Disney ed il Metaverso: approccio, strategia e percorso

Disney brand leader dell’intrattenimento, decide di muoversi nel mondo del virtuale, e lo fa in una certa direzione, non è (e non può esser un caso) un caso.

Negli ultimi mesi, la Disney ha già sviluppato diverse iniziative, in particolare:

  • Lanciato diverse raccolte NFT in contemporanea con l’uscita di film
  • Ha lanciato l’acceleratore tecnologico e ha dato rilevanza – all-in – su NFT e VR/AR nell’ultimo batch di investimento
  • Ha creato una nuova divisione interna denominata “Next-gen storytelling

Il CEO della Disney Bob Chapek ha definito il Metaverse come “La prossima grande frontiera dello storytelling”. Perché la Disney si appoggia così pesantemente a questo trend?

  • Posizionarsi in modo anticipato per prendere l’onda e seguire l’hype
  • Muoversi nella direzione dei loro futuri segmenti di pubblico chiave (GenZ e non solo)
  • Esplorare, sperimentare e apprendere ora le migliori pratiche da applicare in un secondo momento di maggiore maturità
  • Sviluppare le prime iniziative NFT sui brand maggiori e rilevanti

Rimanere interessanti oggi per i giovani consumatori è forse la parte più importante e critico-strategica per i brand: il mantra sta diventando sempre di più adattarsi per rimanere rilevanti e attirare ed estendere alle nuove generazioni di giovani mantenendo anche quelli esistenti.

La Disney è esperta in questo approccio, da sempre: basti pensare al servizio di streaming Disney+ che vediamo oggi e che è il risultato di una decisione strategica di oltre 8 anni fa. E questa è la strategia che sta adottando anche adesso, nel “nuovo” lungo termine.

 

SPORT & NFT : è un tema di trasformazione digitale e cambiamento

Lo avevo già scritto tempo fa: o i club capiscono che il tema della NFT, blockchain, token è un tema legato alla trasformazione digitale e all’applicazione di nuovi modelli di business o rischiamo di cadere in un ennesimo errore colossale di gestione/cessione dati e diritti.
Le piattaforme crypto che stanno entrando nel calcio e nello sport attraverso lo sviluppo di NFT e Token stanno puntando dritto dritto a due cose di cui hanno – loro stesse – bisogno per funzionare e sopravvivere:
  • diritti su cui montare esclusività e servizi
  • community per creare domanda nell’ecosistema e adozione
Attualmente dal mio punto di vista siamo nella via di mezzo che non crea valore vero a nessuno:
  • I club cedono pezzetti di futili diritti per soldi incassati oggi, ma non costruiscono valore per domani (come successo già con social e dati persona che il tema CRM e Data Monetization diventasse fortunatamente una moda)
  • Le piattaforma hanno dei micro diritti effimeri che non consentono la costruzione di valore e la relazione con l’utente nel tempo, e quindi interesse, scambi e investimenti
  • Gli utenti investono in token il cui valore economico è sproporzionato a diritti, contenuti e possibilità nel tempo
Quello che i club non vedono è che (a parte i rischi di solvibilità, ma questo è un altro tema) la grande sponsorizzazione crypto crea un impatto nel breve – a cui seguono grandi investimenti – ma non garantisce poi la copertura dello stesso fabbisogno nel lungo periodo. Banalizzando – nemmeno troppo – il concetto, le piattaforme crypto stanno dopando la capacità economica del club, creando un potenziale problema di fabbisogno dopo, visto che difficilmente altri sponsor potrebbero sostituirsi a tali valori.
In questo contesto, vedo due sole soluzioni quindi in questo contesto:
  • i club costruiscono la loro infrastruttura ed il loro modello di blockchain, token, dao, defi e via dicendo, integrandolo direttamente nei processi di trasformazione digitale e godono a quel punto dei vantaggi del modello e della valorizzazione dei propri diritti
  • le Piattaforme Crypto entrano prepotentemente nello sport acquistando club integralmente così da avere tutti i diritti e gli asset a disposizione su cui creare modello e valore (esempio primi passi di Socios e Barcelona annunciato ieri).
Sono dell’idea che l’opportunità di affrontare un progetto di questo tipo possa portare i club (ma anche federazioni, e altre entità) ad un livello successivo di sostenibilità economica, nuovi modelli di business e anche di coinvolgimento e partecipazione di tutti gli stakeholder, dai fan agli sponsor, passando per atleti e altri partner.
Sto già seguendo due club che hanno mostrato interesse per questa strada e credo che si tratti solo di tempo per una adozione maggiore: la maturità dell’impresa sportiva passerà da questa capacità di cambiamento.

Tiffany, gli NFT, il ciondolo CryptoPunk ed i nuovi modelli di lusso e desiderabilità

Tiffany & Co. venderà 250 NFT a 30 ETH (± 12 milioni di dollari di entrate totali), a partire dal 5 agosto, esclusivamente ai possessori di NFT #CryptoPunks, un oggetto unico, sotto il nome di #NFTiff
I possessori del CryptoPunk potranno trasformare il loro asset NFT (prezzo minimo oltre 600 ETH o 1 milione di USD per un NFT per capirci L) in un ciondolo Tiffany artigianale, in unico pezzo.
Può sembrare folle, incomprensibile se guardato dall’esterno e ragionato secondo schemi mentali differenti, ma quello che stiamo vedendo accadere (Nike, Tiffany, e altri) è un nuovo paradigma di esclusività, unicità, desiderabilità e lusso.
Immaginate il valore della combinazione CryptoPunk NFT + un ciondolo unico + servizi correlati esclusivi: i titolari del ciondolo riceveranno infatti anche una versione NFT aggiuntiva del ciondolo che sbloccherà nuove ulteriori “opportunità”.
Siamo di fronte a qualcosa che non può esser più sottovalutato :
  • nuove modalità di esclusività
  • nuovo pubblico con potere d’acquisto
  • nuove possibilità di coinvolgimento
  • la personalizzazione 1:1 è una tendenza
  • nuovi modelli di business con centralità di diritti di immagine e monetizzazione del mercato secondario
  • passaggio da consumatori a co-proprietari del bene acquisito

La felpa acquistabile in NFT, con Realtà Aumentata, di Nike e RTFKT

Nike ha rilasciato questa nuova felpa con cappuccio.

E fin qui sembra tutto normale, se non fosse che:

  • possono avere questa felpa solo i possessori di NFT CloneX o Cryptokicks
  • la felpa, attraverso il QR o un NFC nel cappuccio, attiva un contenuto in AR augmented reality e, a tendere, non sarà solo un arricchimento estetico del proprio avatar digitale ma un accesso costante a potenziamenti dell’avatar, contenuti e reward, drop e altro.
Per capirci, attualmente il prezzo minimo per un Clone X NFT è 9,9 Eth circa, mentre il Cryptokicks NFT è di circa 1,35 Eth, di fatto posizionando il prodotto (ed il servizio di esclusività che ne deriva) a lusso.
Un anno fa, quando Nike ha acquisito RTFKT, avevo anticipato che il disegno non sarebbe stato banalmente quello di portare lo swoosh nel metaverso, ma – anzi – portare modelli, approcci e stili di prodotto e coinvolgimento degli utenti del virtuale nel fisico e viceversa, creando un modello di lock-in esperenziale ed esclusivo unico, ed un posizionamento appunto ad un livello di prezzo decisamente superiore.
Il collegamento fisico, digitale e virtuale richiederà una progettazione ben integrata e un approccio di customer experience specifico per ogni canale.

Avatar, NFT Profile e recruiting che cambia

Ci sono voluti 21 anni di internet, cultura digitale, strategia di comunicazione e personal branding per far impostare la foto reale nel profilo social e pubblico di una persona o professionista, soprattutto su LinkedIn, e far capire alle aziende che il recruiting stesse cambiando per modalità e luoghi.

Ora non riesco ad immaginare la scena di quando qualcuno riceverà (ammesso che succederà) le prime candidature da persone con una scimmia annoiata, un maiale imbruttito o un clonex al posto della foto del profilo LinkedIn e del cv. E mi viene da ridere al pensiero che quella foto profilo avrà magari un valore potenzialmente più alto del stesso valore della proposta economica fatta al tiziə (e magari un valore più alto del fatturato dell’azienda).

Sarà ancora più interessante vedere quanto ci metteranno alcune aziende a capire che certe competenze non le troveremo più nemmeno sui social “professionali” ma magari dentro ad un gioco o ad una meta-piattaforma e che la ricerca non andrà più fatta con parametri di valutazione e opinioni che magari escludano un potenziale talento che si sta cercando perché non riconoscibile o diverso. E linkedin ne è già pieno.

Nike acquista RTFKT Studios ed entra per direttissima nel Metaverso, NFT e collezioni

C’è chi del Metaverso sta cercando ancora di capire cosa farcene e come entrarci, se utile e se veramente un business. E poi c’e chi entra direttamente comprandosi chi nel meta verso ci è nato, creando avatar ma soprattutto Sneakers e collezioni: RTFKT Studios. Tra le realtà più in crescita ed in vista in questo momento.

Una acquisizione che da la direzione a come approcciare il metaverso, gli #NFT, le collezioni ma soprattutto il modo in cui comunicare con una generazione che spesso sembra incomprensibile.

Per Nike RTFKT non è solo un brand che si aggiunge a Jordan e Converse, ma è un ponte diretto, a doppia corsia andata e ritorno, per portare l’ecosistema Nike nel #metaverso, ma soprattutto portare RTFKT nel mondo reale, e legare tutto questo con collezioni, esclusività e unicità, in un merge perfetto tra fisico e digitale, fashion e gaming, lusso e nuove forme di lusso.

Si sono presentati così, per farvi capire. Congratulazioni a RTFKT studios e tutto il suo team, ma soprattutto a Nike perchè ha scelto un brand che sembra già lo swosh del futuro.

Comunque tranquilli, se ancora non ci state (stiamo, mi ci metto anche io dentro eh) capendo nulla di tutto questo, sappiate che in una fase del genere ci siamo già passati, era il 1994 e si chiamava Internet.

Sul tema metterò un approfondimento domenica mattina nella newsletter qui > https://bit.ly/3GyreGC

Fan Experience: tra fisico e digitale è ora di scegliere la direzione integrata

Per le organizzazioni sportive, la pandemia ha messo un riflettore ancora più potente sulla necessità di connettersi direttamente con i fan e costruire una Fan Experience integrata, relazioni più efficaci e durature, soprattutto sfruttando i momenti a distanza e non più solo il momento evento. Le entrate generate da un’unica fonte, in particolare appunto il campo, è stato dimostrato che oggi sono intrinsecamente fragili e quindi diversificare i modelli di business è un modo per rendere a prova di futuro le squadre, i campionati, i club, le federazioni e gli sport. Non c’è dubbio che parlare di sostenibilità dei modelli sia più facile da dire che da fare ed ottenere, ma se questo non diventa un mantra non credo che lo sport ne uscirà bene nel futuro.

Il ruolo del coinvolgimento dei fan nella diversificazione dei flussi di entrate è un tema che sta prendendo sempre più piede e non a caso negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una esplosione di iniziative di engagement, digitali soprattutto visto il momento pandemico ed il distanziamento sociale, che hanno generato una fortissima attenzione su un elemento fondamentale: il digitale può esser realmente una fonte di revenue, diretta e indiretta, e nessuno più può fare a meno di un piano di trasformazione digitale. La parola chiave è Fan Experience.

Prima della pandemia l’evento fisico era il focus ed il digitale l’elemento di contorno dove “ogni tanto accadevano cose digitali”. Questo modello si è ribaltato portando l’utente in una fase, quella del lockdown, completamente online, e successivamente, con la ripartenza rallentata che stiamo vivendo, ancora online principalmente per diverse dinamiche derivanti da normative, contesto ancora limitato, nuove abitudini ed esigenze degli utenti e poi nel fisico. Sono sempre più convinto che in questo cambiamento fisico e digitale debbano ancora di più integrarsi e rendere la partecipazione online la normalità e la partecipazione fisica un momento di esclusività, di massima esaltazione dell’esperienza e di creazione di un legame forte e duraturo dal punto di vista del ricordo.‍”La relazione con un tifoso non inizia né finisce con la partita di 90 minuti, ne solo nell’evento fisico, tanto meno nell’evento digitale. Sarà sempre più importante rendere l’esperienza utente un processo unico e continuativo, tra racconto, celebrazione, divertimento e coinvolgimento. Sia fisico, che digitale, appunto”
Il bilanciamento del coinvolgimento dei fan tra piattaforme social e di proprietà, fisico e digitale è la chiave di lettura unica su cui bisogna mettere fortemente attenzione, budget e volontà, a partire da ieri, e sarà uno degli approfondimenti della prossima newsletter.

Questo pezzo è tratto dalla newsletter Sport Digital Transformation ISSUE#1 del 12 Dicembre. Se non mi ricevi già, puoi seguirmi qui