Prompt-Chaining: tagliare (il prompt) l’elefante a pezzi e ragionare per passi

Negli ultimi mesi ho seguito e condiviso con attenzione il lavoro di ย Nicola Mattina, che attraverso l’implementazione del progetto #Serena (di cui vi parlerรฒ ancora), sta esplorando in modo sperimentale continuo lโ€™interazione uomo-macchina: il prompt chaining.

I suoi post, in particolare uno degli ultimi che riporto qui, mi hanno spinto a riflettere sul fatto che il prompt chaining non รจ solo una tecnica per โ€œistruire meglioโ€ lโ€™AI, ma puรฒ diventare una vera e propria architettura cognitiva. Un modo per strutturare il pensiero delle (e con le) macchine, in modo simile a come strutturiamo il nostro.

Da questo spunto nascono le seguenti righe che condivido qui sotto, ad integrazione del lavoro di Nicola, ossia una breve riflessione sulle potenzialitร  del prompt chaining, in particolare nella progettazione di contenuti educativi, ma con uno sguardo piรน ampio su cosa puรฒ rappresentare per chi, come molti di noi, lavora con strumenti generativi in contesti strategici o formativi.

Prima di tutto cosโ€™รจ il Prompt Chaining

In parole semplici, prompt chaining significa collegare insieme piรน prompt in sequenza, facendo sรฌ che lโ€™output di un prompt diventi lโ€™input del successivo . Invece di chiedere a un modello linguistico di svolgere un compito complesso tutto in una volta, lo si scompone in passi piรน piccoli e gestibili, rendendo piรน efficiente l’elaborazione, l’accuratezza ed il consumo sottostante che viene impiegato per elaborare la richiesta.

Per capirci, come succederebbe nella relazione umana, invece di dire ad un copywriter “Scrivimi l’articolo sull’AI” creando la condizione per cui l’interlocutore deve decidere a cosa dare prioritร , su quali argomenti soffermarsi e ottimizzare il tempo a disposizione, si chiede qualcosa di piรน specifico, piรน nel dettaglio, progressivamente sempre piรน in profonditร , raffinando il concetto.

Ogni prompt nella catena dei prompt si concentra su un sotto-compito specifico, mantenendo il contesto e guidando il modello passo dopo passo . Questo processo iterativo permette allโ€™AI di affrontare compiti complessi in modo piรน efficace, migliorando accuratezza e coerenza delle risposte .

“Eh, ma Chat รจ stupido…”

Quando mi sento dire “Eh ma Chat รจ stupido, mi risponde con testi banali“, spesso rispondo che รจ normale perchรจ cosicome esistono principi di LIFO, FIFO e via dicendo, nell’ai piรน che mai esiste anche il MIMO ossia Merd-In Merd-Out (o come direbbero i fighi Shit-in Shit Out).

Se chiediamo allโ€™AI di scrivere un intero report in un solo prompt, otterremo con molta probabilitร  un risultato superficiale, disorganizzato o incoerente. Perchรฉ? Perchรฉ il modello deve fare tutto in una volta sola: strutturare, scrivere, sintetizzare, scegliere prioritร , tono e contenuti, senza una guida chiara. รˆ come chiedere a qualcuno di cucinare una cena gourmet mentre corre una maratona. Serve ordine, energia e tempo โ€“ ma se tutto viene concentrato in un colpo solo, il risultato ne risente.

Con il prompt chaining, invece, possiamo scomporre il compito in step successivi. Prima chiediamo un elenco dei punti chiave, poi sviluppiamo ciascun punto in un paragrafo, infine rivediamo e affiniamo il testo. Ogni fase prepara la successiva, mantenendo un filo logico chiaro. Questo approccio non solo aiuta lโ€™IA a produrre contenuti migliori, ma ottimizza anche il modo in cui consuma le sue risorse.

Ogni interazione con un modello AI, infatti, utilizza dei token: piccole unitร  che rappresentano parole, punteggiatura e spazi. Ogni prompt e ogni risposta consumano token, e ogni modello ha un limite massimo oltre il quale inizia a โ€œdimenticareโ€ o a perdere contesto: รจ la cosiddetta finestra di contesto. Se proviamo a incastrare troppa roba in un solo prompt, superiamo questo limite e il modello rischia di produrre un risultato povero o scollegato.

Qui si nota una differenza concreta tra chi usa la versione Free di ChatGPT (basata su GPT-3.5, con un limite di circa 4.000 token, cioรจ poche pagine di testo complessivo) e chi ha attivato la versione Plus, che usa GPT-4-turbo, in grado di gestire fino a 128.000 token โ€“ lโ€™equivalente di un libro intero. Con GPT-4, quindi, possiamo costruire catene di prompt molto piรน lunghe, mantenendo la coerenza del discorso e una memoria estesa.

รˆ come viaggiare con unโ€™auto che ha un serbatoio piccolo (GPT-3.5) o con una che puรฒ contenere molta piรน benzina (GPT-4): entrambe ti portano a destinazione, ma nel primo caso dovrai fermarti spesso e ridurre il carico, nel secondo puoi affrontare tragitti piรน lunghi, con meno compromessi e migliori prestazioni.

Oltre lโ€™ingegneria dei prompt

Il prompt chaining non รจ solo un modo “furbo” di scrivere prompt, ma si avvicina a una forma di architettura cognitiva. In pratica stiamo progettando la struttura del ragionamento dellโ€™IA. Come un architetto progetta lโ€™organizzazione di un edificio, chi utilizza il prompt chaining progetta come lโ€™IA suddivide e affronta un problema. Ricorda il modo in cui noi umani affrontiamo compiti complessi: li dividiamo in step, li risolviamo uno per uno, e infine uniamo tutto. Allo stesso modo, il chaining fa sรฌ che il modello di AI โ€œpensi ad alta voceโ€ attraverso passaggi intermedi, mimando un processo cognitivo umano .

Non a caso, ricercatori e sviluppatori vedono queste catene di prompt come elementi di agenti AI piรน evoluti. In diversi studi e articoli si nota che aggiungere flussi di controllo interni come il prompt chaining ai modelli linguistici porta a una nuova generazione di โ€œagentiโ€ IA, capaci di ragionare e interagire in modo piรน strutturato . In altre parole, concatenare prompt รจ un modo per orchestrare la cognizione dellโ€™AI: stiamo dando al modello un percorso da seguire, un poโ€™ come una scaletta mentale. Questo approccio apre le porte a sistemi AI piรน affidabili e โ€œpensantiโ€, anzichรฉ limitarsi a mere scatole nere che sputano fuori una risposta senza farci capire il come e il perchรฉ.

Scomporre i problemi per soluzioni migliori

“Perchรฉ spezzettare un compito aiuta lโ€™AI a produrre risultati migliori?” mi chiedono spesso in aula. I motivi sono intuitivi. Innanzitutto, ogni parte del problema riceve attenzione dedicata: affrontando un passo alla volta, il modello puรฒ dedicare piรน risorse cognitive a ciascun aspetto, senza essere sopraffatto dalla complessitร  generale . Questo porta a risposte piรน complete e approfondite su ogni sotto-tema, migliorandone la qualitร  complessiva .

In secondo luogo, il prompt chaining aumenta la coerenza e il mantenimento del contesto: ogni prompt successivo eredita le informazioni dai precedenti, evitando che lโ€™AI โ€œdimentichiโ€ dettagli importanti lungo il percorso . Questo รจ cruciale, ad esempio, quando si crea una narrazione o un progetto articolato, perchรฉ garantisce che tutte le parti โ€œparlino la stessa linguaโ€ e si integrino bene.

Un altro vantaggio รจ la maggiore trasparenza del ragionamento. Richiedendo allโ€™AI di mostrare passo dopo passo il processo (ad esempio elencando ragionamenti o calcoli intermedi), diventa piรน facile per noi umani seguire il filo logico e capire come si รจ arrivati a una certa conclusione. Questa tracciabilitร  (tema che affronterรฒ in modo dedicato in un altro post) non solo aumenta la fiducia nellโ€™output โ€” possiamo vedere perchรฉ lโ€™AI suggerisce X invece di Y โ€” ma ci consente anche di individuare eventuali errori logici in itinere.

Infatti, suddividendo il problema, possiamo correggere il tiro a metร  strada se notiamo che lโ€™AI sta deviando: il chaining facilita lโ€™isolamento di quale passo ha generato un errore, semplificando interventi e debug. รˆ lo stesso principio su cui si basano i nuovi modelli di AI avanzati, come GPT-4 o Claude Opus, che stanno iniziando a integrare forme esplicite di reasoning interno, strutturato in catene di pensiero (chain-of-thought reasoning), per spiegare le decisioni che prendono. Il prompt chaining รจ oggi uno strumento manuale per ottenere ciรฒ che i modelli di domani inizieranno a fare da soli: pensare per passaggi visibili e controllabili (e quindi revisionabili).

Infine, questo approccio metodologico aiuta a mitigare i limiti pratici dei modelli. I modelli linguistici hanno una finestra di contesto limitata (una quantitร  massima di testo che possono gestire alla volta); fornire tutte le istruzioni in un unico prompt lungo puรฒ essere inefficace o impossibile. Con una catena di prompt, in sinstesi, si alimenta gradualmente lโ€™informazione restando nei limiti, senza perdere il contesto e allo stesso tempo, si riduce il rischio di allucinazioni fuori tema, mantenendo il modello concentrato su un sub-compito alla volta e reintegrando il contesto ad ogni passo.

Praticamente in questo modo abbiamo una AI sempre โ€œsul pezzoโ€ e le facciamo evitare divagazioni fantasiose.

Progettare un corso con lโ€™AI passo dopo passo

Per rendere concreto tutto questo, immaginiamo di utilizzare il prompt chaining per un compito manageriale comune: progettare un corso di formazione o creare contenuti didattici strutturati.

Invece di chiedere subito allโ€™AI โ€œScrivi il programma dettagliato di un corso su Xโ€, potremmo procedere per fasi:

  1. Definire lโ€™obiettivo e il pubblico: In un primo prompt, chiediamo al modello di delineare gli obiettivi formativi del corso X e di identificare il pubblico target (es. principianti, livello avanzato, ecc.). Questo stabilisce il contesto e la direzione generale.

  2. Creare un elenco di moduli/lezioni: Con gli obiettivi chiari, un secondo prompt potrebbe chiedere una struttura a moduli o lezioni chiave del corso. Lโ€™AI proporrร , ad esempio, 5-10 moduli tematici in sequenza logica.

  3. Dettagliare i contenuti di ciascun modulo: Per ogni modulo individuato, possiamo generare a catena un ulteriore prompt che ne chiede i dettagli: concetti da coprire, esempi pratici, esercitazioni o casi di studio da includere.

  4. Sviluppare materiali o approfondimenti: Una volta approvata la struttura, ulteriori prompt possono concentrarsi sulla creazione di contenuti specifici โ€“ ad esempio, โ€œGenera una dispensa introduttiva per il Modulo 1โ€ o โ€œSuggerisci 3 domande quiz per verificare lโ€™apprendimento nel Modulo 2โ€. Cosรฌ, gradualmente, si popola lโ€™intero corso.

  5. Revisione e rifinitura: Infine, si puรฒ usare un prompt conclusivo per fare un check generale, ad esempio โ€œRivedi il syllabus completo del corso e verifica che il linguaggio sia adatto a [pubblico target] e coerente in tutti i moduliโ€. Oppure chiedere un riepilogo executive da presentare al team.

Ad ogni passo, lโ€™output dellโ€™AI alimenta il passo successivo. Il risultato finale รจ molto piรน ricco e strutturato di quello ottenibile con un singolo prompt generico. Chi ha sperimentato questo approccio nota che โ€œpensare in catene, anzichรฉ tentare il colpo grosso con un solo prompt di quelli da fanta-guru-brillante, ha segnato un punto di svolta e ha raggiunto un goal in modo piรน precisoโ€ . In altre parole, il prompt chaining aiuta lโ€™AI a seguire un filo logico simile a come lo seguirebbe un istruttore umano, con il vantaggio di poter generare rapidamente contenuti per ogni punto del programma.

Questo approccio non รจ utile solo per corsi ovviamete: qualunque progetto che richieda output complessi e ben organizzati (dai piani strategici, alla stesura di rapporti articolati, fino alla ricerca di mercato) puรฒ trarre beneficio da una suddivisione in prompt sequenziali. Il bello รจ che il controllo rimane allโ€™utente umano: possiamo intervenire tra uno step e lโ€™altro, aggiustare il tiro o inserire input aggiuntivi, guidando lโ€™IA come faremmo con un collaboratore umano.

Ma non รจ lo stesso che chiedere โ€œapprofondisciโ€?

Una domanda legittima รจ: โ€œMa non รจ la stessa cosa di quando scrivo un prompt generico e poi chiedo allโ€™AI di approfondire o usare Deep Researchโ€. La risposta รจ no, non รจ la stessa cosa โ€” nรฉ per approccio, nรฉ per controllo, nรฉ per qualitร  del ragionamento.

Quando chiediamo a unโ€™AI โ€œapprofondisci questo puntoโ€ o โ€œfammi un elenco di motiviโ€, stiamo delegando completamente al modello la scelta di cosa approfondire, in che ordine e con quale criterio. Lโ€™AI fa del suo meglio in base al contesto ricevuto, ma decide lei come interpretare la richiesta e cosa restituire. รˆ un approccio reattivo, utile ma passivo.

Nel prompt chaining, invece, รจ lโ€™utente a guidare attivamente e intenzionalmente il processo: decide in anticipo i passi, li struttura in modo progressivo e ne controlla coerenza e profonditร . Ogni sotto-domanda รจ pensata come parte di un flusso, e lโ€™output di ciascun passaggio รจ validato prima di passare al successivo. In altre parole, il chaining costruisce un ragionamento architettato, mentre lโ€™approccio a โ€œprompt singolo + follow-upโ€ si limita a inseguire lโ€™output, senza reale regia.

Questo รจ il punto di contatto e insieme di differenziazione rispetto ai nuovi modelli con reasoning interno automatizzato, che iniziano a generare da soli le domande intermedie, gli step di verifica o gli scratchpad (una specie di taccuino mentale in cui โ€œannotanoโ€ i passaggi logici). In quel caso lโ€™AI sta simulando un flusso cognitivo autonomo, ma resta comunque opaco allโ€™utente se non viene esplicitato. Il prompt chaining, invece, porta alla luce il processo, lo rende trasparente, ispezionabile e โ€” cosa non da poco โ€” intervenibile.

Chiedere โ€œapprofondisciโ€ รจ come affidare un tema allโ€™AI e sperare che interpreti bene la traccia. Il prompt chaining รจ come costruire insieme allโ€™AI una scaletta, definire ogni paragrafo e correggere lungo il percorso. รˆ la differenza tra reattivitร  e progettualitร .

Strumenti e casi emergenti

Il concetto di prompt chaining si รจ diffuso cosรฌ rapidamente che sono nati strumenti e framework dedicati. La libreria open-source LangChain ne รจ un esempio e permette agli sviluppatori di creare facilmente pipeline di prompt collegate, integrando anche memoria esterna e chiamate a strumenti, per costruire agenti AI sofisticati. Esistono anche altre piattaforme piรน user friendly come Voiceflow e altre soluzioni no-code che offrono interfacce visuali per orchestrare conversazioni multi-turno e flussi di prompt, cosรฌ che anche chi non programma possa progettare lโ€™interazione step-by-step.

Allโ€™inizio del boom di ChatGPT, alcuni esperimenti come AutoGPT hanno mostrato il potenziale di unโ€™AI che autonomamente insegue un obiettivo tramite una sequenza di azioni e sottocompiti. In pratica AutoGPT crea i propri prompt in catena per raggiungere un fine assegnato, simulando un agente quasi โ€œautonomoโ€. Questi esempi, seppur embrionali, dimostrano la potenza dellโ€™idea: spezzando i problemi e pianificando i passi, lโ€™AI puรฒ affrontare anche compiti molto articolati. Non sorprende che aziende come OpenAI, Microsoft e altri stiano investendo in queste direzioni, integrando meccanismi di chaining e ragionamento nei loro sistemi .

Stiamo assistendo ai primi passi di una nuova orchestrazione cognitiva, dove lโ€™intelligenza artificiale non รจ piรน vincolata a rispondere istantaneamente a un singolo prompt, ma puรฒ elaborare un piano dโ€™azione interno prima di fornire la soluzione. Questo รจ un cambio di prospettiva entusiasmante, perchรฉ avvicina lโ€™operato dellโ€™AI a un processo decisionale piรน umano e strategico.

Perchรฉ oggi tutti dovrebbero interessarsene?

Da un punto di vista manageriale e business, il prompt chaining offre risultati piรน affidabili e raffinati dalle AI, il che puรฒ tradursi in decisioni migliori e contenuti di qualitร  superiore. Ad esempio, nei team di L&D (Learning & Development) o di content marketing, utilizzare lโ€™AI in modalitร  โ€œa catenaโ€ permette di sviluppare corsi, tutorial, documentazione o white paper in maniera organizzata e coerente, riducendo il lavoro di editing successivo. Si passa da unโ€™AI percepita come scatola magica imprevedibile a unโ€™AI vista come collaboratore logico: un assistente che segue un processo, su cui possiamo intervenire in itinere. Ciรฒ aumenta la fiducia nellโ€™utilizzo e ne amplifica il valore nellโ€™operativitร  quotidiana.

La trasparenza fornita dai passi intermedi รจ preziosa per la governance dellโ€™AI in azienda: poter spiegare come una macchina ha elaborato un output (grazie ai ragionamenti esposti nella chain) puรฒ essere fondamentale per conformitร , auditing o semplicemente per convincere gli stakeholder dellโ€™affidabilitร  di una soluzione AI. In ambito educativo o formativo, come giร  notato, lโ€™approccio step-by-step โ€œalla insegnanteโ€ migliora lโ€™attenzione ai dettagli e lโ€™efficacia pedagogica . Insomma, il prompt chaining unisce il pensiero analitico umano con la velocitร  di calcolo dellโ€™IA, offrendo il meglio di entrambi i mondi.

Verso un futuro di AI piรน โ€œumanaโ€

Il prompt chaining rappresenta uno step avanti: da semplici richieste isolate a una collaborazione piรน strutturata uomo-macchina. Questa metodologia deve farci notare che lโ€™AI puรฒ (e deve) essere guidata a pensare per passi, e che spesso la chiave per risultati straordinari sta nel porre le giuste domande nellโ€™ordine giusto. รˆ un campo in rapido sviluppo, con implicazioni che vanno oltre la tecnologia e toccano lโ€™organizzazione del lavoro e la progettazione di conoscenza.

LLAMA 2: Rivoluzione Open Source nell’Intelligenza Artificiale Generativa

Con l’annuncio di Meta che rende disponibile il codice sorgente di LLaMA 2, il campo dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI) รจ testimone di un punto di svolta significativo a mio avviso, e forse, considerato che non ne ho visto scrivere molto, anche sottovalutato. Questa decisione democratizza l’accesso a uno dei modelli di linguaggio piรน avanzati, offrendo a sviluppatori, ricercatori e appassionati di tecnologia di tutto il mondo la possibilitร  di esplorare e innovare liberamente. LLaMA 2 si distingue per la sua profonda capacitร  di comprensione e generazione del linguaggio umano, rivaleggiando e in alcuni casi superando modelli ben noti come GPT-3.5 e GPT-4 di OpenAI.

Cos’รจ LLaMA 2

LLaMA 2 rappresenta una soluzione all’avanguardia nella GenAI, sviluppata con tecniche di apprendimento di ultima generazione. Il modello รจ progettato per imitare il modo in cui gli esseri umani comunicano, offrendo capacitร  di generazione e comprensione del testo che trovano applicazione in una vasta gamma di contesti, dalla costruzione di chatbot avanzati alla creazione di contenuti testuali per assistenza nella scrittura e risposta automatica, banalmente alle email.

LLaMA 2: Una Risorsa Preziosa

Rilasciato con i pesi del modello e il codice per facilitare l’addestramento e il fine-tuning, LLaMA 2 รจ addestrato su un corpus di 2 trilioni di token, garantendo una comprensione e una capacitร  generativa particolarmente significativa. La sua superioritร  nei benchmark esterni lo rende una risorsa per chi oggi รจ al lavoro nell’AI generativa, stimolando l’innovazione e promuovendo lo sviluppo di applicazioni sempre piรน sofisticate e responsabili.

Innovazione Aperta e Crescita nel Campo dell’AI Generativa

L’iniziativa di Meta di rendere LLaMA 2 liberamente accessibile รจ emblematico di un impegno verso l’innovazione aperta, consentendo una collaborazione nel campo dell’AI alla community di accademici, sviluppatori, progettisti e aziende. Questo approccio non solo accelera il progresso tecnologico ma incoraggia anche una riflessione critica sull’uso responsabile dell’AI, con Meta che fornisce linee guida per gli sviluppatori e iniziative di collaborazione per gli accademici.

Genesi e Sviluppo di LLAMA

Il percorso di LLAMA inizia รจ stato avviato da menti di OpenAI e Meta, unite non troppo tempo fa per fare vita ad una nuova direzione nell’intelligenza artificiale. Nata nel 2022, LLAMA รจ il frutto di un’ambizione condivisa: rivoluzionare il modo in cui interagiamo con l’informazione digitale, sfruttando le potenzialitร  dell’AI per superare i limiti dei tradizionali motori di ricerca e dei chatbot. La sua creazione segna un punto di svolta, rappresentando un salto qualitativo verso un’interazione piรน naturale, intuitiva e produttiva tra l’utente e la macchina.

La visione alla base di LLAMA รจ chiara: rendere l’accesso all’informazione non solo universalmente disponibile ma anche intrinsecamente piรน significativo. Questo obiettivo ambizioso si concretizza attraverso l’implementazione di tecnologie all’avanguardia in apprendimento automatico e elaborazione del linguaggio naturale (NLP), permettendo a LLAMA di comprendere e rispondere alle query degli utenti in modi che vanno oltre la semplice restituzione di dati. La piattaforma si distingue per la sua capacitร  di analizzare il contesto delle domande, offrendo risposte mirate che riflettono una comprensione profonda non solo del testo della query ma anche delle intenzioni e delle esigenze informative dell’utente.

Sviluppato con un occhio rivolto al futuro, LLAMA simboleggia a mio avviso un’impegno verso l’innovazione continua. Attraverso cicli iterativi di apprendimento e miglioramento, il modello si adatta e evolve, anticipando e rispondendo alle mutevoli dinamiche del digitale e alle crescenti aspettative degli utenti.

LLAMA-2 caratteristiche ed architettura

LLAMA-2 รจ uno dei progressi piรน significativi nell’ambito dell’IA dall’epoca di pionieri come AlexNet e i lavori fondamentali sui Transformer e una delle piรน complete architetture di grandi reti neurali per l’intelligenza generativa (GenAI). Rilasciato da Meta con una licenza aperta sia per scopi di ricerca che commerciali, LLAMA-2 non รจ semplicemente un altro modello nel vasto mare dell’AI, ma un balzo in avanti nell’innovazione aperta, segnando un punto di svolta per Meta nel contributo all’innovazione aperta in AI.

La struttura di LLAMA-2, dettagliata in un documento di 77 pagine, fornisce una panoramica esaustiva che permette ai data scientist di ricreare e personalizzare i modelli per i propri dataset. Con un addestramento su 2 trilioni di token, LLAMA-2 supera tutti i benchmark open source di un ampio margine e si colloca al livello di performance di GPT-3.5 nelle valutazioni umane. La novitร  piรน significativa risiede nel suo miglioramento rispetto all’architettura di OpenAI, in particolare nel bilanciamento tra sicurezza e utilitร , dove le prestazioni del modello non degradano man mano che diventa piรน sicuro.

LLAMA-2 introduce avanzamenti notevoli come l’attenzione per query di gruppo (Grouper query attention), l’attenzione fantasma (Ghost Attention), il ridimensionamento della temperatura in contesto (In-Context Temperature re-scaling) e la percezione temporale (Temporal Perception). Queste innovazioni, insieme alla disponibilitร  su piattaforme come HuggingFace, WatsonX e Azure, facilitano l’adozione del modello, riducendo i costi e le barriere all’entrata. Ora รจ possibile personalizzare un modello LLM di 70B su una singola GPU, una possibilitร  inimmaginabile solo sei mesi fa.

LLAMA-2 รจ presente in varianti da 7B, 13B e 70B parametri, inclusa una versione istruita specificamente per chat, denominata LLaMA-Chat, nelle stesse tre dimensioni. Rispetto ai modelli Llama-1 precedenti, LLAMA-2 si distingue per i termini di licenza, un aumento del 40% della dimensione del corpus di preaddestramento, il raddoppio della lunghezza del contesto del modello a 4K, e l’adozione dell’attenzione per query di gruppo per la variante da 70B. L’aspetto piรน impattante รจ il nuovo approccio alla sicurezza con modelli di ricompensa per la Sicurezza e l’Utilitร , che supera la maggior parte degli altri modelli nelle valutazioni umane.

L’addestramento di LLAMA-2 si basa sull’uso dell’algoritmo di codifica bytepair (BPE), applicando l’architettura transformer standard con pre-normalizzazione usando RMSNorm, la funzione di attivazione SwiGLU e l’incorporamento posizionale rotativo. I dettagli includono l’uso dell’ottimizzatore AdamW con una programmazione del tasso di apprendimento di tipo coseno, un riscaldamento di 2000 passaggi e la decadenza del tasso di apprendimento finale al 10% del picco. Il modello ha dimostrato eccellenti prestazioni in varie attivitร , come la codifica, le Q&A in contesto, il ragionamento di senso comune e le valutazioni di conoscenza.

La personalizzazione del modello utilizza tecniche di fine-tuning supervisionato (SFT) e apprendimento rinforzato con feedback umano (RLHF), partendo da dati di istruzione tuning disponibili pubblicamente e annotando circa 27.540 istanze con un forte focus sulla qualitร  dei dati. L’approccio al fine-tuning e il modello di ricompensa mirano a bilanciare efficacemente sicurezza e utilitร , superando la tradizionale compensazione tra questi due aspetti e spingendo LLAMA-2 a diventare un punto di riferimento per l’adozione sicura delle LLM in ambito aziendale.

Come funziona LLAMA-2

Il processo attraverso il quale LLAMA-2 viene addestrato, affinato e raffinato utilizza tecniche all’avanguardia di fine-tuning supervisionato (SFT) e di apprendimento rinforzato con feedback umano (RLHF), stabilendo nuovi standard per la personalizzazione e l’efficienza dei grandi modelli linguistici (LLM). Questo approccio multifase non solo permette a LLAMA-2 di eccellere in compiti diversificati, come la codifica, le Q&A in contesto, il ragionamento di senso comune e le valutazioni di conoscenza, ma lo rende anche uno strumento prezioso per applicazioni aziendali grazie alla sua maggiore sicurezza e utilitร .

Durante la fase di SFT, LLAMA-2 viene inizialmente addestrato su un set di dati di istruzione pubblicamente disponibili, arricchito da una minuziosa annotazione di circa 27.540 istanze con un’enfasi sulla qualitร . Questo processo sfrutta un programma di apprendimento rateale di tipo coseno, iniziando con un tasso di apprendimento di 2*10^-5 e impiegando un decadimento del peso di 0.1, una dimensione del batch di 64 e una lunghezza di sequenza di 4096 token, ottimizzando il modello attraverso 2 epoche. L’obiettivo di addestramento segue un approccio auto-regressivo, dove la perdita sui token del prompt dell’utente viene annullata e la back-propagation viene eseguita solo sui token di risposta.

Nella fase RLHF, la raccolta dei dati umani viene eseguita seguendo una procedura specifica: gli annotatori creano un prompt e valutano due risposte generate dal modello in base a criteri stabiliti, assicurando una diversitร  migliorata. Questi dati, categorizzati lungo le dimensioni della sicurezza e dell’utilitร , fungono da base per il Modello di Ricompensa, che valuta le risposte del modello e il prompt corrispondente, producendo un punteggio scalare che indica la qualitร  dell’output generato.

L’innovazione piรน rilevante introdotta da LLAMA-2 รจ la sua capacitร  di superare il compromesso comunemente osservato tra sicurezza e utilitร , ottenendo prestazioni superiori in entrambi i criteri. Per raggiungere questo obiettivo, Meta ha addestrato due modelli di ricompensa distinti: uno ottimizzato per l’utilitร , denominato Helpfulness RM, e un altro per la sicurezza, denominato Safety RM. Questi modelli utilizzano la stessa architettura e gli stessi iperparametri dei modelli di linguaggio preaddestrati, eccetto per la testa di classificazione per la previsione del prossimo token, che viene sostituita con una testa di regressione per generare la ricompensa scalare.

La formazione del modello di ricompensa si avvale di dati di preferenza umana strutturati in un formato di etichetta di classificazione binaria, dove le risposte vengono categorizzate come scelte e rifiutate, garantendo che la risposta scelta riceva sempre un punteggio superiore rispetto alla sua controparte. Questo processo di addestramento, insieme all’innovativo approccio al fine-tuning e alla capacitร  di LLAMA-2 di bilanciare efficacemente sicurezza e utilitร , posiziona il modello come un punto di riferimento per l’adozione sicura e produttiva delle LLM in ambito aziendale e oltre.

Unicitร  di LLAMA nel Panorama AI

Il rilascio di LLAMA-2 segna un cambiamento epocale nel campo dell’intelligenza artificiale, posizionandosi come un catalizzatore per l’innovazione aperta. La decisione di Meta di offrire LLAMA-2 con una licenza aperta, sebbene non esattamente “open source” nel senso tradizionale, sottolinea un impegno verso la democratizzazione dell’accesso alle tecnologie AI avanzate. Questo approccio, che promuove la condivisione di conoscenze e risorse, rappresenta un invito alla comunitร  globale di ricercatori e sviluppatori a collaborare, innovare e spingere ulteriormente i confini di ciรฒ che l’intelligenza artificiale puรฒ realizzare.

Il modello LLAMA-2, con la sua architettura avanzata e le sue capacitร  di elaborazione del linguaggio naturale, รจ stato addestrato su un corpus di 2 trilioni di token, battendo i benchmark open source di un ampio margine e avvicinandosi alle prestazioni di GPT-3.5 nelle valutazioni umane. Questo risultato non รจ solo una testimonianza della potenza computazionale di LLAMA-2 ma anche della sua efficacia nell’interpretare e rispondere a una vasta gamma di query in modo contestualmente pertinente e sicuro.

LLAMA-2 rappresenta, quindi, non solo un traguardo tecnologico ma anche un invito alla collaborazione e alla condivisione delle conoscenze nel campo dell’IA. Il suo impatto sull’innovazione aperta e la ricerca collaborativa promette di accelerare ulteriormente lo sviluppo di soluzioni AI che sono sia potenti che responsabili, guidando la trasformazione digitale in maniera etica e sostenibile.

Comparazione e contesto di utilizzo

Nel contesto dell’evoluzione rapida dell’intelligenza artificiale, il confronto tra LLAMA 2, GPT-3.5 e GPT-4 rivela differenze fondamentali che influenzano la scelta del modello piรน adatto a specifici progetti. LLAMA 2 emerge come una soluzione economica e efficiente, particolarmente vantaggiosa per compiti che richiedono risposte in tempo reale e un alto grado di accuratezza, come la sintesi di notizie e l’individuazione di incongruenze factuali. La sua natura open-source favorisce una trasparenza e una personalizzazione che possono essere particolarmente attraenti per chi cerca un controllo maggiore sulle capacitร  e sull’implementazione del modello.

D’altro canto, GPT-3.5 e GPT-4, con le loro architetture piรน complesse e una capacitร  di contestualizzazione e di elaborazione di dati multimodali (nel caso di GPT-4), si posizionano come soluzioni ideali per compiti che richiedono una profonda comprensione del contesto o la gestione di una grande quantitร  di conoscenza. GPT-4, in particolare, con la sua capacitร  multimodale, offre possibilitร  uniche nel trattamento e nella generazione di testo, immagini e altri tipi di dati, rendendolo ineguagliabile per applicazioni che beneficiano di questa versatilitร .

Per lo sviluppo di chatbot e la creazione di contenuti, la scelta tra questi modelli dipende dall’equilibrio tra costi, complessitร  del progetto e aspettative di performance. LLAMA 2 si rivela un’opzione versatile e aperta per le piccole imprese e progetti che valorizzano la personalizzazione e l’efficienza. GPT-3.5 colpisce per la sua capacitร  di gestire conversazioni complesse e supporto linguistico ampio, rendendolo adatto a imprese che operano su scala globale. GPT-4, infine, si distingue per la sua abilitร  nel risolvere problemi avanzati e nel mantenere un alto livello di professionalitร  e creativitร  nella risoluzione dei problemi, stabilendosi come la scelta preferibile per applicazioni critiche e per chi desidera minimizzare l’intervento umano nella generazione di contenuti.

La decisione su quale modello adottare dovrebbe quindi basarsi su una valutazione attenta delle specifiche esigenze del progetto, considerando fattori come il budget, la natura delle attivitร  da svolgere e il livello di qualitร  richiesto. La comprensione delle forze e dei limiti di ciascun modello รจ essenziale per sfruttare al meglio le potenzialitร  dell’IA e innovare efficacemente nel proprio campo di applicazione.

AI Generativa e le opportunitร  per le aziende

L’intelligenza artificiale (AI) sta vivendo una trasformazione radicale. Si รจ evoluta da un insieme di algoritmi isolati ad una forza potente e integrata, pronta a rivoluzionare il modo in cui le aziende operano. Questa evoluzione, guidata in particolare dall’ascesa dell’AI generativa, sta offrendo ai singoli, ma soprattutto alle aziende opportunitร  senza precedenti, ma presenta anche nuove sfide che richiedono attenzione e corretta interpretazione, oltre che azione (tempestiva, aggiungerei).

L’AI generativa sta aprendo la strada a una nuova ondata di innovazioni di modelli e processi, ampliando le possibilitร  di applicazione dell’AI in una serie di settori, dalla farmaceutica alla banca, dal retail allo sport. Modelli come GPT-4, Bard, sono capaci di generare contenuti unici e di alta qualitร , che possono essere utilizzati in una serie di contesti aziendali, dal marketing allo sviluppo del prodotto, passando dal legal al finance. .

Malgrado le tante potenzialitร  e opportunitร , l’avvento dell’AI generativa non รจ privo comunque di sfide e punti di critici da attenzionare. La sua velocitร  di sviluppo, il rischio di bias nascosti nei dati di addestramento e la necessitร  di nuove infrastrutture tecnologiche e competenze specializzate sono tutti fattori che le aziende devono necessariamente considerare nel loro viaggio verso l’adozione in generale di nuove tecnologie, ma anche e soprattutto nei confronti dell’AI generativa.

L’AI generativa offre senza dubbio alle aziende l’opportunitร  di rivedere e reinventare molti dei loro processi operativi ed impattare sui modelli di business, permettendo una maggiore automazione, efficienza e personalizzazione, e di conseguenza ottimizzazione di costi e potenzialitร  maggiori sui ricavi.

Riguardo ai nuovi modelli di business, come l’uso di AI per generare contenuti unici o per offrire servizi personalizzati su larga scala perรฒ c’รจ un punto che deve esser necessariamente considerato ossia rischi e sfide derivanti da un normativo in continua evoluzione, con nuove leggi e regolamentazioni che potrebbero influenzare l’uso dell’AI, e di conseguenza diritti di ownership sull’asset creato, tipologia di utilizzo e applicazione.

I CEO oggi di aziende che vogliono accelerare e non perdere quote di mercato, hanno un ruolo fondamentale nel guidare l’adozione dell’AI in primis, e anche dell’AI generativa nelle loro aziende. L’attenzione e le azioni che la direzione dell’azienda dovrร  affrontare non dovranno esser solo orientate alle opportunitร  e le sfide presentate dall’A in termini infrastrutturali e tecnologici, ma anche (e soprattutto) di metodo, al fine di guidare i team attraverso il cambiamento organizzativo necessario,ย  per sfruttare al meglio questa nuova potenzialitร .

Una della prime azioni che l’organizzazione dovrebbe affrontare รจ la creazione di un gruppo cross-funzionale di leader dell’azienda a cui affidare lo studio, l’identificazione e le prioritร  dei casi d’uso di maggior valore, al fine di garantire un’implementazione sicura e coordinata dell’AI nel contesto aziendale. Questo puรฒ anche includere la promozione di una cultura di apprendimento continuo e la sperimentazione (che troppo spesso le aziende tralasciano pensando sia una attivitร  individuale e spontanea) in cui i dipendenti sono incoraggiati ad innovare i processi, le competenze, le metodologie e i prodotti che incorporano efficacemente questi strumenti.

Un altro aspetto cruciale รจ la creazione di un “faro”, ossia un progetto o un caso d’uso pilota che possa servire da esempio concreto, e che possa dimostrare il reale potenziale dell’AI generativa e l’impatto che questa adozione avrebbe su piรน larga scala, oltre ad aiutare a creare entusiasmo, sostegno e consenso all’interno dell’organizzazione.

Le aziende dovranno essere molto attente a bilanciare la creazione di valore con la corretta gestione del rischio. Se da una parte l’AI generativa puรฒ offrire enormi vantaggi, presenta nuovi rischi, come dicevo, come la possibilitร  di perpetuare i bias nascosti nei dati di addestramento o di “allucinare” informazioni non esistenti. Sarร  necessario definire e stabilire principi e linee guida etiche per l’uso dell’AI, modelli di controllo e sviluppare una comprensione approfondita dei rischi presentati da ogni caso d’uso potenziale.

Costruire e mantenere un insieme equilibrato di alleanze esterne oltre che sviluppare le competenze interne puรฒ inoltre aiutare, in questo processo di adozione, le aziende ad accelerare l’implementazione dell’AI generativa. A vantaggio di un approccio ad ecosistema si permetterร  di abilitare l’esperienza e le competenze di altri senza dover costruire tutte le applicazioni o i modelli di base da soli, creando un processo di maggiore facilitร  di aggiornamento progressivo e l’adozione delle piรน recenti tecnologia.

La fase di boost tecnologico e l’evoluzione dell’AI generativa che stiamo vivendo rappresenta una promessa enorme per le aziende, ed una offerta senza precedenti di nuove opportunitร  per l’innovazione, l’efficienza e la personalizzazione. Ma per realizzare questo potenziale, le aziende devono essere pronte a affrontare le sfide associate a questa nuova tecnologia, compreso il bisogno di nuove competenze, infrastrutture e approcci alla gestione del rischio, e di conseguenza investimenti. Con la giusta guida e strategia, tuttavia, le aziende potranno sfruttare questo potenziale per guidare la trasformazione e creare un vantaggio competitivo duraturo.