La consapevolezza del mio 2020

Qualche giorno fa leggevo post su LinkedIn e Twitter nei quali si rifletteva sul termine da associare a questo 2020: ho letto una miriade parole, da โ€œpauraโ€ allโ€™ovvio โ€œcovidโ€, da โ€œdistanzaโ€ a โ€œdigitaleโ€, da โ€œempatiaโ€ a โ€œopportunitร โ€ passando per tante altre.

Personalmente questo anno assurdo รจ stato segnato, oltre che dalla pandemia come per tutti, da una miriade di eventi non pianificati e di impatto, da personali, familiari e professionali e tanti altri vari che – in una condizione di pseudo normalitร  – sarebbero stati trascurabili o quasi irrilevanti. Eppure in un anno cosรฌ, questa sequenza di piccoli grandi โ€œintoppiโ€ nel percorso hanno messo sotto stress pazienza, autostima, voglia di fare e hanno fagocitato energia, fisica e mentale. Malgrado tutto, guardando indietro, sarร  il mio innato ottimismo, รจ stato un anno di importante sotto tanti punti di vista, nemmeno troppo da dimenticare.

Alla fine del 2019 avevo scritto su facebook di voler trascorrere piรน tempo con la mia famiglia. Certo, non immaginavo una cosa cosรฌ radicale come successo, ma ho visto crescere la mia famiglia praticamente ogni giorno senza perdere momenti che negli ultimi anni avevo trascurato, dalla sveglia del mattino fino alla sera prima di addormentarci. Abbiamo fatto squadra, affrontato tante piccole complessitร  condividendo insieme le difficoltร  che la pandemia ha portato ad ognuno di noi, in modo differente, dal lavoro alla scuola, dallo sport al divertimento, agli amici da frequentare.

Ho capito che i bambini nella loro fragilitร  hanno una innata capacitร  di affrontare i problemi da cui dovremmo prendere spunto piรน spesso: Mattia mi ha dimostrato di esser un piccolo grande supereroe, in grado di riprendersi dopo un incidente incredibile, vissuto in un contesto surreale. E poi Chiara, che รจ stata un supporto emotivo ed uno stimolo per tutti a sorridere sempre.

Ho avuto la conferma che 15 anni fa, quando sono stato scelto dalla persona a cui ho promesso eterna fedeltร , non potevo esser piรน fortunato e non avrei potuto fare scelta migliore: in un anno cosรฌ complesso poter aver avuto sempre un confronto sincero mi ha permesso di prendere le decisioni in modo piรน lucido. Certo, festeggiare 15 anni in ospedale non รจ stato il massimo, ma sicuramente “nella gioia e nel dolore” doveva pur prendere un senso, no?

La salute รจ una cosa a cui dobbiamo fare piรน attenzione, non solo la nostra personale o dei nostri cari, ma anche e soprattutto degli altri, perchรฉ spesso sottovalutiamo piccole attenzioni che coinvolgono chi รจ piรน debole. Cโ€™รจ un enorme gap in questo da colmare a livello sociale, infrastrutturale e culturale. รˆ stato un anno nero per molti e io mi ritengo fortunato perchรฉ i miei cari, quelli piรน stretti, stanno bene e in un contesto cosรฌ, credo che sia una cosa di io debba esser felice e che non posso non apprezzare.

La distanza che abbiamo vissuto non รจ stata bella, anzi. Ho avuto perรฒ modo di apprezzarla perchรฉ mi ha fatto capire lโ€™importanza della relazione vera tra le persone, il valore dellโ€™empatia e la necessitร  di esser molto piรน attenti alle parole, ai gesti semplici come un abbraccio ed un bacio, ad una vera stretta di mano e lโ€™attenzione costante ai dettagli e alle emozioni che determinano il valore stesso della relazione nel momento della distanza. Ho capito anche che nella distanza chi era vicino per opportunismo si perde piรน velocemente, ciao.

In questa pandemia ho visto prendere forma a concetti e dinamiche di mercato di cui parlavo da anni e che sembravano lontani fino a un poโ€™ di mesi fa. Il covid li ha accelerati e ci siamo trovati catapultati a mio avviso di almeno 3/5 anni avanti. Ho capito che cโ€™รจ bisogno sempre piรน di riuscire a guardare le cose da angolazione differenti se vogliamo interpretare come cambia il contesto e cosa possiamo progettare di nuovo e quest’anno di spunti di questo tipo ne abbiamo avuti molti.

Mi sono reso conto ancora di piรน quanto ami il mio lavoro ed il team con cui ogni giorno condivido il percorso, perchรฉ abbiamo toccato con mano quanto possano esser positivi e di impatto alcuni progetti per alcune aziende con le quali abbiamo trasformato la crisi in opportunitร , ripresa e crescita. Questโ€™anno dopo 9 anni ho ceduto il ruolo da CEO a Mirko per condurre IQUII in questo contesto al meglio e potermi occupare del cambiamento che stiamo affrontando, sopratutto verso lโ€™estero. Insieme a Mirko in questo anno ci siamo assunti piรน rischi e decisioni apparentemente fuori dagli schemi ed in controtendenza e che ci hanno portato dove volevamo arrivare: ci siamo contornati di persone valide, con una crescita ulteriore del team, delle competenze e dei progetti, ma soprattutto una serie di operazioni che vedranno la luce nellโ€™anno nuovo.

Ho letto 18 libri nellโ€™anno, e ne ho scritti 2, e sono tornato a raccontarmi di piรน: mi sono reso conto che sentivo il bisogno di approfondire di nuovo piรน temi, condividere idee, spunti e visioni e allo stesso tempo volevo confrontarmi di piรน, dopo gli ultimi anni passati a fare quello che avevamo in mente a livello aziendale e personale.

Mi sono chiesto anche quali fossero i miei limiti. Ho capito che se se voglio di piรน devo solo definire lโ€™obiettivo: seppur con oltre 6 mesi di non allenamento ed uno stop, mi sono imposto di recuperare oltre 1200km di corsa nel secondo semestre dellโ€™anno e rimettermi in forma. Sono arrivato ben oltre, ho superato 300km nel solo mese di Dicembre, e ho capito che non sono ancora al limite e posso ancora alzare l’asticella personale e per questo deciso di sfidarmi ulteriormente per lโ€™anno prossimo in un percorso sportivo ancora piรน grande.

Il 2020 รจ stata una scossa da tanti punti di vista: ho capito che puoi pianificare tutto, nel dettaglio, pensare di poter governare gli eventi, ma non sarร  sufficiente se non sei flessibile, cedevole ma mai arrendevole. Robustezza piรน che efficienza รจ stata la chiave dellโ€™anno.

Ben venga un anno nuovo dopo questo vissuto cosรฌ intensamente, senza lโ€™aspettativa che allo scoccare della mezzanotte tutto cambi: bisogna esser consapevoli che il Covid non andrร  via nellโ€™immediato e soprattutto che questa pandemia lascerร  dei segni e dei cambiamenti che rimarranno e con i quali impareremo a convivere e che dovremo affrontare ancora.

Mi รจ stato regalato un biglietto di auguri in questi giorni con su scritta una frase di Madre Teresa di Calcutta: โ€œLeย cicatriciย sono il segno che รจ stata dura. Ilย sorrisoย รจ il segno che ce l’hai fatta.โ€ I segni di questo anno li porterรฒ dentro di me, e li sentirรฒ sulla pelle come un tatuaggio. Noi il sorriso lo abbiamo e continueremo ad averlo anche nellโ€™anno che sta per iniziare perchรฉ tirando le somme e se dovessi sintetizzare in una parola, questโ€™anno alla fine per me รจ stato, nel bene e nel male, un anno di consapevolezza, di momenti di felicitร  e di crescita personale.

In fondo dietro alla paura che ci ha trasmesso questโ€™anno cโ€™รจ un valore differente di felicitร  da apprezzare.

E allora buona felicitร  a tutti.

Intervallo Lungo: dopo lโ€™app e la web TV, nasce il libro in formato cartaceo

Intervallo Lungo nasce in un periodo storico particolare, incastrato in una realtร  che tutti noi, sia a livello personale, sia a livello professionale, non avevamo mai vissuto. Ho avvertito lโ€™esigenza immediata di confrontarmi con professionisti che stavano vivendo come me questa dinamica, ma volevo che questo confronto potesse avere un riflesso sulle persone, su chi portava con sรฉ tante domande per le quali trovare una risposta, un punto di vista o, quantomeno, una ipotetica soluzione.

 

La pandemia ha fatto emergere tanti problemi che, attraverso una lenta e progressiva trasformazione della societร , stiamo ancora subendo e per i quali stiamo ancora cercando delle risposte, e sulle quali forse dovremo ancora spendere ancora del tempo.

 

Attraverso 57 incontri, in 60 giorni, รจ nato il format dalla metafora dellโ€™intervallo di una partita di basket. Ma mi sbagliavo. Non siamo nel secondo tempo. Quellโ€™intervallo, come mi ha fatto notare allora piรน di un intervistato, era solo un timeout e oggi, ognuno dei temi affrontati, รจ piรน che attuale. Siamo di nuovo qui tutti a farci le stesse domande. Magari non siamo stati colti di sorpresa, ma abbiamo ancora bisogno di confrontarci.

 

Cosรฌ, dopo aver sperimentato le piattaforme di streaming video e varie tecniche di regia, la costruzione del sito per lโ€™aggregazione dei contenuti ed il canale YouTube, anche per Intervallo Lungo si รจ avviata una trasformazione, adattandosi a piรน linguaggi. รˆ diventato unโ€™applicazione mobile per una navigabilitร  piรน intuitiva e piรน facile da fruire anche in mobilitร . Poi, seguendo la linea evolutiva dei linguaggi e del web, ne รจ nato un Podcast, unโ€™App e un prodotto distribuito per lโ€™Apple TV, per rendere i contenuti fruibili realmente in ogni formato possibile. Contemporaneamente Intervallo Lungo si รจ concretizzato in un prodotto editoriale, in eBook prima e in formato cartaceo subito dopo, che oggi viene lanciato nel marketplace di Amazon.ย 

 

La sfida aperta รจ riprendere i temi, con gli stessi interlocutori e riavvolgere il percorso per sviluppare altri confronti. La voglia รจ quella di confrontarmi anche con chi in questo periodo in prima persona ha affrontato la riprogettazione e affrontato questo cambiamento.ย 

 

Questo รจ stato, รจ e sarร  Intervallo Lungo, unโ€™interazione continua sulla nuova normalitร : โ€œUn tempo lungo: imparare dal passato, riflettere sul presente e disegnare il futuroโ€

 

Intervallo Lungo nella rete

 

Sito Internet

Gli intervalli su YouTube

Android App

App iOs e Apple TV

Il Podcast

eBook

Il Libro

Sport MarTech: Marketing e Technology al servizio dello Sport e nuove professioni

Negli ultimi anni abbiamo vissuto unโ€™accelerazione tecnologica imponente che ha trasformato completamente il nostro modo di produrre e fruire dei contenuti, le modalitร  di utilizzo delle piattaforme ma soprattutto le dinamiche relazionali tra utenti e brand.

Mentre prima era un lento avvicinamento verso una nuova prospettiva di evoluzione, non solo dellโ€™ecosistema sociale tecnologico ma dellโ€™essere umano in quanto tale, improvvisamente qualcosa รจ cambiato. Fuor di dubbio al centro di tutto cโ€™รจ stato un veloce adattamento della socialitร  degli individui alla comparsa dei Social Media che hanno consentito loro di interagire in maniera diversa, adattare i linguaggi e velocemente scivolare in un futuro che รจ divenuto il nostro presente. Ora questa trasformazione radicale ha, via via, coinvolto tutti i settori per finire con lโ€™investire, con la sua onda lunga, anche lo sport.

Qualche anno fa avevo iniziato a parlare – prima che diventasse โ€œmainstreamโ€ – di Sport 4.0 ossia quel cambiamento derivante dallโ€™unione del marketing 4.0 secondo Kotler e dellโ€™industria 4.0, a supporto dei nuovi modelli di business dellโ€™industria dello Sport. La derivata immediatamente successiva al concetto di Sport 4.0 รจ stata quella della Sport Digital Transformation (spoiler: a breve uscirร  un mio libro!).

A distanza di qualche anno, parliamo in maniera un poโ€™ piรน disinvolta di trasformazione digitale nello sport, ma tuttโ€™oggi siamo ancora indietro ed รจ ancora non del tutto semplice coinvolgere i club e le federazioni in un processo di integrazione del digital marketing con processi IT orientati a definire una progettualitร  integrata e organica. La primaria difficoltร , ancora riscontrabile, รจ quella legata al sopraggiungere di ecosistemi tecnologici nuovi che sviluppano costantemente la necessitร  di nuove figure e nuove competenze adatte a interpretare tendenze, comprendere le modalitร  di utilizzo e monetizzazione e gestire quindi la trasformazione, divenuta un percorso indispensabile per tutto il mondo sportivo.

Le nuove professioni del marketing sportivo

Alla mia visione, sempre orientata a mettere in evidenza quanta tecnologia e innovazione potesse essere applicata al mondo dello sport, รจ stato dato un riscontro scaturito dallโ€™evolversi di nuove figure che giร  oggi si stanno integrando e facendo spazio in particolare nel mondo dello sport marketing. Parliamo di profili โ€œinnovativiโ€ come quello dellโ€™Head of Innovation o del Revenue Manager. Ambedue orientati a studiare strade che ruotino attorno al marketing tradizionale e digitale per perseguire lโ€™innovazione il primo e la ricerca di nuove opportunitร  di revenue il secondo.

La veritร  รจ che spesso, per formazione e per esperienza, queste due figure sono scollegate dalla parte tecnologica, viaggiano su visioni che sono puramente economiche e creative, senza tener conto dellโ€™elemento tecnologico, progettuale e strutturale degli ecosistemi sui quali si basa tutto il processo. Il vero connettore della nuova realtร  nel mondo sportivo oggi รจ il Marketing Technologist, un esperto in grado di mettere insieme sia la capacitร  di interpretare il mercato dello sport, per esperienza e skills acquisite, sia la profonda conoscenza dei meccanismi degli strumenti che gli consente di avere una visione globale delle possibilitร  di empowerment che la tecnologia puรฒ destinare al marketing.

Vi dirรฒ di piรน: per come si รจ evoluto il marketing oggi, sempre piรน inglobato nella tecnologia (e viceversa), anzi a tratti dominato da essa, il vero cambiamento nello sport cโ€™รจ stato grazie proprio allโ€™evoluzione della parte marketing dello sport che รจ MarTech. Non esistono piรน altre strade da percorrere senza la mancata esigenza di avvalersi di sistemi software che consentano di โ€œenergizzareโ€ e attualizzare i processi di marketing. Non si tratta di adds on. Il Marketing Technology รจ un equilibrio che si รจ necessariamente creato tra la tecnologia e il marketing al fine di generare valore, lรฌ dove le teorie puramente economiche hanno lasciato spazio allo studio e allโ€™approfondimento degli ecosistemi software che potevano realizzare questo nuovo obiettivo.

 

Con il termine MarTech Manager o Chief MarTech Officer รจ individuabile una competenza tecnica associata allโ€™innovazione con una visione globale di quello che รจ il mercato di riferimento. Lo sport, differente da tutti gli altri mercati, ha la necessitร  di avere in sรฉ figure in grado non solo di gestire community e creare strategie di comunicazione ma anche e soprattutto capire i sistemi, valorizzare i dati e studiare percorsi di empowerment del dato stesso al fine di generare revenue.

 

Non tutto lo sport business si convertirร  in maniera allineata comprendendo lโ€™importanza della nuova evoluzione del marketing che genererร  dei cambiamenti radicali: ci sarร  chi affiancherร  il MarTech alle operativitร  convenzionali, chi lo integrerร  costruendo tutte le direttive strategiche in funzione del marketing tecnologico, chi verrร  completamente assorbito costruendo percorsi pensati solo in MarTech mode e chi verrร  completamente dominato dalla nuova accezione del termine, lasciandosi guidare nellโ€™operativitร  creativa dalla Technology Marketing Innovation.

Il marketing รจ cambiato radicalmente. Non esiste marketing senza tecnologia e per lo sport รจ arrivato il momento di guardare al MarTech come la soluzione per sviluppare un processo definito, strutturato e meno frammentato rispetto alle attuali progettualitร .

Sport MarTech รจ marketing e tecnologia in ambito sportivo, oggi. La tecnologia non รจ mai stata cosรฌ vicina allo sport.

Due mesi di Intervallo Lungo: un confronto per affrontare la nuova normalitร  con maggiore consapevolezza

Siamo arrivati alla conclusione di una lunga avventura. O forse no. Quando ho immaginato il format #IntervalloLungo eravamo appena entrati in una fase della vita globale del nostro Paese, nuova per tutti, che ha spinto ciascuno di noi a rideterminare tanti aspetti delle nostre vite.ย 

Ho ragionato a lungo su come interpretare una modalitร  di racconto del momento che stavamo vivendo e ho provato a rispondere, a chi direttamente me lo chiedeva, condividendo solo il mio punto di vista. Poi ho pensato che non fosse sufficiente e dalla metafora legata alla pallacanestro, รจ nato uno spunto differente: i primi di marzo avevamo finito di giocare il โ€œprimo tempoโ€ e ci siamo ritrovati fermi, nella locker room durante lโ€™intervallo, per poter studiare nuovi schemi prima di tornare in campo. Cosรฌ รจ nato IntervalloLungo.

Per dare corpo alla metafora ho voluto nello spogliatoio con me tanti atleti diversi, una squadra lunghissima: 57 top players con caratteristiche ed esperienze uniche, ciascuno con una sua spiccata attitudine, ognuno di loro in grado di dare un contributo a questa squadra in procinto di affrontare la seconda parte di una gara molto complessa, ma non impossibile.

Ci siamo ritrovati, giorno dopo giorno, ad affrontare temi sociali, psicologici, tecnologici, ed economici, passando dal marketing alla comunicazione, dalla sfera personale a quella professionale, con un pensiero al passato ma lo sguardo orientato al futuro e a questa nuova normalitร  che ora si sta delineando davanti ai nostri occhi.

Ho imparato tanto dai confronti, cosรฌ come ho avuto la possibilitร  di approfondire punti di vista e delineare schemi sulle dinamiche utili per rientrare in gioco ed affrontare la partita contro una crisi sociale ed economica importante, mai vissuta prima. Qualcuno di loro mi ha suggerito che forse allora non eravamo ancora nellโ€™intervallo ma in un time-out del primo tempo. Forse per certi aspetti รจ stato cosรฌ, almeno nella prima fase, quella piรน complessa.

Ma, superato un primo momento di smarrimento, questo percorso รจ stato anche un grande stimolo perchรฉ, come si impara tanto dalle difficoltร  in campo, cosรฌ ho avuto la consapevolezza che il momento, la crisi, la frustrazione e a volte la paura dellโ€™uomo, ha generato una grande forza creativa che ha spinto le persone e le aziende a prepararsi con soluzioni a tratti sbalorditive.

Intervallo Lungo รจ stato lโ€™appuntamento del mattino del lockdown. Gli “atleti” entrati nello spogliatoio per il momento idi confronto, sono arrivati dall’Italia e da altre parti del mondo, collegati in remoto: professionisti incredibili, donne e uomini dalle caratteristiche diverse ma accomunati dalla stessa visione proattiva, positiva e costruttiva verso il futuro.

Eโ€™ stata unโ€™esperienza incredibilmente formativa, costruttiva, piacevole e piena di momenti di approfondimento, in grado di stimolare idee e progettualitร  per affrontare il mercato, e le varie industrie coinvolte, dallo sport, al retail al finance. E non solo.

Lโ€™avventura prosegue e non finisce qui. Intervallo Lungo non aprirร  piรน le mie giornate nei prossimi giorni e quelle della mia squadra (almeno per un poโ€™), giusto il tempo di capire come re-interpetare anche il format stesso. Ma in due mesi questo stesso format รจ giร  cresciuto, evolvendo in altri strumenti utili a tutti: unโ€™app dedicata per rivedere gli interventi, un progetto di libro per percorrere i pensieri e un podcast per immaginare a occhi chiusi la nuova normalitร .

Un ringraziamento va a tutti quelli che hanno partecipato, contribuito, commentato e dato spunti di discussione e di riflessione per far crescere questo format e hanno impiegato, anche solo una parte del loro tempo, con tutti noi.

 

Tutti i video dei protagonisti di Intervallo Lungo:

  • Paolo Iabichino || Iabicus
  • Domenico Romano || Marketing Manager AWLab
  • Stefano Quintarelli || Member of the AI High Level Expert Group at European Commission
  • Andrea Arrigo Panato || Dottore Commercialista
  • Massimiliano Montefusco || General Manager RDS
  • Roberta Milano || Travel and Tourism Digital Strategist
  • Umberto Gandini || Presidente Legabasket Serie A
  • Giorgio Tacchia || CEO Chili TV
  • Davide Dattoli || CEO Talent Garden
  • Andrea Pezzi || Chairman Myntelligence
  • Massimo Caputi || Giornalista Sportivo
  • Luca Carbonelli || Caffรจ Carbonelli
  • Paola Bonomo || Non Executive Director, Advisor, Investor
  • Mirko Lalli || Travel Appeal
  • Claudio Berretti || General Manager Tamburi Investment
  • Jacopo Romei || Independent Strategy Consultant
  • Marco Trombetti || Entrepreneur and Investor Translated & PI Campus
  • Mauro Porcini || SVP & Chief Design Officer ai PepsiCo
  • Fabrizio Perrone || President & founder Buzzoole
  • Ernesto Paolillo || Co-fondatore Financial Fair Play
  • Simone Cicero || Co-founder at Boundaryless Platform Design Toolkit
  • Luigi De Laurentiis || Filmauro – SSC Bari
  • Massimo Chiriatti || CTO Blockchain & Digital Currencies at IBM – University Programs Leader
  • Giuliano Giorgetti || Head of Digital Content FIFA
  • Elena Lavezzi || Head of Southern Europe at Revolut
  • Francesco Bottigliero || CEO Brunello Cucinelli
  • Barbara Cominelli || COO Marketing and Operations Director Microsoft Italy
  • Serena Torielli || CEO VirtualB
  • Filippo Berto || CEO Berto Salotti
  • Osvaldo Danzi || FiorDiRisorse
  • Diego Nepi || Direttore Marketing CONI
  • Enrico Mercadante || Lead for Specialist Team Southern Europe and Innovation for Italy at Cisco
  • Chiara Russo || CEO Codemotion
  • Barbara Labate || CEO Restore
  • Davide Dโ€™Atri || CEO Soundreef
  • Andrea Abodi || Presidente Credito Sportivo
  • Isabella Falautano || Chief Communication & Stakeholder Engagement Officer Illimity
  • Barbara Dโ€™Acierno || Head of customr value management PostePay
  • Marco De Carli || CEO DINN!
  • Massimo Canducci || Chief Innovation Officer Engineering
  • Giacomo Moiso || Co-founder & CEO at Fluentify LTD
  • Stefano Fratepietro || CEO Tesla Consulting
  • Leandro Agrรฒ || IxD/UX expert, IoT pioneer
  • Mario Valentini || Partner Pirola Pennuto Zei & Associati
  • Federico Smanio || CEO WYLab
  • Alessandro Rimassa || Future of Work – Digital Transformation Expert
  • Laura Donnini || Senior Executive, Harper Collins Italia
  • Paolo Cisaria || CEO Mkers
  • Valerio Giacobbi || Senior Executive, Cortina 2021
  • Francesco Calvo || Chief Operating Officer, AS Roma
  • Elena David || Presidente AICEO
  • Patrizia Ravaioli || Senior Advisor Key2people
  • Antonio Grasso || CEO DBI
  • Matteo Sarzana || General Manager Italy at Deliveroo
  • Simone De Rita || DG World Food Programme (WFP) Italia
  • Stefano Calderano || CEO Axepta BNP Paribas
  • Roberto Monzani || Head of Content and Media platform

Lโ€™alibi del Virus

La parte peggiore del momento Covid-19 sembra esser passata. Sembra.

Che sia stato un momento complesso non cโ€™รจ dubbio e che lo possa esser ancora anche.

Nessuno o in pochi, pochissimi, avevano intuito si trattasse di una pandemia dagli effetti e dalla magnitudo del genere, una magnitudo che avrebbe bloccato tutto. Non cโ€™รจ dubbio che questa situazione abbia impatto su imprese, mercati e persone, e forse ci saranno impatti che vedremo a breve, impatti che avranno a che fare con ridimensionamenti se non chiusure.

Cโ€™รจ chi ha pensato fin da subito che tutto questo potesse esser la causa del fallimento della propria azienda. Seppure non si sapesse ancora dove saremmo andati a finire (e forse tutt’ora non lo sappiamo).

Il virus รจ quindi (o puรฒ esser) la causa del fallimento di alcune aziende?

Non sono del tutto d’accordo su questo pensiero e questa domanda, anzi. Non c’รจ dubbio che ci siano aziende ed industrie che non possono fare nulla, vedi turismo, o anche professioni ed altre tipologie di attivitร  coinvolte direttamente e chi si sono viste interrompere le proprie relazioni magari per il tema proprio del distanziamento sociale. Non c’รจ dubbio che ci siano aziende o ambiti che non hanno sufficienti supporti economici per recuperare e gestire la crisi. รˆ complesso, e non c’รจ dubbio. E non c’รจ dubbio anche che ci sia una parte del mercato infimo, scorretto ed inadeguato che probabilmente, nascondendosi dietro la scusa della crisi, metterร  in difficoltร  altre aziende, scaricando le sue inefficienze, le cattive gestioni ed i suoi rischi sugli altri, mettendo appunto in ginocchio altre aziende con mancati pagamenti e altre scelte fatte solo per scaricare responsabilitร .

Ma non c’รจ dubbio comunque che anche in questo caso non รจ il virus la causa diretta del fallimento.

E non lo sarร .

Non lo sarร  per le aziende che hanno guardato un po’ piรน lontano. Lo sarร  invece per le altre, per quelle che non lo hanno fatto e che non hanno gestito processi di creativitร , innovazione, differenziazione e sviluppato un ecosistema in grado di bilanciare il rischio e garantire la sopravvivenza di fronte a casi eventualmente eccezionali.

E saranno alcuni fattori in particolare ad uccidere le aziende.

Sarร  la mancanza di capacitร  di adattamento di un modello obsoleto e rigido, portato avanti alla stregua, che porterร  le aziende a non riuscire a far fronte al cambiamento repentino che andrร  affrontato.

Saranno la mancanza di visione, lโ€™arroganza e la saccenza che non permetteranno alle aziende di comprendere per tempo la nuova normalitร , le nuove abitudini e le nuove esigenze, tanto da rimanere arroccate su modelli non piรน adeguati.

Saranno la paura e la staticitร  dei processi creativi e di immaginazione e l’attesa che qualcosa cambi, che non permetteranno di affrontare la complessitร  e la dinamicitร  del mercato, generando un gap ed una arretratezza tale da far rimanere indietro le aziende, fino a non avere piรน il tempo di recuperare il ritardo.

Sarร  l’abbandono di coloro che lasceranno solo l’imprenditore nel momento del bisogno che quando poteva non ha costruito un rapporto di fiducia e non ha pensato di costruire un legame, ben oltre il rapporto meramente economico e basato sul ribasso costante del valore.

Ecco. Il virus, probabilmente, รจ un alibi.

Non sarร  lui ad uccidere l’azienda: probabilmente quell’azienda, che non ha gestito con lungimiranza la capacitร  di adattamento, era giร  malata o non del tutto sostenibile, prima che lui arrivasse. Questo virus sta solo mostrando le debolezze e accelerando un processo di selezione naturale.

Facciamo in modo che il Virus non sia un alibi.

Mettiamoci al lavoro. Entriamo nell’ottica di non fermarci al primo cambiamento. Affrontiamo questo contesto e questa complessitร , comprensibile, senza nasconderci dietro un dito, dietro le scuse o gli alibi, comprendendo che ogni crisi puรฒ nascondere opportunitร , se non anche solo quella di accelerare un cambiamento laddove non avevamo pensato di farlo.

Photo by: ยฉ HRISTO RUSEV / NURPHOTO – Cigno nero

Data Is The New Oil: anche per Adidas con Runtastic

2015. Runtastic GmbH, applicazione per il fitness ed il running con 70 milioni di utenti viene acquisita da adidas, per 239 milioni di dollari. Per molti una follia, per tanti altri una operazione di brand e avvicinamento alla piรน grande community di fitness.

Per me, che ne parlo nelle lezioni in universitร  e master dal momento dell’acquisizione, una operazione mirata principalmente ai dati. Si, ai dati: luoghi, percorsi, abitudini, prodotti indossati, mood, relazioni ed interessi sportivi.

Dati in grado di trasformare i processi di R&D, lo studio di nuove opportunitร  di mercato e rivoluzionare, attraverso i dati, la progettazione, il design stesso e perchรฉ no i materiali.

Oggi Runtastic ha oltre 170 milioni di utenti e Adidas, dopo aver lasciato inalterata la piattaforma per un periodo – cosรฌ da non rompere la fiducia della community – e aver poi successivamente accostato il proprio brand alla piattaforma, esce allo scoperto con un primo prodotto ufficialmente DrivenByData: una scarpa con intersuola stampata sui dati di migliaia di atleti.

Il futuro delle aziende รจ nella capacitร  di creare, aggregare e acquisire dati ed utilizzarli per modellare processi, metodologie, prodotti e servizi e rendere se stesse sempre piรน veloci, competitive ed adattative.

DataIsTheNewOil

Progettare un cambiamento non รจ adeguare (solo) quello che ho oggi

Entriamo nell’ottica, rapidamente, che ripensare a domani , a quella che chiamiamo nuova normalitร , non vuol dire pensare soluzioni che partono da processi pregressi, e vincolati a vecchi modelli business.

Ripensare, vuol dire mettere in discussione, completamente, tutto. Compreso il modello di business, la sostenibilitร  ed i processi.

Se costruisco pareti in plexiglass lasciando le distanze tra gli ombrelloni intatte, solo per speculare sul numero di ombrelloni per metro quadrato, senza ipotizzare di partire da quanto piรน semplice (ossia distanziare gli ombrelloni), sto sbagliando l’approccio.

Il risultato non potrร  esser che fallimentare e creeremo dei mostri. Proprio come quel modello che sta circolando relativamente alle pareti per gli stabilimenti. Terrificante.

Entriamo nell’ottica che ripensare a domani non vuol dire pensare soluzioni che partano da processi pregressi, e vincolati a vecchi modelli business. le dinamiche sociali e dare alla tecnologia e alla progettazione una connotazione piรน umana.

Il cambiamento non si risolverร  solo con la tecnologia o con soluzioni fisiche.

Il cambiamento si affronta con la creativitร , con la tecnologia, con l’innovazione con la scienza e con un sano approccio all’esperienza delle persone e ai loro bisogni.

Facebook, la video conference di Messenger ed i dati

In un post su Facebook circa un oretta fa Mark Zuckerberg annuncia il lancio di un client nativo di Messenger per video conference, per MacOs e Windows, con questo post:

“We’re all looking for more ways to be together even while we’re physically apart. So today we’re launching native Messenger apps for MacOS and Windows. Group video calls and messages on our apps have surged — Messenger use on desktop has more than doubled in the last month. These new native apps will make the experience a lot better. I hope you enjoy!”

 

 

Brava Facebook che costantemente aiuta le persone a stare insieme. Una missione fantastica.

Pensavo, ironicamente, a quanto รจ utile in effetti avere un altro client per la video conference in un momento in cui sul mio Mac ci sono installati solo Zoom, Whatsapp, Facetime, Webex, Whereby, Trueconf, Highfive, Houseparty, Skype e mille altri.

No?

Due considerazioni, perรฒ serie:

    1. Fino a qualche giorno fa Facebook riceveva informazioni da Zoom “sotto banco”
    2. Dopo la notizia circolata a livello mondiale, Zoom ha fixato l’app non passando piรน dati a Facebook.

 

Quindi, come mai uscire con cosรฌ tanta velocitร  con un annuncio ed un app non ancora in store?ย Ma non รจ che tanto tanto a Facebook servono ulteriori dati in un momento in cui le persone stanno passando tempo su altre piattaforme?

In effetti, l’accesso al tempo e ai dati delle persone da parte di Facebook, e da sempre il modello su su cui si basa tutto il business.

 

Dati e video, vi starete chiedendo, che legame hanno?

 

E beh, si e qualche idea ce l’ho, e ve la condivido, prima ancora di leggere i termini di servizio (che leggerรฒ non appena sarร  live):

 

 

Cosรฌ, leggendo il post entusiasmante di Facebook, mi son solo posto un paio di domande e mi son venuti giusto un paio di dubbi, come successo al tempo della lettera aperta all’algoritmo.

L’empatia, la solidarietร  e l’emozione al tempo del Virus

C’รจ una pandemia in corso che sta bloccando il mondo da quella che sembrava la normalitร . C’รจ un quarantena che ci tiene lontani fisicamente dalle persone a cui vogliamo bene. C’รจ un momento di stop forzato per molte aziende che sta generando danni incalcolabili e forse per alcuni irrecuperabili. C’รจ una crisi strutturale che sta mettendo sotto la lente di ingrandimento il modo in cui abbiamo progettato i servizi pubblici e gestito tanti investimenti. C’รจ una pressione psicologica che comincia a farsi sentire e che rende tutto molto piรน difficile.

รˆ tutto complesso, sicuramente, ma c’รจ – anche – un lato positivo da guardare.

Siamo noi, gli Italiani che reagiscono, che nei momenti peggiori, quando c’รจ di tirare fuori il lato migliore del nostro DNA, lo sappiamo fare, meglio di chiunque altro. E allora vedi che la vicinanza, la solidarietร , il genio creativo, le competenze distribuite si mettono insieme contro quello che oggi รจ un nemico comune e cominciano ad accadere cose.

All’appello per la costruzione di una task force di 300 medici volontari ne rispondono piรน di 1500. All’appello per 500 infermieri volontari, ne hanno risposto circa 8000. E poiย  un medico e 2 ingegneri bresciani trasformano le maschere da sub in respiratori e ne distribuiscono il modello open per permettere a tutti di contribuire. Alcune aziende rivedono il proprio processo produttivo e cominciano a produrre altro: Armani e Calzedonia producono camici monouso, la Ferrari avvia la produzione dei respiratori, Bulgari e Ramazzotti imbottigliano disinfettante, Gucci, Prada, Lamborghini mettono rapidamente su fabbricazione di mascherine, la Beretta ingegnerizza e costruisce le valvole per le maschere modificate. Ma non solo. Una marea di aziende, professionisti ed imprenditori dedicano parte della loro forza lavoro a progettare e sviluppare software, progetti di comunicazione a supporto della collettivitร , dalle app per il Covid, a tante risposte alla call di Agid per l’innovazione tecnologica alla lotta al Coronavirus. Dagli imprenditopri che dedicano il tempo alle scuole, alle imprese, alle associazioni e alle persone per comprendere cosa succederร  dopo. Senza dimenticare la rete di donazioni attivata da brand, aziende e privati che continua a crescere.

Io non so voi, ma di fronte a tanta complessitร , questa empatia, questa solidarietร , questa capacitร  di mettersi in gioco e affrontare qualcosa di piรน grande, mi emoziona e mi fa pensare che dopo questo momento, ci sarร  un effetto elastico per far ripartire un nuovo risorgimento italiano.

 

Il Covid-19, la crisi e l’effetto elastico in ripartenza per l’Italia

Ho letto (e lo penso anche io) che per colpa del Covid-19 l’Italia, e non solo, farร  un balzo di anni indietro, economicamente parlando.

Ho letto (e lo penso anche io) che grazie al Covid-19 l’Italia stia facendo un balzo in avanti di 10 anni culturalmente parlando, rispetto soprattutto all’adozione del digitale, e non solo.

Che ci saranno problemi di medio-breve periodo non c’รจ dubbio, e gli effetti non saranno banali.

Ma non ho letto nessuna ipotesi sul fatto che questa contrazione da una parte e maggiore consapevolezza dall’altra possa generare invece un effetto elastico che ci permetterร  ripartire con piรน sprint e di colmare un gap enorme con maggiore velocitร .

Guardare ad un lato positivo del problema da gestire, รจ utopico?