A Firenze parlare di Business è un arte

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Il 2 Maggio a Firenze, presso l’Auditorium di S.Apollonia si svolgerà il Business Roadshow Firenze. L’evento ha come obiettivo quello di far incontrare la Business Community di imprenditori, top manager, rappresentanti istituzionali, professionisti della comunicazione ed innovatori del panorama nazionale, per contribuire all’aumento della competitività del territorio toscano e non solo.

Il Business Roadshow Firenze è la prima tappa dei Business Roadshow di Comunicazione Italiana che si svolgeranno in Italia, pensati con una triplice funzione:

  • anticipare e preparare le edizioni annuali del Forum della Comunicazione, del Forum Risorse Umane e del Forum Digitale.
  • Portare sul territorio il know how e le migliori pratiche dell’innovazione, della comunicazione e dell’imprenditoria.
  • Favorire la creazione di nuove opportunità di business.

Il programma della giornata è molto intenso e pieno di interventi interessanti. Per quanto mi riguarda, sarò presente in qualità di moderatore durante la sessione dell’Ignite che si svolgerà dalle 16:00 alle 17:00 in collaborazione con ToscanaIn ed Indigeni Digitali. L’elenco dei talk è è il seguente:

  • Laura De Benedetto, Presidente ToscanaIN – “Dal virtuale al reale come catalizzatori di innovazione sul territorio”
  • Bruno Vairo, Amm.re Medicare – “Qualità ecologica per qualità di vita“
  • Roberto Montelatici, Amministratore Unico start-up ROBOING s.r.l. (Incubatore Firenze) – “Semplificare lo sviluppo del software e della cartografia”
  • Giovanni Morozzo, Local Logic Scarl – “Tecnologie Mature e tecnologie innovative … un matrimonio di efficienza”
  • Gian Enrico Barbagli, Advertigo – “Inside the community – il payoff dell’agenzia”
  • Alessandro Belli, Coordinatore progetto UE 7°PQ “BIKE INTERMODAL”, Tecnologie Urbane, studio di design industriale e ambientale, partner capofila del progetto – “Smaterializzare la bici”
  • Edoardo Pagnini, Managing Director F.I. & N.E. – “Russia Experience Italy”
  • Marco Badiani, A.D. Flod – “Flod: gruppo multiforme di soggetti creativi e multiculturali”
  • Michele Ruini, cofounder Metwit.me – “Metwit.me – Meteo 2.0”
  • Niccolò Fanfani, Energiachiara.it – “Energiachiara.it, chi più sa meno spende”
  • Daniele Nuzzo, Amministratore WebDev s.r.l. e fondatore di RoadSharing.com – “RoadSharing 500 giri del mondo in due anni”

Ci vediamo a Firenze, per parlare di business, arte e digitale e fare un pò di networking. Se volete maggiori informazioni le trovate sul sito di Comunicazione Italiana.

La passione dello Startupper

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Vi riporto una citazione Zen (letta su alcune slide durante un talk di Enrico Castellano allo Startup Week End di Torino) che a mio avviso riassume i valori, gli ideali ed il modo di vivere la vita lavorativa e privata dello Startupper:

Chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione.

Con difficoltà sa cos’è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando.

Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

Ecco, questo è quello che mi da adrenalina, che mi da l’energia e mi fa lavorare, divertendomi, 24h su 24h, 7gg su 7gg, 365 giorni all’anno e che vorrei far capire ad amici, familiari, conoscenti e colleghi quando mi chiedono perchè e come: “Si, mi drogo, di passione, per il mio lavoro.”

Startup Week End: Live blogging

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Ore 23.00: Cena, dopo cena, birretta e tutti a casa: ragazzi grazie a tutti, è stata veramente una bella esperienza.

Ore 19.40: E ora …. SE MAGNA!

Ore 19.38: The winner is …. MOMSQUARE

Ore 19.35: Secondi classificati a pari merito SIMPLYASKIT e HABITUDE

Ore 19.35: Terzo classificato SPORTSQUARE

Ore 19:28: le presentazioni sono finite, tra poco si inizia con la votazione.

Ore 19.12: Guido Parissetti presenta BUONO&VICINO

Ore 19.07: Leonardo Pelliciotta presenta WEBTELEVIDEO

Ore 18.55: Gianluigi Bortoluzzi presenta FINDTOOTH

Ore 18.43: Andrea Giusano presenta PILLIT

Ore 18.33: Antonio Orlando presenta SIMPLYASKIT

Ore 18.25: Federico Baravalle presenta BEDFRIEND

Ore 18.17: Gabriella Taddeo presenta MOMSQUARE

Ore 18.09: Gabriele Costamagna con SPORTSQUARE

Ore 18.02: Riccardo Candiotti presenta VENTOORE

Ore 17.52: Edoardo Serra presenta TASSA.LI

Ore 17:40 : Iniziano i pitch: parte Claudio Carnino con HABITUDE

Ore 17.35: Iniziano le presentazioni, con l’ordine:

  1. Habitude
  2. Tassa.li
  3. Ventoore
  4. Sportsquare
  5. Momsquare
  6. Bedfriend
  7. Simplyaskit
  8. Pillit
  9. Findtooth
  10. Buono & Vicino
  11. Web televideo

Ore 17:30 : Presentazione di snakeit – Real & crazy, una startup nata durante la Startup Week End di Milano

Ore 17:15: Si chiudono le attività e tra poco partono le presentazioni.

Ore 15.45: Tassali! (http://tassa.li) è un’applicazione mobile che ti dà la possibilità di condividere in modo anonimo l’evasione fiscale di un locale, un negozio o qualsiasi attività. Ogni volta che un utente non riceve un regolare scontrino fiscale per beni e servizi che effettivamente pagato, utilizzerà tassa.li! Non viene memorizzato alcun dato dell’utente e della struttura. L’obiettivo è raccogliere dati e dare visibilità dello stato di evasione fiscale ed esporre dati e grafici con obiettivo unicamente sociale.

  • Modello di business: Servizio Socialmente Utile
  • Team: Serra Edoardo, Riccardo Triolo, Ciro Spedaliere, Nicoletta Donadio, Bruno Bellissimo

Ore: 15:20 : Ricominciano le attività ed aumenta il fermento per la chiusura dei lavori

Ore 14.50: Marca Sbardella presenta Skuola.net

Ore 14.40: Enrico Castellano cita un detto Zen: “Chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cos’è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

Ore 14.15: Enrico Castellano – Co-founder Italian Angels for Growth parla di spunti sull’Innovazione e i finanziamenti.

Ore 14:00: Iniziano i talk. Il primo è Emil Abirashid con Startup Business che presenta il sito, il network e le modalità di accesso.

Ore 13:15 : Pausa pranzo

Ore 13:00SportSquare – Un social game basato su Facebook che permette agli utenti di gestire una società sportiva collaborando con il network di amici.

  • Modello di business: freemium, premium (acquisto di gift e servizi), advertising interno al gioco
  • Team: Gabriele Costamagna, Alex Carpentieri, Alessandro Restagno, Gabriele D’Amico

Ore 12:00Ventoore – Una directory di startup non solo tech con funzionalità di raccomandazione e possibilità per le companies di aggiungere informazioni relative allo stato di evoluzione della società, investimenti, clienti e dare così visibilità ai nuovi possibili investitori.

  • Modello di Business: da valutare
  • Team: Riccardo Candiotti, Emilio Del Giudice

Ore 11:00Pillit – Un sistema che aggrega notizie e permette agli utenti di contribuire con pillole di contenuti ed influenzare la rete di amici che utilizzano il sistema attraverso un sistema di feedback e rating. Verrà sviluppato come piattaforma per Tablet (ipad, Galaxy…)

  • Modello di business: Advertising e differenziazione tra app servizio free e premium
  • Team: David Santucci, Marco Torello, Andrea Allara, Andrea Gulisano, Roberto Cena

Ore 10:00SimplyAskIt – Realizza i tuoi desideri con l’aiuto degli altri. Il sistema ti permette di consente di inserire 3 desideri e permette agli utenti di tovare persone che aiutino alla realizzazione attraverso meccaniche di gaming. Sarà sviluppata un applicazione web, e un applicazione Mobile.

  • Modello di Business: Advertising contestualizzato, Canone per utilizzo di un sistema di analisi per aziende, Sistemi di Gruppi di acquisto
  • Team: Antonio Orlando, Andrea Buffa, Marcello Valentini

Ore 9.00: con un pò di ritardo e sonno cominciano ad arrivare gli startupper

Domenica 13 marzo, inizia il secondo giorno

Ore 21.20: Fine seconda giornata, domani ultima e votazioni. I lavori continuano e mi mancano ancora alcune startup con le quali fare un pò di brainstorming. Bravi a tutti i ragazzi

Ore 20.30BedFriend è un social network per dare la possibilità agli utenti di costruire “amicizie di letto” all’interno della rete degli amici presenti in Facebook e selezione di profili di utenti per affinità psicologiche.

  • Modello di Business: Vendita di crediti per l’acquisto di servizi interni al portale (matching con possibili partner). Altro modello di business la vendita di ranking per visualizzazione del proprio account, advertising.
  • Team: Baravalle Federico, Giorgio Pivano, Mauro Ramero, William Carbonaro, Davide Viroglio

Ore 20.30: Cena e catering.

Ore 19.00: Findtouth, ritroviamo i nostri oggetti. Un sistema che permette di cercare degli oggetti persi. Attraverso un sistema di comunicazione e ricerca installato su Mobile che comunica con gli oggetti associati ad un etichetta Bluetouth. La community che si sviluppa potrebbe aiutare gli utenti a ricercare gli oggetti dispersi.

  • Modello di Business: produzione oggetti da vendere, campagne di marketing per brand
  • Team: Bortoluzzi Gianluigi, Massimiliano Leon, Giulia Villirilli, Nuora Pagano, Guglielmo Apolloni, Rico Di Marco, Andrea Di Domenico

Ore 16.50: Buono&Vicino è un servizio che permette a produttori locali di entrare in relazione con consumatori sfruttando la localizzazione. Il produttore è visto come partner del servizio. Il cliente finale è il consumatore. Sarà sviluppata una applicazione web e una applicazione mobile che potrà esser utilizzata anche dai turisti.

  • Modello di business: Ecommerce e vendita di advertising georeferenziata, canone di servizio degli enti locali
  • Team: Vincenzo Notaristefano, Federica Ugolini, Giorgio Feletta, Guido Parisse, Andrea Scarpelli (@andreascarpelli), Gabriele Kahout, Sara Pellerino, Diego Trinciarelli

Ore 15.50:  Mom2Mom è servizio che permette alle mamme di condividere risorse, generare reti sociali, e organizzare e sfruttare il tempo messo a disposizione dalle altre mamme. Permette alle mamme di condividere le agende, creare eventi ed invitare le mamme ed i bambini. Il legame tra le mamme è basato su un legame forte di amicizia (stile facebook) e permette di gestire informazioni geolocalizzate.

  • Modello di business: advertinsng geolocalizzato, canone utilizzo per aziende ed enti che erogano servizi alle mamme, fee su gruppi di acquisto
  • Team: Lorenzo Setale (@koalalorenzo), Annalisa Puracchio (@alisoba), Stefano Baglio, Gabriella Taddeo, Marco Ciccolini (@overthestop)

Ore 14.00: Comincia la sessione pomeridiana, iniziano i Talk prima di riprendere i lavori: Timo Railo, Trampoline e poi tocca a me.

Ore 13.00: Paura pranzo

Ore 12.14: La prima Startup con la quale mi sono un pò confrontato si chiama Habitude (deriva da Habit + Attitude). Sono un team veramente sul pezzo: sono già passati alla definizione dei web services, hanno definito la grafica e stanno già partendo con il progetto iphone. L’applicazione aiuta l’utente a raggiungere i propri obiettivi e a rimuovere le cattive abitudini (smettere di furmare, perdere peso, iniziare a fare sport). Utilizzando l’app l’utente guadagna Badge, punti da collezionare e può “pavoneggiarsi” con gli amici attraverso un sistema di Social Gaming.

  • Modello di business: due applicazioni Free e Premium. La versione Free permette di aggiungere un solo obiettivo, mentre nella versione Pro si possono aggiungere obiettivi contemporaneamente.
  • Team: Claudio Carnino (@ccarnino), Marco Musella (@i_mush), Simone Piccato,  Timo Railo (@eastdigital), Elisa Sorce, Gabriella Ceccarelli

Ore 10.31: i gruppi di lavoro hanno iniziato il brainstorming. La separazione delle sale non aggrega molto e genera l’effetto biblioteca (eccessivo silenzio e poca energia nell’aria per adesso).

Ore: 9.47: errata corrige, si organizzano LE sale. Purtroppo al Politecnico non c’è la possibilità di portare tutti nella grande sala per la mancanza di tavoli (almeno per adesso). Si perde un pò lo spirito aggregativo dell’evento, separando tutti in sale diverse, ma se questa è l’unica possibilità dovremo adattarci. Sarà un pò un casino per gli interventi e la possibilità di far partecipare tutti.

Ore: 9.34: la sala è praticamente vuota, mancano ancora moltissime persone. Intanto organizziamo la sala.

Inizia la giornata dello Startup Week End di Torino.

Startup Week Torino: appunti del primo giorno

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Dopo Roma e Milano, anche Torino finalmente ospita lo Startup Week End, un fine settimana (11, 12 e 13 marzo 2011) durante il quale ci si incontra per costruire una o più startup. Il format è sempre lo stesso: si sceglie un’idea di business, si progetta e si costruisce un prototipo funzionante ed un modello da presentare, si presenta alla giuria.

A differenza dell’evento di Roma, durante il quale partecipai come startupper nel gruppo di QuickJobs.me che si aggiudicò il primo posto, in questa sessione Torinese partecipo come mentore, rappresentante degli Indigeni Digitali (media partner dell’evento) e sono parte della commissione di valutazione.

La location scelta è il Politecnico di Torino precisamente all’interno del I3P, Incubatore Imprese Innovative. Questa prima giornata è iniziata alle 18.15 e tra qualche ritardatario, la procedura di registrazione e un minimo di organizzazione della sala, si sono fatte le 19.10 quando è stato dato il benvenuto a tutti i partecipanti (circa 40 sviluppatori, 60 persone totale). Completate tutte le presentazioni di rito, sponsor, case history (Qurami) ed organizzazione, è stato dato il via alle presentazioni delle idee.

Si sono presentate 29 persone tra cui alcuni startupper “seriali”, studenti del Politecnico di Torino ed alcuni ragazzi venuti da fuori (Milano, Brescia, Roma…).

La cosa che mi ha più colpito durante questa prima fase, senza entrare nel dettaglio delle singole idee presentate delle quali cercherò di capirne meglio i singoli modelli domani durante le sessioni lavorative, sono stati alcuni errori ricorrenti (e sui quali è forse il caso lavorare un pò di più) che ho notato durante le presentazioni dei ragazzi. Cerco di riepilogarli per punti:

  1. Al momento della presentazione, quasi nessuno ha scandito in modo deciso il proprio nome e cognome;
  2. In quasi tutti i casi, non è stato comunicato il nome del progetto e nei rari casi in cui è stato fatto, non si è capito o era poco chiaro;
  3. In quasi tutte le presentazioni non è stato comunicato il problema che si vuole risolvere;
  4. Molti ragazzi presentavano la propria idea con le mani in tasca e con una postura poco “elegante”;
  5. Ho notato poca determinazione e pochissimo coinvolgimento;
  6. Quasi tutte le presentazioni non erano state preparate ed era evidente dalla mancanza di contenuto;

E ovvio che queste non sono critiche distruttive ma semplici segnalazioni per migliorare le prossime presentazioni, anche perchè sono cosciente che molti startupper sono giovani e non hanno mai affronotato un pitch.

Alla fine delle votazioni, sono state selezionate le 12 idee che andranno alla fase successiva. In ordine di voti ricevuti, le startup selezionate sono state le seguenti:

  • Bedfriend – Social per trovare amici di letto (ristretto)
  • Check-in my goals  – App gestione obiettivi, step by step checkin
  • Cibo buono a Km 0 – App per ricercare online il buon cibo a Km 0
  • Raccomanda il tuo programma televisivo – Motore raccomandazione programmi televisivi
  • Relationship social game for couple – Relationship game for couple based on tasks
  • Esaudisci i desideri online  – Sito web per esaudire i desideri (social)
  • Social network mamme
  • Sito per investire direttamente su startup social game sportivo
  • Social game x virtualizzare il mondo sportivo trova lo scontrino
  • App x Taggare locali dove si è emesso scontri Oggetti smarriti
  • Dispositivo per ritrovare le cose
  • Aglink – Piattaforma creazione pillole di informazione assumi uno sviluppatore
  • Web app per hiring di sviluppatori

Alle ore 21 circa è stato servito il catering: eccezionale, di gran lunga superiore a quello di Roma. Ore 22 circa, tutti a casa. Domani si comincia a lavorare.

Io farò un pò di Live Blogging: se vi va, son qui. Enjoy!

How to build a Startup [72h] // Ignite al Codemotion 2011

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Oggi a Roma si è svolto il Codemotion, un evento che ha smosso oltre 1500 developer da tutta Italia e li ha aggregati presso l’Università di Roma 3. Anche se ho avuto la possibilità di partecipare solo per metà all’evento, essendo arrivato alle 14 circa, posso dire che è stata un vera e bella esperienza. E’ assolutamente d’obbligo fare i complimenti all’organizzazione.

Nella sala N12 a partire dalle 15.30 si è svolta una sessione di Ignite durante la quale ho presentato un talk dal titolo “How to build a Startup [72h]” ossia l’esperienza fatta durante lo sviluppo della neo-startup YepLike! , di cui ho già parlato nel post YepLike! Startup in 72 ore.

Ho cercato di sintetizzare, in 20 slide per 5 minuti, l’esperienza della creazione di una startup con un modalità di fast-execution (forse anche troppo fast, ma si trattava di un esperimento!), provando a trasmettere alcuni principi che ritengo molto validi indipendentemente dalla tipologia di progetto che si vuole affrontare:

  1. Si possono avere 10, 100, 1000 idee, ma se non vengono messe in pratica, è come non averle avute. Anzi in alcuni casi è peggio perchè aumenta il livello di frustrazione personale. Della serie… “cazzarola l’ho pensato, l’hanno fatto altri, potevo farlo io“. Bisogna fare, non solo sognare;
  2. Anche se si pensa di aver trovato un’idea unica, bisogna sempre considerare sempre che in qualche parte del mondo c’è qualcuno che pensando contemporaneamente la stessa cosa, e magari, ha già iniziato a produrla. Bisogna attivarsi e non ci si può fermare pensando di riuscire ad analizzare tutto. Queste sono seghe mentali, quelle che ho definito Mental Masturbations (scusate la traduzione ma era il modo migliore di esprimere il concetto);
  3. Organizzarsi rapidamente, strutturate un team, se possibile, affiatato e con un forte commitment e coinvolgimento;
  4. Assegnare ruoli, task e attività in modo puntuale, così da evitare perdite di tempo, in attesa di capire chi deve fare cosa;
  5. Ottimizzare il tempo e pianificarlo focalizzando il piano su pochi obiettivi, ma determinanti, nell’immediato;
  6. Puntare all’essenziale, al cuore di quello che si vuole sviluppare, tralasciando le funzionalità secondarie, gli abbellimenti e il perfezionamento, ad un seconda fase;
  7. Evitare distrazioni;
  8. Divertirsi lavorando, perchè senza il divertimento non c’è progetto che riesca.

Vi riporto le slide in lingua inglese che ho presentato, e non appena sarà pubblicato in rete, inserirò anche il link al video dell’intervento.

PS: Se trovate dei refusi nelle slide, perdonatemi: queste slide sono state preparate a 3 ore dall’evento, avendo scelto solo oggi di partecipare!

Il Venture Capital non è tuo amico

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Ieri pomeriggio tra i vari tweet che leggevo con la coda dell’occhio, mentre lavoravo tra una mail e l’altra, sullo stream di twitter ad un certo punto mi è apparso questo tweet: VC’s Are Not Your Friends .

Visto quanto in questo momento sia caldo il tema legato al mondo delle startup e al mondo dei VC, vedere un post del genere mi ha stupito e allo stesso tempo mi ha lasciato con un certo livello di soddisfazione visto che questo è un consiglio che sto dando da almeno un anno a questa parte, soprattutto da quando ho dato vita agli Indigeni Digitali, ai giovani startupper che sto conoscendo in giro per l’Italia.

Si lo so che sembrerà strano, ma ho sempre pensato e condiviso il pensiero che il Venture Capital non sia un amico dello startupper. Mi spiego.

Mi è capitato, e dal mio punto di vista troppo spesso, di sentir parlare alcuni giovani startupper del loro rapporto con il proprio investitore ed esaltarsi al pensiero di essere IL progetto più importante e l’investimento sul quale verrà messa maggiore attenzione da parte dell’investitore stesso. Sicuramente l’apporto che un investitore porta alla startup, soprattutto nella fase di lancio e quindi sul recruiting, sulla pianificazione, il coaching e la ricerca di contatti non è banale ed ha un importanza forse fondamentale per far decollare un progetto . Il punto però è proprio questo: tutto queste sono consulenze, non “coccole” e non nascono per missione divina o chissà per quale visione celestiale.. I nuovi imprenditori devono capire che un VC non è altro che una forma nuova di investitore finanziario che a sua volta deve soddisfare i propri investitori e periodicamente fornire ai soci i ritorni pianificati. Il non raggiungimento dei risultati (anche nel loro caso), non darà vita ad altri fondi ed investimenti.

Credo sia condivisibile quanto scritto da Steve Blank nel post nel quale racconta questa esperienza:

…But while I was just seeing a single board member, I was just one of twenty companies in their current fund portfolio. Their fiduciary responsibility was to manage a portfolio of investments for their limited partners. And what they promised their own investors was that they would invest money in deals that would grow in value and achieve liquidity. As much as they liked me as the entrepreneur, they couldn’t throw good money after bad when they thought the deal went south…

Attenzione però, non vorrei esser frainteso: non sto dicendo che l’investitore sia un nemico dal quale prendere le distanze. Anzi. Dico che deve esser chiaro fin da subito che si tratta di un rapporto di convenienza, come qualsiasi rapporto basato su un legame economico e di investimento. Il VC, se crede nella vostra idea, ha bisogno di voi per far capitalizzare il suo investimento, e lo startupper ha bisogno del capitale per alimentare e dare forma alla progetto. L’interesse è reciproco e non può esser sbilanciato.

Ho trovato molto interessante un intervento di Tara Kelly nel gruppo Italian Startup Scene nel quale spiega quali sono i segnali che dovrebbero suggerire allo startupper di scartare l’investitore (e non solo il contrario!). Vi riporto fedelmente il contenuto del post:

Essere scartati da un’investitore per un seed capita spesso, certo. Ma quand’è dovresti TU scartare loro? Ecco alcuni punti su cui ci siamo trovati unaninamente daccordo durante un piacevole conversazione fra imprenditori. Scartate gli investitori che…

  1. Credono che si possa fare delle previsionni a 3-5 anni credibile prima ancora di aver raggiunto il product/market fit. Giusto che devi farti una stima, ma se lo credono più di quella – scappate!
  2. Entrano troppo nel dettaglio nel spreadsheet delle financials (“qualcosa non mi quadra nella cella AZ534, sei sicuro di aver calcolato bene i costi di telefonia nel 2013?”). Indica sia che credono nelle previsioni di cui sopra, sia una tendenza alla micromanagement, sia che non hanno idea del fatto che il tuo tempo è meglio speso lavorando sul business, e non dentro excel.
  3. Se dimostra un *qualsiasi* accenno al micromanagement. L’azienda è tua. Sempre. Comunque.
  4. Se dicono “investiamo sul business plan.” Tradotto, vuol dire che quando dovrai cambiare ruota (il famoso pivot), si opporranno con veemenza, rallentando tutto, e forse anche bloccando la crescita dell’azienda. In caso peggiore, potrebbe cercare di rimpiazzarti con qualcuno che seguirà il piano.
  5. Vogliono più del 15-20% per un seed, o più del 5-10% per un micorseed. Se prende quote del genere, non riuscierai mai a prendere fondi da altre parti. Nel futuro sarai condanatto a cercare fondi solo ed esclusivemente in Italia. Perche limitarsi così le possibilità future??
  6. Se si oppongono alle quote di cui sopra perche “portano un valore aggiunto”. Vendi le tue quote per denaro, null’altro. Il valore aggiunto migliore che possono portare sono i contatti. Qundi prima controllare che hanno di fatto MOLTI contatti che servono per crescere il tuo business. Allora è un buon investitore per te, gli puoi dare il privilegio di investire nella tua azienda… ma mica gli devi dare più quote.
  7. Se non ti piace, o se porta avanti un negoziato sporco. Il corteggiemento prima dell’investimento è la parte migliore. Se non ti piace ora, non ti piacerà mai. (understatement)

A proposito di investitori vi segnalo una iniziativa che potenzialmente potrebbe esser interessante: la Banca dell’Innovazione della quale se ne è parlato anche a Montecitorio il 2 febbrario durante l’evento Rifare l’Italia. Trovate un post di spiegazione su Wired  di Dettori, e anche sul sito di Working Capital.

Personalmente, come ho anche detto in tweet durante un intervento di Riccardo Luna, io non l’avrei chiamata “Banca”. A me personalmente il termine Banca ricorda troppo quella sensazione di qualcuno che ti tiene per le palle e al quale devi qualcosa.

Io se faccio una startup voglio un partner, non uno che mi ammanetta: se ci crede, lui mette i soldi e i contatti, ed io la testa, l’idea ed il talento.