2012 Happy new year. E adesso… si parte!

E rieccomi qui come ogni anno a scrivere il post di chiusura di questi 365 giorni oramai trascorsi.

Anche quest’anno come l’anno scorso lo faccio in “zona cesarini“: ho appena finito di mangiare una serie indefinita di antipasti e primi piatti messi a tavola e per cercare di smaltire un pรฒ, e fare spazio al resto, ho deciso di scrivere al volo questo post.

Beh, che dire: il 2011 รจ stato un anno veramente particolare. Non รจ stato entusiasmante come mi aspettavo, ma nemmeno eccessivamente negativo. Non ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero datoย nel 2011, anziย ne ho bucati parecchi, ho avuto qualche delusione e allo stesso tempo ho realizzato alcune cose che non mi aspettavo (l’Associazione Indigeni Digitali, Followgram, IQUII, Bebaloo). Insomma un anno che potrei definire di assestamento, di pianificazione e sviluppo e molto, ma molto formativo.

Formativo perchรจ una serie di errori fatti ed esperienze vissute mi hanno insegnato ancora una volta che le relazioni migliori, quelle che durano veramente tanto, sono quelle che nascono con le persone con le quali condividi passioni e valori prima di tutto: non c’รจ interesse, c’รจ stima e apprezzamento e questo consolida veramente il rapporto.

Ho appreso che ci sono persone che รจ meglio perdere che trovare, purtroppo. Soprattutto, purtroppo, non ho capito ancora come capirlo… prima di trovarle!

Ho consolidato un idea che ho da tempo: รจ possibile riuscire a fare quello che vogliamo anche di fronte a obbiettivi insormontabili, e non serve la fortuna. Bisogna solo volere le cose, avere fede ed impegnarsi con ardore, forza, passione e coinvolgimento. Poi tutto viene da se. La fortuna non esiste, รจ un falso mito, semmai esistono doni e grazie di qualcuno piรน grande di noi.

Ho capito che se non sei da solo, le cose riesci a farle molto meglio e piรน grandi. Ho avuto la fortuna, anche grazie allo sviluppo di Indigeni Digitali, di circondarmi di persone di talento, brillanti, professionali e determinate con le quali รจ possibile costruire qualcosa di veramente importante. Cristiano, Giuliano, Annalisa, David, Diego, Lorenzo, Gabriele, Alessandro, Emanuele, Tommaso, Francesca, Massimiliano, Jacopo, Luca, Massimo, Giovanni e molti altri ancora: grazie a tutti voi.

Ho capito che sperimentare, provare e fallire รจ importante: solo cosรฌ si puรฒ crescere e riuscire a fare il salto.

Ora, cosa mi aspetto dal 2012? Uscire dalla mia zona di comfort, e riuscire a farlo al massimo, anche perchรจ – sarร  che mi piacciono gli anni pari – sono convinto che il 2012 sarร  un anno particolarmente intenso e pieno di cambiamenti. Il 2010 lo avevo iniziato con un lancio da 4000m… questa volta lo inizio con un altro lancio. Un pรฒ diverso. I dettagli li saprete tra qualche giorno ๐Ÿ˜‰

Vabbรจ, ora mi preparo per il secondo e per il brindisi…. vi faccio i miei piรน sinceri auguri.

Buon anno nuovo pieno di soddisfazioni e risultati! Daje!

GeoLocal – Informare, conoscere ed coinvolgere

Oggi pomeriggio alle 15 avrei dovuto tenere un talk presso la Business International all’evento Social Media Marketing 3.0. Purtroppo per un piccolo inconveniente capitato poco prima dell’ora di pranzo non ho potuto partecipare.

Il mio talk dal titolo Geolocal Informare, conoscere e ingaggiare (termine cambiato successivamente in coinvolgere su suggerimento di Vincenzo S. in una discussione su Facebook) aveva l’obiettivo di presentare i sistemi di Location Based Services e di GeoLocal alle imprese presenti: le slide erano sono strutturate per mostrare il mercato degli smartphone in fortissima crescita, focalizzare l’attenzione sulla situazione in Italia, mostrare dei numeri di crescita del mercato e dell’utilizzo delle applicazioni e dei social network per poi arrivare a farne capire i benefici e dare degli spunti per valurne un possibile investimento futuro.

Il cuore della presentazione รจ a mio avviso nel passaggio dove appunto parlo di Geolocal e di come strumenti dedicati possano permettere alle aziende di informare i propri utenti, conoscerne abitudini ed esigenze e come coinvolgerli e fidelizzarli attraverso sistemi diย Social gaming, realtร  aumentata, loyalty e competizioni, deals e rewards.

StartApp. Dall’App alla Startup #bto2011

Ieri per la prima volta ho partecipato al BTO 2011 a Firenzeย con una presentazione dal titolo “StartApp. Dall’App alla Startup“.

Ci tengo per prima cosa a fare i complimenti a Mirko Lalli (“mi0 cugino” toscano, non mio fratello ๐Ÿ™‚ ) e alla sua organizzazione, perchรจ organizzare un evento che riesce a crescere di 1000 persone in un anno e raggiungere numeri come quelli visti quest’anno (circa 5000 persone) รจ veramente un risultato incredibile. Complimenti veramente, spero di esserci l’anno prossimo, e perchรจ no, dare un contributo con Indigeni Digitali in qualche panel.

Il panel che ho tenuto dalle 16.30 alle 17.30 in #Hall1 era orientato allo sviluppo di applicazioni e di come queste possano diventare un progetto di startup. E’ evidente che in un ora รจ complicatissimo cercare di sviluppare completamente un discorso del genere e quindi ho cercato di riassumere i passaggi a mio avviso piรน critici, in una 50ina di slide.

I tepi affrontati sono stati:

  1. App Economy ed ecosistema delle applicazioni per Smartphone
  2. Importanza della presenza su Mobile
  3. Tipologia di applicazioni HTML5 e applicazioni Native
  4. 3 principali errori nell’approccio allo sviluppo di un progetto di Startup
  5. APP + Startup = StartApp
  6. Differenza tra Business Plan e Business Model
  7. 5 suggerimenti per un progetto di StartApp
  8. Il Business Model Canvas di Alexander Osterwalder
  9. Introduzione e qualche approfondimento alla Customer Development Metodology di Steve Blank
  10. Lancio di un progetto e la strategia
  11. 3 caratteristiche fondamentali per esser virali e coinvolgere gli utenti

The Holstee Manifesto: This is Your Life.

Questa รจ la tua vita.

Fai ciรฒ che ami. Se non ti piace qualcosa, cambiala.

Se non ti piace il tuo lavoro, lascialo.

Se non hai abbastanza tempo, smetti di guardare la televisione.

Se stai cercando l’amore della tua vita, smetti di cercarlo.

Arriverร  da solo quando comincerai a fare le cose che ami fare.

Smettila di analizzare ogni cosa.

Tutte le emozioni sono belle. La vita รจ semplice.

Quando mangi apprezza ogni singolo morso.

Apri la tua mente, le braccia e il cuore a nuove cose e alle persone.

Noi siamo uniti nelle nostre differenze.

Chiedi alle prossime persone che incontri quali sono le loro passioni

e condividi con loro le tue aspirazioni e i tuoi sogni.

Viaggia spesso; perderti ti aiuterร  a ritrovare te stesso.

Alcune opportunitร  si presentano una volta, prendile al volo.

La vita sono le persone che incontri e le cose che crei con loro.

Esci fuori e comincia a creare.

La vita รจ breve. Vivi i tuoi sogni e condividi le tue passioni.

 

Per maggiori informazioni potete seguire qui il progettoย http://holstee.com/

Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore

Ieri sera ho avuto modo di partecipare al primo evento diย StartpDay – Il futuro รจ piรน forte della crisi, organizzato da Medioera a Viterbo. L’evento ha l’obiettivo di creare un momento di incontro tra giovani startupper e neo imprenditori, universitร  e altri enti e condividere progetti idee ed esperienze.

Durante la serata ho condiviso delle slide dal titolo Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore e affrontato alcuni temi relativi al mondo delle startup, il processo di realizzazione di un business plan e presentato il Business Model Canvas diย Alex Osterwalder, pubblicato nel suo libro Business Model Generationย di cui consiglio vivamente la lettura, con i suoi vantaggi, le sue applicazioni e le modalitร  in cui puรฒ esser utilizzato.

Il Business Model Canvas รจ un quadro dโ€™insieme che permette di visualizzare facilmente le relazioni tra i vari elementi del Business Model. E’ organizzato inย 9 blocchi che identificano le 9 entitร  che devono esser analizzate affinchรจ si possa arrivare ad una valutazione Costi / Ricavi piรน puntuale possibile.

I 9 blocchi sono:

  1. Customer Segment: Sono i clienti divisi in gruppi per bisogni, interessi, tipo di relazione, pro๏ฌtto e canali di distribuzione Descrive i clienti, dividendoli in classi e da modo capire i bisogni, per cosa sono disposti a pagare e che potenziale hanno.
  2. Value Proposition: รจ tutto quello che ha valore per i vostri clienti e che la vostra societร  รจ in grado di offrire. Descrive il valore, i prodotti ed i servizi erogati classi๏ฌcandoli in base ai clienti.
  3. Channels: Sono i mezzi con cui il vostro servizio, descritto nella value proposition, raggiunge il cliente attraverso comunicazione, distribuzione e rete di vendita. Descrive tutti i canali, i mezzi e le modalitร  in cui arriverete ai vostri clienti. Circoscrive il ciclo di vita dellโ€™acquisto e lโ€™esperienza dellโ€™acquisto dellโ€™utente.
  4. Customer Relationships: Sono tutte le modalitร  in cui lโ€™azienda si mette in relazione con il cliente e la modalitร  con cui gestisce la relazione con il cliente. Descrive lโ€™esperienza del cliente ed il modo in cui lโ€™azienda rafforza la propria immagine sul mercato e misura lโ€™ef๏ฌcacia delle proprie relazioni.
  5. Revenue Streams:ย Sono tutti i possibili incassi generati dai diversi clienti, segmentati per categoria, valore e tipologia di cliente A cosa serve Descrive il pricing ed i livelli e le tipologie di servizio e in che modo i clienti effettuano il pagamento.
  6. Key Resources:ย Sono tutto ciรฒ che serve allโ€™azienda per riuscire a produrre il valore da offrire al cliente: risorse ๏ฌsiche, intellettuali, umane, ๏ฌnanziarie Descrive ed elenca tutte le risorse necessarie e in che modo sono in relazione con il valore offerto.
  7. Key Activities:ย Sono tutte le attivitร  necessarie alla creazione del valore offerto al cliente: progettare, sviluppare, produrre, inventare, pubblicizzare. Descrive lโ€™elenco delle attivitร  e la relazione con il valore offerto.
  8. Key Partners:ย Sono tutte le aziende partner con le quali si vogliono instaurare dei rapporti al ๏ฌne di creare valore da offrire al cliente: alleanze, partnership, fornitori, cooperazioni. Descrive tutte le relazioni chiave da instaurare per ridurre i costi, diminuire i rischi, individuare fornitori con prodotti speciali e alleanze strategiche in termini di posizionamento e marketing
  9. Cost Structure:ย Sono tutti i costi sostenuti dallโ€™azienda per le risolrse, le attivitร  ed i partner. De๏ฌnisce lโ€™elenco dei costi ๏ฌssi e variabili che lโ€™azienda dovrร  affrontare.
Vi segnalo alcune risorse interessanti per approfondire l’argomento:
Qui di seguito trovare le mie slide pubblicate su Slideshare:

Business model canvas – Creare, fornire e acquistare valore.

View more presentations from Fabio Lalli
Ringrazio Medioera e Mauro Rotelli per aver coinvolto me e il nostro network Indigeni Digitali: sento e ho il piacere di partecipare ad eventi nei quali รจ sempre piรน forte la voglia di fare rete, creare opportunitร  e dare un forte cambiamento al nostro sistema imprenditoriale giovanile. Sono convinto che questa sia la strada giusta per il cambiamento.

 

StartupDay – Il futuro รจ piรน forte della crisi

Domani a Viterbo ci sarร  un evento dal titolo “StartDay – Il futuro รจ piรน forte della crisi”. Dall’idea imprenditoriale al business plan. Si tratta dell’ultima iniziativa di Medioera, il festival di cultura digitale di Viterbo, che sarร  presentata il 21 ottobre dalle 18 al Light bar di Viterbo in collaborazione con l’associazione “Viterbo Futura”.

Vi riporto il comunicato ufficiale pubblicato sul sito dell’organizzazione :

โ€œIl futuro รจ piรน forte della crisiโ€. Dallโ€™idea imprenditoriale al business plan. Eโ€™ lโ€™ultima iniziativa di Medioera, il festival di cultura digitale di Viterbo, che sarร  presentata il 21 ottobre dalle 18 al Light bar di Viterbo. Una serata dedicata alle start up, alle idee che vogliono prendere forma, che vogliono diventare una opportunitร  concreta, professionale ed economica. Tutti, i giovani in particolare, sono infatti invitati a partecipare per proporre le loro idee imprenditoriali legate al mondo delle nuove tecnologie. ๏ฟผProgetti, iniziative, e chi piรน ne ha piรน ne metta, da presentare e condividere con gli altri per creare opportunitร  e dar vita a nuove realtร  imprenditoriali. Un modo per aiutare i giovani a crescere e a promuoversi e per dimostrare che la crisi economica si supera solo lanciandosi in settori nuovi, freschi e ancora poco esplorati. La serata del 21 ottobre al Light vedrร  la partecipazione di Fabio Lalli e sarร  soltanto lโ€™inizio di un percorso da sviluppare poi con tutto lo staff di Medioera.โ€จLe migliori idee saranno selezionate e supportate per poi dar loro le giuste gambe per correre sul mercato.โ€จMaggiori informazioni nei prossimi giorni saranno diffuse dai profili Facebook e Twitter di Medioera e sul sito www.medioera.it.

Durante la serata terrรฒ un intervento dal titolo “Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore“. Spiegherรฒ in 40 slide (mi fa strano, di solito abituato a farne massimo 20) in che modo un neoimprenditore / startupper (ma non solo) puรฒ approcciare ed utilizzare questo modello per la propria startup, il proprio progetto o un prodotto.

Le slide le pubblicherรฒ domani pomeriggio su Slideshare e farรฒ un update di questo post.

Se siete da quelle parti, ci vediamo domani.

Hacktivism, partecipare al cambiamento

Poco meno di un anno fa scrissi un post per un blog relativamente al concetto di Hacktivism. Lo ripropongo sul mio blog perchรจ ritengo sia sempre piรน attuale.

La rete, comโ€™รจ ormai noto, รจ divenuta uno straordinario strumento di relazione per costruire luoghi dove sperimentare nuovi modelli di socialitร . In questi luoghi digitali โ€“ blog, social network, forum, sistemi di instant messaging โ€“ si รจ sviluppata e continua a crescere costantemente una forte interazione tra persone attraverso la partecipazione libera ed lo scambio di informazioni e conoscenze.

Questo meta-luogo, dove si conoscono e si vivono ruoli e identitร  diverse da quelle a cui siamo abituati e che ci ha dato la possibilitร  di imparare, conoscere, sbagliare e riprovare, รจ divenuto il catalizzatore della trasformazione e dellโ€™innovazione sociale. Non solo, la rete si รจ trasformata in quello spazio dove si puรฒ criticare, partecipare e condividere idee, progetti, pensieri e coordinare le azioni e le decisioni da intraprendere per cambiare lo stato presente delle cose.

La partecipazione, lโ€™accesso a queste relazioni e la volontร  di fare network รจ il presupposto dellโ€™hacktivism ossia lโ€™evoluzione delle forme dellโ€™attivismo sociale e della militanza politica che presuppongono un utilizzo efficace, basato sui principi dellโ€™ etica hacker, degli strumenti di comunicazione, e in particolare dei computer e della rete. Questi ultimi smettono di essere soltanto strumenti di produttivitร  e diventano mezzi attraverso i quali gli hacktivisti agiscono per produrre informazione indipendente e โ€œdal bassoโ€ contrastando i modelli e i simboli della comunicazione dominante e, al tempo stesso, producendo i luoghi e gli strumenti di una comunicazione libera e orizzontale.

In questi ultimi anni, in Italia, abbiamo assistito sempre di piรน alla mancanza di una vera identitร  dei partiti, allโ€™immobilismo delle organizzazioni, ma soprattutto alla perdita di interesse per la discussione sulla cosa pubblica, lasciando le decisioni in balia di unโ€™angosciante e deprimente dirigenza politica. Quello che mi fa preoccupare รจ la mancanza di partecipazione, oggi ridotta esclusivamente alle proteste e alle manifestazioni in piazza, che sono senza dubbio un momento importante, ma che non possono essere lโ€™unico modo di fare politica. Non si puรฒ pensare di trasformare un sistema politico-sociale obsoleto, partecipando 3 volte lโ€™anno, in 100.000, in una piazza.

Per far si che le cose cambino e per riuscire a riprenderci la politica, cโ€™รจ bisogno di partecipazione fatta di azioni e presenza volontaria, di responsabilitร  e sostegno attivo, di condivisione e diffusione di dati, che possa generare veramente valore e cultura. Questo puรฒ avvenire attraverso lโ€™utilizzo dei mezzi che oggi abbiamo a disposizione.

La rete appunto e tutto quello che questo strumento puรฒ attivare.

19.10.2011 – Presentazione del libro “Geolocalizzazione e Mobile Marketing” allโ€™Universitร  Europea di Roma

Mercoledi 19 ottobre alle ore 16:00, presso lโ€™Aula Tesi dellโ€™Universitร  Europea di Roma, presenterรฒ insieme ad Alessandro Prunesti il nostro nuovo libro โ€œGeolocalizzazione e mobile marketing: fare business con le app e i social gameโ€, edito da Franco Angeli.ย Oltre a noi interverranno, durante la presentazione del libro:

  • P. Paolo Scarafoni, L.C., Magnifico Rettore dellโ€™Universitร  Europea di Roma
  • Prof. Gianluca Casagrande, Direttore Scientifico del Geographic Research And Application Laboratory
  • Prof.ssa Margherita Pedrana, docente di Economia del Turismo presso lโ€™Universitร  Europea di Roma.

In accordo con Alessandro abbiamo deciso di dare un taglio molto pratico e dinamico alla presentazione, in linea con lo spirito del contenuto del libro. Il programma sarร  il seguente:ย introduzione e saluti del Rettore e introduzione da parte del Prof. Casagrande, Alessandro approfondirร  i temi trattati allโ€™interno del volume (mobile marketing, geolocalizzazione, check-in, social gaming, pianificazione strategica e operativa), mentre io presenterรฒ alcune case histories attuali analizzandoli in modo un pรฒ piรน specifico dal punto di vista del marketing e dei modelli di business. La sessione si concluderร  con l’intervento da parte della Prof.ssa Margherita Pedrana, che evidenzierร  lโ€™importanza delle applicazioni mobili per lo sviluppo del settore del marketing turistico.

Durante la presentazione mostreremo i dati relativi ai check-in di Foursquare e Instagram dei presenti, aggiornati in tempo reale, evidenziando nel modo piรน pratico possibile in che modo รจ possibile mettere in pratica unโ€™attivitร  di mobile marketing e social gaming.

La Sala Tesi ha posti limitati; per questo motivo, per partecipare allโ€™evento รจ necessario prenotarsi compilando il modulo su Eventbrite.

Vi aspetto.

Un anno di felicitร , vera.

Un anno fa mi รจ cambiata veramente la vita: รจ nato Mattia.

Scrissi un post nel quale esprimevo l’emozione dell’attesa, poi la sequenza di immagini del parto che ti rimbombano nella testa, l’incontro del primo giorno di vita e poi la promessa che sarebbe diventato la persona piรน importante della mia vita. La suo arrivo mi ha reso fin da subito consapevole di una cosa: tutto non sarebbe stato piรน come prima.

E’ cosรฌ, non esagero. Tutto non รจ piรน come prima. E’ molto piรน bello. Anzi, รจ meglio ed รจ ancora piรน indescrivibile di quello che si possa immaginare. Lo puoi capire solo vivendo questa esperienza.

Durante i primi giorni di vita ti addormenti ascoltando il suo respiro ed il tuo sonno rimane leggero perchรฉ hai la preoccupazione di non sentirlo, di esser poco attento e pensi possa succedere qualcosa. Cerchi tenerlo vicino pensando che sia piรน al sicuro. Il livello di attenzione รจ a livelli altissimi e non vorresti perderlo di vista un secondo. Il livello di dialogo ed interazione dei primi mesi รจ difficile, e non รจ semplice capire cosa voglia e ogni volta cerchi di intuire e intercettare, soprattutto quando non sta bene o si lamenta, cosa tu possa fare per fargli capire che ci sei. E’ difficile, stancante e stressante.

Con il passare del tempo lo vedi crescere e progredire. E’ piccolo, ma fa cosa incredibili. E’ piccolo, ma ti sembra stia crescendo velocemente. Alcuni momenti ti sembra che cresca anche troppo velocemente: vorresti ancora coccolarlo cosรฌ piccolo, dolce e con quell’odore della pelle che ti manda in estasi e che ti rende impossibile stargli lontano.

Qualcuno pensa che un bambino ti cambi la vita perchรจ con il suo arrivo non puoi piรน uscire, non puoi stare con gli amici o non puoi goderti il tempo libero, e lo spazio personale si riduce: si รจ vero, รจ indiscutibile che lui richieda attenzione e non si puรฒ negare che modifichi le dinamiche e le abitudini di ogni componente della famiglia.

Ma il vero cambiamento non รจ questo.

Ti accorgi che ti ha cambiato la vita quando stai lontano da casa e non vedi l’ora di vederlo. Quando addormentandoti vuoi sentire il suo respiro perchรฉ รจ il suono piรน piacevole e rilassante che un uomo possa sentire. Quando torni a casa e ti sorride dicendo, a modo suo, Papร  e non vorresti piรน partire. Quando facendo i primi passi verso di te, ti stringe con quelle manine piene di forza prima di cadere, facendoti sentire importante. Quando ti ride a singhiozzo perchรจ si sta divertendo e ti cancella dalla mente qualsiasi altra cosa. Quando piangendo, malgrado ancora non parli, ti fa capire che vuole qualcosa e ti rendi conto di esserci entrato veramente in sintonia. Quando giocando ti fa capire che per lui non รจ importante ieri o domani, ma adesso. Quando conoscendo una cosa nuova si stupisce incredibilmente, facendoti pensare all’importanza della scoperta delle cose semplici e del bisogno di continuare a stupirsi delle piccole cose anche da grande. Quando vorresti immortalare ogni piccola novitร  perchรฉ ti sembra il momento piรน bello del mondo o ancora quando ogni cosa che fai pensi di farla per lui.

Auguri piccolino di Papร  per questo tuo primo anno di vita e grazie per avermi reso cosรฌ felice.

Papร .

Addio Steve, ingegnere dei nostri sogni

Vi riporto il testo dell’articolo di Beppe Severgnini pubblicato sul Corriere di oggi. Tra i tanti articoli, post e tweet letti oggi, questo รจ quello che mi ha colpito di piรน ed รจ riuscito ad emozionarmi.

Arrivederci Steve Jobs, ingegnere dei sogni, genio di senso pratico, uomo non facile specializzato in cose facilissime da usare. Non ti hanno assegnato il premio Nobel: troppo difficile collocarti in una categoria. Qualcuno ha scritto che non ci hai lasciato, ti sei soltanto trasferito sulle nuvole ยซa settare il nuovo iCloudยป. Sono le consolazioni poetiche del lutto, il modo in cui chi resta s’inventa fili con chi va. Come se certi morti fossero aquiloni, cui non vogliamo assolutamente rinunciare. Steve Jobs รจ nostro: proprietร  collettiva. Appartiene a chi ha scelto da molti anni i suoi prodotti, intuendone la genialitร ; a chi s’รจ innamorato di un iPhone o di un iPad solo recentemente, riconoscendo le icone del nuovo secolo; a chi ha lavorato con lui o per lui o contro di lui; a chi scrive questo saluto nella sera lattiginosa di Sa Pa, Vietnam settentrionale, la Cina oltre un fiume, wi-fi che funziona, MacBook Air sulle ginocchia. Tredici etti di metallo e intelligenza che mi tengono compagnia nel mondo. Il primo portatile l’ho acquistato vent’anni fa in California: Powerbook 140, il mio veicolo grigio verso un’Internet ancora in bianco e nero.

Il primo computer รจ stato un Macintosh SE (1987), solido e cubico: ci ho scritto il primo libro. Gli amici chiedevano ยซMa รจ compatibile?ยป, e io rispondevo: con me di sicuro, con Microsoft non m’importa. Ricordi personali, certo. Ma il saluto del mondo, oggi, รจ la somma di un miliardo di ricordi, tanti sussurri che diventano un tuono riconoscente. Servizi e strumenti non alla portata di tutti? Certo. Ma alla portata di tanta gente, sempre di piรน. Prodotti costosi? Forse. Ma prodotti unici. Egoismo, piattaforme chiuse? Perรฒ con iTunes la musica รจ rinata, e App Store รจ il mercato dei sogni a 0,79 โ‚ฌ.

Steve Jobs, puoi andartene orgoglioso. Hai cambiato il mondo che hai trovato, e questa รจ una buona maniera di vivere, per tutti. Hai dimostrato come le industrie possano migliorare la vita della gente; ed รจ giusto che vengano premiate dai fatturati, quando ci riescono. In trent’anni di mestiere non ti ho mai incontrato di persona, a differenza di altri americani celebri. Non ho mai partecipato ai riti di Cupertino, non ho mai assistito dal vivo alle tue splendide presentazioni egocentriche. Non ho mai acquistato un’azione Apple, anche se sono sempre stato convinto – fin da subito – del prodotto e del progetto. In fondo, non mi dispiace. Steve Jobs e Apple non saranno per me un modo per far soldi ma un modo per spenderne: bene cosรฌ. Resteranno un’idea un po’ fiabesca.

La mela morsicata, come sai, รจ un classico delle favole. Stay hungry, stay foolish, hai lasciato detto ai ragazzi americani, quando giร  sapevi della malattia. Restate affamati, restate folli. In tanti – non solo ragazzi, non solo in America – oggi vorrebbero dirti semplicemente: stay, Steve. Resta.
Stay,
Just a little bit longer
We want to play
Just a little bit longer
Ma ormai รจ tardi, neppure Jackson Browne riuscirebbe a trattenerti. Sei partito per un posto che nessuno conosce. Se riesci a tirarci fuori un’app, mandacela giรน: sarร  celestiale.

Di Beppe Severgnini da Corriere del 07.10.2011