Intervallo Lungo: dopo lโ€™app e la web TV, nasce il libro in formato cartaceo

Intervallo Lungo nasce in un periodo storico particolare, incastrato in una realtร  che tutti noi, sia a livello personale, sia a livello professionale, non avevamo mai vissuto. Ho avvertito lโ€™esigenza immediata di confrontarmi con professionisti che stavano vivendo come me questa dinamica, ma volevo che questo confronto potesse avere un riflesso sulle persone, su chi portava con sรฉ tante domande per le quali trovare una risposta, un punto di vista o, quantomeno, una ipotetica soluzione.

 

La pandemia ha fatto emergere tanti problemi che, attraverso una lenta e progressiva trasformazione della societร , stiamo ancora subendo e per i quali stiamo ancora cercando delle risposte, e sulle quali forse dovremo ancora spendere ancora del tempo.

 

Attraverso 57 incontri, in 60 giorni, รจ nato il format dalla metafora dellโ€™intervallo di una partita di basket. Ma mi sbagliavo. Non siamo nel secondo tempo. Quellโ€™intervallo, come mi ha fatto notare allora piรน di un intervistato, era solo un timeout e oggi, ognuno dei temi affrontati, รจ piรน che attuale. Siamo di nuovo qui tutti a farci le stesse domande. Magari non siamo stati colti di sorpresa, ma abbiamo ancora bisogno di confrontarci.

 

Cosรฌ, dopo aver sperimentato le piattaforme di streaming video e varie tecniche di regia, la costruzione del sito per lโ€™aggregazione dei contenuti ed il canale YouTube, anche per Intervallo Lungo si รจ avviata una trasformazione, adattandosi a piรน linguaggi. รˆ diventato unโ€™applicazione mobile per una navigabilitร  piรน intuitiva e piรน facile da fruire anche in mobilitร . Poi, seguendo la linea evolutiva dei linguaggi e del web, ne รจ nato un Podcast, unโ€™App e un prodotto distribuito per lโ€™Apple TV, per rendere i contenuti fruibili realmente in ogni formato possibile. Contemporaneamente Intervallo Lungo si รจ concretizzato in un prodotto editoriale, in eBook prima e in formato cartaceo subito dopo, che oggi viene lanciato nel marketplace di Amazon.ย 

 

La sfida aperta รจ riprendere i temi, con gli stessi interlocutori e riavvolgere il percorso per sviluppare altri confronti. La voglia รจ quella di confrontarmi anche con chi in questo periodo in prima persona ha affrontato la riprogettazione e affrontato questo cambiamento.ย 

 

Questo รจ stato, รจ e sarร  Intervallo Lungo, unโ€™interazione continua sulla nuova normalitร : โ€œUn tempo lungo: imparare dal passato, riflettere sul presente e disegnare il futuroโ€

 

Intervallo Lungo nella rete

 

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Gli intervalli su YouTube

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Il Podcast

eBook

Il Libro

Quando il clima influenza l’ecosistema delle API, c’รจ qualcosa che non va.

Per chi non lo sapesse – ma non ci credo nemmeno un po’ย – Instagram (e non solo loro) da questa mattina รจ completamente KO.

Colpa di Amazon, si dice.

Da quello che ho letto, tanti instagrammers hanno scoperto il problemaย di Instagram verso la mezza mattinata di oggi, quando, ripresi dalla serata del venerdรฌ o ancora impegnati nella vita familiare del sabato mattina, dopo aver impugnato lo smartphone per scattare qualche foto, hanno trovato un messaggio che diceva che il servizio non era disponibile.ย Tutti hanno cominciato a twittare che qualcosa non andava, che non era possibile caricare foto e cosรฌ, tra il turbamento, lo shock, l’ansia da scatto frenetico mancato e la sindrome da InstagrammersSenzaInstagram, si รจ diffusa la notizia del problema.

World wide, Instagram รจ down. E la colpa รจ di Amazon.

Aย me non รจ andata esattamente cosรฌ. O meglio, lo shock l’ho avuto anche io, ma per colpa delle API. Quelle di Followgram.

Praticamente le notifiche del problema di Instagram le ho iniziate a ricevere dalle ore 5.30 di questa mattina, mentre dormivo: prima ricevo un DM su Twitter da un brasiliano che mi dice di avere problemi ad autenticarsi. Poi dalle ore 5.45 circa, iniziano ad arrivare in sequenza segnalazioni e mentions sull’account di Followgram da parte di utenti che segnalano malfunzionamenti sul sito e lamentano di non poter accedere.

E cosรฌ, ancora cotto di sonno, mi alzo, controllo la posta, poi uservoice,ย guardo twitterย e trovo una quantitร  industriale di segnalazioni relative al malfunzionamento di Followgram. Tra un tweet ed un altro, leggo che si tratta di un problema di Amazon che ha colpito anche altri siti (Pinterest, Netflix and Heroku). Faccio due verifiche, il server รจ su, il Db anche, il dominio si vede… e Amazon?!? Ma dai, รจ perfetto e non ha problemi.ย Siamo up e running: Amazon fino ad ora non ci ha mai tradito, รจ sempre su, e poi noi siamo tranquilli, abbiamo anche una VPS dove manteniamo un clone per sicurezza, perchรจ ci piace dormire tranquilli, non su Amazon.

Ma allora che problema c’รจ? In effetti, Amazon รจ giรน. Ma non il nostro che si trova in un’altra area: รจ giรน quello che sta in Virginia, dove รจ passata una mega tempesta che ha spento tutto. E si, Instagram รจ proprio lรฌ. “Solo lรฌ”.

Peccato che se noi siamo su, e loro sono giรน, anche noi siamo giรน. O meglio, un pรฒ meno giรน di loro (magra consolazione), ma allo stesso tempo incasinati perchรจ strettamente legati alle loro API: non cresciamo, non eroghiamo il servizio, non acquisiamo nuovi utenti, non fatturiamo.

Ed ecco qui la riflessione: quando il clima influenza l’ecosistema delle API, c’รจ qualcosa che non va.

C’รจ qualcosa che non va perchรจ se hai un modello di business o un servizio basato su altri (nel nostro caso tramite API di Instagram), sei praticamente come un apetta lavoratrice legata all’Ape regina. Se quella non funziona (o peggio ancora muore), tu sei nei casini. E non pochi.

C’รจ qualcosa che non va, soprattutto, perchรจ, come giustamente ha detto anche Alessio nel suo post, la Cloud sembra perfetta ma non lo รจ ancora e non ci si puรฒ ancora fidare al 100%. Ed il problema, secondo me, non รจ solo un problema tecnologico, ma di strategia, perchรจ ogni azienda, ogni applicazione, ogni progetto ha una sua struttura, un suo dna, un suo funzionamento e i suoi tempi di batch, allineamento, backup e gestione dei dati e nessuna infrastruttura potrร  mai, singolarmente, sostituire in modo standard ogni singolo modello.

La dimostrazione l’abbiamo avuta oggi con Amazon e Instagram: un’applicazione comprata per milioni di dollari che non รจ raggiungibile per quasi 20h consecutive perchรจ il suo carrier รจ andato giรน per una tempesta. Praticamente Amazon รจ stato il Single Point of Failure di Instagram.

All’inizio del post ho detto, non a caso, “Colpa di amazon, si dice”. Il si dice fa riferimento al fatto che tutti stanno guardando al problema di Amazon, ma nessuno (o quasi nessuno, leggete il post di Ingrid Lunden su techcrunch) sta pensando al fatto che Instagram, ribadisco, progetto pagato milioni di dollari, non abbia un piano di Disaster Recovery e Business Continuity tale da garantire il funzionamento anche a fronte di una tempesta e non abbia saputo garantire ai suoi utenti e al suo ecosistema di API e applicazioni, un ripristino immediato o in tempi ragionevoli.

Credo che questo tema, la business continuity, sia un tema caldo da affrontare su molti progetti di startup che sottovalutano ampiamente il concetto di continuitร  operativa.

Alla fine, la cosa positiva di oggi รจ che, non sapendo stare fermo ad aspettare, mi son messo a lavorare su altro.