Samsung NFT per le SmartTV: l’ecosistema, la piattaforma e la partnership con Nifty

Il mondo dei token non fungibili ( NFTs ) continua ad evolversi e stiamo assistendo a applicazioni sempre più innovative per questa tecnologia ed integrate in diversi processi. Samsung NFT per le SmartTV: questo è l’ultimo esempio viene da Samsung, che ha annunciato una partnership con Nifty. Partnership che ha l’obiettivo di creare un ecosistema di servizi NFT per abilitare gli utenti all’accesso di opere digitali tramite la Smart TV, consentendo quindi di mostrarle in casa e come ambient art.

Questo è un grande passo avanti in quanto pone gli NFT di fronte a migliaia di persone, collezionisti, gallerie e appassionati d’arte.

È anche ovviamente un vantaggio per i creators di contenuti, che possono raggiungere un pubblico più vasto con il loro lavoro.

Cosa sono le NFT?

Dei token non fungibili ne ho parlato più volte e fatto diversi approfondimenti su diversi canali, ma sintetizzando sono risorse digitali uniche nel loro genere supportate dalla tecnologia blockchain. Gli NFT hanno una vasta tipologia di applicazioni, da oggetti da collezione digitali fino ad oggetti di gioco nei mondi virtuali. Ogni NFT ha un identificatore crittografico univoco che lo rende impossibile da copiare o contraffare.

Gli  NFT stanno cambiando il modo in cui pensiamo il concetto di proprietà, all’arte e al valore. Forniscono agli artisti un nuovo modo di creare e vendere il loro lavoro e ai collezionisti di investire e scambiare rare risorse digitali. Gli NFT sono ancora nella loro fase iniziali di diffusione e adozione, ma hanno già mostrato in diversi contesti il potenziale per rivoluzionare il modo in cui possono abilitare le interazioni con il mondo digitale.

Il nuovo modo di guardare la TV: come Samsung sta cambiando il panorama televisivo

Samsung vuole rendere gli NFT accessibili a tutti. Tramite i propri dispositivi ovviamente. La collaborazione NFT Nifty Gateway ha permesso di lanciare la piattaforma Samsung NFT. Questa piattaforma offre agli artisti un maggiore controllo sul loro lavoro e semplifica il processo per i clienti di acquistare e vendere i loro NFT. Gli utenti possono ora esplorare, acquistare e fruire dei propri NFT in wallet direttamente dalle smart TV Samsung.

Grazie all’integrazione, oltre 7.000 opere d’arte sono ora disponibili sui modelli premium Samsung, inclusi i televisori QLED e Neo QLED, che sono tra i migliori televisori nel 2022. L’app di Nifty Gateway è disponibile anche per i televisori a LED MICRO nello store Samsung.

Come funziona la piattoforma Samsung NFT

La piattaforma Samsung NFT è preinstallata in alcuni modelli, permettendo di poter accedere immediatamente a diversi pezzi digitali sullo schermo della TV. L’acquisto di NFT dalla TV avviene in modo semplice e attraverso il processo di navigazione nell’app in Nifty Gateway e successiva scansione del codice QR sulla TV, l’asset digitale verrà mostrato.

Dopo aver caricato completamente la galleria della SmartTV il dispositivo sarà pronto per la modalità Ambiente (cornice) e inizierà a mostrare opere d’arte, proprio come un quadro. Il futuro dell’arte e dell’esposizione, sta facendo un primo passo verso il prossimo cambiamento.

Perché Samsung sta scommettendo molto sulle NFT

La risoluzione dei display Samsung è un fattore di successo per il brand per la fruizione dei contenuti. L’abilitazione degli NFT su TV estende ulteriormente per il brand il posizionamento all’arredo e al design. Questa innovazione porta gli NFT nelle case di migliaia di persone, eliminando l’ambiguità e la sfiducia che circonda i token non fungibili, e sdogana ufficialmente un utilizzo chiaro per la massa che oggi non comprende ancora a cosa servano.

Allo stesso modo, è facile capire perché questo sia un vantaggio strategico per Samsung: una parte delle transazioni NFT effettuate attraverso la piattaforma viene riconosciuta a Samsung creando di fatto un ulteriore modello di business sulle smart TV e un flusso di reddito passivo molto efficace.

Ma per Samsung a mio avviso non si tratta solo del business delle transazioni. In questo modo il brand sta portando sul mercato un modo innovativo, di massa, per visualizzare gli NFT e di conseguenza avere più tipologie di dispositivi dello stesso brand in ambito domestico.

Si parla da tanto di Phygital, e sembra che tutto in questo momento si stia muovendo verso l’aumento della nostra realtà attraverso l’integrazione di elementi ed esperienze digitali.

Non mi sorprende che il mercato e tanti brand, Samsung inclusa, si stiano muovendo quindi in questa direzione: sono certo che l’integrazione di dispositivi in grado di attivare servizi, accesso a contenuti e riconoscimento utente attraverso wallet e NFT è solo all’inizio.

Wearable: second display, notifications e nuove interazioni

Da qualche tempo sono entrato in possesso dei Google Glass e del nuovo Samsung Gear. Mi sono preso qualche giorno per provare tutto ed utilizzare un sistema completo fatto da smartphone Android + Account google + dispositivi wearable prima di dare feedback e condividere pensieri ed opinioni in modo prematuro.

Di solito non scrivo recensioni di prodotti tech, e questo post non vuole appunto una recensione. Piuttosto vorrei condividere una riflessione molto pratica sul futuro dei dispositivi indossabili e delle opportunità che si possono aprire con la diffusione e l’adozione di queste nuove tecnologie.

Second display, notifications e nuovi processi. Questa è la sintesi della mia esperienza. Dopo aver indossato insieme Gear e Glass, abilitati da un sistema completo come quello Android, durante una giornata tipo, posso confermare che il vero valore è nella possibilità di liberare le mani dallo smartphone ed avere una fruizione più naturale delle informazioni. In mobilità. Una esperienza molto meno vincolante.

In pratica il vantaggio di questi dispositivi non è nell’aggiungere nuove funzionalità ma migliorare l’esperienza attuale e la fruizione di alcune informazioni disponibili già sullo smartphone, trasformando il processo di ricerca, fruizione e consumo in modo più naturale, annullando quasi completamente la necessità di tenere impegnate mani o sguardo.

L’esempio testato personalmente, è un viaggio in scooter per andare da un cliente:

GalaxyS3 nella borsa, Gear al polso e Glass indossati. Navigatore attivo tramite il Galaxy. Informazioni, notifiche, ed eventi al polso in realtime. Sul display dei glass  il tragitto ed altre notifiche. Squilla il telefono, vedo dall’orologio il chiamante, rispondo e faccio lo switch dell’audio sui Glass. Continuo il percorso, completo la chiamata, arrivo a destinazione sapendo di aver ricevuto 8 email e aver visto in anteprima l’sms ricevuto. Sano e salvo. Senza toccare lo smartphone.

Qualcuno mi dice che sono troppo multitasking. Vero, ma sarà necessario in futuro esser ancora più multitasking? Secondo me no, anzi, le cose potrebbero cambiare. L’orologio siamo abituati a guardarlo già normalmente. Il display dei Glass si controlla con la stessa esperienza d’uso e colpo d’occhio con il quale si controlla lo specchietto retrovisore della macchina. In linea generale la mia esperienza mi porta a pensare il contrario: utilizzando i sensi e gli arti in modo più naturale, tutto si facilità e ritorna ad “esser normale”. Non avremo bisogno di tenere impegnata la mano per impugnare il cell, controllare il display e guardare avanti e potremmo allontanarci da molti altri piccoli “tic” che abbiamo (controllare le notifiche, accendere il cell anche quando in standby…). Forse ne avremo altri? Possibile.

Il concetto che comunque vorrei sottolineare è l’importanza del display secondario e delle notifiche: sempre in modo più pervasivo siamo bombardati da notifiche e suoni che ci distraggono portando l’attenzione sullo smartphone. Avere un sistema integrato che ci permetterà di estendere il display ed indossarlo in parti del corpo comode (polso, dito, occhiali) , avere delle notifiche in punti più funzionali e leggibili, sarà necessario.

Pensate banalmente al pagamento possibile con gli occhiali. Avete il moribondo QrCode? Ecco, immaginate di poter guardare lo scontrino con il suo codice attraverso l’occhiale, veder apparire la conferma di pagamento, processare il tutto senza fare almeno 4 azioni (prendi il portafogli, metti la carta, inserisci il pin, riprendi la carta). Ma non solo, le applicazioni sarebbere tantissime.

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Il tema del futuro non sarà la quantità e la qualità della tecnologia indossata ma l’attenzione richiesta per gestire la tecnologia.

Chi riuscirà a progettare sistemi sempre più utente centrici ed integrati, vincerà la battaglia sul mercato.

Sulla base di questa esperienza fatta (e che continuerò a fare per capire sempre meglio come inserire queste tecnologie nei processi di vita) e sulla base dei progetti che stiamo portando avanti, ho pensato di realizzare un elenco di principi per la progettazione di tecnologie indossabili. In particolare, secondo me, un progetto wearable dovrà:

  1. risolvere un problema sostanziale e ricorrente per la persona
  2. avere una progettazione che parte dall’uomo e non dalla tecnologia
  3. migliorare l’esperienza e non distrarre con notifiche eccessive
  4. aumentare le capacità umane, non sostituirle
  5. diminuire i problemi generati dall’aumento degli oggetti tech indossati
  6. connettere anche altri sistemi senza necessariamente aver N dispositivi tra di loro “sordi”
  7. permettere una scalabilità del software indipendentemente dallo sviluppo hardware
  8. ridurre l’invasività dell’hardware in modo inversamente proporzionale al software sempre crescente
  9. evocare una sensazione naturale e non richiedere alla persona di adattare e forzare il comportamento.
  10. rafforzare l’esperienze dell’utente rendendola più ricca e memorabile 
  11. automatizzare e snellire interazioni uomo / dispositivo

Se si progettano strumenti in questo modo, la tecnologia non diventa un qualcosa in più, ma realmente una estensione della persona e dell’esperienza. E la battaglia all’esperienza, dovranno affrontarla non solo le aziende che producono le tecnologie, ma anche chi progetta servizi in cui le tecnologie sono parti integranti di uno o più processi.

L’experience e la customer experience saranno i campi su cui ci si batterà per farsi spazio tra tutti i competitor.

Mi hanno chiesto come vedo io il futuro delle tecnologie in mobilità. Io direi: un tablet, un wristband-phone e gli occhiali, tutti connessi verso il dispositivo connesso ad internet.

Sarà una esperienza magnifica. Futuristica, ma nemmeno troppo.