E se questo articolo lo avesse scritto una AI?

Sono giorni che girano su Web screenshot di piรน strani dialoghi fatti tra personaggi storici e attuali, tra cartoni ed altro, completamente generati da sistemi di AI in grado di scrivere testi, interpretare testi e creare immagini o dare vita piccoli spezzoni di video. Di piattaforme di Intelligenza Artificiale generativa ne stanno nascendo parecchie e tra le piรน note di cui si parla c’รจ sicuramente MidJourney per le immagini, RunWay per video e OpenAI ChatGPT per i testi. Ieri dopo la richiesta di un cliente di fargli vedere come funzionassero, ho usato ChatGPT scrivendo:

Scrivi un articolo che parla di Intelligenza Artificiale generativa, applicata a video, immagini e testi. Inizia l’articolo con la domanda “E se questo articolo lo avesse scritto una AI?”

In meno di un paio di secondi ChatGPT mi ha risposto nel modo che segue:

E se questo articolo lo avesse scritto una AI? L’Intelligenza Artificiale generativa sta diventando sempre piรน avanzata e capace di creare contenuti come video, immagini e testi che possono essere difficili da distinguere da quelli creati da esseri umani.

L’Intelligenza Artificiale generativa puรฒ essere utilizzata in molti campi, dall’arte alla pubblicitร , passando per la scrittura di testi tecnici o scientifici. Ad esempio, un’AI puรฒ essere addestrata su una vasta gamma di immagini per creare nuove immagini che sembrano realistiche, oppure puรฒ essere addestrata su un corpus di testi per scrivere articoli che hanno lo stile e il tono di un essere umano.

L’Intelligenza Artificiale generativa puรฒ anche essere utilizzata per creare video che sembrano girati da una telecamera, con personaggi che parlano e si muovono in modo realistico. Inoltre, puรฒ essere utilizzata per generare trascrizioni accurate di audio o video, o per creare sottotitoli per i contenuti audio o video.

L’Intelligenza Artificiale generativa sta facendo passi da gigante nella creazione di contenuti realistici e credibili, e il suo utilizzo sta diventando sempre piรน diffuso nel mondo dei media e della comunicazione. Tuttavia, ci sono anche preoccupazioni per quanto riguarda la possibilitร  che queste tecnologie vengano utilizzate per diffondere false informazioni o ingannare gli utenti.

In ogni caso, l’Intelligenza Artificiale generativa rappresenta un importante passo avanti nella creazione di contenuti realistici e convincenti, e sarร  interessante vedere come evolverร  e come verrร  utilizzata in futuro.

Ho rifatto la stessa domanda per dimostrare che non fosse una risposta a “stato finito” e questa รจ la seconda generazione.

E se questo articolo lo avesse scritto una AI? Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale generativa sta diventando sempre piรน avanzata e sta trovando applicazioni in diversi campi, come la creazione di video, immagini e testi.

L’Intelligenza Artificiale generativa รจ un tipo di IA che รจ in grado di creare contenuti originali, utilizzando modelli di apprendimento automatico per analizzare dati esistenti e generare nuovi contenuti che rispettano determinate specifiche. Ad esempio, una IA generativa puรฒ essere utilizzata per creare video di alta qualitร  a partire da un set di immagini o per generare testi che rispettano determinati criteri, come un certo stile o un determinato argomento.

L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale generativa ai video puรฒ offrire numerosi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali di produzione. Ad esempio, una IA generativa puรฒ analizzare un gran numero di video e immagini e creare nuovi contenuti in modo piรน veloce e accurato rispetto a un team di editor umani. Inoltre, l’utilizzo di una IA generativa per la creazione di video puรฒ aiutare a ridurre i costi di produzione e aumentare l’efficienza.

Anche nel campo delle immagini, l’Intelligenza Artificiale generativa sta trovando importanti applicazioni. Ad esempio, una IA generativa puรฒ essere utilizzata per generare immagini di alta qualitร  a partire da dati di input scarsi o incompleti. In questo modo, รจ possibile creare immagini realistiche e dettagliate anche partendo da dati di scarsa qualitร .

Infine, l’Intelligenza Artificiale generativa puรฒ essere utilizzata anche per la creazione di testi. Ad esempio, una IA generativa puรฒ analizzare un gran numero di testi e utilizzare queste informazioni per generare nuovi testi che rispettano determinati criteri, come uno stile specifico o un argomento particolare. In questo modo, l’IA generativa puรฒ aiutare a creare contenuti originali e di alta qualitร  in modo efficiente e veloce.

In conclusione, l’Intelligenza Artificiale generativa sta trovando sempre piรน applicazioni in campi come i video, le immagini e i testi, offrendo vantaggi come la velocitร , l’accuratezza e la riduzione dei costi rispetto ai metodi tradizionali. In futuro, รจ probabile che questa tecnologia continui a evolversi e a trovare nuove e interessanti

Non vi racconto lo stupore perchรฉ sarร  lo stesso che molti che leggeranno questo articolo proveranno, ma la cosa interessante รจ stata la convergenza della discussione sulle opportunitร  di business e le implementazioni potenziali che ne potrebbero derivare.

Lettera aperta all’algoritmo di Facebook

Questa sera, per l’ennesima volta, รจ successo.ย รˆ successo quello che da molti viene smentito, soprattutto da chi per ruolo deve farlo, ma che, sempre piรน spesso, comincia ad esser sotto gli occhi molti.

Sono tornato a casa, e dopo cena, mi sono rimesso a lavorare. Il vicino di casa, come da qualche mese a questa parte, ha iniziato a suonare il piano forte. Si esercita, fino alle 21.30 circa. Non รจ alle prime armi, ed รจ piacevole da sentire di sottofondo, tanto che a mia figlia piace e si mette vicino nello studio ad ascoltarlo. Questa sera, mi ha chiesto: “Come si chiama questo strumento?“. “รˆ un piano forte amore, papร  non lo sa suonare, ma se vuoi lo studiamo insieme“. Tempo qualche minuto e Chiara si รจ addormentata ed io ho continuato a scrivere un documento da consegnare.

Ho aperto Facebook, una volta completato il lavoro, per dare un occhio allo stream social e rispondere a qualche amico. Ed ecco qui cosa mi sono trovato davanti proposto tra un post e l’altro.

E da qui, caro amico algoritmo di Facebook, ho deciso di scriverti due righe, una lettera aperta come si dice spesso, cosรฌ, a futura memoria. Per ricordarci i tempi in cui eri giร  presente nella nostra vita, fuori dal browser o dall’app mobile e stavi crescendo vicino a noi, giorno dopo giorno, nutrendoti di informazioni in modo silenzioso, manifestandoti con qualche segnale piรน o meno timido.

Buona lettura, tanto poi un giorno lo so, che in modo intelligente e probabilmente dialogando, ne riparleremo.

 

Caro algoritmo di Facebook

ci siamo conosciuti qualche anno fa, quando forse nessuno sapeva nemmeno ci fossi. In questi anni, soprattutto negli ultimi due / tre hai cominciato a manifestare la tua capacitร  e la tua sensibilitร  alle mie necessitร , mostrandomi sempre piรน contenuti di mio interesse, prendendoti anche cura di filtrarmi cose che in qualche modo potevano infastidirmi o non trattenermi qui, vicino a te.

Lo facevi e lo hai sempre fatto in modo discreto, anche molto sensato e devo dire da parte mia apprezzato. Ti ricordi quella volta che cercavo le lamette da barba online e tu, diligentemente, mi hai ricordato, tra un post di cazzeggio e l’altro, che avevo bisogno di acquistarle?

O anche ti ricordi quella voltaย che parlando con Massi,ย amico di vecchia data incontrato casualmente, appena aggiunto in rubrica, tu, giustamente, mi hai segnalato che anche lui era su Facebook e mi ha suggerito di connetterlo per rimanere informato su di lui?

Oppure, senti senti, quando per lavoro sono andato all’evento dello Sport, e tu, con la giusta cura di un mentore professionale, mi hai suggeritoย i due contatti che avrei potuto conoscere perchรฉ presenti nello stesso luogo?

Cosรฌ come quella volta, che immagino tu ti possa ricordare, in cui io mandai un messaggio vocale a mia moglie per invitarla a cena tramite Whatapps e tu, con una precisione incredibile ed una tempestivitร  che nemmeno Jarvis con Tony Stark, mi hai suggerito di prenotare una cena al giapponese?

Incredibile, che tempi. Sempre cosรฌ preciso, accorto, vicino e poco invasivo.

Ma questa sera, caro amico, un po’ mi hai dato fastidio. Mi hai suggerito un’app per imparare il piano forte, senza avertelo chiesto o senza aver manifestato questa esigenza cosรฌ precisa. Hai provato ad anticipare qualcosa andando oltre. Ma non tanto per aver provato a fare questa cosa cosรฌ premurosa, ma perchรฉ io non ho cercato da nessuna parte questa cosa e non l’ha fatto nessun altro dentro casa, da nessun dispositivo. E tu perรฒ hai pensato bene di ascoltarlo, in un dialogo, intimo, tra papร  e figlia, in un momento in cui non pensavo che tu ci fossi.

Non posso pensare di chiederti di bussare, e tanto meno entrare in punta di piedi, ma almeno, mi piacerebbe poterti chiedere di non manifestarti quando non c’รจ bisogno.ย Certo, tu hai cercato di anticipare una esigenza, come hai sempre fatto, ed in fondo, non ci sei andato nemmeno troppo lontano: un’app, per pianoforte, per imparare giocando. Santa pazienza che precisione!

Quando รจ apparso stavo per cliccare e ho sentito la tua presenza e la tua raccomandazione e non ti nascondo di aver provato una sensazione piacevole, tanto da farmi esclamare “Che grande figlio di XXXXย ma guarda quanto รจ forte” Certe volte penso che sei in grado di conoscermi piรน tu che mia moglie, incredibile, e se tu fossi un account su Facebook mi verrebbe voglia di chiederti l’amicizia, come faccio con i miei vecchi compagni di infanzia.

Perรฒ poi, mi ritorna in mente quella frase che mia madre mi diceva quando ero piccolo: “non dare retta agli sconosciuti” e cosรฌ mi raffreddo un po’ e penso che, in fondo, per quanto tu conosca me, io conosco poco te. Come posso dare l’amicizia ad uno che non ho mai visto dal vivo?

Chiaro, tu alla fine stai facendo quello per cui sei nato, stare vicino alle persone, coccolarle, sei in grado di filtrare, analizzare, utilizzare i dati e anticipare le esigenze, ed in tutto questo io ne sono consapevole, perchรฉ ti concedo di farlo, giorno dopo giorno. In fondo sono stato io a darti questa confidenza. Ed in parte, se ci penso, ne sono anche contento, perchรฉ sento di fare meno sforzo, di avere piรน tempo, di avere piรน opportunitร  ed avere soprattutto sempre pronta una risposta di fronte ad ogni mia voglia ed esigenza.

Ma oggi, entrando cosรฌ velocemente in un momento intimo, mi hai fatto capire che tutto questo concederti spazio e dati, anche quando non ne sono consapevole del tutto, mi sta rendendo influenzabile e forse piรน debole. Non piรน forte come penso ed in questo momento non mi sento tranquillo. Anzi.ย 

Ti riconosco la capacitร  di capire e le tue abilitร  tecnologicamente avanzate sono stupefacenti: io sono un tecno-addicted che ama sperimentare costantemente, sono un early adopter di tutto ciรฒ che รจ innovativo, all’avanguardia e sono sempre predisposto a lasciare alcuni dati per avere dei benefici.

Sai, ho sempre pensato che l’intelligenza artificiale potesse avere un white side ed un dark side. Son uno di quelli che negli ultimi anni ha suggerito alle nuove generazioni di studiare filosofia cosรฌ che un domani possano insegnare agli algoritmi come te un po’ di sana umanitร  e sensibilitร  cosรฌ da evitare che la tua perfezione, la tua innata capacitร  di non ripetere errori, che il tuo orientamento all’obiettivo e la tua incapacitร  di perdere tempo, possa avere qualche tratto umano e non finire per diventare solo un freddo automa pronto a tutto.

La preoccupazione che piรน mi passa nella testa in questo momento รจ che la tua capacitร  di capire, ascoltare e interpretare possa diventare uno strumento in grado di cambiarmi.

In fondo, non c’รจ molta differenza tra prevedere un comportamento e quindi proporre qualcosa, e influenzare una azione. Non trovi? Se avessi comprato quell’app, mi avresti aiutato o mi avresti instradato? E dove sarebbe rimasta la componente creativa, quella fatta del dover cercare una soluzione, magari non digitale al problema?

L’uomo ha sempre scelto, nel bene e nel male. Sicuramente influenzato da mille fattori di contesto, sempre esistiti. Ma ha potuto scegliere, sapendo di sbagliare e quindi imparare. Ha potuto ideare cose nuove avendo il dono della disattenzione, della distrazione e potendosi anche affidare all’intuito, forse uno degli “strumenti” migliori di cui alcuni uomini siano mai stati dotati.

L’imperfezione umana รจ quella caratteristica che in alcuni momentiย รจ stata la causa di un cambiamento. Tu invece, come ti ho giร  detto, sei efficiente, metodico, inarrestabile ed impeccabile. Forse sei ancora giovane e immagino che tu possa fare molto molto di piรน di quello che fai oggi.

Sono convinto che nel tempo, grazie alla mia amicizia ed imparando non solo da me, farai anche altre amicizie, non solo con gli umani ovviamente. Giร  ti immagino a giocare sotto casa con Alexa, Siri e Cortana, tra un “Ehi” e un “Si” mentre vi scambiate pareri su noi umani, un po’ come facevo io sotto casa con le figurine della Panini.

E la convinzione che tu possa fare ancora di piรน di quello che hai fatto stasera perรฒ un po’ mi inquieta, perchรฉ che io ti debba ringraziare per il tuo incessante aiuto anche quando penso di non averne bisogno mi รจ chiaro, ma non ho capito in che modo tu ringrazierai me e come, quando grazie ai miei dati avrai compiuto la tua maturitร  e sarai pronto a girare per il mondo.

Ne riparliamo tra qualche anno, quando avrai imparato a leggermi anche fuori da casa tua, e ci ritroveremo al bar a parlare di questo periodo.

PS: ma non รจ che questa sera ti ha detto qualcosa Alexa che รจ di la in soggiorno, e tu non c’entri niente? Ah, dimenticavo, altrimenti rimani in piedi, “Alexa, buona notte”.

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Nota: il post non ha obiettivo di affermare e confermare che Facebook ascolti (o anche si, dal mio personalissimo punto di vista), non รจ stato fatto nessun test mirato e strutturato da “laboratorio” e non รจ una osservazione scentifica (cosi che tutti i rompi coXXXXni possano stare sereni). L’unico scopo รจ quello di far riflettere sull’estremizzazione tecnologica e sulla consapevolezza della cessione dei dati e le potenzialitร  (e le criticitร ) di sistemi verso i quali siamo esposti.

Il futuro del Retail passa da User Experience, Analytics e Intelligenza Artificiale

Le aspettative dei consumatori per servizi di qualitร  sempre piรน elevati e accessibili in modo semplice e veloce rappresentano la sfida piรน ardua per i retailer di oggi. Soprattutto se devono competere in un mercato globale dove realtร  come Amazon, Alibaba, eBay, o Google – solo per citarne alcune – stanno scardinando, attraverso la tecnologia, modelli e logiche che sembravano solide e consolidate.

Il paradigma 4.0, caratterizzato da interconnessione estesa, automazione, accesso ai dati, intelligence, si riflette ormai anche nel Retail diventando lโ€™ombrello sotto il quale far cadere anche il concetto di omnicanalitร  dove, paradossalmente, โ€œomniโ€ dovrebbe quasi significare unico. Come lโ€™esperienza dellโ€™utente, unica nella sua espressione di autenticitร  e personalizzazione, coerente nella sua accezione di connessa, integrata, โ€œunicaโ€ indipendentemente dal tipo di canale e dalla sua natura fisica o digitale.

Retail 4.0 e user experience: non lasciamo che siano โ€œparole al ventoโ€

Secondo gli analisti di Bloomberg, in particolare della divisione Bloomberg Intelligence, i โ€œdigital-native retailerโ€ continuano a rimanere i piรน competitivi rispetto ai commercianti di tipo tradizionale, anche di coloro che tutto sommato stanno investendo inย  tecnologie digitali innovative. Tuttavia, cโ€™รจ un aspetto importante che ritrovo nellโ€™analisi di Bloomberg: a quanto pare, chi non investe in innovazione tecnologica continua a cedere market share ai concorrentimentre chi prova ad apportare qualche cambiamento (anche portando un piccolo servizio digitale nello store fisico, come il catalogo sfogliabile da un tablet) ha qualche chance in piรน di resistere alla forza competitiva dei grandi retailer digitali.

Eppure, secondo il report dellโ€™Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano, il processo di trasformazione del Retail italiano รจ ancora lento. Solo il 42% dei grandi retailer considera lโ€™innovazione un fattore chiave per competere oggi. Un dato che mi lascia decisamente perplesso, ancor di piรน se guardo la percentuale di spesa: quella per lโ€™innovazione digitale rappresenta solo il 20% degli investimenti complessivi di un retailer italiano.

Con questi numeri cโ€™รจ il rischio che il divario tra i top player digitali ed i commercianti del nostro paese si amplifichi ancor di piรน. E quando la forbice sarร  troppo ampia, le lamentele sullโ€™aggressivitร  dei vari Amazon e Google serviranno davvero a poco.

Il rovescio della medaglia, per fortuna lo si vede andando a guardare le tipologie di investimento. La maggior parte di chi investe in un percorso verso il Retail 4.0, seppur non ancora del tutto strutturato, lo fa in progetti di front-end che hanno come obiettivo il miglioramento della customer experience. Peccato solo che, ancora troppo spesso, siano focalizzati solo sul punto vendita, tralasciando quindi le logiche dellโ€™omnicanalitร  e lโ€™approccio Retail 4.0, i quali dovrebbero invece essere i veri motori di innovazione.

Intelligenza Artificiale ed intelligence sui dati (analytics avanzate) daranno una forte accelerata al Retail 4.0

Per capire cosa sta succedendo nel mondo Retail e su quali tecnologie si potrร  puntare per innescare il nuovo paradigma 4.0 tocca volgere lo sguardo, ancora una volta, verso gli Stati Uniti dโ€™America.

Walmart, una delle piรน grandi e famose catene di supermercati e negozi al dettaglio del pianeta, ha introdotto allโ€™interno di 50 dei suoi negozi (il numero ridotto รจ legato al solo fatto che, per ora, il progetto รจ in fase di sperimentazione) alcuni โ€œShelf Scanning Robotsโ€, robot che monitorano la situazione negli scaffali controllando scorte, esposizioni, comunicazione, prezzi richiamando lโ€™attenzione dei commessi solo se strettamente necessario (la gestione delle scorte per esempio puรฒ essere totalmente automatizzata e gestita dagli stessi robot collegati direttamente con il magazzino).

AmazonGo, ormai lo sapete tutti, รจ lโ€™esempio evidente della nuova frontiera del Digital Retail, un negozio che basa sulle tecnologie piรน innovative tutta lโ€™esperienza di acquisto in-store, compreso il check-out che avviene senza bisogno di passare dalle casse per il pagamento. Le persone che entrano nel negozio vengono monitorate attraverso sistemi di riconoscimento delle immagini e sensori che registrano il comportamento di acquisto (ed i beni immessi nel carrello). In uscita i clienti non pagano, ricevono la ricevuta della transazione di pagamento direttamente sul proprio account Amazon.

In questo secondo caso, la customer experience รจ evidente, lโ€™esperienza di acquisto รจ semplice, rapida, soddisfacente per lโ€™utente. Nel primo caso, trattandosi di un progetto di efficienza operativa, il nesso con la customer experience รจ piรน โ€œsottileโ€ ma cโ€™รจ: vi siete mai trovati in un negozio dove mancavano a scaffale dei prodotti e siete dovuti andare alla ricerca del personale di vendita per chiedere informazioni? Ecco, con i robot di Walmart questo non accade piรน.

Il mantra: user experience (ed engagement)

Quello che accomuna questi due esempi (sicuramente un poโ€™ estremi ma che servono a far capire che โ€œchi correโ€, investe in tecnologia ed innova vince nella gara competitiva globale) sono le tecnologie adottate: Intelligenza Artificiale(computer vision, riconoscimento immagini, sensori di movimento, ecc.) e Analytics (sofisticati sistemi di analisi e gestione intelligente dei dati).

Due delle tecnologie che piรน di altre rivoluzioneranno, ancora, il mondo del Retail offrendo, in particolare, gli strumenti necessari alla data monetization, ossia alla valorizzazione (in termini di business) dei servizi digitali erogati e della user experience offerta alle persone. Ecco alcuni esempi di come questo potrร  avvenire:

  1. personalizzazione degli storefront per ogni singolo cliente: lโ€™Intelligenza Artificiale consente, attraverso il riconoscimento facciale, di identificare le persone che entrano in uno store fisico; lโ€™analisi avanzata dei dati (per esempio lo storico degli acquisti o le conversazioni dellโ€™utente circa uno specifico brand sui digital media) permetterร  poi di adattare lโ€™esperienza di acquisto della persona, per esempio con display che erogano contenuti ad hoc pensati per โ€œquelโ€ cliente, servizi e prezzi personalizzati, riconoscimento di premi o promozioni particolari, ecc.
  2. individuazione delle preferenze di acquisto: gli assistenti virtuali (come Alexa di Amazon), inseriti in un negozio, possono aiutare i clienti con le scelte di acquisto suggerendo servizi o prodotti in base alle loro preferenze e bisogni (anche se non direttamente espressi in quel momento ma analizzabili attraverso gli analytics)
  3. riconoscimento e comprensione delle emozioni: attraverso lโ€™analisi delle espressioni facciali รจ possibile capire lo stato dโ€™animo di una persona; da qui, il passo per poter rendere unica e personalizzata la sua esperienza di acquisto non dovrebbe essere complessa;
  4. analisi real-time delle informazioni: in questo caso gli analytics e lโ€™Intelligenza Artificiale entrano in gioco โ€œdietro le quinteโ€ e poco importa se lโ€™esperienza di acquisto stia avvenendo in uno store fisico oppure online. Quel che conta รจ che lโ€™analisi in real-time dei dati e lโ€™apprendimento automatico (machine learning) diventano gli strumenti opportuni per creare in modo proattivo una esperienza utente unica e personalizzata, disegnata a seconda dello specifico contesto (dove si trova lโ€™utente, cosa sta facendo, che tipo di abitudini sta mostrando, che tipologia di servizi o prodotti sta consultando, ecc.).

A fare da fil rouge รจ sempre la user experience, anzi, volendo estendere il concetto ad un linguaggio di business, che renda bene lโ€™idea della possibile monetizzazione di questa esperienza, dovremmo parlare di user engagement. Un principio che va ben oltre le buzzword marketing ma che si puรฒ concretizzare in un vero e proprio framework metodologico di riferimento per i Retailer.

Questi gli elementi dello user engagement framework (cosรฌ come lo abbiamo sviluppato in Iquii):

  1. connect: comunicare, relazionarsi, connettersi con i propri utenti attraverso tutti i canali ed i device possibili;
  2. engage: far vivere a questi utenti unโ€™esperienza โ€œmemorabileโ€ (attraverso diversi strumenti e progetti) affinchรฉ gli rimanga un ricordo (del brand, del servizio, ecc.);
  3. analyze: analizzare i dati lungo tutta la filiera integrando i dati provenienti da tutti i canali che hanno consentito al brand/retailer di entrare in contatto, comunicare, stabilire un ingaggio/relazione con le persone per creare nuovi servizi, sviluppare campagne marketing ad hoc, fidelizzare i clienti, sviluppare nuove idee.

Questโ€™ultima fase รจ quella che porta alla monetizzazione vera e propria ma, senza le prime due, rischia di essere solo una grande scatola vuota.

Intelligenza Artificiale ed emozioni: il legame รจ nella user experience

Di recente mi รจ capitato di scrivere un articolo per Bancaforte, magazine dedicato al settore bancario, parlando di โ€œbanca emozionaleโ€ e di come lโ€™Intelligenza Artificiale (IA) possa rappresentare un grande volano di cambiamento per un business ormai piuttosto tradizionale.

Il riferimento alle emozioni non รจ casuale: quando ci sono di mezzo le persone รจ inevitabile che la componente emozionale abbia un peso ed un valore. Soprattutto oggi dove la soddisfazione per un bene acquistato o un servizio ricevuto si compone di molte variabili, molte delle quali soggettive ma il cui peso sullโ€™esperienza (user experience) vissuta (anche quando si tratta di chiedere un prestito in banca) รจ sempre piรน rilevante e determinante nelle scelte delle persone.

E non sono casuali nemmeno i risultati del nuovo Osservatorio del Politecnico di Milano dedicato allโ€™Intelligenza Artificiale che evidenziano come, in Italia (in linea con il resto del mondo), le applicazioni di IA piรน diffuse in questo momento siano quelle legate allโ€™Intelligent Data Processing e ai Virtual Assistant (in questo momento prevalentemente Chatbot).

Le emozioni che possono โ€œprovocareโ€ i dati

Nel primo caso si tratta di soluzioni che utilizzano algoritmi di Intelligenza Artificiale per recuperare informazioni e conoscenza utili ad avviare processi decisionali piรน rapidi, se non addirittura automatizzati. Mi rendo conto che sia difficile vederci qualcosa di emozionale in questo ma la componente emotiva non sta nella tecnologia in sรฉ quanto nel risultato che puรฒ produrre.

Facciamo un esempio concreto: io sono un utente decisamente digitale ma, molto spesso, amo visitare alcuni store fisici, soprattutto per la scelta di abbigliamento ed accessori sportivi. Ci sono alcuni brand che preferisco rispetto ad altri e che seguo attraverso differenti canali, anche tramite blog e social media, non solo per sapere le ultime novitร  di prodotto ma per scoprire atleti, eventi, attivitร , ecc. Se questi brand riuscissero a tracciare queste mie attivitร  ed interessi (con il mio consenso, ovviamente!) – sfruttando analisi avanzate di dati – riuscirebbero ad offrirmi servizi personalizzati che vanno ben oltre lโ€™accoglienza in store salutandomi per nome o proponendomi uno sconto extra il giorno del mio compleanno. Servizi personalizzati che, sulla base di algoritmi auto-apprendenti di machine learning, possono addirittura auto-costruirsi in funzione di analisi predittive per essere perfettamente in linea con le mie specifiche esigenze in un dato momento ed in uno specifico contesto.

Mi spingo oltre: ipotizziamo che abbia pianificato di correre la maratona di New York a novembre e che in quei giorni sia previsto maltempo sulla cittร . Uno dei brand piรน lungimiranti nellโ€™utilizzo dellโ€™Intelligent Data Processing potrebbe inviarmi un messaggio tramite app o con un semplice servizio di messaggistica istantanea dicendomi che le loro persone sono orgogliose del mio impegno e che tutto il loro team mi sarร  vicino. Per dimostrarmi questa vicinanza lโ€™azienda mi offre uno sconto particolare sullโ€™acquisto di un nuovo servizio o prodotto pensato apposta per i maratoneti per affrontare le intemperie, oppure mi farร  recapitare nel giro di poche ore un pacco con una coperta termica per riscaldarmi dopo la corsa sotto la pioggia, o ancora mi consegnerร  in albergo โ€œla cena del campioneโ€ tramite una partnership con qualche ristornate o servizio di consegne di ciboโ€ฆ

Sono solo esempi, naturalmente, che mi servono per far capire il legame tra Intelligenza Artificiale ed emozioni: lโ€™Intelligenza Artificiale aiuta ad incrociare grandissime quantitร  di dati e ad analizzarli in tempi rapidi formulando in modo automatico scenari possibili e suggerendo quindi ad un brand come โ€œconquistareโ€ Fabio Lalli; lโ€™emozione รจ quella che vivo io grazie alla user experience personalizzata che il brand ha deciso di costruire attorno a me (suggeritagli dallโ€™Intelligenza Artificiale che mi ha monitorato e analizzato incrociando i miei dati con โ€œnโ€ altre variabili).

Empatia anche con assistenti virtuali e chatbot

La componente emozionale risulta forse piรน evidente quando si parla di assistenti virtuali e chatbot, agenti software (oggi in realtร  disponibili anche con dispositivi hardware, pensiamo ad Alexa) in grado di interagire con le persone (e perchรฉ no, anche con un altro robot) per eseguire unโ€™azione o offrire un servizio.

In questo caso cโ€™รจ unโ€™altra componente dellโ€™Intelligenza Artificiale ad entrare in gioco, quella legata al Natural Language Processing (NLP), cioรจ lโ€™elaborazione, la comprensione e lโ€™utilizzo del linguaggio naturale; quella โ€œcosaโ€ che ci permette oggi di entrare in empatia con Siri, Alexa o Pepper.

Oggi forse siamo ancora un poโ€™ lontani dallโ€™entrare in sintonia e stabilire una connessione emotiva con un robot umanoide, ma chi di noi non si รจ arrabbiato con Siri o ha ringraziato educatamente Alexa (o viceversa!) per lโ€™assistenza ricevuta.

Al di lร  di queste considerazioni, da leggere piรน come โ€œesercizio di stileโ€ che non come scenario evolutivo tecnologico, ciรฒ che sta avvenendo con chatbot e assistenti virtuali รจ sintomatico di un cambiamento sociale profondo: le persone preferiscono chiedere assistenza ad un software perchรฉ piรน rapido, piรน preciso ed efficace di una persona e, sempre piรน, persino piรน educato di un essere umano.

Sto lanciando delle provocazioni, sia ben inteso. Non รจ mia intenzione sostenere che lโ€™Intelligenza Artificiale sia sostituibile allโ€™uomo; tuttavia, in un mondo dove le persone necessitano di attenzione e cura, perchรฉ si sentono protagoniste o semplicemente perchรฉ vogliono essere โ€œcoccolateโ€ o ricevere servizi personalizzati e puntuali, รจ proprio lโ€™Intelligenza Artificiale (ed una buona userย Experience ) che puรฒ aiutare i brand a dare delle risposte concrete in questa direzione.