L’imprenditore non รจ colui che ha tante idee

Lo ammetto. Anni fa ero tra quelli che ritenevanoย che un imprenditore che riusciva a fare la differenza fosseย colui che sfornaย idee continuamente.ย L’esperienza personale fatta negli ultimi anni mi ha insegnato tutt’altro.

Nella mia “cantina mentale” in questi anni ho accantonato centinaia di idee: alcune negli anni sono state sviluppate, altre regalate, altre eccessivamente precoci sono morte prima di partire (magari oggiย avrebbero ragion d’esistere), altre invece sono ancora lรฌ in attesa di esser riprese e sviluppate.

Alcuneย di queste ideeย sono state realizzate piรน o meno velocementeย e hanno preso forma: qualcuna รจย morta, qualcunaย ha finito il ciclo di vita in modo naturale e altre sono in corso e probabilmente necessitano di ulteriore lavoro.

Ad oggi perรฒ nessuna di queste idee รจ diventata ancora milionaria e forse non succederร  ancora.

Il problema non credo siano la quantitร  di idee, ma la percentualeย di quelle che rimangono nel cassetto, l’incapacitร  di provare e riuscire a portare in porto la restante percentuale.

L’imprenditore non รจย colui che ha tante ideeย di business, nรฉ tanto meno uno che sente che un giornoย avrร  un’idea milionaria, ne tanto meno uno che vuoleย diventare imprenditore di se stesso senza mettersi in gioco.

Un imprenditore รจ colui che esegue, immediatamente, mixando esperienza, pancia, visione e tecnicismo. E’ colui cheย impara dalle precedenti esperienze e se non le ha, impara dalla ricerca eย dalla lettura e dallo studio di quello che sta avvenendo. L’imprenditore รจ focalizzato sul suo progettoย e riduce il rumore circostante con il fine di alzare il livello di attenzione. E’ย colui che usa il diversivo e la sperimentazione come distrazione creativa.

Ho imparato che non รจ necessario fare mille “startup” o micro progetti incompletiย per esser (o sentirsi) un imprenditore. L’imprenditore รจ coluiย che si assume la responsabilitร , il governo e la gestione di un progetto da eseguire e lo porta alla crescita, o alla morte se necessario, ed รจ consapevole dell’impegno preso nei confronti dei collaboratori, degli investitori, degli utenti.

Un imprenditore รจ colui che non permette ad una idea di annidarsi nella mente: ma inizia a chiedersi fin da subito come puรฒย far accadere quello che ha in mente.

Eย fa in modo cheย le cose avvengano.

L’effetto Zuckerberg ed il fare impresa con le chiappe degli altri

Effetto Zuckerberg.

E’ cosรฌ che definisco giร  da un po’ di tempo il trend che si sta sviluppando e che si manifesta sempre piรน spesso. I piรน affetti sono i developer (ma non solo) e tutti quelli che, presi dall’embolo della 1 billion company, si lanciano in affermazioni tipo “ho una idea galattica, l’anti facebook, cerco chi ci mette i soldi e poi la sviluppo” o peggio ancora “mi รจ venuta una idea adesso ci faccio un’altra startup“. Fin qui, onestamente, non vedo nessun problema e trovo corretto che ognuno abbia le proprie iniziative, i propri sogni e progetti imprenditoriali in cui credere. Piรน che mai in un periodo storico in cui il digitale ha in qualche modo democratizzato la possibilitร  di fare nuovo business grazie a nuovi modelli, nuove professioni e tanto spazio ancora disponibile.

Ma il tema รจ un altro.

Il tema รจ che questi mantra (che danno appunto vita a quello che io chiamo l’effettoย Zuckerberg), che ormai si ripetono costantemente come a giustificare qualsiasi scelta professionale improvvisa o cambiamento di direzione (spesso anche e soprattutto a discapito di altri), stanno avendo ripercussioni incredibili, peggio di quello che si possa pensare: frammentazione di focalizzazione, assenza di vero commitment, discontinuitร , incapacitร  di portare (o almeno provare) a termine quanto iniziato, sopravvalutazioe delle proprie competenze e potenzialitร , superficialitร , inaffidabilitร  o nel peggiore dei casi anche mancanza di coraggio di affrontare la chiusura di qualcosa che non ha funzionato o che andrebbe chiuso per tempo, prima di danneggiare anche altri.

Tutti sono alla continua ricerca di una next big thing, ma pochi sono in grado di capire cosa significa scommettere su se stessi e su un progetto iniziato o da inziare. Il problema รจ proprio qui ed รจ nel messaggio che sta passando a livello mediatico: sembra che fare impresa sia rischiare solo una parte del proprio tempo, trovare due soldi per partire (o anche “trovare il pollo che ci crede sulla carta“)ย e poi buttare tutto al secchio se non va, tanto i soldi li hanno messi altri, “io ci ho messo qualche ora di sviluppo, che sarร  mai“.

Troppi pensano che fare Facebook sia facile o che sia frutto di qualcheย piccola scommessa, finchรจ non trovo quello che va. Non รจ cosรฌ. Per fare un facebook ci vuole talento, impegno, costanza, fortuna e determinazione oltre ogni limite e credere nel proprio progetto rischiando, in prima persona, tempo, soldi, faccia.ย Si sta perdendo la capacitร  di focalizzare unย obiettivoย e sempre piรน spesso vedo una velata paura di arrivare al successo, rimandando avanti le scelte o dando la colpa al contesto o tanti altri fattori.

Quanti realmente fanno bootstrapping, quanti sono in grado di validare una idea creando la prima vendita e poi capire se il prodotto realmente puรฒ scalare? Quanti realmente sarebbero disposti a non abbandonare una nave con gli altri a bordo, e cercare di recuperare i danni o almeno decidere di affondarla – con razionalitร ย – per ripartire? Quanti provano a cambiare un percorso e fare un vero pivoting, prima di mollare?

Pochi per quello che che vedo. E pochissimi sono pronti a scommettere realmente. Gli altri giocano a sentirsi (non fare) gli imprenditori con le chiappe degli altri, senza preoccuparsi di finanza, marketing, business, costi, sostenibilitร  del progetto ma solo a cercare di far vedere che l’idea che hanno รจ figa, fino ad abbandonarla.ย 

Tanto, al primo mal di stomaco, c’รจ un altra fantomatica idea da far partire.

Giusto per approfondimento, se vi interessasse fareย bootstrapping vi giro questo link a questo post che ho trovato molto interessante e che ha ispirato questa riflessione, partita da Facebook, sulla quale stavo riflettendo da tempo:ย To bootstrap or not? 5 questions to ask yourself