Entertainment, immersività e metaverso: come cambiano eventi, parchi e cinema con il virtuale

Il web3 ed il metaverso si apprestano a diventare la prossima evoluzione di Internet, e grazie all’immersività abilitata da realtà aumentata e virtuale entreremo in un nuovo mondo sempre più integrato tra fisico virtuale.

Stiamo vivendo una fase importante. L’hype mediatico, le notizie e soprattutto i nuovi casi e progetti di grandi brand stanno accelerando l’adozione di nuove piattaforme e tecnologie. La maturità dei dispositivi AR/VR è avanzata, ma il limite rimane ancora la diffusione e l’accessibilità economica.

Il metaverso sta mettendo comunque le basi per una nuova trasformazione degli eventi e dell’intrattenimento, dei concerti, dei parchi a tema e del cinema e del teatro.

Come il metaverso e le tecnologie trasformeranno il mondo dell’entertainment?

Ecco alcuni esempi che ho selezionato per dare l’idea di immersività e sviluppo potenzialmente adottabile a livello di mercato con AR/VR, e non solo:

Concerti ed eventi

  1. Travis Scott ed il concerto su Fortnite
  2. Achille Lauro e l’iniziativa su Roblox
  3. ABBA Voyage tra motion capture e AI

Parchi a tema

  1. Mario Kart AR all’interno degli Universal Studios di Hollywood
  2. Battle VR & Arcades e gli eventi immersivi in spazi di gioco dedicati
  3. Kraken Unleashed VR all’interno del SEAWORLD di Orlando
  4. DXB Play ed il VR all’interno del Dubai Mall

Cinema e teatro

  1. Disney Movies VR su Oculus e Steam
  2. Positron XR Cinema in collaborazione con Yosemite Cinema
  3. Disney+ AR e l’immersività da “salotto”

Sono tante le iniziative che stanno nascendo ed evolvendo in questo momento.

Gran parte della tecnologia che è stata sviluppata nei videogiochi viene ora utilizzata anche nella realizzazione di film e momenti di intrattenimento e spettacolo. In futuro, i registi potranno realizzeranno film in cui il contenuto viene generato utilizzando l’AI e l’utente potrà interagire con personaggi e ambientazioni in base alle sue scelte. Tutti vivranno un’esperienza completamente unica perché il contenuto del film sarà personalizzato e verrà generato al momento, determinato da diverse informazioni acquisite. Già oggi molti film (ed eventi) stanno già acquisendo contenuti dietro le quinte che sarà possibile vedere in VR, e consentire quindi di esplorare il set e vedere cosa è successo durante la realizzazione del film.

Zuckerberg presenta Meta Platform: il lato oscuro del Metaverso

Il Metaverso sarà un mondo fantastico, fatto di nuove ambientazioni incredibili, superpoteri applicati a noi stessi, modellazione delle dinamiche fisiche, alterazione della realtà e della percezione ed una ulteriore spinta all’iperconnessione, aumentata, al discovery e alla creatività. Sono convinto che porterà nuove opportunità, non c’è dubbio e tante nuove modalità di interazione, spunti e possibili sub-evoluzioni che nemmeno immaginiamo.

Sono scettico (e preoccupato) però su alcuni impatti di questo sviluppo, dal punto di vista psicologico e sociale, e che a mio avviso, già in passato, hanno generato storpiature comportamentali e cognitive.

Saremo ancora più mascherati da un avatar, intermediati da una piattaforma nelle relazioni, nascondendo totalmente noi stessi, i nostri difetti e unicità, le nostre modalità di comunicazione reale, fatte di atteggiamenti, movimenti del corpo, degli sguardi e del tono, riducendo ancora di più l’effetto della comunicazione paraverbale e non verbale, con un impatto sull’empatia e conseguentemente sulla fiducia, sul trust e sull’attenzione al prossimo.

Sarà più facile farci una idea del non reale, e molto più complesso capire chi abbiamo di fronte, realmente.

Saremo portati a vivere dinamiche sociali interattive e completamente aumentate, coinvolgimenti e piene di stimoli all’attenzione, con un effetto potenziale sulla diminuzione dell’attrattività della realtà “nuda e cruda”: ci annoieremo sempre di più di un rapporto privo di super-poteri, super-ambientazioni, super-interazioni, notifiche ed interazioni.

Saremo portati a vivere luoghi distanti, portandoli a noi, rendendo il concetto del viaggio lontano da raggiungere, il viaggio di discovery fatto di causalità e di momenti, meno importante.
Saremo sempre più portati a vedere quello che “dobbiamo” vedere perché potenzialmente interessante e in overlay sullo spazio visuale, rispetto a quello che potremmo vedere perché distratti, perché attenti a qualcosa di diverso e che ci ha incuriosito casualmente.

Lo ammetto, è un post di “provocazione” (nemmeno troppo credo) per discussione e confronto: non vuole esser l’applicazione di concetti visti in black mirror o similari, o una discussione fatta di dietrologia o non accettazione del cambiamento, ma una condivisione di spunti e riflessioni per discussione appunto.

Guardo personalmente alle dinamiche reali di tutti i giorni dei miei figli, dei ragazzi in metro o nei ristoranti e sono preoccupato da una parte di quanto già oggi il digitale abbia fagocitato completamente l’attenzione e distolto l’attenzione da molte dinamiche reali (come guardare fuori dal finestrino durante un viaggio in macchina per esempio).

Chi ha figli sicuramente si starà ponendo molte domande, almeno quante le mie rispetto a questo tema: il lato oscuro del Metaverso.