Musica e Web3: Elton John entra nel metaverso in Roblox

Mentre Elton conclude il suo monumentale tour per il finale di carriera, viene annunciato “Beyond the Yellow Brick Road” un mondo virtuale all’interno di Roblox, dedicato alle nuove generazioni di fan, ora e degli anni a futuri, affinchè possano continuare ad essere ispirate ed intrattenute dalla sua musica.

Elton John entra nel metaverso in Roblox

Lo spazio virtuale, lanciato in diretta ier 3 Novembre, è stato progettato per rendere disponibile lo stile di Elton anche nel Metaverso non solo spazi d musica ed intrattenimento, ma anche di un negozio virtuale fornito dei completi dell’artista e di articoli mix-and-match.

Il mondo di Elton si presenta inizialmente come un tour nella carriera di John, con lo stesso approccio del tour musicale live che sta facendo attualmente dal titolo “Farewell Yellow Brick Road Tour” che, quando si concluderà la prossima estate, si estenderà con oltre 350 spettacoli.

David Furnish, CEO di Rocket Entertainment, mentre Elton dice addio al tour al Dodger Stadium ha dichiarato “Siamo entusiasti delle opportunità che spazi come Roblox offrono per garantire che la musica e l’eredità di Elton possano continuare a portare gioia nel mondo”.

Lo stesso Elton John ammette “Ho visto il divertimento che Roblox da ai ragazzi e la possibilità che offre di interagire con i fan, mi ha fatto impazzire Sono sempre stato me stesso e ho usato la mia immagine, gli occhiali e la musica per esprimere me stesso, e Roblox incoraggia davvero quell’espressione di sé. Ora i miei fan possono fare lo stesso, ed è davvero eccitante”.

Il video di presentazione qui di seguito con l’annuncio su Instagram

 

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La Musica e il Metaverso: lo sviluppo Web3 di Warner Music Group

Nell’ultimo anno l’industria della musica ha iniziato ad integrarsi con le nuove tecnologie web3 e le nuove piattaforme, creando i primi casi di sviluppo di nuovi modelli e questo potrebbe segnare un passaggio epocale in termini di fruizione della musica della stessa e del suo indotto.

L’industria è fortemente intrecciata con la società attuale per cui questo avvicinamento al Web3 non ci sorprende di certo. La Sony ha investito in piattaforme di token non fungibili (NFT), Katy Perry ed altri hanno supportato piattaforme musicali basate sul blockchain, TikTok ha integrato Audius (piattaforma di streaming basata sul blockchain) grazie alla sua app. Sono già tantissimi i musicisti convinti che le NFT siano potenziali game changer delle rispettive carriere. Ma è indubbio che il nuovo trend è costituito essenzialmente dal metaverso.

Warner Music Group (WMG) sta continuando per esempio ad espandere la sua strategia Web3, dopo l’accordo con Sandbox, l’attivazione di un canale di comunicazione dedicato, ed il suo ultimo annuncio di lavoro per un direttore senior per lo sviluppo del metaverso. Il ruolo, pubblicato su LinkedIn giorni fa, prevede che qualcuno con sede a New York guidi la sua strategia sul metaverso, comprese “esperienze di intrattenimento musicale nel metaverso e nei giochi”. In particolare, WMG ha iniziato una forte focalizzazione su progetti legati al metaverso con l’obiettivo di concentrarsi su “esperienze coinvolgenti e integrazione di contenuti strategici”. Ad aprile, inoltre, la società aveva nominato Mike Shinoda, co-fondatore e pioniere della tecnologia musicale dei Linkin Park, come consulente per l’innovazione, con l’obiettivo di aiutare il brand a dare forma all’approccio web3 per gli artisti. A settembre, la società ha nominato Niels Walboomers presidente della divisione discografica e dell’editoria per il Benelux  con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il roster di talenti gestiti e collegare i fan dell’era web3, attraverso community e piattaforme”. Non ultimo WMG ha anche abbracciato collaborazioni con piattaforme e società specializzate in blockchain e con le principali piattaforme di gioco e NFT.

Intrattenimento e Web3

Altre importanti società di intrattenimento stanno spendendo i loro team verso competenze e progettualità Web3. Tra queste Walt Disney, che il mese scorso ha pubblicato un annuncio di lavoro per un consulente specializzato in token non fungibili (NFT) e finanza decentralizzata (DeFi).

Il caso di Roblox e Musica, lanciato da Elton John non è il primo ne tanto meno sarà l’ultimo di una nuova ondata che a mio avviso permetterà agli artisti nuove modalità di lancio di album, singoli, brandi, video interattivi e modalità di coinvolgimento e collezionismo.

Qui l’accesso al mondo di Elton John roblox.com/eltonjohn

Roblox lancia il primo rapporto Metaverse Fashion Trend Report

Roblox in collaborazione con Parsons School of Design, ha condotto un sondaggio su 1.000 persone della fascia #GenZ per dar vita al primo “Metaverse Trends Report“. L’obiettivo del report è quello di dettagliare le preferenze e le tendenze della moda digitale tra i 14 e i 24 anni di utenti che vivono negli Stati Uniti.

Il rapporto ha mostrato che il 70% della popolazione intervistata personalizza l’abbigliamento dei propri avatar con lo stesso stile del proprio abbigliamento reale, ma soprattutto è evidente che lo stile del proprio avatar influenza (e sta crescendo questo trend) il proprio aspetto IRL.

Roblox ha venduto, nel 2022, oltre un miliardo di articoli di moda digitali e questa crescita attualmente non sembra rallentare.

Le tendenze, della piattaforma e più in generale in diverse piattaforme di metaverso, continueranno a influenzare gli stili nel mondo fisico, proprio come sta già avvenendo su alcune progettualità di alcuni grandi brand presenti (esempio NIKE con RTFKT).

La prossima generazione di stilisti e marchi sarà profondamente immersa nella moda digitale, vestendo avatar, disegnando versioni digitali 3D delle loro collezioni e creando oggetti esclusivi del metaverso.

🤖 Qui il report completo https://tinyurl.com/RobloxReportFashion

 

Instagram Marketplace NFT: è ufficiale il lancio in USA

Alla ricerca costante dell’ultimo trend da integrare (o da cui prendere ispirazione) e nella continua evoluzione dell’esperienza utente sempre più semplice, efficace e “fidelizzante”, Meta annuncia oggi ufficialmente che la piattaforma di foto diventerà anche Instagram Marketplace NFT.

Nei prossimi mesi la piattaforma consentirà ai creators di pubblicare i propri NFT e venderli direttamente ai propri follower. Il progetto lanciato oggi con alcuni creators (Amber Vittoria, Ilsa Valfrè, Isaac Drift Wright, e altri) negli Stati Uniti, selezionati dalla stessa Meta, promette che non addebiterà commissioni aggiuntive fino al 2024 poiché la società coprirà le tariffe del gas (costo delle transazioni).

Al momento del lancio, Instagram utilizzerà la blockchain #polygon per il minting NFT. Meta sta anche lavorando inoltre per includere video digitali da collezione su Instagram, aggiungendo il supporto per #Solana e Phantom Wallets.

Dal mio punto di vista lo shift culturale che può creare una piattaforma come Instagram (alla quale sono certo che seguiranno altre) è sicuramente importante per accelerare il processo di adozione ed utilizzo di massa, seppur in questo caso Instagram non avrà la sua blockchain ed il suo wallet, ma si appoggerà all’esterno.

L’utiilizzo della blockchain all’interno di piattaforme social sarà sicuramente di grande supporto allo sviluppo di quella che ormai viene chiamata Creator Economy (qui un articolo interessante https://lnkd.in/dn6JPD4C), ma a mio avviso sarà necessario arrivare ad integrarla realmente e non solo esternamente.Le grandi piattaforme non possono rimanere indietro: Linkedin, come altre, presto introdurranno le loro modalità per dare ulteriore valore e servizio agli utenti, anche integrando piattaforme terze, ma portando su di se la centralizzazione dell’utente e dei servizi.

Intanto Meta è già partito con il suo primo passo nella direzione di Instagram Marketplace NFT.

5 Trend del Metaverso nel 2023

Nel corso del 2022 è stato difficile leggere articoli o seguire contenuti su diverse piattaforme social senza imbattersi nel termine “metaverso“. Dopo il rebranding di Facebook alla fine del 2021, in molti ci siamo mossi per studiare, comprendere ed interpretare il cambiamento digitale verso cui ci stiamo dirigendo, in cui potremmo lavorare, giocare e socializzare su un’unica ( o diverse ) piattaforme .

Chiunque abbia prestato attenzione ai temi trattati si sarà reso conto che queste interpretazioni e piattaforme di metaverso spesso differiscono notevolmente tra di loro in termini di scopo e modalità di implementazione. Mentre Meta si concentra sulla creazione di ambienti di realtà virtuale, aziende come Microsoft e Nvidia stanno sviluppando ambienti metaverse per collaborare e lavorare su progetti digitali. Allo stesso tempo, quelli che credono che il futuro di Internet sarà decentralizzato e costruito sulla blockchain sperimentano token non fungibili (NFT), scambiano risorse digitali e danno vita ad organizzazioni autonome decentralizzate (DAO) progettate per portare la democrazia digitale nel virtuale mondi in cui abitiamo.

Il concetto di “metaverso” prevede di aggiungere $5 trilioni al valore dell’economia globale entro il 2030: questo mi fa pensare che se il 2022 è stato l’anno dell’hype, il 2023 sarà probabilmente un anno chiave per definire la direzione che prenderà questo trend. Qui di seguito trovate i i 5 Trend del Metaverso nel 2023 secondo il mio punto di vista.

Metaverso come nuovo canale di marketing

Come per i motori di ricerca e i social media (gli abilitanti tecnologici del web 1.0 e 2.0), il marketing e l’adv forniranno il carburante che porterà il web 3.0 – e il metaverso – alla grande massa. Anche se il concetto di Metaverso non è ancora e definito, giganti della finanza internazionale come HSBC e JP Morgan si sono unite ad altre potenze globali del lifestyle e della moda come Nike e Gucci, e stanno già rivendicato la loro posizione costruendo la loro presenza nel metaverso. Il fascino è evidente: sappiamo che i consumatori sono sempre alla ricerca di modalità più coinvolgenti per connettersi con i brand. Il metaverso, con la sua attenzione all’esperienza immersiva, è un altro canale di comunicazione in cui, a differenza dei social e della ricerca, che sono abbastanza ben blindati da bigplayer del calibro di Google e Meta, c’è ancora tanto da fare, sviluppare e rendere efficace (sia in termini di sostenibilità che di modello di business). Nei prossimi 12 mesi, le aziende faranno di tutto per posizionarsi in posizioni virtuali privilegiate, sia attraverso la costruzione delle proprie piattaforme o l’occupazione di arene esistenti come Meta Horizons, Fortnite, Roblox, VR Chat o Decentraland. Nessuno sa ancora con certezza quale sarà la strategia vincente, ma una cosa è certa: devi esserci per vincerla.

Il metaverso nelle aziende

A parte il suo potere come strumento di marketing, il metaverso promette di fornire piattaforme, strumenti e interi mondi virtuali in cui sarà possibile incontrarsi in remoto, in modo più immersivo e forse in modo efficace (da vedere ancora).

Possiamo aspettarci di vedere il concetto di metaverso fondersi con l’idea del “gemello digitale (digital twin)”: simulazioni virtuali di prodotti, processi o operazioni del mondo reale che possono essere utilizzate per testare e prototipare nuove idee, in una ambientazione digitale in cui poter sperimentare. Da strutture eoliche alle auto di Formula1, da modelli di arredo immobiliare a capi di abbigliamento, i designer stanno ricreando oggetti fisici all’interno di mondi virtuali in cui sottoporli a test in qualsiasi condizione immaginabile senza i costi delle risorse che sarebbero sostenuti testandoli nel mondo fisico.

Un altro uso del metaverso nel mondo aziendale sarà, senza dubbio, la formazione, l’onboarding dei nuovi dipendenti , collaboratori e partner ed altre attività. Ad esempio, Accenture ha creato un ambiente metaverso chiamato The Nth Floor che presenta repliche di uffici del mondo reale e consente ai dipendenti e ai nuovi assunti di svolgere una serie di funzioni relative alle risorse umane all’interno del mondo virtuale.

Anche gli ambienti di lavoro collaborativi, come i laboratori di realtà aumentata di BMW, utilizzati per progettare e prototipare nuovi prodotti, diventeranno più popolari man mano che i team studieranno nuovi metodi di lavoro da remoto rimanendo coinvolti con i colleghi e il loro processo creativo.

web3 e decentralizzazione

Una direzione possibile che prenderà il metaverso è legata senza dubbio alla decentralizzazione, seppur ad oggi, a mio avviso non sarà necessariamente scontato. Secondo i fautori di web3, la blockchain darà vita a una nuova Internet al di fuori del controllo delle multinazionali, che non avranno più il potere di censurare le opinioni con cui non sono d’accordo o staccare la spina a qualcuno. Questa visione è costruita attualmente intorno alle prime piattaforme decentralizzate nate come The Sandbox e Decentraland, organizzate come DAO. L’acquisto dei diritti di proprietà darà agli individui voce in capitolo sul modo in cui viene gestita l’organizzazione, il che alla fine porterà (dovrebbe) alla creazione di democrazie virtuali e comunità di proprietà degli utenti.

Gli NFT sono un altro tema del web3 . Si tratta di token unici che vivono su blockchain e possono essere utilizzati per rappresentare beni o materie prime online, in modo unico appunto. Alcuni brand, tra cui Nike, Adidas e Forever 21, hanno utilizzato questa tecnologia per creare beni digitali che possono essere indossati, scambiati e visualizzati dai loro proprietari nel metaverso o in apposite piattaforme. Un altro marchio di calzature, Clarks, ha recentemente presentato un torneo online utilizzando la piattaforma Roblox in cui gli utenti possono vincere beni virtuali unici.

La visione del metaverso come una internet decentralizzata e di proprietà della comunità, è comunque in qualche modo in contrasto con la visione centralizzata promossa da aziende come Meta e Microsoft, che mirano a costruire universi digitali proprietari in cui esse stesse avranno il controllo assoluto. È probabile che il 2023 porti ulteriori interessanti sviluppi in questo scontro di culture digitali.

Realtà virtuale e aumentata

L’idea di una tecnologia immersiva ed esperienziale è centrale nel metaverso: qualsiasi elemento sarà visibile e interattivo nel mondo virtuale e non c’è dubbio che questo possa portare ad una percezione di maggior coinvolgimento rispetto ai mondi digitali a cui siamo abituati oggi (come Facebook, Instagram, Tik Tok o il World Wide Web in generale). Molte idee su come interagiremo e che si stanno sviluppando coinvolgono tecnologie immersive come la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR) e la realtà mista/estesa (MR/XR).

Meta, proprietaria dell’ormai ex-Oculus, ha costruito sicuramente la sua visione più specifica di come apparirà il “livello successivo” di Internet intorno alla realtà virtuale grazie all’uscita dei nuovi Meta Quest Pro. Non c’è dubbio che nel breve periodo vedremo anche nuovi visori VR/AR/MR di aziende come come Apple, Google e Microsoft. Non tutti sono d’accordo sul fatto che entrare nel metaverso richiederà di fissare un display con un casco in testa, ma non c’è dubbio che è sicuramente uno degli approcci alla costruzione di esperienze immersive che stanno generando più eccitazione. Il 2023 porterà una serie di nuovi sviluppi nel campo senza dubbio. Oltre alle cuffie, possiamo aspettarci di vedere nuovi sviluppi nelle tute aptiche per tutto il corpo, che sono già utilizzate da organizzazioni come la NASA e SpaceX per simulare ambienti estremi, ma verranno anche utilizzate per creare esperienze metaverse per i consumatori ancora più realistiche e coinvolgenti. Diverse startup stanno sperimentando già una tecnologie in grado di introdurre odori nelle nostre esperienze virtuali.

Tecnologia avatar più avanzata

Infine il tema avatar e identità digitale. Siamo già abituati ad interpretare i nostri personaggi nei videogiochi o ad esprimere la nostra personalità nei social media attraverso alcune personalizzazioni: l’avatar è la presenza che proiettiamo di noi stessi mentre interagiamo con altri utenti e per questo è ormai più che ipotizzabile che gli avatar nel metaverso potrebbero assomigliare sempre di più a noi, ma con caratteristiche di personaggi dei cartoni animati, o come qualcosa completamente fantastico che non potrebbe mai esistere nel mondo reale.

Meta originariamente offriva solo avatar molto semplici simili (che quasi ricordavano quelli di Nintendo Mii) – e che sono stati ampiamente ridicolizzati in rete. Recentemente ha sviluppato una tecnologia “quasi” fotorealistica che ci permetterà di apparire in linea di massima come nel mondo reale. Altre tecnologie, come Ready Player Me e Zepeto, consentono già adesso di creare avatar che possono quindi essere inseriti in una serie di mondi e ambienti virtuali diversi anziché essere limitati ad una piattaforma particolare. Nel 2023 ritengo che vedremo casi d’uso più avanzati e protocolli integrati in diverse piattaforme, ma soprattutto inizieremo a vedere integrazioni di motion capture, il che significherà che oltre a sembrare più simili a noi, i nostri avatar adotteranno i nostri gesti e il linguaggio del corpo caratterizzanti di noi. Potremmo anche iniziare a vedere ulteriori sviluppi nel campo degli avatar autonomi che non saranno sotto il nostro diretto controllo ma saranno guidati da Intelligenza Artificiale ed in grado di agire come nostri rappresentanti nel mondo digitale mentre noi stessi stiamo facendo altro.

WEB3 vs WEB 3.0: definizioni, storia e differenze

Internet, la rete delle reti che collegano i computer in tutto il mondo, nata nel 1969, ha subito numerose modifiche tecnologiche e infrastrutturali per arrivare a come la conosciamo oggi. Lo scopo iniziale di Internet, come mezzo di condivisione delle informazioni, è andato ben oltre nel corso degli anni ed è diventato una parte essenziale della nostra vita. L’introduzione del World Wide Web da parte di Tim Berners-Lee ha svolto un ruolo importante nel trasformare le nostre vite in modi nuovi. Il web, elaborato come World Wide Web, è di fatto sempre stato una grande raccolta di siti web costruiti. Questi siti Web contengono informazioni sotto forma di pagine di testo, immagini digitali, video, audio ecc., e gli utenti possono connettersi e recuperare queste informazioni da qualsiasi parte del mondo.

Inventato nel 1989, il WWW si è evoluto gradualmente dal suo stato iniziale di “pagina statica” alla versione più interattiva a cui assistiamo oggi.

Ora, mentre Internet sta avanzando verso la sua terza fase e molti cambiamenti tecnologici, si sono accese discussioni su definizioni e differenze tra web3 e web 3.0. Sebbene la maggior parte delle discussioni che ruotano attorno alla terza generazione del web si siano allineate sul fatto che web3 e web 3.0 siano la stessa cosa, ritengo che in termini di definizione siano invece fondamentalmente diversi.

Mentre web3 è una versione decentralizzata del web basata su blockchain, web 3.0 mette in evidenza il concetto di Tim Berners-Lee di web linkato o semantico.

Evoluzione del web

Il web coinvolgente e interattivo di oggi, strumento predominante utilizzato da miliardi di persone per leggere, scrivere e condividere informazioni e interagire con altri in tutto il mondo, ha subito molte fasi di evoluzione sin dal suo inizio, evolvendosi di fase in fase, da un punto di vista tecnologico e concettuale. Provo a fare un po’ di ordine su fasi e definizioni.

Web 1.0

Il Web 1.0 definisce la versione iniziale del World Wide Web sviluppata da Tim Berners-Lee nel 1989 e durata fino al 2004. Solitamente indicato come Web di sola lettura, i siti Web di quest’epoca erano esclusivamente informativi e comprendevano semplicemente contenuti statici. Non avevano alcun contenuto interattivo o componenti di progettazione ed erano principalmente collegati tramite collegamenti ipertestuali. Inoltre, durante quei periodi era consentito scrivere e inviare solo e-mail di testo, mentre le immagini non potevano nemmeno essere caricate o allegate.

Tuttavia, le pagine statiche ospitate su server Web gestiti da ISP o provider di hosting Web gratuiti erano per lo più pagine personali, molto popolari. Il Web 1.0, più in generale, era una rete di distribuzione di contenuti (CDN) che consentiva la visualizzazione di informazioni su siti Web in cui gli utenti consumavano materiali passivamente senza avere la possibilità di lasciare recensioni, commenti o altri tipi di feedback.

Web 2.0

Il Web 2.0, noto anche come la seconda generazione del Web, è il Web più vicino della nostra era, emerso nel 2004, ed è ancora fiorente ed in sviluppo malgrado le grandi polemiche derivanti da tematiche legate al trattamento dei dati. È considerato il Web in lettura e scrittura che facilita l’interazione dell’utente, il che rappresenta un enorme miglioramento rispetto alla comunicazione unidirezionale consentita dal Web 1.0. Consente ai siti Web di lavorare dinamicamente contenuti, pubblicare contenuti generati dagli utenti, acquisire dati e soprattutto ha migliorato l’usabilità e l’interoperabilità per gli utenti finali, rendendolo così il “social web partecipativo” che conosciamo oggi.

La connettività e l’interattività sociale del Web 2.0 hanno portato allo sviluppo di piattaforme di social media come Facebook, Twitter, YouTube o Discord, in cui gli utenti possono caricare contenuti che altri utenti possono visualizzare e su cui fornire feedback e conversare. Tutto ciò ha portato Internet ad estendersi ai dispositivi mobili e alla conseguente evoluzione dei sistemi operativi iPhone e Android, attivando di conseguenza il predominio di app come WhatsApp, Instagram, Tik Tok e altre in altri ambiti .

Con l’aumento dei casi d’uso del web 2.0 da semplice modalità di comunicazione e raccolta di informazioni all’e-commerce e altro, anche il numero di utenti è cresciuto fino a raggiungere i miliardi, aumentando parallelamente la creazione di contenuti generati dagli utenti. Di conseguenza, il web 2.0 è diventato “il web come piattaforma“, su cui le aziende hanno iniziato a costruire applicazioni software.

Web 3.0

Considerato come la prossima generazione del Web, il Web 3.0 è il Web eseguibile o la versione di lettura-scrittura-esecuzione del Web. È anche noto come web semantico ed è un’estensione del World Wide Web che utilizza gli standard stabiliti dal World Wide Web Consortium (W3C). Mira a rendere Internet più intelligente gestendo le informazioni con un’intelligenza simile a quella umana utilizzando sistemi di intelligenza artificiale.

Tim Berners-Lee ha coniato il termine Semantic Web, che si riferisce a una versione del web in grado di connettere tutto a livello di dati. Ha affermato che con l’emergere del web semantico “the day-to-day mechanisms of trade, bureaucracy and our daily lives will be handled by machines talking to machines. The “intelligent agents” people have touted for ages will finally materialize”.

Nell’attuale Internet, ci sono silos di informazioni. Ad esempio, banalizzando il concetto, le informazioni acquisite da LinkedIn non verranno aggiornate automaticamente su Facebook o Twitter perché non sono collegate. Berners-Lee mirava a collegare tutte le informazioni collegando le pagine Web ,rendendole interoperabili, in modo che nessuno avesse mai bisogno di caricare le proprie informazioni separatamente su diverse piattaforme online.

Dalla discussione di cui sopra, e dalla definizione di Berners-Lee è facile dedurre che, sebbene le persone colleghino Web 3.0 con web3, non sono la stessa cosa. Andiamo ora avanti e comprendiamo il concetto di web3.

Che cos’è web3?

Web3 è un web decentralizzato e aperto, basato sulla tecnologia blockchain. Il termine è stato coniato dal co-fondatore di Ethereum Gavin Wood nel 2014: l’idea fondamentale alla base di web3 è quella di creare una versione decentralizzata di Internet, rimuovendo il predominio del potere centralizzato dei giganti del web 2.0 come Amazon e Facebook e restituendo il controllo agli utenti.

Il Web3 vuole rivendicare la proprietà dei dati dai grandi player del web2 e restituirli agli utenti utilizzando la tecnologia blockchain, l’archiviazione decentralizzata e l’identità governata dagli utenti, in un ambiente guidato dalla comunità. Gli utenti avranno l’ultima parola su chi può accedere a quali dati.

Ciò è stato reso possibile dai wallet utilizzati per le criptovalute come MetaMask, Venly o TrustWallet, in cui gli utenti archiviano le chiavi di tutti i loro dati e identità. Possono interagire con altre app blockchain based in questo modo e controllare chi ha accesso ai dati. L’utilizzo di un portafoglio crittografico per accedere ad altre app è simile all’utilizzo di un account Facebook, tranne per il fatto che tutti i dati sono governati e gestiti, e conservati dall’utente.

Differenza tra web3 e web 3.0

Il web semantico, noto come web 3.0, si concentra sull’efficienza e sull’intelligenza riutilizzando e collegando i dati tra i siti web. Il web decentralizzato o web3, tuttavia, pone una forte enfasi sulla sicurezza e sull’empowerment degli utenti restituendo agli stessi il ​​controllo dei dati e dell’identità.

Il web semantico utilizza un sistema di dati centralizzato per archiviare tutte le informazioni degli utenti, consentendo agli utenti di gestire l’accesso di terze parti ai propri dati. Alcune piattaforme, come Facebook, Google o Linkedin rilasciano un WebID univoco per gli utenti che possono utilizzare come identità all’interno dell’ecosistema. Nel Web3 basato su blockchain, gli utenti possono archiviare i propri dati in un crypto wallet, a cui possono accedere utilizzando le proprie chiavi private.

Web3 e Web 3.0 utilizzano sistemi e metodologie diverse per implementare la sicurezza dei dati: il web3 utilizza la tecnologia blockchain, mentre nel web 3.0 vengono utilizzate alcune tecnologie come RDF, SKOS, SPARQL, OWL e altre.

Somiglianze Web3 e Web 3.0

Sebbene web3 e web 3.0 siano simili nei nomi, c’è un’enorme differenza nei loro concetti e nell’approccio. Tuttavia, entrambi hanno uno scopo comune: sia web3 che web 3.0 mirano a creare una versione migliore di Internet dando maggiore controllo agli utenti sui propri dati. La differenza fondamentale sta nell’approccio adottato per raggiungere questo scopo. Mentre i dati sono archiviati in un punto centrale nel web semantico (web centralizzato), il web3 utilizza tecnologie decentralizzate per lo stesso scopo (web decentralizzato).

Vale la pena notare qui che sia web3 che web 3.0 sono ancora in fase di costruzione (e sono ancora nella loro fase nascente). Sebbene siano in corso vari esperimenti web3 e web 3.0, devono ancora essere implementati in una forma consolidata.

Conclusioni

Personalmente, malgrado le differenze descritte, ritengo che la traiettoria evolutiva sarà sempre più un progressivo avvicinamento dei concetti del web3 e del web 3.0 , con una convergenza sempre più rapida di più tecnologie come Intelligenza Artificiale, AR/VR/XR e Blockchain a supporto di questa nuova fase del web.

 

Il metaverso è morto. Lunga vita ai Metaversi (e a Roblox)

Questi nuovi mondi virtuali non sono ancora diventati un luogo comune, ma stanno già attirando milioni di persone curiose in tutto il mondo.

La maggior parte delle aziende e dei brand di moda (e non solo) sta valutando (se non l’ha già fatto) di esser presente nel Metaverso in qualche modo e attivare un nuovo canale di conversazione, presenza e sviluppo dell’esperienza utente.

Ci sono già più persone di quante si possa pensare, che stanno mettendo piede nel metaverso entrando dalla porta dei giochi, del mondo crypto / NFT o direttamente da nuove esperienze immersive: presenze che però in realtà non hanno dati certi e numeri “ufficiali”.

Tutti i sondaggi che stanno uscendo, fatti da diverse aziende di consulenza, indicano che il pubblico in generale non è realmente interessato al metaverso: alcune persone non ne hanno sentito parlare, altri non ne vedono assolutamente alcun interesse, e questo senza contare coloro che vedono questi nuovi mondi come potenzialmente minacciosi per se stessi, per i loro cari o bolle speculative momentanee.

Chi ha detto quindi che il metaverso è morto?

Tuttavia la percezione del metaverso da parte delle persone varia tra diverse generazioni, con i più giovani generalmente più entusiasti dell’idea di esplorare questi mondi, associandoli a una nuova forma di intrattenimento e nuove forme di interazione. Non si può negare che, nonostante la mancanza di hardware per accedere correttamente (oggi ancora la diffusione di visori è bassa) ed in modo agevole, questi mondi virtuali stiano conquistando più persone di quanto si possa pensare.

Il metaverso di Nike, per esempio, chiamato Nikeland (a  mio avviso la migliore implementazione per design e meccaniche di gioco) e accessibile sulla piattaforma Roblox, ha già accolto 23,6 milioni di visualizzazioni, secondo la sua landing page. Lanciato nel novembre 2021, questo spazio sociale con sede in Roblox era stato (già) visitato da 7 milioni di visualizzazioni alla fine di marzo 2022. I 21 milioni di visitatori della land Nike hanno girato senza dubbio nello showroom di Nike mostrando di fatto un interesse ed un legame con il brand e con la sua capacità di coinvolgere ed ispirare.

Questo è senza dubbio un primo grande caso globale (insieme a Vans, Walmart e altri) per incoraggiare altri brand a continuare il processo di studio e discovery, oltre che di sperimentazione e atterraggio su Roblox per sfruttare le infinite possibilità di questo canale interattivo, esperenziale ed immersivo.

Non c’è dubbio che il numero vero da valutare è il numero di giocatori (veramente) attivi e che visitano regolarmente l’universo virtuale di Nike, ma questa cosa è più difficile da determinare vista la carenza di dati e strumenti di misurazione pubblici. Secondo le statistiche visibili sulla piattaforma di Roblox, sembra che quasi 119.000 persone lo abbiano aggiunto ai preferiti. Una cifra forse meno impressionante, ma che tuttavia permette al brand di sperimentare ampiamente le potenzialità di questo mondo.

Roblox comunque, una delle piattaforme di gaming, ormai avvicinata concettualmente al mondo del Metaverso, continua a crescere ed i numeri pubblicati da Roblox stessa al trimestre sono incredibilmente in crescita tanto che il titolo in borsa qualche giorno fa è schizzato in borsa del +20%:

  • Gli utenti attivi giornalieri sono 57,8 milioni, in crescita del 23% anno su anno
  • Le ore impegnate sono state 4 miliardi, in aumento del 16% anno su anno.
  • Gli acquisti stimati sono compresi tra $ 212 milioni e $ 219 milioni, con un aumento dell’11% al 15% anno su anno.

Oltre ai numeri positivi ci sono comunque delle flessioni che trovano però riscontro nel ritorno a scuola da parte dei bambini:

  • Il numero di utenti attivi giornalieri è diminuito rispetto al rapporto di Roblox dell’agosto 2022, quando la società ha segnalato 59,9 milioni di utenti.
  • Anche il numero di ore impegnate a settembre è diminuito da 4,7 miliardi di agosto

Considerando che oggi ci sono migliaia di metaversi in sviluppo e già presenti, e che abbracciano tutti i tipi di settori, il numero di persone attive in essi, o almeno interessati, è il vero punto da valutare correttamente prima di investire in una direzione o un’altra.

Non sorprende che l’industria della moda stia saltando a capofitto nel metaverso, che, tra l’altro, potrebbe valere circa 5 trilioni di dollari entro il 2030, secondo la società McKinsey. Marchi come Gucci, Vans, adidas e Tommy Hilfiger sono già tra coloro che hanno fatto il grande passo, offrendo le proprie esperienze virtuali in questi nuovi mondi e iniziando, a mio avviso, prima di tutti, a sperimentare, comprendere le dinamiche ed i linguaggi ed iniziare a raccogliere dati utili per i prossimi passi.

Siamo agli albori di un percorso di crescita, è come se fossimo nel 1998 di Internet. Tempo al tempo: lo sviluppo tecnologico, la curva adozione, ed i casi d’uso che verranno implementati porteranno ad una maturità graduale, come appunto già successo ad Internet, all’eCommerce, al Mobile, ai Social e tanto altro ancora.

Il metaverso è morto. Lunga vita ai Metaversi (e a Roblox) e chi investe per anticipare i tempi.

Nintendo e IONO, il pokemon influencer per il lancio di giochi

🤖 Nintendo e IONO, il Pokemon Influencer

Nintendo ha appena lanciato una personaggio virtuale di nome “IONO” per pubblicizzare i due giochi in arrivo annunciati ad inizio anno: Pokémon Scarlet e Pokémon Violet. Iono è “un influencer, streamer, allenatore e specializzato in Pokémon di tipo Elettro” e che accompagnerà il prossimo mese la narrazione pre lancio.

L’avatar pubblicherà sui canali social come @pokemon, su tutte le piattaforme.

E’ una mossa interessante e credo che Nintendo abbia attivato una strategia vincente che cavalca il trend dell’utilizzo degli influencer virtuali e utilizza un personaggio già riconoscibile al target di riferimento, con caratteristiche specifiche. Sono convinto ormai da tempo che questo approccio potrebbe funzionare per la maggior parte delle principali società di intrattenimento e non solo (pensate alle mascotte dei club o di alcuni brand):

  1. l‘importanza di un personaggio riconoscibile, empatico, che utilizza un linguaggio ed una voce nota al lettore e può trasformarsi nel compagno di viaggio nelle varie iniziative.
  2. un narratore adatto, un influencer vero e proprio, già immerso nel contesto ed in grado di poter raccontare la storia da “dentro” costruendo rapidamente fiducia e coinvolgimento senza necessariamente dover ricorrere solo a teaser, trailer e promozioni.
  3. una modalità che mette le basi ed abilita l’attivazione di nuovi modelli di merchandising, membership, drop e iniziative costanti come eventi, micro serie, formati (film, giochi, presenza in metaversi, webtoon, NFT, ecc.).

Gli universi dei media attuali richiedono un’immersione ininterrotta, e questo è quello che Nintendo vuole fare con questo progetto: con IONO, Nintendo dimostra, o forse ci ricorda, che questa è la direzione.

Nota
: il video del lancio di IONO (12 ottobre 2022) in meno di 24h ha superato il milione di visualizzazioni e oltre 10k commenti entusiasti dei fan.

30 casi d’uso NFT per aziende e brand in diverse industrie

Gli NFT, o token non fungibili, sono diventati un argomento popolare nel mondo digitale a partire dal 2021. Mondo che comprende oggi già la musica, figurine e collezionismo, arte digitale e “fotografie di animali” profilo accoppiate a modelli di membership e community esclusive.

L’NFT più costoso del mondo “First 5000 Days” di Beeple, è costato 69 milioni di dollari, ha fatto notizia a marzo 2021 e da li è iniziato il tam tam dei casi mondiali di NFT venduti a cifre sempre più alte.

Il numero di ricerche “NFT” valutate fino a marzo 2022 su Google, rispetto al 2021, è aumentato a seguito di questa vendita, creando l’effetto “febbre da NFT.” Dall’analisi del volume di ricerche su Google per il termine “NFT” Statista, la piattaforma di statistiche, ha trovato che la Cina è la nazione con il più grande interesse per gli NFT: seguono Singapore, Venezuela e Hong Kong. I volumi della China e l’interesse per gli NFT comunque non sorprende.

NonFungible.com stima che il mercato degli NFT aveva già un valore di oltre 15 miliardi di dollari nel 2021, in crescita di 229 volte (22.851%) rispetto ai 67 milioni di dollari dell’anno precedente. Sempre secondo NonFungible.com, il mercato degli NFT valeva più di 15 miliardi di dollari nel 2021, in aumento di 229 volte (22.851%) rispetto ai 67 milioni di dollari dell’anno precedente.

I token digitali, tuttavia, non sono nuovi di zecca. Uno dei primi NFT, CryptoKitties, integra immagini di gatti generate casualmente, ha iniziato a vendere nel 2017.

Ma come funzionano esattamente gli NFT e influenzeranno settori specifici? Nel report “30 casi d’uso NFT” di Rejolut, che trovate qui, sono presenti esempi di utilizzo NFT in diverse industrie (sport, retail, fashion e molto altro ancora) analizzate e spiegate in modo sufficientemente dettagliato da farsi una idea del tipo di utilizzo e beneficio.

Il futuro dei Mobile Wallet

L’ambito di sviluppo dei Mobile Wallet è diventato uno dei settori in più rapida crescita nel mondo tecnologico e nel fintech: attualmente vale circa 1 trilione di dollari e si stima che crescerà fino a oltre 7 trilioni entro il 2027, secondo CB Insights Industry Analyst Consensus.

I portafogli digitali stanno trasformando il modo in cui le persone gestiscono ogni aspetto della loro vita. Un numero crescente di aziende si sta impegnando per sviluppare e posizionarsi come l’app di riferimento per tutto ciò che riguarda la finanza, combinando un’ampia gamma di prodotti di pagamento, bancari, di credito, di investimento e assicurativi in ​​un’unica piattaforma, mentre altre consentono agli utenti di archiviare documenti importanti e carte di accesso sui propri smartphone per l’uso quotidiano.

Con un’ampia portata e punti di contatto quotidiani, la categoria dei Mobile Wallet Digitali è pronta ad avere un impatto sostanziale sulla vita quotidiana delle persone, poiché le nuove soluzioni offrono maggiore affidabilità, scalabilità e convenienza.

 

Principali aree di interesse:

  1. I “Super Wallet” sostituiscono un numero crescente di soluzioni bancarie e di pagamento digitali a funzione singola: molti portafogli digitali stanno andando oltre l’approccio dell’app a funzione singola, aggiungendo offerte finanziarie che facilitano i pagamenti, abilitano prestiti, attivano assicurazioni, e consentono investimenti e svolgono un ruolo di banca digitale.
  2. Gli assistenti finanziari basati sull’intelligenza artificiale consentono l’ultra-personalizzazione e automazione del budget personale.
    • Gli strumenti di budgeting standard sono tradizionalmente limitati all’aggregazione dei dati storici del proprio conto, con solo analisi o approfondimenti di base.
    • Gli assistenti finanziari intelligenti del futuro andranno ben oltre e saranno basati sulle capacità di AI (intelligenza artificiale) e ML (machine learning), su vasti set di dati sui consumatori e pattern. Questi assistenti assumeranno il ruolo di un consulente intelligente virtuale in grado di rivedere continuamente gli abbonamenti e le bollette del cliente, gestire il budget, proporre strategie di risparmio e investimento e fornire altri feedback pertinenti su come poter raggiungere obiettivi finanziari.
  3. ID digitali ed il Wallet diverrà luogo dove archiviare anche i documenti. I dispositivi indossabili (wearable device, smartwatch, occhiali, altro) completeranno l’esperienza di fruizione dei wallet:
    • Una nuova generazione di portafogli mobili chiamati “portafogli ID digitali” sta emergendo come una soluzione all-in-one per contrastare non solo i pagamenti, ma anche la verifica dell’IDentità e la gestione degli accessi.
    • Aggiungendo la scansione e la crittografia dei documenti alle loro capacità, i portafogli ID digitali possono offrire un’alternativa di archiviazione virtuale sicura per molto di ciò che si trova oggi nei portafogli fisici.
    • I portafogli di identificazione digitale standard del futuro memorizzeranno le informazioni di pagamento insieme ad altri documenti essenziali, inclusi ID statali, SSN, passaporti, informazioni sulla cittadinanza, cartelle cliniche, chiavi di casa e dell’ufficio e persino informazioni biometriche come impronte digitali e scansioni facciali.

Fonte: CB Insighs 2022 – Download Report > The Future od the Wallet: How AI advisors, digital IDs, and wearables are turning mobile wallets into the next super apps

Dal Web2 al Web3: opportunità e rischi della transizione digitale

Iniziamo un po’ a parlare di questa transizione digitale dal Web2 al Web3 che stiamo affrontando.

La versione di Internet che tutti conosciamo oggi, partiamo da qui, si chiama Web2, quella di cui io stesso son sempre stato un grande fautore, evangelizzatore e forse pusher.

È un Internet caratterizzato da interattività, conversazione e socializzazione e che abilita la collaborazione tra gli utenti. È un Internet dominato da società che forniscono servizi percepiti come grande valore in cambio dei dati personali. Insomma, tutte quelle “cose belle” che ci hanno facilitato gli acquisti, semplificato la ricerca di un prodotto e di una notizia, permesso di personalizzare tutto quello che vogliamo, accelerato le connessioni sociali, amplificato discussioni e potere di parole, e di cui godiamo oggi su Internet… sono tutte grazie a Web2.

D’altra parte della medaglia però di questo Web2, soprattutto negli ultimi anni, ci sono stati alcuni inconvenienti.

Inconvenienti legati all’attenzione fagocitata da costanti contenuti, alla crescita della noia, alla sensazione di vivere bolle informative, agli effetti collaterali di una droga chiamata Dopamina prodotta dalla continua soddisfazione generata di da avere tutto a disposizione e sentirci onnipotenti, ma soprattutto abbiamo vissuto dinamiche non più accettabili relative al tema del trattamento dei dati. Tematiche che stanno diventando sempre più preoccupanti di giorno in giorno.

È una situazione in bilico, che si sta spostando rapidamente verso il problema più che verso il beneficio e l’evoluzione.

Fortunatamente, negli ultimi anni, questa attenzione a queste problematiche è cresciuta, e contemporaneamente è cresciuta anche la maturità di alcune tecnologie che oggi possono venirci incontro, dando vita ad un onda nuova di Internet chiamata Web3: quell’internet di livello successivo che ci auguriamo possa risolvere i problemi esistenti presenti in Web2.

Non c’è da stupirsi se stiamo vivendo quindi una nuova transizione e se molti utenti stanno ora iniziando a migrare dalle app e servizi del web2 al web3. La transizione spinta anche da motivi speculativi in molti casi, è però solo all’inizio e credo (e mi auguro) che possa accelerare.

Prima che ce ne renderemo conto e prima si arriverà ad un nuovo livello di maturità digitale, consolidando una adozione globale di web3 proprio come è successo in passato quando web2 prese il posto il posto di web1.

ll passaggio dal Web2 al Web3 è a mio avviso necessario, così come sarà necessario in questa transizione digitale evitare errori già fatti e mettere basi, anche normative in evoluzione (seppur estremamente complesso), in grado di abilitare questo nuovo shift.

Nel Web3 , già oggi, sono state creati servizi e modelli che stanno iniziando a soppiantare gradualmente il posto delle loro controparti nello spazio Web, incorporando concetti come decentralizzazione, tecnologie blockchain ed economia basata sui token.

Web3 si riferisce ad applicazioni decentralizzate che girano sulla blockchain. Si tratta di applicazioni che consentono a chiunque di partecipare senza monetizzare i propri dati.

Gli svantaggi di Web2

I giganti del Web2 come Paypal, Facebook, Apple, Instagram e tutti gli altri del GAFAM e del BATX vche non sto qui a citare, raccolgono e monetizzano i dati in modo ormai estremamente sofisticato al limite tra persuasione e manipolazione, e sono in grado di polarizzare su se stessi acquisizione di piattaforme e prodotti – grazie anche alle grandi capacità economiche – in grado di arricchire costantemente dati e pattern comportamentali dell’utente finale, in condizioni differenti.

In molti casi hanno il potere di decidere di “censurare” i nostri contenuti come ritengono opportuno. Il consumatore finale, malgrado le normative introdotte, non ha alcun controllo sulle informazioni, come vengono utilizzate e conservate.

Inoltre, ad aumentare la rischiosità di questo contesto, le infrastrutture utilizzate dai diversi servizi non sono infallibili, e danno vita a data breach all’ordine del giorno.

Se crollano, in termini di sostenibilità e/o modello di business, potrebbero avere, come già successo con diversi down di piattaforme, un impatto finanziario negativo se non letale sulle persone/aziende che dipendono da loro in termini di business.

Infine i servizi di pagamento, esplosi anche dopo la pandemia, richiedono modelli e policy di adesione a linee guida spesso vincolanti e con potere unilaterale di negare il pagamento se la piattaforma ritiene che tali standard non siano rispettati.

Dal Web2 al Web3
Dal Web2 al Web3

Web3 e opportunità

Il Web3, seppur nato con una direzione differente inizialmente, mira a risolvere questi problemi del web2 attraverso l’uso della blockchain e le proprietà che si porterà dietro come la decentralizzazione, l’esser trustless e permissionless.

Ciò significa, in parole semplici, che gli utenti avranno un maggiore controllo su come una piattaforma terza potrà o meno trattre i propri dati, come funziona e come è sviluppata.

Il Web3 è considerato un Internet dove tutto ciò che potrebbe essere fatto in Web2 potrà ancora essere fatto, ma in modo decentralizzato, trasparente e senza la necessità della decisione di una terza parte.

Ad esempio, Facebook non raccoglierà e salverà più informazioni sul tempo di accesso specifico di un utente, la cronologia delle ricerche, immagini e post completamente. Sarà l’utente, attraverso l’autorizzazione dal proprio “wallet” a creare la condizione di accesso e memorizzazione dei dati. Potremo trasferire queste informazioni da una piattaforma ad un’altra, definendo quando e dove. Inoltre, non sarà necessario il permesso di alcuna autorità, quindi nessuno sarebbe in grado di sospendere o impedire di accedere a determinati servizi. Di fatto il Web3 dovrebbe dare vita a una nuova economia digitale globale, creando nuovi modelli di business e mercati.

Un ruolo significativo nel Web3 sarà svolto da NFT, DeFi, Dapps e DAO o del fiorente GameFi, legato al futuro del metaverso (per capire la differenza di significato tra Web3 e Metaverso, ne ho scritto qui). Tra le direttrici di valore del web3 emergenti sta crescendo anche il SocialFi, una combinazione di piattaforma di social networking e di finanza che faciliterebbe l’elaborazione efficiente dei pagamenti senza la necessità di terzi.

Il decentramento derivante dal Web3 avrà impatto di conseguenza anche sul modo in cui verranno sviluppate e create le applicazioni: gli sviluppatori utilizzeranno la tecnologia blockchain, attraverso reti decentralizzate di numerosi nodi peer-to-peer, anziché creare programmi su un singolo server e archiviare i dati in un unico database (spesso un provider cloud).

Web3 e lato oscuro

Se da un lato i grandi player si stanno già muovendo per avvicinarsi al mondo del web3 per non perdere il treno del cambiamento e non poter rimanere indietro, dall’altro lato, sfruttando il grande potere mediatico e le grandi masse già presenti sulle loro piattaforme si stanno muovendo per creare forme di adozione a loro limitrofe ed in grado comunque di generare valore per loro: l’accoppiamento di wallet web3 alle identità di grandi piattaforma del web2… andrà valutato bene.

Tuttavia, il decentramento della rete comporterà anche significativi rischi legali e normativi. La criminalità informatica e la sicuezza, l’incitamento all’odio e la disinformazione, che sono già abbastanza difficili da controllare (ed in forte ed eccessiva crescita in rete), lo diventeranno ancora di più in una struttura decentralizzata a causa dell’assenza appunto di un controllo centrale. Un web decentralizzato renderebbe anche molto difficile la regolamentazione e l’applicazione: ad esempio, quale legge nazionale si applicherebbe a un sito web specifico il cui contenuto è ospitato in numerose nazioni a livello globale e distribuito?

Dal Web2 al Web3: riepilogando

Facendo una analogia con la tecnologia: il Web 1.0 è stato la televisione a tubo ed in bianco e nero, il Web 2.0 la TV piatta e a colori ed interattiva, mentre il Web 3.0 sarà il casco immersivo ed esperienziale nel salotto di casa.

Come già successo nel primo decennio del 2000, in cui il Web 2.0 è diventato la forza rivoluzionaria e dominante nel panorama economico, culturale e comunicativo globale, anche nel caso del Web 3.0, il secondo decennio potrebbe creare uno shit del genere.

Il Web3 comunque a mio avviso è e sarà un’incredibile rivoluzione e come dico sempre nei workshop tenuti negli ultimi mesi

Siamo all’inizio di un viaggio, come quando nel 1995 abbiamo iniziato a parlare di Internet, con una differenza: l’adozione oggi è la stessa di internet agli albori, ma la tecnologia questa volta è maggiormente matura ed il contesto più veloce. Sono certo che non ci impiegheremo gli stessi anni per arrivare ad uno stato di maturità: tanti eventi mediatici e non solo stanno già dando vita a questo cambiamento, è senza dubbio siamo sulla buona strada per l’adozione di massa tra pochi anni