca
  6. Il papร  di Like penserร  a dare degli strumenti di Insight anche per misurare i Like
  7. Like in linea generale verrร  utilizzato di meno per timore

E voi, che ne pensate, come andrร  la storiella ?