E ora misuriamo Like e tutto ciò che è social!

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L’utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la Like Economy. Negli ultimi mesi inoltre l’utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all’interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso milioni di siti web, trasformando il Like di Facebook in un vero e proprio Check In del web .

Questa trasformazione del Like ed il traffico da esso generato, ha attivato le attenzioni di molti utenti ed è cresciuta sempre più l’esigenza di misurare e monitorare questi dati. Come avevo anticipato nel post C’era una volta un Like, era intuibile che Facebook a stretto giro rilasciasse delle funzionalità di Insight mirate al Like ed in generale agli oggetti sociali.

In queste ore infatti, come si può leggere sul blog di Facebook, è stata rilasciata una nuova piattaforma di Statistiche per i siti web, chiamata Real-Time Analytics For Social Plugins. La serie di funzionalità messe a disposizione da Facebook, servirà a migliorare l’analisi dei dati relativi al comportamento degli utenti e l’interazione con le pagine ed aiutare così le aziende, i blogger o i proprietari di un sito nell’ottimizzazione in tempo reale dei propri contenuti.

Partendo dal post ufficiale pubblicato sul sito blog di facebook, ecco cosa i siti internet avranno quindi a disposizione:

Analisi del Like
I dati, in formato anonimo, mostreranno il numero delle impression dei pulsanti ed il numero dei click. Attraverso l’analisi del Like sarà possibile testare l’impatto della posizione dei pulsanti all’interno delle pagine e misurare cosi il CTR.


Analisi dei commenti

Attraverso questa funzionalità sarà possibile visualizzare il numero di volte che gli utenti hanno visualizzato il box dei commenti, quante volte hanno lasciato commenti e quante volte hanno cliccato per vedere il contenuto del sito.

Analisi della popolarità delle pagine
Mostrerà all’utente la popolarità delle pagine basando la valutazione su più parametri quali commenti, click, condivisioni e visualizzazioni.


Analisi demografica

Permetterà la visualizzazione dei dati di traffico aggregati per sesso, fascia di età, lingua e nazionalità.

Analisi delle condivisioni
Questo strumento permetterà di analizzare, indipendentemente dai social plugin installati, la modalità in cui gli utenti condividono link legati ad un sito all’interno delle bacheche.

Insomma, a brevissimo, oltre ad integrare in un sito strumenti di analisi come per esempio Google Analytics, dovremo rivolgerci anche a Facebook. Dal mio punto di vista, l’utilizzo dell’Insight di Facebook e quello di Google Analytics dovrà viaggiare in parallelo e non ci sarà sovrapposizione.

Ovviamente questo sarà vero almeno finchè Facebook non deciderà, in accordo con Microsoft, di integrare l’analisi del traffico derivante da Bing.

Ora che ho lanciato YepLike!, che attraverso l’integrazione con Facebook permette di propagare Like e Dislike degli oggetti nel mondo, la misurazione della iper-realtà è a portata di mano. Riflettendoci, classificando un minimo le informazioni fotografate e geolocalizzate dagli utenti di YepLike! nel mondo reale, sarà possibile misurare e valorizzare qualitativamente, oltre che quantitativamente, le preferenze degli utenti anche fuori dalla rete.

Bello soprattutto dopo aver visto che per gli sviluppatori è tutto accessibile attraverso le API ed il linguaggio per query FQL. Tutta la documentazione è disponibile nella sezione Insight, e anche qui, in termini di applicazioni ed integrazioni adesso c’è veramente da sbizzarrirsi.

Il Like di Facebook è il CheckIn del web, ed il traffico è social

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Di solito non mi piace dire l’avevo detto, ma questa volta, visto il modo simpatico in cui ho scoperto che un’altra delle mie mille elucubrazioni visionarie ha preso forma, lo dico: l’avevo detto! Giuliano, uno dei veri Indigeni Digitali con i quali mi trovo ogni tanto a parlare, ha twittato pochi minuti fa un messaggio nel quale dice “Il #checkin migra sulle pagine web e l’analisi del traffico dei siti web diventa #social http://ow.ly/27LxN @fabiolalli l’aveva previsto“. In effetti il concetto descritto e l’applicazione sviluppata è praticamente la stessa che avevo pensato anche io qualche tempo fa.

Oggi gli utenti stanno impazzendo per i servizi di geolocalizzazione e l’effetto rete, contaminante per definizione, sta facendo crescere ogni giorno il numero di informazioni condivise, i check-in effettuati e i badge assegnati. Il check.in, come ho spiegato in altri post, è fondamentalmente quell’azione che l’utente compie nel momento in cui decide di condividere con gli altri determinate informazioni (una foto, un video, un parere su un locale) o semplicemente il momento in cui si trova in un determinato indirizzo. Fare un check-in significa praticamente rispondere alle 4 domande Chi?, Dove?, Cosa? e Quando? con la sola azione di un click.

Vi siete mai domandati dove ultimamente avete fatto questa azione, anche se non così esplicita? Si, proprio quella, cliccando il LIKE Button su Facebook o sui vari siti internet che hanno integrato i social plugins. Se ci pensate nel momento in cui cliccate il tasto Mi piace, a tutti gli effetti avete risposto alle stesse domande e avete dato molte informazioni:

  • Alla domanda Chi? avete risposto con Nome e Cognome
  • Alla domanda Cosa? avete risposto con una capillarità incredibile selezionando il singolo post
  • Alla domanda Quando? avete risposto dando un istante preciso
  • Alla domanda Dove? avete risposto indicativamente con le stesse informazioni di un checkIn, anche se con un livello di dettaglio leggermente inferiore. Ma neanche tanto se pensate all’analisi del traffico che viene fatto da Google Analytics…

Ma ora se vi impegnate ancora di più e ci pensate ancora un pò, vi accorgerete che il checkIn lo fanno tutti gli utenti di internet praticamente da sempre, solo che, invece di farlo con un click sul tasto CheckIn o un su un tasto Like, lo fanno subdolamente al caricamento delle pagine navigate e tutte le informazioni vengono rilevate dai sistemi di analisi del traffico.

E quindi dove sta la cosa nuova? Sta nel fatto che tutte le informazioni in questo caso diventano più social con tutti i vantaggi del caso, sia in termini di propagazione dell’informazione (effetto LIKE , condivisione verso amici e verso lo stream di altri social) sia in termini di analisi dei dati (informazioni geolocalizzate, profilate ed estremamente dettagliate).

L’ulteriore valore che secondo me andrebbe poi sviluppato ed associato al concetto di checkIn è la risposta alla 5a domanda: Perchè?

Secondo me, banalmente, basterebbe ri-attivare sui siti internet una cosa che è sempre esistita sul web: un sistema, come il like di facebook, ma che permetta all’utente però di esprimere un valore. Praticamente il classico dei più classici tasti rating, magari a cinque stelline. Si svilupperebbe così anche un informazione qualitativa,  integrata ad informazioni e dati tendenzialmente quantitativi. Pensate se FourSquare modificasse il suo tasto checkIn in 7 tastini e ciascuno di questi avesse un valore. Per ogni checkIn potremmo esprimere per esempio un valore numerico che potrebbe esser contestualizzato e analizzato.

Se poi volessimo rendere preciso anche il Dove?

Utilizzando un QR Code, leggibile dalla fotocamera di un cellulare o di uno smartphone, e sfruttando i sistemi GPS integrati, potremmo avere dei dati geolocalizzati in modo più preciso al posto della localizzazione effettuata tramite IP.