3… 2… 1… Happy new year!

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E’ finito il primo decennio e per me questo finale è stato veramente con il botto! Al lavoro fino all’ultimo momento per concludere delle attività ancora pending, qualche disastro (tecnologico) da recuperare, progetti in partenza e qualche brutta notizia da comunicare e gestire. In generale, comunque il 2010 è stato grandioso e non sarà un anno che potrò facilmente dimenticare. Dalla nascita di Mattia, al cambio di azienda che è stato un vero e proprio rilancio professionale, il numero di persone che ho conosciuto grazie ai Social Network e ai vari network offline (se solo iniziassi una lista penso che potrei mandare in tilt il database di wordpress…), il numero di novità, la mole di informazioni, gli eventi e le cose che ho fatto sono veramente tante.

Come avevo anticipato nel precedente post ero alla ricerca dei miei nuovi propositi per il 2011, e mi sono preso qualche giorno di riflessione. Bene eccomi qui ad elencarli, anche se a differenza dell’anno precedente saranno un pò di più. Ecco cosa mi aspetto dal 2011:

  • una migliore organizzazione del tempo e dei viaggi in compagnia di mia moglie e del mio piccoletto
  • il consolidamento di un progetto partito nel 2010
  • l’avvio di un nuovo progetto che ho in mente da una vita con mio fratello
  • il conseguimento della cintura nera di taekwondo (non raggiunta l’anno precedente – Umpf!)
  • il superamento di almeno 3 esami dei 5 mancanti (non raggiunta l’anno precedente, e due – Umpf!)
  • una continua crescita professionale basata su etica e trasparenza
  • lo sviluppo e la diffusione della cultura e dei valori degli Indigeni Digitali

Mi piacerebbe anche che il 2011 fosse un anno di cambiamento per tutti: una maggiore diffusione dei valori della cultura digitale, una politica più giusta e corretta, una crescita esponenziale di persone che hanno voglia di rivoluzionare tutto quello che non va nella nostra società, nuove riforme per le Università e per le nuove imprese, finanziamenti per la ricerca, maggiori investimenti per le startup che nascono da giovani brillanti, il superamento del momento di crisi che viviamo da qualche anno e la diffusione di maggiore ottimismo e positività nelle persone.

Leggendo in rete un pò di buoni propositi mi è piaciuto molto quello che ha scritto Gianluigi sul suo blog WebConoscenza: meno opportunismo e più solidarietà, ricerca e condivisione delle cose che ci uniscono, meno televisione e più teatro e infine meno lavoro e più tempo libero (molto hacker).

Per concludere mando un augurio speciale ad alcune persone con le quali quest’anno ho condiviso veramente molti momenti personali e professionali speciali: David Funaro, Giuliano Iacobelli, Luca La Mesa, Roberto Macina, Nicola Celiento, Cristiano Severini, Francesca StanzaniNicola Mattina, Claudio Vaccaro e Andrea Serravezza 🙂 Grazie a tutti

Auguri a tutti, e…. Happy New Year!

PS: Se parte prima di mezzanotte vuol dire che ho l’orario del server errato! Damn!

Auguri e buon feste

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Si in effetti arrivo un pò in ritardo con gli auguri di Natale, ma meglio tardi che mai.

L’anno scorso avevo chiuso l’anno augurandovi un grande 2010 e anticipando che il mio nuovo anno sarebbe stato pieno di cambiamenti. In effetti è stato così: c’è stato un radicale cambiamento professionale, l’avvio di alcuni progetti che avevo in testa e che ora si stanno materializzando, ma soprattutto l’arrivo del mio piccolo Mattia.

Tirando le somme, rispetto ai 5 obiettivi che mi ero dato, devo dire che posso ritenermi soddisfatto: ne ho centrati 3 di 5. I due non raggiunti cercherò di perseguirli l’anno prossimo, però con calma. Per i prossimi obiettivi mi prendo ancora qualche giorno di riflessione. Li metterò nel post del 31 dicembre 🙂

Vi lascio con un abbraccio enorme, un mega augurio digitale e un buon Natale con un pezzo che non stanca mai:
Last Christmas di George Michael / WHAM!

Durante queste feste sarò social ma meno del solito: mi godo il primo Natale del mio piccoletto Mattia. Augurii!

Ci hanno fatto il Pacco di Natale

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L’Italia politicamente non cambia. E nemmeno culturalmente. La fiducia per il Governo c’è ancora, e ci hanno fatto il Pacco di Natale. Per 3 voti, come aveva previsto Totò, malgrado tutto il casino e tutte le pippe che ci siamo sorbiti questi giorni.

Ogni volta rimango senza parole. E’ incredibile. Quello che succede in Italia è veramente ridicolo: voti comprati come al mercato, offese tra parlamentari, politici che esultano come avessero vinto la coppa del mondo, ribaltoni improvvisi e deputati che hanno paura di votare contro l’attuale governo per la paura di perdere l’immunità e con lei, la copertura e la tranquillità di poter continuare a fare i proprio interessi.

Pensare che tutto quello che fanno è legittimato dal fatto che loro rappresentano il popolo italiano, mi fa rabbrividire. Perchè io, non sono quel popolo lì.

Mentre scrivevo questo post anche Kawakumi ha pubblicato un post dal titolo Povera Patria, e ha riportato il testo della canzone di Battiato, che esprime, in modo attualissimo lo stato d’animo di molte persone. Compreso il mio.

Sono d’accordo con Nicola che scendere in piazza oggi è anacronistico e questo risultato ce lo dimostra. Bisogna lavorare su un livello diverso, con strumenti diversi, con un informazione diversa. Dobbiamo lavorare sulla cultura, creare contenuto di valore, motivare e incentivare al cambiamento, puntare ad una politica più giusta e libera.

Io insisto che vorrei una politica diversa e sto lavorando per questo.

Internet, libertà e Costituzione

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Leggere articoli relativi alla libertà di internet, alla sua gratuità, alla necessità di modificare la costituzione ed altre riflessioni riguardo alla sua utilità o meno, mi fa pensare. Mi fa pensare che siamo ancora parecchio indietro, non solo tecnologicamente e strutturalmente, ma soprattutto culturalmente.

Alcune analisi recenti riportano che oggi soltanto il 20% delle persone presenti sul nostro pianeta accede ad Internet. Secondo Tim Berners-Lee questi numeri possono esser letti guardando l’altro lato della medaglia, ossia, il restante 80% della popolazione attraverso l’utilizzo di internet potrebbe riuscire ad avere beni e servizi di primaria necessità come acqua e sanità, che oggi non riesce ad avere.

L’attenzione, secondo questa lettura, ricade sul fatto che internet sia, per queste popolazioni, non solo un mezzo aggiuntivo o una commodities, ma un valido strumento per migliorare anche le condizioni di vita: la rete aiuterebbe le popolazioni nello sviluppo culturale, alla condivisione di informazioni, permetterebbe la crescita della consapevolezza e tutti potrebbero beneficiare dell’intelligenza collettiva. Sbloccare l’accesso alla rete, anche a velocità minime o anche solamente locali, sarebbe quindi già un passo avanti di enorme importanza.

Il padre del World Wide Web, durante l’intervento alla conferenza del Nokia World, ha promosso la diffusione di Internet in tutto il mondo ed ha espresso la propria filosofia in merito a quel che dovrebbe essere un diritto invece di un lusso. Secondo Berners-Lee sarebbe sufficiente offrire connessioni a banda stretta così da offrire a tutti la possibilità di collegarsi al Web e sfruttare tutti i vantaggi offerti dalla rete. La chiave per arrivare ad una diffusione massiva ed in larga scala di Internet, secondo Berners-Lee sta nelle connessioni mobili e nella copertura mondiale che potrebbe infatti essere sufficiente ad offrire una connessione limitata in qualsiasi area del globo. Tutti dovrebbero avere la possibilità di accedere ad Internet. A titolo gratuito.

E mentre nel resto del mondo si dibatte sulla gratuità della rete affinchè si possa dare a chiunque, in Italia ci preoccupiamo di modificare la Costituzione per rendere Internet un diritto.

Stefano Rodotà, costituzionalista che già nel 2006 aveva accennato alla Carta dei Diritti per Internetqualche giorno fa a Roma durante l’Internet Governance Forum, ha lanciato la proposta dell’ articolo 21 bis della Costituzione, dedicato a difendere e promuovere il diritto dei cittadini di accedere a Internet:

Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

Anche Wired si è schierata a favore dell’articolo 21 bis, aprendo addirittura una petizione on line per far diventare internet un diritto costituzionale.

Mmm. Cioè ci stiamo dicendo che per poter accedere a qualcosa che è nato gratuito, neutrale, aperto ed accessibile, c’è bisogno di modificare la Costituzione?

Al di là della posizione presa da Wired che ritengo l’ennesima azione di Marketing buono al limite tra eccessivo fanatismo a supporto della rete e azione commerciale per la rivista, mi sono letto un bel pò di post per provare a farmi un idea più precisa riguardo a questa proposta.

Tra i vari post che ho letto, oltre quelli di Roberto Dadda e Massimo Melica che ho trovato particolarmente approfonditi e condivisibili, mi è piaciuta molto la nota di Vittorio Bertola su facebook e la discussione che si è generata. Nello specifico ho trovato interessanti un paio di passaggi di Vittorio quando dice:

“…credo che sia importante capire che ciò che si vuole difendere non è uno specifico sistema di telecomunicazione – altrimenti ci si dovrebbe chiedere perché la Costituzione non parli del telefono – ma il modello di interazione sociale, primo nella storia delle comunicazioni, che è sotteso al concetto originario di Internet…”

e ancora

“…ciò che si vuole difendere non è una tecnologia ma una pratica democratica di condivisione e organizzazione dal basso, che permette la realizzazione delle persone e dei loro diritti in modo mai visto prima, e che provvede a una redistribuzione del potere dall’alto verso il basso…”

Ritengo che Internet possa esser utilizzato come forma di tutela della Democrazia e della Costituzione e non il contrario. Pensare di chiudere internet in un articolo della Costituzione o in una legge, sarebbe, secondo me, come dire che lo Stato Italiano si prenda, ingiustamente, un esclusivo ed indipendente potere sulla rete.

Articolo 21bis, no grazie. Io amo internet. Libero e responsabile.