Networked life: siamo ancora lontani.

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Lo so, uno va in vacanza e dovrebbe staccare un po’. E magari dovrebbe anche rimanere disconnesso per qualche giorno e fare in modo di recuperare qualche sana abitudine come correre, alcolizzarsi, rilassarsi, dormire e divertirsi in modo non digitale, oltre quelle abitudini iper Geek che facciamo durante il resto dell’anno quando siamo iperconnessi e non facciamo altro che leggere facebook, twittare, postare e scattare foto su Instagram.

In linea di massima si, son d’accordo: ogni tanto staccare fa bene, ma neanche troppo, in fondo la rete non è altro che il prolungamento della nostra vita, perchè tagliarla fuori? Però capita che ti chiamano a fine luglio/primi di agosto, quando ancora stai lavorando e sei li che aspetti di andare in ferie: ti chiama quel cliente al quale vuoi – molto – bene, in zona Cesarini , e nei primi giorni di agosto, con una fretta allucinante e una priorità altissima (la sua), ti chiede di fargli delle attività da consegnare a settembre. E così, dopo qualche ripensamento, decidi di portarti, questa volta, il lavoro in vacanza.

Si può fare, in fondo per noi Digitali-iperConnessi-EarlyAdopter-superSocialAddicted, che problema c’è? Lo sappiamo tutti… noi stra-fighi digitali, non abbiamo il problema della location, “possiamo lavorare ovunque“, “siamo sempre connessi“, o nel peggiori dei casi “ci basta una Wifi o una chiavetta” e possiamo lavorare.

Più o meno.

Estate 2012, ci tengo a sottolineare l’anno. Sono al mare, non troppo lontano da Roma. Circeo precisamente. Una ridente località di mare che non sembra esser l’Africa o il Burundi, almeno apparentemente. Per stare tranquilo sono partito per le vacanze armato di 1 chiavetta dati con sim H3G, un samsung Galaxy S3 con sim  TIM, un iPhone 4S con sim Vodafone, un iPad con sim dati Vodafone, una SIM dati TIM nell’hotspot MIFI e, per non farmi mancare nulla, mia moglie ha iPhone con sim Wind. Praticamente ho il 100% degli operatori italiani – quelli veri in teoria – a portata di mano e tanta di quella tecnologia da poter condividere connessione con tutto il litorale sabaudo. E se potessi, lo farei veramente.

“Lo farei”. Non ho usato il condizionale per caso, perchè…

…malgrado l’arsenale che mi son portato dietro, non riesco a stare connesso! Nel migliore dei casi vado in Edge, nel peggiore non c’è segnale dati, nella media delle connessioni cade continuamente il segnale dopo 2 minuti.

Incommentabile.

E noi che durante l’anno ci sforziamo di parlare di Digital Divide, sensibilizzare le persone sull’importanza della rete e vorremmo portare la connessione ovunque perchè “Internet bla bla bla…“, dobbiamo ammettere che tra noi e la rete c’è ancora un divario enorme dettato dall’inefficienza delle infrastrutture e degli operatori. E non è solo un problema di mancanza di cultura o volontà.

La verità è che stiamo ancora lontani dal poter ipotizzare una reale networked life. Finchè siamo in città riusciamo ad esser iperconnessi: adsl, fibra, satellite, mobile, wifi cittadini nei bar, al parco e in piazza. Insomma si può fare. Il problema reale arriva quando si esce dalle 4 mura cittadine, pur rimanendo sempre in Italia, e non è solo un problema solo di ADLS o Fibra che non sono cablate.

Non prende il segnale dati. Ma come si fa nel 2012?

Vabbè, io ci ho provato, sia a voler lavorare – un po’ – in vacanza, sia a portarmi dietro tutte le alternative per non dover dire che realmente soffriamo veramente il Divide. 

Adesso me ne torno in spiaggia. Buone vacanze. Ritorno completamente on line da settembre.

 

NFC: l’ingresso di Apple può fare la differenza

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Da un po’ di tempo sto approfondendo molto le tematiche legate all’NFC (Near-Field Communication), ai pagamenti di prossimità e alle varie implementazioni possibili grazie a questa tecnologia.

Per iniziare i miei primi test ed i primi sviluppi mi sono preso un Samsung (uno dei vari smartphone attualmente disponibili sul mercato e pronti per l’NFC) e mi sono fatto arrivare dalla Cina degli oggetti per completare il cerchio (braccialetti, adesivi e portachiavi con NFC). I primi esperimenti sono stati veramente divertenti e le applicazioni possibili sono veramente tante, sia in ambito payments che sia in ambito marketing più in generale.

Ultimamente sia su Facebook che su Twitter mi sono trovato a scambiare opinioni sulle possibilità, sulle evoluzioni e sulle criticità che ci sono oggi per far sì che questo tipo di tecnologia entri realmente nella vita di tutti i giorni delle persone. Le criticità per lo sviluppo dell’NFC che sono sempre emerse sono praticamente riassumibili in 3 punti:

  1. Diffusione dei sistemi di pagamento POS con tecnologia contactless nei punti vendita
  2. Diffusione dei dispositivi mobili con NFC
  3. Cultura e predisposizione delle persone

Il primo punto è legato strettamente ai commercianti e agli esercenti, nonchè alle banche che dovrebbero sostituire gli attuali POS con altri adatti e predisposti per NFC. Finchè il mercato però non sarà ricettivo, dubito che le banche o gli esercenti facciano pressione per accelerare la sostituzione e facciano un investimento importante per la sostituzione di tutti i POS, come hanno già fatto per il passaggio delle carte da banda magnetica a chip.

Il secondo punto dipende dalla diffusione sul mercato di dispositivi smartphone con tale tecnologia e quindi dai produttori e dal loro investimento. Attualmente Samsung si è mossa molto bene soprattutto con il Samsung Galaxy S3 le cui vendite sono state altissime.

Il terzo punto è quello paradossalmente più complesso perchè prevede sia un cambio di approccio (si passa dall’utilizzo della carta e del contante all’utilizzo del telefono) sia di adozione (gli utenti devono cambiare il loro dispositivo e imparare ad utilizzare applicazioni e tecnologia). E come in ogni cambiamento che si rispetti, ci sarà chi vedrà solo il lato negativo in questa tecnologia.

In Italia, come in molti altri paesi del mondo (a parte quelli un pelino più avanti come la Cina per esempio…) ci sono progetti in via di sviluppo e test: da noi le banche, ad esempio Intesa San Paolo in collaborazione con Mastercard e Samsung nel progetto Move and Pay – che se non erro ha iniziato per prima – , hanno avviato dei progetti di ricerca, sviluppo ed integrazione nei sistemi di pagamento e hanno iniziato a sviluppare progetti e soluzioni NFC. Ma non solo le banche si stanno muovendo, cominciano ad esserci molti progetti e startup che muovono i primi passi in questa direzione.

Alcuni report e alcuni dati on line riportano che l’NFC avrà il suo vero sviluppo in Italia a partire dal 2015. Ma siamo veramente così lontani? In effetti non è facile superare le tre barriere di cui ho accennato, fatto salvo una iniezione nel mercato.

La notizia dell’integrazione dell’NFC nel prossimo iPhone, confermata da alcune caratteristiche dell’iOS beta uscito da poco, mi fa però ben pensare. Ed ecco il motivo del titolo di questo post.

A mio avviso il lancio del nuovo iPhone5 e la modalità con la quale la Apple spinge i cambiamenti di mercato, può generare un’accelerazione tale da aumentare la diffusione dei dispositivi e portare la tencologia alla conoscenza degli utenti finali anche attraverso lo sviluppo di applicazioni dell’ecosistema dei developer.

Ma non solo: l’arrivo di Apple renderebbe l’NFC non più una tecnologia di cui parlare e di cui si è sentito dire, ma in una tecnologia concreta, a portata di mano. I negozianti, vedendo gli utenti con dispositivi abilitati,  avranno una motivazione in più per spingere al cambiamento dei sistemi di pagamento nei loro punto vendita.

A mio avviso, Apple è l’unico brand in grado di poter modificare lo stato di “lentezza” di crescita ed accelerare l’adozione dell’NFC per i pagamenti. Così come fece con i tablet e con i pagamenti da mobile (iTunes, App, Libri…).

Apple ha centinaia di milioni di utenti che già oggi hanno un conto con Apple e che utilizzano la carta di credito memorizzata sul telefono per acquistare beni: il potere degli utenti abituati all’acquisto da mobile, abbinato alla spinta della vendita dell’iPhone 5 potrebbe fare veramente la differenza.

L’NFC potrebbe così avere la possibilità di raggiungere una massa critica, tutto in un colpo, e Apple si troverebbe in una posizione incredibilmente forte nel mercato competitivo e crescente dei pagamenti da mobile.