Internet of Everything: dall’object graph all’experience graph

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Internet è ovunque. Credo possa sembrare banale dirlo, ma è di fatto così. Sta “invadendo” relazioni, case, auto, città e sta entrando in qualsiasi cosa. E dicendo “cosa” non sto generalizzando. Sto effettivamente dicendo che le cose, gli oggetti, sono e saranno sempre più evoluti e connessi tanto da entrare nella vita e nelle relazioni di tutti i giorni in modo meno invasivo di quanto si pensi. Tim O’really, fondatore e CEO di O’really Media, non troppo tempo fa disse: We’re moving to a world in which every device generates useful data, in which every action creates “information shadows” on the net. Questa frase che poteva sembrare visionaria tempo fa, oggi è una affermazione che descrive uno stato evolutivo in atto, proprio in questa direzione. […]

L’utente al centro dell’esperienza dell’evento

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Mi capita spesso, soprattutto in Italia appunto, che di ritorno da alcuni eventi io senta manifestare e condividere un alto livello insoddisfazione, un crescente livello di frustrazione derivante dal continuo malcontento e dell’esperienza vissuta non ne rimane nulla se non solo il ricordo dell’inefficienza organizzativa fatta di mal funzionamenti del wifi, poca disponibilità d’informazioni, livello di contenuto dei relatori non adeguato al costo o difficoltà nell’utilizzo dei servizi dell’evento grazie alla poca organizzazione della logistica.

La cultura degli alibi

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Chiunque voglia fare l’imprenditore deve tenere sempre presente che il successo è l’eccezione e non la regola e che le proprie decisioni potranno portare a un punto di non ritorno. Si deve essere consapevoli di cosa si stia rischiando evitando che ciò porti all’immobilità per paura di sbagliare, perché restare immobili è il modo più veloce per fallire.

Due etti di idee a portare via, grazie.

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Questa mattina, come capita spesso, son partito all’alba da Roma verso Milano. In treno, aperto il pc, ho iniziato a leggere le email ricevute questa notte. Ad un certo punto leggo una mail, dall’oggetto “Opportunità”, che recita testualmente:  “Ciao Fabio, ho tutti grossi clienti. So che tu hai tante idee e sei sempre sul pezzo, vedi se ti viene in mente qualcosa da proporre. Se me ne mandi qualcuna per i miei clienti, le metto su due slide e ci vado a parlare. Ovviamente poi se parte la cosa ti attivo una nostra email” Eh si, mi sembra un approccio perfetto: du’ etti de idee a portà via, grazie. Ora io mi domando a vorrei domandare alle persone che ragionano […]

Wearable: second display, notifications e nuove interazioni

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Da qualche tempo sono entrato in possesso dei Google Glass e del nuovo Samsung Gear. Mi sono preso qualche giorno per provare tutto ed utilizzare un sistema completo fatto da smartphone Android + Account google + dispositivi wearable prima di dare feedback e condividere pensieri ed opinioni in modo prematuro. Di solito non scrivo recensioni di prodotti tech, e questo post non vuole appunto una recensione. Piuttosto vorrei condividere una riflessione molto pratica sul futuro dei dispositivi indossabili e delle opportunità che si possono aprire con la diffusione e l’adozione di queste nuove tecnologie. Second display, notifications e nuovi processi. Questa è la sintesi della mia esperienza. Dopo aver indossato insieme Gear e Glass, abilitati da un sistema completo come […]

La crescita dell’uomo e gli stadi di sviluppo della community

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La crescita del volume degli utenti di una community ed il suo sviluppo in termini di conversazione, secondo la mia esperienza di questi ultimi anni, è equiparabile allo sviluppo biologico, psicologico e sociale della crescita dell’uomo nelle sue varie fasi. La psicologia, gli effetti biologici e le dinamiche sociali sembrano esser le stesse, ma con una sola possibile variante finale. In particolare, partendo dalla fase post nascita le fasi di sviluppo sono: Nascita, Infanzia, Pubertà, Maturità e Vecchiaia. Nel dettaglio: Nascita Incapacità di orientamento Incapacità di movimento Incapacità di alimentazione in autonomia La community è appena nata: è nata dalla voglia di condividere qualcosa da parte di più persone. E’ stato scelto il primo strumento disponibile e sono state utilizzate […]

Instagram, la crescita, le API ed il miele

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Che sono un Instagram Addicted lo sapete. E sapete anche che fin dalla prima volta che l’ho utilizzata, ho scritto che avrebbe generato dipendenza negli utenti. Poi l’ho definita una startup perfetta, prima ancora che iniziasse a crescere esponenzialmente. In soli tre anni dal primo lancio Instagram ha avuto una sviluppo esplosivo, superando, ad oggi, oltre 120 milioni di utenti con una crescita giornaliera impressionante ed un numero di foto condivise ogni secondo che farebbe rabbrividire qualsiasi esperto di architetture software . Se non ci credete guardate l’infrastruttura di Instagram, le tecnologie ed il modo di lavorare o seguite il loro team di ingegneri. La strategia di sviluppo di Instagram in questi anni è stata a mio avviso perfetta e ha insegnato molto a chi […]

Per fare davvero grandi cose, bisogna fare davvero piccole cose e farle crescere.

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Stavo leggendo il post dal titolo “Planning to launch a startup? Launch your kindergarten startup first” e mi sono soffermato su questo passaggio che trovo semplicemente fondamentale: Paul Graham promotes the view that it’s a bad idea to begin with big ambitions, because the bigger they are, the longer they are going to take to realize, and the longer you are projecting into the future, then the more likely you are going to be wrong. “The way to do really big things,” he says, “is to do really small things, and grow them bigger.” Quello che dice Graham è secondo me da prendere come un consiglio, molto importante, che può sembrare banale e allo stesso tempo molto ambizioso, ma è […]

Startup: moda, hype, eventi e bla bla bla. Dipende.

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A me se c’è una cosa che stupisce è la quantità di thread e thread di discussioni in giro per la rete che discutono di cosa sia una startup o meno, se gli eventi servono o no, se le startup più o meno salveranno l’Italia, quante startup sopravviveranno tra 5 anni o se vale più l’idea o l’esecuzione. Non penso che il problema sia la discussione in se e per se che potrebbe esser anche costruttiva, ma il modo in cui viene sviluppata, il tono, il contenuto e spesso pulpito. Posso capire il confronto con l’obiettivo di farsi una idea, approfondire o condividere la propria opinione. Posso capire se il dubbio o la voglia della ricerca del modello perfetto di […]

Una cosa di cui non si parla, non è mai esistita: tra storytelling, inchiesta e denuncia

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Perchè lo storytelling di cose che funzionano deve esser visto sempre contrapposto ad un giornalismo di inchiesta e di denuncia? Eppure dovrebbe esser così semplice da capire. Uno – lo storytelling – racconta le cose positive e che prendono forma, le narra le rende leggibili e fruibili da tutti, spesso con un linguaggio più semplice e comprensibile. L’altro – il giornalismo di inchiesta e denuncia – parla di quello che non va, di truffe ed illeciti e rende visibile dinamiche che spesso sono sotto gli occhi di tutti ma che nessuno racconta. In questo periodo mi è capitato spesso di parlare di questo tema con più persone e confrontarmi anche su Facebook e ho notato che quando si parla di […]

Quando i “cervelli in fuga” arrivano dalla Silicon Valley in Italia.

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Capita che un pomeriggio di Luglio mentre sei lì che invii email, incontri le startup e fai qualche riunione, arriva un ragazzo che vuole informazioni per stabilirsi a lavorare nel tuo spazio di coworking. Istintivamente appena lo vedo gli dico “Ciao e benvenuto!”, come succede con la maggior parte dei nuovi arrivati. Lui risponde “Hi!”. Capisci ovviamente che non è italiano ed inizio a scambiarci due chiacchiere. Parla 4 lingue tra cui anche l’Italiano, abbastanza bene. Viene da San Francisco, ha studiato in una delle più note università americane, è advisor di alcuni progetti, scrive per una testata hitech molto nota, si ritiene un innovatore e starà due anni in Italia. Alla domanda “Cosa ci fai qui?” risponde brillantemente: “Mi sono […]