Il Like di Facebook รจ il CheckIn del web, ed il traffico รจ social

Di solito non mi piace dire l’avevo detto, ma questa volta, visto il modo simpatico in cui ho scoperto che un’altra delle mie mille elucubrazioni visionarie ha preso forma, lo dico: l’avevo detto! Giuliano, uno dei veri Indigeni Digitali con i quali mi trovo ogni tanto a parlare, ha twittato pochi minuti fa un messaggio nel quale dice “Il #checkin migra sulle pagine web e l’analisi del traffico dei siti web diventa #social http://ow.ly/27LxN @fabiolalli l’aveva previsto“. In effetti il concetto descritto e l’applicazione sviluppata รจ praticamente la stessa che avevo pensato anche io qualche tempo fa.

Oggi gli utenti stanno impazzendo per i servizi di geolocalizzazione e l’effetto rete, contaminante per definizione, sta facendo crescere ogni giorno il numero di informazioni condivise, i check-in effettuati e i badge assegnati. Il check.in, come ho spiegato in altri post, รจ fondamentalmente quell’azione che l’utente compie nel momento in cui decide di condividere con gli altri determinate informazioni (una foto, un video, un parere su un locale) o semplicemente il momento in cui si trova in un determinato indirizzo. Fare un check-in significa praticamente rispondere alle 4 domande Chi?, Dove?, Cosa? e Quando? con la sola azione di un click.

Vi siete mai domandati dove ultimamente avete fatto questa azione, anche se non cosรฌ esplicita? Si, proprio quella, cliccando il LIKE Button su Facebook o sui vari siti internet che hanno integrato i social plugins. Se ci pensate nel momento in cui cliccate il tasto Mi piace, a tutti gli effetti avete risposto alle stesse domande e avete dato molte informazioni:

  • Alla domanda Chi? avete risposto con Nome e Cognome
  • Alla domanda Cosa? avete risposto con una capillaritร  incredibile selezionando il singolo post
  • Alla domanda Quando? avete risposto dando un istante preciso
  • Alla domanda Dove? avete risposto indicativamente con le stesse informazioni di un checkIn, anche se con un livello di dettaglio leggermente inferiore. Ma neanche tanto se pensate all’analisi del traffico che viene fatto da Google Analytics…

Ma ora se vi impegnate ancora di piรน e ci pensate ancora un pรฒ, vi accorgerete che il checkIn lo fanno tutti gli utenti di internet praticamente da sempre, solo che, invece di farlo con un click sul tasto CheckIn o un su un tasto Like, lo fanno subdolamente al caricamento delle pagine navigate e tutte le informazioni vengono rilevate dai sistemi di analisi del traffico.

E quindi dove sta la cosa nuova? Sta nel fatto che tutte le informazioni in questo caso diventano piรน social con tutti i vantaggi del caso, sia in termini di propagazione dell’informazione (effetto LIKE , condivisione verso amici e verso lo stream di altri social) sia in termini di analisi dei dati (informazioni geolocalizzate, profilate ed estremamente dettagliate).

L’ulteriore valore che secondo me andrebbe poi sviluppato ed associato al concetto di checkIn รจ la risposta alla 5a domanda: Perchรจ?

Secondo me, banalmente, basterebbe ri-attivare sui siti internet una cosa che รจ sempre esistita sul web: un sistema, come il like di facebook, ma che permetta all’utente perรฒ di esprimere un valore. Praticamente il classico dei piรน classici tasti rating, magari a cinque stelline. Si svilupperebbe cosรฌ anche un informazione qualitativa, ย integrata ad informazioni e dati tendenzialmente quantitativi. Pensate se FourSquare modificasse il suo tasto checkIn in 7 tastini e ciascuno di questi avesse un valore. Per ogni checkIn potremmo esprimere per esempio un valore numerico che potrebbe esser contestualizzato e analizzato.

Se poi volessimo rendere preciso anche il Dove?

Utilizzando unย QR Code, leggibile dalla fotocamera di un cellulare o di uno smartphone, e sfruttando i sistemi GPS integrati, potremmo avere dei dati geolocalizzati in modo piรน preciso al posto della localizzazione effettuata tramite IP.

Se lโ€™IT va in cloud e diventa un servizio

Negli ultimi tempi ho avuto modo di analizzare ed approfondire tematiche relative alย concetto di SaaS (Sofware as a Service) e mi sono convinto di una cosa: i tempi sonoย maturi per il passaggio definitivo, di alcune realtร , al completo utilizzo del software in cloud e outsourcing. Secondo me a partire dalla metร  del 2010 e per i prossimi due anni, vedremo crescere il mercato del SaaS inย modo considerevole, ben oltre il software tradizionale. Anzi, vedremo un radicale abbandono delle applicazioni tradizionali client, anche su sistemi Mobile.

Della modalitร  SaaS se ne parla da tempo e spesso, sotto forme e nomi diversi, da servizi in ASP fino al software on demand. Anche se piccole sfaccettature e diverse caratteristicheย rendevano differenti queste modalitร , il concetto di fondo era sempre lo stesso: si trattavaย comunque di software non residente su sistemi aziendali, ma su server terzi, e fruibile viaย web.

Il limite piรน grande che ha fermato la crescita di questa modalitร  in questi anni รจ secondo meย riconducibile fondamentalmente a 2 fattori:

  1. La continuitร  del servizio: le infrastrutture non garantivano la possibilitร  di fruire di servizi presso terzi. I principi diย business continuity , ridondanza ed alta affidabilitร , fino a poco tempo fa, non erano alla portata di tutti, mentre oggi vengono affrontatiย con molta piรน attenzione dalle aziende, e da fornitori di servizi;
  2. La sicurezza delle informazioni:ย la scarsa conoscenza dei marchi non rendeva facile la scelta delleย aziende. “Depositare” i propri dati presso terzi non era (e non lo รจ anche oggi) una decisione semplice.

Oggi queste problematiche sono state tendenzialmente superate e le aziende sono molto piรน predisposte: da una parte le tecnologie permettonoย di essere sempre always-on, i fornitori sono in grado di fornire servizi in continuitร ย con livelli di efficienza elevata, i dati possono esser cifrati con sistemi sofisticati, i produttori di software in accordo con gli ISV hannoย iniziato a proporre soluzioni in partnership o co-branding, guadagnando in credibilitร  e fiducia.

Negli ultimi anni alcune software house e alcuni produttori di software hanno iniziato aย mettere a disposizione soluzioni di ERP, strumenti di Business Intelligence e CRM completamente utilizzabili e fruibili via web. Il targetย individuato e maggiormente attento a questo tipo di soluzioni รจ stato quello delle PMI che, non avendo internamente alta competenza tecnica, avendo budget ridotti e non avendo l’IT come Core Business, hanno potuto ridurre gli investimenti in Information Technology affidandosi a servizi completamente in outsourcing, in cloud.

In Italia siamo ancora indietro da questo punto di vista e mentre noi stiamo a guardare e aspettiamo, nel resto del mondo รจ invece molto interessanteย vedere come il mercato del cloud computing stia evolvendo: oltre alle soluzioni SaaS si parla anche di Platform-as-a-Service (PaaS) e Infrastructure-as-a-Service (IaaS). Il Platform-as-a-Service, per esempio, ha una logica simile al SaaS, ma in questo caso non viene utilizzato in remoto un singolo programma, ma una piattaforma software che puรฒ essere costituita da diversi servizi, programmi o librerie.

Se il trend – come immagino – sarร  crescente, assisteremo ad unย cambiamento radicale della fruizione dei servizi IT, avremo sempre piรนย servizi ed applicazioni utilizzabili on line,ย vedremo sempre piรน diminuire il numero delle macchine e dei server, e i data center (sempre piรน virtualizzati e distribuiti) non saranno quelli di oggi.

Questo significa che le aziende che non hanno nell’IT il proprio Core Business, potranno esternalizzare sempre di piรน servizi, infrastrutture e applicativi andando sempre piรน verso il concetto di It-as-a-Service . Le responsabilitร  relative alla continuitร  del business e alla sicurezza saranno demandate al fornitore e gli investimenti dell’azienda potrannoย focalizzarsi sull’innovazione della propria attivitร .

Della serie, ad ognuno il proprio mestiere.

Fastweb, tieniti la tua ADSL! #fail

Dopo 10 anni di ADSL Telecom, qualche giorno fa, mi ero lasciato tentare dalla voglia di passare a Fastweb, non fibra (visto che in zona da me non ci arriva), banalmente un ADSL 10Mb. Ho pensato “Vabbรจ, non sarร  mica un passaggio difficoltoso, no?” Che sarร  mai, ADSL verso ADSL.

Dopo esser stato contattato da un operatore (su mia richiesta effettuata dal sito), e dopo aver approfondito tutti gli argomenti piรน o meno tecnici, tutti i pro e contro con piรน persone, prezzi e tariffe, mi sono deciso: lascio telecom passo a Fastweb.

Effettuata la richiesta e spiegate tutte le condizioni, mi chiedono la carta di credito e facciamo tutta la trafila delle registrazioni telefoniche. Via, parte l’iter. Vengo contattato da un tecnico per il sopralluogo e fissiamo una data ed un orario per l’appuntamento (in base alla loro esigenza): 8 giugno 2010 ore 9.00/10.00 del mattino. Un orario comodo – direi -, dopo tutto, tutte le persone alle 9 del mattino sono a casa ad aspettare che venga un tecnico, giusto? Vabbรจ mi organizzerรฒ. Cosa non si fa per avere una linea veloce…

Ieri, casualmente, ho avuto un incidente con lo scooter e oggi, fortunatamente/sfortunatamente, mi sono ritrovato a casa, tutto il giorno, a causa dell’infortunio. Beh, guardiamo il lato positivo, sono a casa, cambierรฒ la mia ADSL e posso anche aspettare un eventuale ritardo del tecnico! Whow…

Oggi รจ il giorno dell’appuntamento (ora sono le 17.44 circa) e da questa mattina non รจ passato nessuno, nemmeno una chiamata, nemmeno un sms o una mail. Ho provato a chiamare il numero di Fastweb: ovviamente risponde un IVR e non ci sono opzioni specifiche per il mio caso: manca solo il tasto Jack!

Nessuna possibilitร  di parlare con un omino per imprecare ed inveire, niente: l’unico contatto che funziona, รจ quando richiedi di comprare il servizio on line, inserisci il numero di cellulare e loro ti chiamano dopo 10 minuti massimo (eccezionale). Peccato che se fai domande tecniche o ti lamenti ti dicono: “Signore, noi non ci occupiamo di questo.” E alla domanda “E chi devo chiamare io per lamentarmi?” Cade la linea….

Ora, io mi domando: ma รจ possibile che nei processi di gestione del cliente, non ci sia un operatore (dico uno) che si sia mai preoccupato di migliorare il rapporto con il cliente, a partire dall’appuntamento iniziale?

A voi รจ mai capitato di fissare un appuntamento con telecom, fastweb o chicchesia e sentire il campanello suonare all’orario stabilito? Se mi dite di si, posso ritenermi veramente sfigato.

Bene, ho ri-preso di nuovo una decisione: Fastweb con me ha chiuso. Se questo รจ il modo di comportarsi nella fase in cui deve catturare il cliente, figuriamoci dopo.

Il mio unico rammarico รจ dover rimanere su Telecom e non poter avere avere una linea leggermente piรน veloce… ma in fondo, meglio accontentarsi.

[update 10 giugno 2010] Ad oggi nessuna chiamata ricevuta …

[update 15 giugno 2010] Fastweb, chi l’ha visto, … o sentito?

[update 16 giugno 2010] Fastweb mi comunica che mi staccherร  la linea per attivarmi la linea faswteb

[update 17 giugno 2010] Mi hanno allacciato la linea fastweb, dopo il test va come l’ADSL di Telecom #fail

[update 18 giugno 2010] La linea telefonica non funziona in ingresso e chi prova a chiamare riceve un segnale come se il numero fosse inesistente

[update 19 giugno 2010 – ore 16.40] Dopo due giorni di chiamate oggi mi dicono che c’รจ un errore sulla centrale per una non corretta configurazione. Hanno aperto una segnalazione

[update 17 luglio 2010 – ore 17.00] L’ADSL adesso va fissa a 4mbps ed un operatore al telefono, dopo la mia segnalazione, mi dice che รจ normale, perchรจ la zona non permette una connessione superiore a 5Mbps perchรจ altrimenti il telefono non funzionerebbe. Ma che vuol dire!??? Di fronte alla mia richiesta di spiegazioni la risposta รจ stata: “Senta lei ha firmato, e questo รจ quello che lei ha accettato”. Io non ho mai firmato niente e loro hanno fatto una registrazione telefonica… Io ho fatto una richiesta di disdetta prima che loro facessero qualsiasi cosa, e loro hanno attivato… Boh!

[update 20 settembre 2010 – ore 15.00] Bene, della serie quando le storie non finiscono mai… Oggi casualmente vengo a sapere che Fastweb mi ritiene in mora (e che potrebbero staccare tutto) perchรจ non pago le loro fatture: peccato che come sistema di pagamento ho lasciato la carta di credito (su loro richiesta in fase di attivazione) e non ho mai ricevuto nulla a casa, nemmeno una chiamata. Contestualmente mi arrivano le bollette di Telecom che invece vuole esser pagata per un servizio ADSL che invece dovrebbe esser cessato (contestualmente alla portabilitร  del numero su Fastweb): a loro invece risulta ancora attivo ed in essere. Io mi domando: ma come fa ad esser attivo se il numero รจ stato passato su Fastweb?ย Ma io dico… ora scrivo a tutto il mondo, associazione consumatori, gabibbo, fastweb, telecom… vediamo un pรฒ

[update luglio 2011] Fantastico! Come promesso Fastweb mi ha upgradato la linea di casa e ora, malgrado non sia ancora una copertura in Fibra, ho una linea stabile ed efficiente. Grazie

[update settembre 2011] Molti utenti leggono il mio post “avvelenato” e pensano che io abbia ancora problemi. Ci tengo a dire a tutti che il servizio, dopo un inizio decisamente pessimo, si รจ rivelato veramente efficiente. Non si sono piรน manifestati problemi e la velocitร  della banda รจ assolutamente soddisfaciente. Certo se arrivasse la fibra sarebbe ancora meglio… Fastweb fai qualcosa! ๐Ÿ™‚

 

Adesso che ho l’iPad, voglio anche il teletrasporto

Visto che in questi giorni ne ho parlato/twittato/commentato a go go, prometto che questo รจ lโ€™ultimo post che scrivo in modo dedicato, con le mie prime impressioni e poi non vi ammorbo piรน. Ho deciso di fare un post un pรฒ marzulliano: mi faccio le domande (che poi son quelle che mi sono state fatte) e mi rispondo.

Perchรจ ho comprato lโ€™iPad
Beh, le motivazioni piรน o meno serie le ho giร  spiegate nel post precedente dal titolo “Ecco i 10 motivi del mio acquisto” . Cito un Tweet di Massara โ€œSi compra con le emozioni, si giustifica un acquisto con la logica…โ€. Eโ€™ vero ed รจ quello che รจ successo a me, perรฒ posso confermare, dopo oltre 4gg di utilizzo, quello che pensavo di questo oggetto: รจ un prodotto che darร  il via ad una ulteriore rivoluzione digitale ed al modo di concepire lโ€™interazione tra uomo ed informazione.

Impressioni a primo impatto
Si lo ammetto. Mi sono sentito come il Capitano Kirk in Star Trek quando, a bordo dellโ€™Enterprise, impugnava il PADD (Personal Access Display Device) per intercettare il segnale del tele trasporto.

La sensazione principale che ho provato รจ stata quella di utilizzare qualcosa di futuristico, anche se in fondo, non cโ€™รจ niente di nuovo, anzi. Lโ€™iPad permette di fare le stesse cose di prima, quelle che avreste fatto con un cellulare (o una chiavetta) e un pc (magari un netbook), ma con una maggiore semplicitร  e mobilitร .

Dal punto di vista del design e dellโ€™interfaccia non c’รจ nulla di cui rimaner stupiti: รจ un iPhone gigante con le stesse identiche caratteristiche.

Alcuni pregi
Sicuramente la semplicitร  dโ€™uso. In generale questa caratteristica contraddistingue in generale i prodotti Apple, ma nel caso dell’iPhone e dell’iPad รจ veramente alta.

In particolare la cosa che mi ha colpito รจ la tastiera virtuale: la dimensione, non so se ci avete fatto caso, รจ la stessa della tastiera reale dei MacBook. Mi viene quasi da pensare che la dimensione dellโ€™iPad sia vincolata proprio alla scelta di dare allโ€™utente una tastiera โ€œrealeโ€.

Un altro pregio, ma questo potrรฒ confermarlo con il passare del tempo, รจ la durata della batteria: in questi giorni tra installazioni, utilizzo, navigazione e via dicendo, penso di averlo stressato a sufficienza, ma la batteria รจ durata intorno alle 9/10 ore.

Qualche difetto
Il primo che ho riscontrato รจ relativo alla video camera, non parlo della fotocamera dopo tutto non lo utilizzerรฒ mai per fare foto, ma forse in mobilitร , una videoconferenza, magari su Skype, lโ€™avrei fatta volentieri.

Il secondo che ho potuto verificare รจ relativo al browser: essendo un sistema touch, molti siti sono โ€œmozziโ€ e non funzionano correttamente. Su twitter per esempio non appaiono i tasti retweet e rispondi che sono attivati dallโ€™evento onmouseover (non utilizzabile su sistemi touch che scatenano solo eventi al click). Forse in questo momento sarebbe stato piรน corretto implementare un sistema di โ€œfrecciaโ€ del mouse, come avviene per esempio su i browser dei cellulari nokia o forse รจ necessaria unโ€™ accelerazione nella progettazione di interfacce per device touch. Magari un domani cambieranno i siti.

Il terzo รจ relativo alla gestione dei documenti e questo lo rende ancora “non completo”. Mi spiego meglio. Per gestire i documenti devo o lavorare in Cloud (via web) o comunque connesso ad un Mac (o pc) via iTunes. Questo limite, secondo me, non permette di decidere di comprare un iPad e sostituirlo completamente ad un dispositivo fisso o portatile in modo definitivo.

Il quarto รจ il peso: รจ leggero e non si mette in discussione, ma durante la lettura di un libro รจ facile stancarsi se si tiene con una mano sola.

Poi ci sono poi i โ€œdifettiโ€ noti e ultra-segnalati su tantissimi siti: non cโ€™รจ la possibilitร  del tethering, non si possono inviare SMS, รจ stata tolta la sveglia, non cโ€™รจ il multitasking, ci sono ancora poche applicazioni, ma questi li ritengo difetti superabili con qualche workaround.

Libri e giornali
Per quanto riguarda i libri ho iniziato a convertire qualche pdf in formato eBook e devo dire che la consultazione (ricerca inclusa nel testo) รจ veramente comoda. Potrebbe esser utile un sistema di bookmark del testo, tag delle pagine e magari interazione (sottolineare e disegnare come se fosse un vero libro).

Riguardo ai giornali, invece, come ha scritto giร  Marco Massarotto nel suo post, le testate italiane purtroppo sono ancora molto indietro in termini di progettazione. Hanno realizzato applicazioni che non fanno altro che scaricare un PDF in locale e questo le rende poco fruibili. Ci sono applicazioni invece molto interessanti come per esempio Mashable, BBC e Time che permettono anche l’acquisto diretto della copia del giornale.

Applicazioni
Per adesso non ho installato molte applicazioni anche perchรจ sono dellโ€™idea che moltissime cose si possano fare direttamente on line, utilizzando il browser. Tra quelle che perรฒ che consiglio assolutamente ci sono:

  • Pages, Keynote e Numbers (suite iWork, a pagamento)
  • DropBox (gratuita)
  • CloudReaders per la gestione in cloud dei documenti (gratuita)
  • WordPress (gratuita)
  • FeeddlerRSS (gratuita)
  • RDP, VNC e TeamViewer per lโ€™assistenza remota (gratuite le versioni lite)
  • Adobe Ideas (gratuita)

In che modo si puรฒ usare
Per quanto mi riguarda lo utilizzo prevalentemente per lavorare (posta, documenti, ricerche web) e per social divertimenti vari. Lo utilizzo per scrivere il mio blog e per leggere giornali e libri. Attualmente non l’ho utilizzato per ascoltare la musica, mentre ho avuto modo di vedere una puntata di flash forward, e con mio grossa soddisfazione, devo dire che รจ fantastico.

L’iPad puรฒ esser visto come device per gioco ed entertainment (ci sono giochi fantastici), ma l’idea di spendere una cifra di questo tipo solo per giocare mi sembra eccessiva.

Con applicazioni mirate e verticali ritengo che l’iPad possa diventare un dispositivo per la mobilitร  veramente completo: pensiamo per esempio agli agenti di vendita, alla distribuzione, agli agenti immobiliari e a tutti coloro che svolgono attivitร  fuori sede. Con uno strumento del genere avrebbero veramente l’ufficio a portata di mano.

Potrebbe esser utilizzato per la formazione e a livello scolastico: i libri, il diario, e la gestione dei documenti in cloud potrebbero dare vita ad un nuovo modo di “fare” e “andare” a scuola.

Connessione e modello
Io ho comprato il modello 32GB + Wifi/3G. Ho scelto di prendere il 3G per avere sia il GPS che la possibilitร  di connettermi indipendentemente dal cellulare. Se avete perรฒ un Android con sistema Froyo (o altri cellulari che permettono la condivisione della connessione in hotspot) potete tranquillamente procedere con l’acquisto di un modello senza 3G, funziona benissimo e ho fatto dei test. La scelta della capacitร  32Gb fondamentalmente non ha nessuna spiegazione particolare: ritengo semplicemente di non avere bisogno di cosรฌ tanto spazio. Per quanto riguarda la connessione utilizzo, attualmente, una microsim di H3G.

Consiglio lโ€™iPad
Ho ricevuto piรน volte la domanda: “Me lo consigli?“. La risposta รจ “Non compratelo, aspettate ancora.” Secondo me รจ giusto rimanerne senza e decidere di non spendere soldi (se non ne avete una esigenza vera), perรฒ poi, non ditemi โ€œPosso provarlo!?!!โ€. A parte gli scherzi, รจ sicuramente un oggetto molto utile per chi lavora in mobilitร : posta, internet, gestione dei documenti. Se poi, avete la possibilitร  di utilizzare una connessione 3G integrata o vi connettete in tethering attraverso altro cellulare, beh, รจ il massimo. Compratelo.

Dal mio punto di vista รจ un prodotto che, attualmente, non puรฒ sostituire in tutto un pc: il software non รจ ancora cosรฌ completo, cโ€™รจ molto da studiare in termini di interfacce e poi il prezzo รจ ancora troppo alto. Se pensate di prenderlo per togliere completamente il pc allora direi di no. E’ un prodotto che ancora non puรฒ vivere da solo.

Cosa penso del futuro di questi device
Dal mio punto di vista i netbook, intesi come โ€œpiccoli pcโ€ a prezzi economici, saranno completamente sostituiti da dispositivi touch e la tendenza sarร  sempre piรน verso sistemi integrati che permettano connessione, gestione documenti e posta. Sono sicuro che l’iPad non sarร  l’unico (e non รจ il primo, vista l’esistenza di altri device tablet), ma รจ sicuramente il prodotto che metterร  in moto un mercato enorme fatto di applicazioni, geolocalizzazione ed altri dispositivi correlati.

Conclusioni
Sono contento dell’acquisto ed il mio giudizio generale รจ positivo. Adesso che abbiamo l’iPad, e facendo sempre riferimento al Capitano Kirk, quando avremo anche il tele-trasporto?

UPS non mi scappi, hai il mio iPad!

Come tutti i miei follower, amici e lettori ormai sapranno, ho ordinato l’ipad online qualche giorno fa e da poco meno di 48 ore ne sono entrato in possesso… in modo un pรฒ alternativo!

Giovedi mattina, grazie al servizio online di Apple scopro che la consegna sarebbe stata fatta in giornata. Tra l’emozionato e l’euforico chiedo a mia moglie di allontanarsi il meno possibile da casa. Nel pomeriggio non vedendo arrivare nessuno รจ andata a fare la spesa… ti pare che passa proprio adesso?

Ovviamente se si fossero organizzati non sarebbe successo: il corriere UPS รจ passato proprio quando casa era vuota e non avendo trovato nessuno a cui consegnare, giustamente, รจ andato via! Alle 17.30 arrivato a casa, trovo il bigliettino giallo della mancata consegna nella cassetta della posta: โ€œCoooosa!?? Devo aspettare fino a domani?โ€. No no…

E cosรฌ mi sono messo al telefono: prima il numero verde, poi un centralino di Milano, poi ancora un altro finchรจ non sono arrivato ad una signorina che mi avvisa che, vista la mia indisponibilitร  per il venerdรฌ (ero a Milano per lavoro), non avrei potuto avere il mio pacco fino a lunedรฌ. โ€œNo, non se pรฒ faโ€. Dopo una rapida ricerca su Google ho scoperto che, non troppo lontano da casa, ho la sede di UPS dove avviene lo smistamento di Roma (!). Ho preso lo scooter e alle 18.30 ho raggiunto gli uffici e dopo aver rotto le scatole ad una gentilissima signorina, ho avuto lโ€™informazione che cercavo: il tragitto del corriere che trasportava il mio iPad.

Salgo di nuovo in scooter ed inizio a percorrere (sempre vicino casa) la strada che avrebbe dovuto seguire il corriere. Alle 19.20 quando stavo per decidere di tornarmene a casa, vedo passare davanti a me un furgone nero con scritto UPS…. non poteva che esser lui. E cosรฌ ho iniziato l’inseguimento!

Lo inseguo per qualche minuto e lo affianco a sinistra, lato autista, al primo semaforo utile. Gli busso sul vetro ed il tizio, dopo avermi guardato male, tira giรน il finestrino. Io gli faccio: โ€œHai il mio iPad!โ€ e lui con aria sbalordita mi fa โ€œMa che daveeero?โ€ e subito dopo, โ€œTe sei matto!โ€. Dopo uno scambio di battute, si รจ accostato e mi ha consegnato il mio iPad.

Come avrebbe detto il signor Rezzonico (di Aldo Giovanni e Giacomo), se non mi avesse dato il mio pacco, โ€œPoteva rimanere offesoooโ€. Alla fine, lโ€™ipad รจ arrivato a casa!

Lo so, sembra un gesto di follia, ma la voglia di cominciare a metterci le mani sopra (utilizzo e sviluppo) era troppo grande. L’Ipad รจ arrivato nello stesso giorno in cui รจ nato, e si รจ radunato, il gruppo degli indigeni per lo sviluppo di applicazioni ipad/iphone/android…ย  non puรฒ essere che un segno!

E adesso mi cimento in un post di impressioni ed idee.

La mia esperienza con Apple

Leggevo una discussione interessante lanciata sul gruppo Linkedin di One Consulenza Evolutiva dal titolo Apple investe di meno ma cresce piรน della concorrenza nata dal post su Macynet. Aldilร  dell’analisi fatta nell’articolo, che รจ molto interessante e motivo di discussione, la cosa che mi ha stuzzicato รจ stata la domanda di Lorenzo Campese:

Quali sono secondo voi i punti forti della strategia di Apple? Cosa possono imparare le aziende italiane per il futuro?

Questa รจ stata la mia risposta che riporto per intero.

La discussione mi appassiona cosรฌ tanto che sono entrato in fibrillazione da voglia di scrivere di tutto di piรน, della mia esperienza con il mondo Apple, del mio acquisto dell’iPad e del fatto che oggi porto i gemelli al polso, bianchi con il Ctrl e l’alt…

Sono diventato un Apple Addicted da circa un anno e mezzo, quindi non sono un anziano utilizzatore, anzi mi ritengo ancora un novizio. Ho sempre pensato che i prodotti Mac in generale costassero troppo, e quindi per motivi banalmente economici, non ne avevo mai acquistato uno. La prima esperienza รจ stata l’acquisto un un iPod a Cupertino, nell’Apple store all’interno della sede della Apple. Non ho fatto fatto nulla, se non indicare il prodotto, e in 3 minuti netti (nemmeno su un ecommerce sarebbe cosรฌ veloce) avevo il prodotto in mano, con busta elegantissima e ricevuta tramite posta elettronica. Stupefacente.

Negli ultimi anni, la mia passione per le tecnologie e la curiositร  per tutto ciรฒ che รจ nuovo ed innovativo mi ha portato a pensare: “Cavolo, non ho mai provato un prodotto Apple. Come faccio a parlarne, se non ho mai provato?”. Ho cosรฌ comprato un iPhone. L’obiettivo era studiare, capire e sviluppare applicazioni, nulla di piรน. Qui รจ scattata la prima scintilla: la user experience dell’iphone รจ stata fantastica e dopo pochi minuti mi sono sentito a mio agio, senza leggere un manuale, senza che nessuno mi abbia spiegato nulla. L’iphone, lo accendi, lo usi e sei confidente. Questa cosa mi ha affascinato. Non era un problema estetico, e nemmeno tecnico, dopo tutto l’iphone รจ pieno di difetti (batteria, facilitร  di rottura…), ma la l’usabilitร  e l’assistenza clienti mi hanno stupito.

Ho allora pensato di acquistare successivamente un MacBook Pro, con la solita curiositร  e con la voglia di poter dire la mia “vediamo se l’iphone รจ un caso, o meno…

Ora, ma questo un giorno potrebbe cambiare per qualcosa di piรน nuovo e magari migliore, non posso pensare di cambiare da Apple. Anzi, ho comprato l’iPad e oggi dovrebbe arrivarmi. Fatta tutta questa premessa e sottolineato che in questo momento sono innamorato ma pronto a divorziare per qualcosa di migliore, posso dire che secondo me, quello che differenzia la Apple รจ riconducibile ad un solo fattore: l’attenzione per l’utente, attenzione, non il cliente, l’utente.

L’utente รจ al centro della progettazione, di tutti i dispositivi di apple dalla progettazione hardware (design, ergonomia) fino al software (stabilitร  usabilitร ). In questo caso il caso lampante รจ che la Apple (se pur superficialmente ormai vista la mole di applicazioni nell’appstore) si prende il tempo di verificare il software che viene sviluppato, cosa che non avviene negli altri store (esempio Market di Android).

L’utente รจ al centro della comunicazione di apple, dalla pubblicitร  semplice (pochi messaggi e facilmente intuibili anche per mia nonna che mi dice “Cavolo, ma con quel coso trovi proprio tutto eh!“) alla comunicazione tecnica (efficiente e puntuale).

L’utente รจ al centro della vendita e del post vendita dai centri Apple nei quali ti fanno formazione, assistenza e supporto e alle informazioni disponibili on line. L’assistenza per esempio per problemi รจ incredibile: prenoti l’appuntamento su Consierge (sistema di booking per gli appuntamenti, nel quale scegli anche l’ora, non solo il giorno) e hai un tecnico assegnato (nome e cognome) tutto per te, dedicato per tutto il tempo necessario.

L’utente รจ al centro delle scelte della Apple.

Non vorrei che qualcuno pensasse che questa รจ una marketta, ma รจ la sintesi di un anno di esperienza. Non so se avete letto il libro “Nella testa di Steve“, se non l’avete fatto, lo consiglio, รจ illuminante .

Apple ha una brand awarness molto forte indotta dal fatto che il cliente apprezza questo tipo di attenzione e ne parla bene. Questo รจ “l’investimento” con il roi piรน alto: il cliente.

Per quanto riguarda Google, non voglio scrivere un altra spataffia, ma condivido con Massimo che sia una delle imprese piรน innovative, ma c’รจ da tenere in considerazione che sono aziende con un DNA completamente diverso: una fa servizi, una fa prodotti. Una fa servizi gratuiti via web e che quindi raggiungono la massa velocemente (notare che i prodotti business non sono cosรฌ noti a tutti), l’altra fa prodotti estremamente costosi che piรน lentamente arrivano alla massa (ma ci sono arrivati). Siccome non mi faccio mancare niente di tecnologia, ho anche un Nexus One (il googlefonino) ma vi assicuro che, per quanto potente non ha nulla a che fare con l’esperienza dell’iphone.

Poi che dire, ho un blog dedicato a Google, utilizzo circa 26 servizi di google (dalla posta a molto altro…), come non posso amare questa azienda! ๐Ÿ™‚

Voi cosa ne pensate?

Il QR Code fa il Check-In su Foursquare

Qualche giorno fa avevo parlato dei Location Based Services e anche della possibilitร  di utilizzare i QR Code per taggare e geolocalizzare allo stesso tempo. Detto, fatto. Poco fa, mentre girovagavo per la rete, ecco in cosa mi sono imbattuto: progetto ฯ† ยฒ dell’Universitร  di Stoccolma, basato appunto sull’incrocio tra i QR Code ed il Check-in di Foursquare. Ne avete sentito parlare? Beh, io no, fino a qualche minuto fa, ma รจ la stessa cosa di cui parlavo io qualche giorno fa. Praticamente ilย ฯ†ยฒ Scanner per Android รจ il primo risultato delle ricerche e degli studi di questa Universitร : un software che semplifica il processo di check-in in foursquare attraverso la lettura dei codici a barre 2D (codici QR) in un determinato posto.

L’idea รจ molto simile a quello che Google sta facendo con le “Favorites Plates” sempre attraverso l’utilizzo dei codice QR, ma questa applicazione รจ specifica per Foursquare e richiede agli utenti di scaricare e installare un’applicazione Android.

Ecco come funziona: il proprietario di un locale genera un codice a QR Code utilizzando l’indirizzo fisico (Via tal dei tali…) o l’ID di Foursquare e attacca il codice in punto ben visibile del locale stesso. I visitatori/clienti possono quindi utilizzare la semplice lettura del barcode utilizzando l’apposito software [Android download link] per scattare una foto al QR. La scansione rileva le informazioni ed effettua il check in modo piรน rapid0.

Attualmente questo tipo di funzionalitร  รจ attiva solo per Android e non esiste ancora un client per Iphone. Ovviamente questo รจ un limite ma la scelta dell’integrazione tra i due sistemi รจ assolutamente giusta. Mi aspetto di vedere questo tipo di logica e tecnologia applicata ad altri contesti, ma affinchรจ prenda piede รจ necessario che i consumatori, gli utenti inizino ad utilizzare attivamente lo scanner per codici QR o altri tipi di sistemi di lettura di TAG.

Qui sotto il video di Google:

Mentre qui il video del progetto ฯ†ยฒ:

Foursquare Physical Checkin from mobile life on Vimeo.

Tagghiamo tutto con i QR Code

No, no, tranquilli, il post non ha nulla a che fare con Facebook, con la privacy e con le foto. Parlerรฒ di un altra cosa.

Il termine Tagging (dallโ€™inglese โ€œtagโ€, contrassegno; in italiano taggare), diventato famoso grazie a Facebook, identifica l’attivitร  che consiste nell’attribuzione di una o piรน parole chiave, dette tag, che individuano l’argomento di cui si sta trattando, documenti o, piรน in generale, informazioni di solito su internet. L’obiettivo dell’applicazione del Tag รจ fondamentalmente quello di classificare o anche di assegnareย  una meta informazione o un codice univoco.

Probabilmente non ci avete mai pensato, ma a tutti gli effetti il tagging รจ un azione vecchissima: i romani segnavano le strade con dei pilastrini di marmo con su scritto il nome della strada ed il kilometro(!) Se poi non vogliamo andare cosรฌ indietro con la memoria, basta ripensare all’ultima volta che abbiamo fatto la spesa e facciamo caso a qualsiasi prodotto e al suo codice a barre…

Negli ultimi mesi, in Italia, si sente parlare sempre piรน spesso di Tagging, Barcode, Microsoft Tag, QR Code e di come questi “strumenti” siano utilizzabili ed applicabili nella vita di tutti i giorni. Sembraย  chissร  di cosa si stia parlando, nulla di cosรฌ estremamente innovativo. Attenzione, non voglio sminuire l’utilizzo e la tecnologia, anzi ne sono un fautore, voglio solo dire che รจ la stessa azione che facciamo da sempre, con strumenti leggermente diversi e con forme diverse: non รจ un pezzo di marmo, non รจ un codice a barre, ma bensรฌ un codice quadrato fatto a puntini, o piรน semplicemente un immagine. Tutto qui.

Ci tengo a dire e sottolineare”finalmente!” ci siamo, visto che in Giappone la tecnica del tagging e l’utilizzo di barcode รจ ampiamente diffusa, e io ne parlo da qualche anno!

La cosa che mi ha sempre affascinato da quando ho iniziato ad interessarmi della logica del tagging degli oggetti e dell’Object Hyperlinking, รจ la convergenza fra internet, comunicazioni mobili, connessione always-on, sensori e lettori, verso un interazione sempre piรน avanzata tra uomo e computer. Il concetto di legare informazioni virtuali con quelle reali permette di creare estensioni delle funzioni della vita quotidiana verso le potenzialitร  della vita virtuale. Una sorta di fusione tra mondo fisico e digitale.

Recentemente, inoltre, con l’esplosione dei location based service, della moda/interesse della georeferenziazione e della diffusione deglli smartphone che permettono la rilevazione delle coordinate geografiche, sono sempre piรน realizzabili applicazioni per il tagging geografico (o geotagging) e la seguente mappatura elettronica delle coordinate geodetiche e di quelle internet.

L’interesse per questi argomenti รจ sempre piรน crescente, e per quanto mi riguarda, ho notato che moltissime persone arrivano sul mio blog dopo aver effettuato ricerche tipo “Cosa sono i QR Code“, “Come si utilizzano i Barcode QR“, “Cosa รจ possibile fare con i Microsoft Tag“, “Cosa posso taggare?“, “Come si legge un codice Tag“. C’รจ anche chi, piรน scaltro e smanettone, si domanda come generarlo. Per cercare di rispondere a tutte queste domande ho deciso di riepilogare alcuni campi di applicazioni e qualche idea che mi viene in mente. Alcune idee sono semplici, altre molto interessanti e alcune secondo me particolarmente innovative.

Biglietti da visita
L’applicazione del barcode sul biglietto da visita potrebbe avere una doppia funzione: l’inserimento del link che riporta al sito internet aziendale o direttamente il download della vcard (biglietto da visita elettronico)

Giornali
I barcode QR cominciano ad esser giร  presenti su molte riviste (Capital, Panorama, Gazzetta dello Sport…) e vengono utilizzati per rimandare il lettore agli approfondimenti multimediali del sito.

Libri
Per quanto riguarda i libri, l’utilizzo del barcode QR potrebbe sostituire, a tendere, i codici a barre utilizzati per gli ISBN. Immaginate per esempio la possibilitร  di avere il dettaglio delle informazioni di un libro da un sistema wiki raggiungibile a livello mondiale e in modo centralizzato. Oppure, la possibilitร  di applicare il barcode QR all’interno del libro come richiamo ed approfondimento di un determinato argomento. In questo caso il legame tra reale e virtuale darebbe all’utente un senso di continuitร  ed libro stampato, storicamente un informazione statica, diventerebbe invece il ponte verso il mondo virtuale.

Manifesti pubblicitari ed elettorali
Quante volte avete visto una pubblicitร , un cartellone o un manifesto elettorale e avreste voluto approfondire o commentare? La fretta o la scritta troppo piccola non vi hanno permesso di farlo. In questo caso, sarebbe bastata una foto al qr code stampato e via. Per esempio, un politico potrebbe rimandare al suo blog, una pubblicitร  al suo sito o prodotto, oppure la pubblicitร  di un servizio potrebbe generare in automatico l’invio di una mail o sms.

TV
Permetterebbe di rendere interattiva (nel suo piccolo) una modalitร  di comunicazione fino ad oggi monodirezionale. La CNN giร  lo fa. Immaginate se durante un telegiornale, alla visione di una notizia o durante la televendita, vi apparisse il barcode . In pochissimi secondi potreste essere connessi con il sito o con il numero di telefono che avete fotografato.

Siti internet
Probabilmente non ci avete fatto caso, ma il mio blog giร  lo fa. E’ quel quadrato bianco e nero in alto a destra. Ogni post ha il suo barcode dedicato. Vi starete domandando a cosa serva in questo caso, visto che su internet ci siamo. Semplice. Se voi stampate e mandate in giro il pezzo di carta, su di esso rimarrร  stampato il Qr Code e quindi sarร  sempre possibile tornare al mio post.

Prodotti da banco, scatola o packaging vari
Immaginate se ogni prodotto avesse un suo QR Code. In ogni momento, si potrebbero ricevere feedback dagli utenti, dare la possibilitร  ai consumatori di informarsi sul prodotto, verificarne gli ingredienti, la preparazione o addirittura ordinarne altri.

Esposizione musei, gallerie d’arte e fotografie
Immaginate di trovarvi davanti ad un quadro di Picasso e non avete una guida che vi spieghi e vi dia approfondimenti. Bene, non sarebbe un problema. Con il vostro cellulare potreste leggere il codice riportato li vicino ed entrereste in contatto con tutte le informazioni multimediali che vi servono, dalle foto ai video, dagli approfondimenti ai commenti.

Potrei continuare con tantissimi altri casi di applicazione ed esempi, ma poi, che gusto ci sarebbe piรน?

Per quanto riguarda le potenzialitร  di questo sistema mi viene in mente una cosa: avete mai pensato di installare Google Analytics sulla vostra pubblicitร  stradale o su un volantino? No, ovviamente non รจ possibile, ma รจ possibile analizzare il traffico proveniente da uno specifico barcode, questo si, e ci permetterebbe di avere un informazione che fino ad oggi non potevamo sapere: chi naviga sul sito a seguito di un investimento off line. Infine pensate se tutto venisse integrato con la geolocalizzazione… saprei anche da dove รจ stato “cliccato” un codice.

Ovviamente se ne avete altre esperienze mi farebbe piacere avere vostre segnalazioni, e o ringraziamenti qualora vi fosse venuta qualche idea brillante.

Se poi avete bisogno di qualche consiglio, non esitate a scrivermi e contattarmi: mi sono fatto una bella esperienza a riguardo e potrei esservi di aiuto, sia in fase progettuale e di sviluppo (avendo giร  fatto parecchio). E ora… taggate tutto il possibile immaginabile!

Se il Follow entra in azienda

Vorrei entrare in ufficio e trovare tanti tasti con scritto Seguimi o Non seguirmi, su tutto. Documenti, persone, oggetti, discussioni, messaggi e poterci cliccare e diventare follower quando mi serve, per poter essere aggiornato e seguirne i tweet.ย Ci avete mai pensato?

Partiamo dal concetto di base, il follow.

Facebook, che piรน o meno tutti usiamo e conosciamo, funziona secondo la logica della relazione di amicizia e necessita di una doppia azione (ti chiedo l’amicizia, e tu accetti). A seguito della relazione instaurata si ricevono tutte le informazioni, senza filtro, di ogni amico, con una crescente ย mole di informazioni completamente ingestibili.

Twitter funziona diversamente ed utilizza il concetto delย follow, principio secondo il quale un utente segue, con una relazione monodirezionale, il lifestream (flusso dei dati) di un altro utente che “cinguetta” e condivide informazioni. Questo tipo di relazione permette di filtrare il rumore (eccesso di informazioni), e permette di interagire nel momento in cui lo riteniamo opportuno.

Secondo me il follow รจ un concetto applicabile ancheย in azienda, e potrebbe esser utile alla comunicazione e potenzialmente importante per il business. Mi spiego.

L’azienda รจ composta da persone che sono in relazione fra di loro: queste si scambiano dati, email e messaggi, documenti e progetti, date ed appuntamenti. Tutti questi flussi generano informazioni che, al contrario di come si possa pensare, non sono entitร  statiche e mute, bensรฌ sono entitร  dinamiche che hanno un proprio ciclo di vita, si sviluppano, generano conoscenza, scelte, opportunitร , problemi e soluzioni. Molto spesso, a causa della poca comunicazione o banalmente per dimenticanza o disorganizzazione, queste informazioni rimangono nascoste, non vengono condivise e si perdono senza che nessun altro ne abbia fruito e beneficiato.

Ma se tutte queste entitร  potessero parlare…? Bene, facciamole parlare.

Immaginiamo le informazioni come entitร  vive che comunicano e si relazionano. Potremmo fare il follow di un entitร , e potremmo seguire tutto quello che dice, cosรฌ come oggi lo facciamo con i tweet delle persone. Potremmo seguireย un documento ed esser aggiornati delle sue evoluzioni (aggiornamento, commenti, integrazioni), oppure potremmo seguire un gruppo di discussione di un progetto e riceverne degli avanzamenti o ancora potremmo seguire il life stream di discussioni tecniche di un progetto ed intuirne spunti di business o potenziali aree non ancora esplorate.

Insomma, qualsiasi entitร , dai documenti (offerte, fatture, lettere, comunicazioni, manuali) ai messaggi (email, sms), dai calendari ai progetti fino ad un anagrafica (clienti, fornitori, dipendenti), sarebbe in grado di comunicare con noi. Non solo le persone. Semplicemente se followate.

Questo concetto puรฒ essere applicato ai sistemi di Enterprise 2.0, document management e knowledge management, CRM, semplicemente dando all’utente la possibilitร  di cliccare follow e ricevere cosรฌ informazioni nel nostro stream. Come succede su Twitter. Semplice no?

Dove stanno andando le Location Based Applications?

Fino a poco tempo fa, se avessimo chiesto agli utenti della rete di condividere informazioni personali pubblicamente, avremmo ricevuto sguardi tra il diffidente ed il preoccupato e valanghe di domande improbabili riguardanti la sicurezza. Con il passare del tempo abbiamo assistito, prima con i blog e poi con i social network, ad una crescente pubblicazione di dati, contenuti personali e momenti di vita privata in rete. Oggi si puรฒ dire che siamo arrivati all’esplosione definitiva di quella che mi piace definireย life sharing mania, ossia quella voglia irrefrenabile di condividere tutto con tutti.ย Gli utenti non sembrano piรน avere freni, preoccupazioni ed inibizioni relative alla propria privacy e alla sicurezza delle informazioni, dalle foto ai video, dai commenti alle relazione, fino alla posizione geografica, in real time.

Aziende e sviluppatori, intravista in questa tendenza la possibilitร  del raggiungimento dell’El Dorado tanto ricercato, hanno dato il via ad uno sviluppo esponenziale di applicazioni e servizi mobili di localizzazione (location base service o lbs). La posizione geografica รจ diventata la componente fondamentaleย di alcune applicazioni sociali di successo, come per esempio inย Foursquare, Gowalla, Google Buzz e da poco tempo ancheย Twitter.

Foursquare, noto per il concetto del Check-In, permette di fare appunto il checkin (ossia dichiarare la presenza) all’arrivo in un determinato posto, di condividere il luogo in cui si รจ bevuto un caffรจ , la libreria preferita, la location di un evento, un ristorante, un appuntamento o il posto di lavoro, in cambio di punteggi e badge. Grazie a questi premi gli utenti acquistano notorietร  e la condivisione della posizione e dei feedback genera la creazione naturale di nuove comunitร  basate su preferenze, gusti, etร , sesso, interessi e zona geografica.

La mole dei dati raccolti da questi sistemi diventa sempre piรน importante, puntuale ed interessante in termini analisi ed utilizzo. L’idea di poter gestire tutte queste informazioni, dall’etร  agli interessi, dalla localizzazione alle relazioni sociali degli utenti, fa venire l’acquolina in bocca e fa bollire la testa a suon di idee e possibili applicazioni!

Il potenziale delle informazioni geolocalizzate รจ enorme e gli sviluppi che questa tecnologia puรฒ avere sono secondo me molteplici: pensiamo per esempio ai giochi di ruolo, qualcosa tra realtร  aumentata e 3D in cui sono coinvolti gli altri giocatori sulla stessa strada e nella stessa partita, oppure applicazioni per organizzare incontri di networking con persone nella stessa zona senza aspettare l’aperitivo serale. Oggiย per esempio, ci pensavo mentre ero in un locale, mi รจ venuto in mente il concetto del Check-out (ย proposto come idea a FourSquare ) che permetterebbe di sapere, a seguito del Check-In, anche il tempo di permanenza in un determinato posto. Banalmente FourSquare dovrebbe implementare questo servizio e dare punti e badge agli utenti che effettuano anche l’uscita.

Nel breve periodo, grazie alle applicazioni giร  esistenti, alla presenza diย telefoni cellulari e smartphone sempre piรน sofisticati, e alla durata della vita della batteria che consente di mantenere il GPS always-on, secondo me assisteremo a due tipi di crescite: la prima รจ relativa al numero di utilizzatori mentre ย la seconda al numero di check in giornalieri (o anche check-out…). La crescita secondo me sarร  piuttosto veloce e porterร  ad un utilizzo “naturale” nei vari momenti della vita quotidiana, e non solo per divertimento come succede attualmente. Iย servizi mobili basati sulla localizzazione saranno uno strumento basilare non solo per la comunicazione, ma anche e soprattutto come supporto per gli utenti nella ricerca di persone, prodotti e servizi in modo puntuale e localizzato. Mi aspetto nel breve termine che sistemi di Social come Facebook e Twitter integrino nei loro sistemi la possibilitร  di geolocalizzare le informazioni.

Dal mio punto di vista il potenziale di questa tecnologia รจ cosรฌ alto che un giorno tutte le applicazioni avranno la localizzazione integrata nativamente. Sono sicuro che assisteremo allo sviluppo frenetico di questo mercato e nei prossimi anni questo settore creerร  moltissime opportunitร , darร  vita ad innovative forme di applicazione e sarร  fonte di reddito per l’industria del software mobile.

Dobbiamo solo decidere di condividere ed utilizzare queste informazioni.