Foursquare vuole diventare Twitter e viceversa?

Poco fa, come ho scritto in un mio tweet e come riportato anche su tech crunch, sono andate on line alcune modifiche alle pagine web ed ad alcune funzioni di Foursquare. Il mio primo pensiero è tornato ad una riflessione che facevo qualche giorno fa: ma se Twitter si mette a fare i CheckIn (Places), Foursquare come cambierà?

Secondo me, anche se il concetto del CheckIn attualmente sta generando un entusiamo incredibile ed intorno ad esso stanno crescendo migliaia di applicazioni, ritengo che non possa, da solo, continuare a far crescere e differenziare FourSquare rispetto alle altre applicazioni presenti sul mercato. Le modifiche apportate oggi al sito, e che a breve, secondo me, vedremo enfatizzate anche sui dispositivi mobile, dimostrano che Foursquare sta cambiando o accelerando in una certa direzione: social guide e social gaming .

Tips e Mayorship passano in una posizione di primo piano sulle pagine di dettaglio delle venue:

Prima di tutto è stato messo in bella mostra il sindaco (Mayor) ed il numero di CheckIns effettuati e che hanno assegnato la mayorship. Questa modifica stimola l’utente alla competizione perchè rende più trasparente il punteggio da raggiungere per aggiudicarsi il titolo locale e spodestare il detendore della corona.

Subito sopra è presente un dettaglio della venue, con il numero dei CheckIn effettuati totali, il numero unico degli utenti che hanno effettuato almeno una fermata e il numero dei CheckIns dell’utente collegato. Informazioni che associate al badge posizionato subito sopra in modo decisamente evidente, invitano il proprietario della venue ad accedere alla sezione Business.

La parte che invece secondo me è molto importante è relativa ai Tips e ai Todo. Foursquare ha reso possibile l’inserimento dei commenti e dei consigli direttamente sulla scheda, con la stessa logica dello status update. I Tips, già estremamente importanti della logica di Foursquare, diventeranno così più frequenti e daranno più informazioni all’utente che visita una venue e al gestore di un locale. Per quanto riguarda i ToDo è possibile contrassegnare suggerimenti in modo da ricordarsi le cose da fare in un secondo momento.

Quello che manca nella scheda della venue, è uno stream relativo alle persone che hanno effettuato il CheckIn nella giornata, tutti gli utenti che sono passati da quella location, magari con una classifica di quelli che frequentano di più la location e si contendono la mayorship e perchè no, un bel QR Code.

Ma se Twitter vuole fare anche un pò Foursquare, e Foursquare vuole fare un pò Twitter simulando lo status update per location, non è che tanto tanto, stanno iniziando una convergenza per far confluire uno dentro l’altro?

Il Like di Facebook è il CheckIn del web, ed il traffico è social

Di solito non mi piace dire l’avevo detto, ma questa volta, visto il modo simpatico in cui ho scoperto che un’altra delle mie mille elucubrazioni visionarie ha preso forma, lo dico: l’avevo detto! Giuliano, uno dei veri Indigeni Digitali con i quali mi trovo ogni tanto a parlare, ha twittato pochi minuti fa un messaggio nel quale dice “Il #checkin migra sulle pagine web e l’analisi del traffico dei siti web diventa #social http://ow.ly/27LxN @fabiolalli l’aveva previsto“. In effetti il concetto descritto e l’applicazione sviluppata è praticamente la stessa che avevo pensato anche io qualche tempo fa.

Oggi gli utenti stanno impazzendo per i servizi di geolocalizzazione e l’effetto rete, contaminante per definizione, sta facendo crescere ogni giorno il numero di informazioni condivise, i check-in effettuati e i badge assegnati. Il check.in, come ho spiegato in altri post, è fondamentalmente quell’azione che l’utente compie nel momento in cui decide di condividere con gli altri determinate informazioni (una foto, un video, un parere su un locale) o semplicemente il momento in cui si trova in un determinato indirizzo. Fare un check-in significa praticamente rispondere alle 4 domande Chi?, Dove?, Cosa? e Quando? con la sola azione di un click.

Vi siete mai domandati dove ultimamente avete fatto questa azione, anche se non così esplicita? Si, proprio quella, cliccando il LIKE Button su Facebook o sui vari siti internet che hanno integrato i social plugins. Se ci pensate nel momento in cui cliccate il tasto Mi piace, a tutti gli effetti avete risposto alle stesse domande e avete dato molte informazioni:

  • Alla domanda Chi? avete risposto con Nome e Cognome
  • Alla domanda Cosa? avete risposto con una capillarità incredibile selezionando il singolo post
  • Alla domanda Quando? avete risposto dando un istante preciso
  • Alla domanda Dove? avete risposto indicativamente con le stesse informazioni di un checkIn, anche se con un livello di dettaglio leggermente inferiore. Ma neanche tanto se pensate all’analisi del traffico che viene fatto da Google Analytics…

Ma ora se vi impegnate ancora di più e ci pensate ancora un pò, vi accorgerete che il checkIn lo fanno tutti gli utenti di internet praticamente da sempre, solo che, invece di farlo con un click sul tasto CheckIn o un su un tasto Like, lo fanno subdolamente al caricamento delle pagine navigate e tutte le informazioni vengono rilevate dai sistemi di analisi del traffico.

E quindi dove sta la cosa nuova? Sta nel fatto che tutte le informazioni in questo caso diventano più social con tutti i vantaggi del caso, sia in termini di propagazione dell’informazione (effetto LIKE , condivisione verso amici e verso lo stream di altri social) sia in termini di analisi dei dati (informazioni geolocalizzate, profilate ed estremamente dettagliate).

L’ulteriore valore che secondo me andrebbe poi sviluppato ed associato al concetto di checkIn è la risposta alla 5a domanda: Perchè?

Secondo me, banalmente, basterebbe ri-attivare sui siti internet una cosa che è sempre esistita sul web: un sistema, come il like di facebook, ma che permetta all’utente però di esprimere un valore. Praticamente il classico dei più classici tasti rating, magari a cinque stelline. Si svilupperebbe così anche un informazione qualitativa,  integrata ad informazioni e dati tendenzialmente quantitativi. Pensate se FourSquare modificasse il suo tasto checkIn in 7 tastini e ciascuno di questi avesse un valore. Per ogni checkIn potremmo esprimere per esempio un valore numerico che potrebbe esser contestualizzato e analizzato.

Se poi volessimo rendere preciso anche il Dove?

Utilizzando un QR Code, leggibile dalla fotocamera di un cellulare o di uno smartphone, e sfruttando i sistemi GPS integrati, potremmo avere dei dati geolocalizzati in modo più preciso al posto della localizzazione effettuata tramite IP.

Il QR Code fa il Check-In su Foursquare

Qualche giorno fa avevo parlato dei Location Based Services e anche della possibilità di utilizzare i QR Code per taggare e geolocalizzare allo stesso tempo. Detto, fatto. Poco fa, mentre girovagavo per la rete, ecco in cosa mi sono imbattuto: progetto φ ² dell’Università di Stoccolma, basato appunto sull’incrocio tra i QR Code ed il Check-in di Foursquare. Ne avete sentito parlare? Beh, io no, fino a qualche minuto fa, ma è la stessa cosa di cui parlavo io qualche giorno fa. Praticamente il φ² Scanner per Android è il primo risultato delle ricerche e degli studi di questa Università: un software che semplifica il processo di check-in in foursquare attraverso la lettura dei codici a barre 2D (codici QR) in un determinato posto.

L’idea è molto simile a quello che Google sta facendo con le “Favorites Plates” sempre attraverso l’utilizzo dei codice QR, ma questa applicazione è specifica per Foursquare e richiede agli utenti di scaricare e installare un’applicazione Android.

Ecco come funziona: il proprietario di un locale genera un codice a QR Code utilizzando l’indirizzo fisico (Via tal dei tali…) o l’ID di Foursquare e attacca il codice in punto ben visibile del locale stesso. I visitatori/clienti possono quindi utilizzare la semplice lettura del barcode utilizzando l’apposito software [Android download link] per scattare una foto al QR. La scansione rileva le informazioni ed effettua il check in modo più rapid0.

Attualmente questo tipo di funzionalità è attiva solo per Android e non esiste ancora un client per Iphone. Ovviamente questo è un limite ma la scelta dell’integrazione tra i due sistemi è assolutamente giusta. Mi aspetto di vedere questo tipo di logica e tecnologia applicata ad altri contesti, ma affinchè prenda piede è necessario che i consumatori, gli utenti inizino ad utilizzare attivamente lo scanner per codici QR o altri tipi di sistemi di lettura di TAG.

Qui sotto il video di Google:

Mentre qui il video del progetto φ²:

Foursquare Physical Checkin from mobile life on Vimeo.

Dove stanno andando le Location Based Applications?

Fino a poco tempo fa, se avessimo chiesto agli utenti della rete di condividere informazioni personali pubblicamente, avremmo ricevuto sguardi tra il diffidente ed il preoccupato e valanghe di domande improbabili riguardanti la sicurezza. Con il passare del tempo abbiamo assistito, prima con i blog e poi con i social network, ad una crescente pubblicazione di dati, contenuti personali e momenti di vita privata in rete. Oggi si può dire che siamo arrivati all’esplosione definitiva di quella che mi piace definire life sharing mania, ossia quella voglia irrefrenabile di condividere tutto con tutti. Gli utenti non sembrano più avere freni, preoccupazioni ed inibizioni relative alla propria privacy e alla sicurezza delle informazioni, dalle foto ai video, dai commenti alle relazione, fino alla posizione geografica, in real time.

Aziende e sviluppatori, intravista in questa tendenza la possibilità del raggiungimento dell’El Dorado tanto ricercato, hanno dato il via ad uno sviluppo esponenziale di applicazioni e servizi mobili di localizzazione (location base service o lbs). La posizione geografica è diventata la componente fondamentale di alcune applicazioni sociali di successo, come per esempio in Foursquare, Gowalla, Google Buzz e da poco tempo anche Twitter.

Foursquare, noto per il concetto del Check-In, permette di fare appunto il checkin (ossia dichiarare la presenza) all’arrivo in un determinato posto, di condividere il luogo in cui si è bevuto un caffè , la libreria preferita, la location di un evento, un ristorante, un appuntamento o il posto di lavoro, in cambio di punteggi e badge. Grazie a questi premi gli utenti acquistano notorietà e la condivisione della posizione e dei feedback genera la creazione naturale di nuove comunità basate su preferenze, gusti, età, sesso, interessi e zona geografica.

La mole dei dati raccolti da questi sistemi diventa sempre più importante, puntuale ed interessante in termini analisi ed utilizzo. L’idea di poter gestire tutte queste informazioni, dall’età agli interessi, dalla localizzazione alle relazioni sociali degli utenti, fa venire l’acquolina in bocca e fa bollire la testa a suon di idee e possibili applicazioni!

Il potenziale delle informazioni geolocalizzate è enorme e gli sviluppi che questa tecnologia può avere sono secondo me molteplici: pensiamo per esempio ai giochi di ruolo, qualcosa tra realtà aumentata e 3D in cui sono coinvolti gli altri giocatori sulla stessa strada e nella stessa partita, oppure applicazioni per organizzare incontri di networking con persone nella stessa zona senza aspettare l’aperitivo serale. Oggi per esempio, ci pensavo mentre ero in un locale, mi è venuto in mente il concetto del Check-outproposto come idea a FourSquare ) che permetterebbe di sapere, a seguito del Check-In, anche il tempo di permanenza in un determinato posto. Banalmente FourSquare dovrebbe implementare questo servizio e dare punti e badge agli utenti che effettuano anche l’uscita.

Nel breve periodo, grazie alle applicazioni già esistenti, alla presenza di telefoni cellulari e smartphone sempre più sofisticati, e alla durata della vita della batteria che consente di mantenere il GPS always-on, secondo me assisteremo a due tipi di crescite: la prima è relativa al numero di utilizzatori mentre  la seconda al numero di check in giornalieri (o anche check-out…). La crescita secondo me sarà piuttosto veloce e porterà ad un utilizzo “naturale” nei vari momenti della vita quotidiana, e non solo per divertimento come succede attualmente. I servizi mobili basati sulla localizzazione saranno uno strumento basilare non solo per la comunicazione, ma anche e soprattutto come supporto per gli utenti nella ricerca di persone, prodotti e servizi in modo puntuale e localizzato. Mi aspetto nel breve termine che sistemi di Social come Facebook e Twitter integrino nei loro sistemi la possibilità di geolocalizzare le informazioni.

Dal mio punto di vista il potenziale di questa tecnologia è così alto che un giorno tutte le applicazioni avranno la localizzazione integrata nativamente. Sono sicuro che assisteremo allo sviluppo frenetico di questo mercato e nei prossimi anni questo settore creerà moltissime opportunità, darà vita ad innovative forme di applicazione e sarà fonte di reddito per l’industria del software mobile.

Dobbiamo solo decidere di condividere ed utilizzare queste informazioni.

Idee, driver e spunti per il business del 2010

Il 2009 è stato l’anno dell’esplosione dei social network e della crescita esponenziale degli smartphone, grazie anche e soprattutto alla Apple che con l’iPhone alla fine dell’anno deteneva una quota di mercato di circa il 55% . I cambiamenti portati dal 2009 hanno avuto un impatto molto forte sul mercato, sulle aziende e sugli utenti.

La ripresa economica, se mai la crisi ci sia stata, sta generando entusiasmo ed il mercato ricomincia ad avere quell’adrenalina e quelle idee tipiche dei momenti di scoppiettante energia ed evoluzione innovativa del mercato. Le aziende, gli startupper ed i futuri imprenditori, riaprono alle nuove sperimentazioni, approfondiscono i temi caldi del mercato e direzionano la loro attenzione sempre di più verso l’utente, la mobilità, l’interazione ed i feedback. Gli utenti infine, investiti dalla passione per i social network, coinvolti dalla sfrenata crescita delle tecnologie e della mobilità, cambiano le abitudini e il rapporto con internet.

Dalla rete, luogo di esperti, appassionati, indigeni e geek sempre alla continua ricerca della next big thing e della prossima rivoluzione che cambierà il mondo, ho individuato quelli che secondo me saranno i driver che spingeranno il 2010 e sui quali bisognerà investire.

Mobile Application
Il mercato delle mobile application, trainato da iPhone e dalla futura uscita dell’iPad continuerà a dare i suoi frutti. Android, sistema operativo di Google, aprirà a nuovi device la possibilità di far concorrenza alla Apple.  Anche se il mercato delle Apps, secondo me, a tendere cederà al mercato delle web apps, ritengo che il 2010 ed il 2011 sarà ancora in forte crescita.

Social CRM
Le aziende che fino ad oggi hanno gestito la relazione con i propri clienti a partire da un approccio transazionale e che non riescono più a stare al passo con la velocità ed i numeri del mercato, hanno bisogno di affiancare ai sistemi di CRM, strumenti e metodologie in chiave social con l’obiettivo di migliorare la trasparenza, la comunicazione e la conversazione. Non è più sufficiente aumentare la presenza sulla rete, ma è necessario saperla monitorare (Monitoring), mappare (Mapping), gestire (Management), interaggire (Middleware) e misurare (Measurement) secondo il modello delle 5 M proposto da Altimeter.

Enterprise 2.0
La funzionalità dei social network e l’importanza dal punto di vista relazionale e comunicativo è ormai alla portata di tutti. Le aziende oggi devono creare ed utilizzare nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, sulla collaborazione, la condivisione della conoscenza e sullo sviluppo e la valorizzazione delle reti sociali interne ed esterne all’organizzazione, attraverso l’utilizzo di strumenti e tecnologie sempre più vicine alle abitudini delle persone. Le stesse aziende devono imparare a stimolare i propri collaboratori attraverso politiche, flessibili ed adattabili in grado di generare idee ed innovazione.

Cloud Computing
Il cloud computing è uno di quei driver che genera business, al contrario: facendo risparmiare. Secondo questa chiave di lettura il cloud computing è visto, dalle aziende più attente all’evoluzione tecnologica, come il sistema efficace per ridurre energia elettrica, spazio hardware, licenze e software, impegno del personale e complessità varie, liberando tempo e risorse per progetti più strategici. In Italia attualmente l’interesse per “la rivoluzione delle nuvole” sta crescendo, ma a tutti gli effetti si è fatto ancora poco e questo fenomeno è ancora in fase iniziale. Ci sono degli ostacoli da superare quali sicurezza, privacy e performance che sono visti dalle imprese come fattori di “maggiore rischio” nel caso di utilizzo di soluzioni cloud.

Location based service
La diffusione dei dispositivi smartphone, il supporto della connettività mobile, l’utilizzo dei social network e la voglia crescente delle persone di condividere le proprie informazioni in rete, hanno fatto proliferare il numero dei servizi basati utilizzabili da mobile device abilitati all’utilizzo delle informazioni di posizionamento geografico rilevate attrvero A-GPS, GMS localizzation, RFID, Bluetooth e wifi. Tra i concetti principali legati ai Location Based Service, secondo me, è interessante approfondire il concetto del Check-In, lanciato da Brightkite, seguito da Latitude ed esploso con Gowalla e FourSquare. Secondo questa “abitudine” l’utente, arrivato in una determinata posizione, condivide informazioni, foto, video e post georeferenziati. L’interazione che si genera è bidirezionale: da un lato l’utente invia informazioni e la propria posizione e riceve allo stesso tempo, dal proprio network, offerte, proposte e approfondimenti in di prossimità della sua posizione.

Object hyperlinking
Legare il mondo reale con il mondo virtuale. Il principio di base è quello del tagging, ossia l’associazione di un codice univoco contenuto in un barcode QR, Tag Microsoft, RFID o altro e leggibile tramite l’utilizzo di un mezzo (fotocamera del cellulare o lettori specifici). Il codice associato all’oggetto permette all’utente di interagire, esprimere preferenze, condividere informazioni e aggiungere contenuti.

Internet of Things
Cominceremo a sentire parlare sempre di più di Internet degli oggetti e delle sue applicazioni. Gli oggetti che entreranno in contatto con  la rete, forniranno dati e saranno sempre di più integrati con il mondo reale.