Generative AI & Roblox: tutti possono esser creators

Roblox, la piattaforma di gioco online con 58,8 milioni di utenti giornalieri, dopo l’annuncio dei dati del periodo, ora ha annunciato che utilizzerà l’AI generativa nella sua piattaforma.

L’obiettivo è quello di rivoluzionare la creazione dei contenuti sulla propria piattaforma grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa. I creators di Roblox potranno utilizzare questi strumenti per rendere la creazione di contenuti più facile e veloce, nonché per integrare la creazione di 3D con la scrittura di codice.

L’obiettivo finale è quello di rendere ogni utente un creators, consentendo anche ai principianti di avere un punto di partenza valido e poter sviluppare la propria creatività senza limiti.

La piattaforma sta affrontando delle sfide tecniche uniche per generare contenuti interattivi in modo automatico e allo stesso tempo mantenere la sicurezza del servizio e dell’esperienza degli utenti ad alto livello viste le numerose critiche ricevute nell’ultimo anno.

Che l’AI potesse esser un acceleratore per il mondo del gaming lo avevo scritto in alcuni post.

Qui il comunicato ufficiale di Roblox https://blog.roblox.com/2023/02/generative-ai-roblox-vision-future-creation/

L’evoluzione dei makers ed il ritorno alla fisicità

Ho sempre amato le costruzioni fin da piccolo e ho sempre avuto una innata curiosità nel capire cosa ci fosse dentro ad ogni cosa.

Mi sono sempre “classificato”, così come immagino capiti a molti – se non tutti – quelli della mia generazione (o giù di li), un piccolo costruttore/distruttore: smontavo pc, assemblavo pezzi, provavo a costruire piccoli impianti elettronici, modificavo la forcella del Ciao con quella del Si e volevo personalizzare ogni cosa.

Anche quando presi il mio primo cellulare Nokia, per quanto fosse costato, lo smontai per capire come funziova: via batteria, antenna e pezzi vari e poi esperimenti per interfacciarlo con il pc attraverso la porta COM per mandare sms con comandi DOS e AT. Fantastico.

Allo stesso tempo, riguardandomi con occhio più critico a posteriori, ero probabilmente un consumatore vorace di contenuti prodotti da altri: tv, giornaletti, fumetti, giochi per amiga, giochi per il Commodore e così via.

Eravamo Makers, ma di prodotti fisici e consumer di contenuti.

Per noi era importate l’oggetto, il contenuto veniva dopo: ci interessava la fisicità dell’oggetto, le sue componenti e la sua composizione.

Ormai son passati un po’ di anni. Vivo la rete ogni giorno e forse mentre scrivo mi rendo conto che ormai è una cosa ovvia, ma oggi quando guardo mio figlio di due anni interagire con il tablet, giocare con le applicazioni, cliccare per produrre le sue immagini ed i suoi suoni, rimango sbalordito. Senza saperlo sta già condividendo i suoi contenuti con me, con sua madre e con i miei amici. I telecomandi, gli interruttori, le luci e tutto ciò che è touchable non ha segreti e non ha bisogno di esser spiegato. E’ tutto naturale.

Non penso di esser lontano secoli dalle generazioni attuali, ma vedo che i comportamenti, la tecnologia, la rete e tutto quello che hanno oggi, ha fatto un percorso secolare in pochi anni. Non c’è più bisogno di sbattersi per sintonizzare la testina del lettore dei nastri del commodore o di allungare una antenna per far prendere meglio il baracchino, o provare una barra di memoria diversa perché quella di prima è incompatibile. No, non devo overcloccare il processore, cambiare il carburatore, abbassare la testata o mettere qualcosa di più potente: è così, funziona e si deve solo utilizzare.

La curiosità è cambiata, l’attenzione si è spostata. C’è una assenza di interesse – quasi totale – sul come funziona l’oggetto fisico in se e per se, perché è normale, oggi, che faccia quello per cui è stato prodotto. L’attenzione non è sul come funziona, ma sul risultato, sul tempo e sulla qualità… sul contenuto. Prendete per esempio gli smartphone, un iPhone: un solo tasto, nessuna batteria da cambiare, nessuna antenna: è fisiologico che l’attenzione si sposti dall’oggetto al contenuto perchè in fondo non c’è modo e necessità di fare altro.

Tutto si è completamente invertito. C’è stato un capovolgimento totale tra l’essere Makers ieri e oggi. Un cambio di paradigma importante.

Oggi il makers produce contenuti ed è un consumatore di tecnologia.

Non esistono più i makers di una volta qualcuno direbbe. Vero da una parte, ma non sarà solo tutto contenuto. No, c’è bisogno di concretizzare, di dare vita a qualcosa di fisico e di tornare a produrre fisicamente: le stampanti 3D sono dietro l’angolo e le tecnologie sono mature per questo. La differenza rispetto a prima sarà sostanziale perchè non saranno solo assemblaggi come facevamo una volta: costruiremo e daremo vita ad oggetti ed idee che abbiamo prima realizzato virtualmente.

Buona creazione, makers!