Il modello dati è una teoria dell’azienda

Nel gestionale il dipendente è agganciato a un centro di costo, e quella scelta l’ha fatta un consulente dieci anni fa per far quadrare la contabilità analitica. Gli agenti che mettiamo in produzione ereditano quella teoria dell’azienda senza poterla discutere. Sul modello dati come documento storico, sul campo note dove si è rifugiata la conoscenza, e su chi ha il potere di cambiare lo schema.

Interoperabilità fra agenti: il vocabolario viene prima del protocollo

Due sistemi possono scambiarsi JSON perfettamente validi per anni e intendere cose diverse con gli stessi campi. Dentro l’azienda il disaccordo lo risolve chi scrive il file di orchestrazione, fra aziende diverse non lo risolve nessuno. Sul vocabolario condiviso come precondizione del protocollo, con il precedente della fattura elettronica e la lezione dei tracciati EDI.

Maledetto AI slop

Slop è la broda di scarti che si versa ai maiali, e la parola descrive bene i testi che nessuno ha deciso di scrivere. Come nascono, perché il sospetto diventa l’impostazione predefinita di chi legge, cosa succede quando entrano nei documenti che fanno prendere decisioni, e l’ordine delle operazioni che uso per lavorare con l’AI senza produrne.

Chi delega all’AI il proprio lavoro

Un paper incrocia 53.000 skill agentiche del marketplace di Manus con 18.000 mansioni O*NET e misura la delega già avvenuta, invece dell’esposizione teorica. La curva sale al centro della scala salariale e scende in alto, dove tutti si aspettavano il contrario. Cosa trattiene le professioni più istruite dal mettere per iscritto il proprio criterio.