Internet for peace. Il marketing “buono” esiste

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Nel novembre del 2009 il professor Umberto Veronesi scriveva un articolo, pubblicato anche sulla Stampa, in occasione dell’uscita del numero di Wired che lanciava la candidatura di Internet per il Nobel per la Pace. Un appello firmato anche da Giorgio Armani, dal Nobel Shirin Ebadi, Riccardo Luna, Negroponte, Chris Andersoon e molti altri ancora.

Da li in avanti di Pace e Scienza, di Internet, libertà e della rivoluzione digitale, ne abbiamo discusso un pò tutti, abbiamo criticato, condiviso e promosso l’iniziativa: da Veronesi a tanti altri premi Nobel, Luna e suoi interventi in sedi governative, dalle testate giornalistiche ai blog, da facebook a twitter, fino ai Flash Mob for Peace.

Alla fine il premio è stato assegnato a Liu Xiaobo, oppositore al governo cinese. Internet non ha vinto, ma questa è stata una grande iniziativa, sono stati presentati e diffusi tanti giusti princìpi ed un manifesto importante. E’ stato un bellissimo il progetto ed è stata una grandissima campagna. Grazie all’iniziativa Internet for Peace, Wired ha praticamente creato un “movimento” per far riconoscere Internet come strumento di costruzione di massa, di pace, libertà e democrazia, come giustamente evidenziano quelli di Ninja Marketing nel loro post.

Per molti questa è stata una vera e propria campagna di Marketing e niente altro. Personalmente non la vedo così.

Anche se questo “scoop” è stato per molti una delusione, e per quanto anche io mi sia sentito un pò preso in giro, trovo che l’iniziativa sia stata fatta per una giusta causa e ritengo che sia stato un utilizzo “buono” del marketing. Forse uno dei pochi casi in cui un brand si fa promotore di argomenti condivisi per dare visibilità al proprio marchio, attraverso iniziative benefiche, pacifiste o umanitarie.

Complimenti a Wired e a tutti quelli che hanno alimentato attivamente l’iniziativa.

Flash Mob for Peace a Roma

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Un Flash Mob per Internet for Peace, per candidare Internet al Premio Nobel per la Pace, per manifestare la voglia che abbiamo, tutti, di vedere Pace e sorrisi nel Mondo, per pensare positivo e dimostrare che la voglia di vivere non è una questione di bandiera o di una fede specifica.
Il 29 Maggio 2010, avremo un occasione importante e allo stesso tempo divertente per dimostrarlo. Possiamo alzare la voce, insieme al cuore, per testimoniare il nostro amore non per una persona, non per la nostra città, ma per qualcosa di ancora più alto, La Pace.
Internet for Peace è una campagnia estesa a livello mondiale a testimonianza del valore di internet come mezzo di diffusione del messaggio di Pace.
Il Flash Mob, scelto come forma dimostrativa di questa manifestazione,  nasce proprio creare un momento incentrato sull’amicizia, il divertimento, sulla gioia ed il colore. L’idea questa volta non è di baciarsi, frizzarsi o spararsi con la schiuma, ma è quella di dare un messaggio forte creando, tutti insieme, un enorme simbolo della Pace, tutti vestiti di colori pastello, richiamanti la bandiera della Pace.
Piazza del Popolo a Roma, luogo dove si svolgerà il Flash Mob, verrà simbolicamente rinominata Piazza del Popolo della Rete, e per qualche minuto verrà affissa una targa simbolica su quella già esistente.
Pubblico questo post come invito a partecipare numerosi, e vi chiedo di propagare questo messaggio ad amici, conoscenti, parenti e a tutti coloro che ritengono la Pace un principio fondamentale, al di là dei colori, delle religioni e delle convinzioni politiche. Io ci sarò.
Se cercate informazioni sull’evento e sulla modalità potete leggere il blog ufficiale del Flash Mob Romano.

Tra Possibile e Immaginario come da Negroponte a Bernabè.

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Ieri sera sono stato all’Auditorium di Roma con Waggle per sentire Nicholas Negroponte (fondatore del MediaLab del Massachussetts Institute of Technology – Mit), vedere un pò di gente , sentire un pò di interventi di Luca Sofri e qualche altra informazioni di Riccardo Luna relativamente ad Internet for peace .

Questo è il primo evento del 2010 al quale partecipo e devo dire che ne è valsa la pena: ascoltare l’intervento di Negroponte, vedere l’entusiasmo con il quale descrive le sue esperienze, la sicurezza che trasmette, scoprire il modo in cui il progetto One Laptop for Child sta avanzando nel mondo, vedere il laptop tanto raccontato volare a terra e non rompersi e soprattutto vedere dal vivo un personaggio come lui, è assolutamente stimolante. Il suo intervento è stato il vero momento della serata.

Il resto della serata è stato alimentato da una conduzione simpatica e leggera del direttore di Wired e un pò di battute di Sofri che hanno tenuta viva la platea. Quello che invece mi ha lasciato un pò di amarezza sono stati gli interventi di Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia, che ha dato veramente i “numeri” con alcune perle che sono riuscito a segnarmi sulla moleskine:

  1. Introduzione su Arpanet, protocollo Tcp-Ip, nascita di internet per scopi militari. Un quarto d’ora di pistolotto che poteva anche risparmiarci.
  2. “A San Diego in California la connettività è di scarsa qualità e quella dell’Italia è di gran lunga superiore.” Io infatti nel 2008 ero connesso da un hotspot gratuito vicino al mare di San Diego, e video chiamavo su Skype con mia madre in Italia;
  3. “La sanità Italiana è una delle migliori del mondo.” Probabilmente lui si cura in strutture private;
  4. “Telecom investe in infrastrutture”. Infatti alcuni amici in Calabria, hanno la centralina di Telecom a 100 metri da casa, ma sono connessi con le chiavette di H3G da 5 anni perché nessuno gli porta il cavo;
  5. “Gli anziani in italiani non vanno su Internet? Gli portiamo internet sulla TV”. No comment, non sarebbe il caso di portare prima la connessione a tutti?
  6. “Il 95% dell’Italia è coperta da connessione”. Sarà vero? Ho i miei dubbi.
  7. “Dei 26 milioni di italiani connessi in Rete almeno 22 sono su Facebook e questa è una popolazione che ha un’alfabetizzazione alta e un uso avanzato della Rete” . In effetti la maggior parte degli utenti su FB è talmente avanzata che si becca virus tramite applicazioni del cavolo, si iscrive a gruppi improbabili, si fa rubare i dati perchè non sa nemmeno come si utilizzando le policy di privacy e subisce truffe banali.
  8. “In Italia c’è una sana concorrenza tra operatori telefonici che garantisce libertà di scelta e innovazione”. Infatti io a casa ho Telecom perchè sono masochista, non perchè Fastweb non ci arriva.
  9. “Degli italiani in internet, la maggior parte sono famiglie con figli”. E con questo? Potremmo applicare quindi la filosofia di One Laptop for Child di Negroponte: insegnare ai bambini per insegnare alle famiglie.

Riporto poi qui di seguito anche alcune frasi e note che ho preso:

  1. “Internet è uno strumento di costruzione di massa” – Riccardo Luna
  2. “La rivoluzione in Iran non è avvenuta a causa della morte di Michael Jackson. La rete ha spostato l’attenzione in un momento cruciale” – Citazione di Luna, frase di Rania di Giordania
  3. “Real time is new prime time” – Slide di Luna, frase di Rania di Giordania
  4. “Let’s use social for social good” – Slide di Luna, frase di Rania di Giordania
  5. “Fini supporta la candidatura di Internet for Peace” – Luca Sofri
  6. “Nella politica italiana c’è una discreta ignoranza di internet” – Luca Sofri
  7. Tymothy Garton Ash, da approfondire.

Tra gli interventi di Maruzzi di Google Italia, le battute di Luca Sofri e i sorrisi di stupore di Negroponte si è chiusa una piacevole serata.