Le 7 C dell’Innovazione

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Innovazione. Stavo giusto scrivendo qualche riga, quando mi arriva la segnalazione dal feed rss di webeconoscenza del post intitolato Innovazione. Ho letto il post e se da una parte ho detto “cavolo devo rivedere il mio post, abbiamo scritto le stesse cose” ūüôā , dall’altro sono rimasto molto contento perch√® non sono il solo a pensare e dire da un pezzo che l’innovazione non √® fatta solo bit, byte, cavi, cavetti e un p√≤ di ferraglia, n√® tanto meno la semplice applicazione di una o pi√Ļ mode del mercato o peggio ancora quell’agglomerato di idee sparse, casuali e non applicabili.

Come riporta anche Wikipedia, ‚Äú..Innovazione √® una‚Äôattivit√† di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo‚Ķ.‚ÄĚ.

Questa breve frase secondo me è  rappresentabile con una equazione: Innovazione = 7C , in cui C vale

  • cultura
  • competenza
  • controllo
  • chiarezza
  • coinvolgimento
  • convinzione
  • competitor

Purtroppo, come dice anche Gigi nel suo post, di smanettoni abili ce ne sono molti e sempre pi√Ļ spesso si confondono e (peggio) si mascherano da innovatori. Il problema, e qui √® il punto, √® che con la tecnologia e con l’immissione di tanta ferraglia e tanto software all’interno di un azienda non si fa innovazione e difficilmente si raggiungono traguardi o si hanno i benefici attesi. Che io sappia non esistono molti casi di successo basati solo sull’applicazione di tecnologia. Non si pu√≤ nascondere, per√≤, che la tecnologia abbia contribuito a cambiare gli stili di vita e che spesso abbia modificato il modo di pensare.

In questi giorni ho conosciuto un imprenditore, uno di quelli che ha vissuto in prima linea uno scorcio importante della storia delle telecomunicazioni italiane, e mi ha fatto riflettere molto. Durante la nostra chiacchierata mi ha chiesto cosa ne pensassi dell’innovazione delle aziende e dell’evoluzione tecnologica degli ultimi 5 anni. Dopo avergli esposto le mie idee, mi ha detto: “…non ci si pu√≤ innamorare della tecnologia, perch√® chi innova innamorandosi della tecnologia, fallisce”.¬†Questa cosa mi ha fatto pensare molto. E’ vero non ci si pu√≤ far travolgere dall‚Äôentusiasmo e dalla passione. Non basta sapere, essere curiosi, avere tanti nomi e termini tecnici da sfornare in ogni momento, bisogna saper capire, bisogna saper coinvolgere e convincere.

L‚Äôinnovazione, √® di fatto, un cambiamento e per questo si contrappone alla conservazione. Questo ostacolo si supera con la chiarezza, con la crescita di cultura, con il coinvolgimento di tutti e anche con la competenza.¬†La sfida di chi si occupa di innovazione, dunque, √® innovare i modelli organizzativi, ottimizzare i processi, far crescere la cultura della condivisione e del dialogo.¬†Innovare richiede tempo e pazienza e nella dinamica del mercato attuale, e di tempo ce n’√® sempre meno.

Innovare è una sfida veramente dura e non si vince facilmente, soprattutto perchè chi innova viene visto spesso come colui che va controcorrente.

Per esperienza personale posso confermare che la teoria del disubbidiente √® vera: chi prova ad innovare all’interno di un organizzazione, se questa non ha una visione e una predisposizione forte, √® visto spesso antagonista e ribelle che non vuole uniformarsi.

Dal mio punto di vista si pu√≤ parlare di innovazione quando il sogno dell’impresa, la tecnologia applicata e i processi ottimizzati, modificano la cultura delle persone che fanno parte della societ√† e queste si muovono nella stessa direzione.

Twitter e alcuni casi di Business

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twitter-world - tutte le applicazioni nate da twitter e che hanno generato Business

Leggo sul blog di¬† di Roberto Venturini, che seguo da un p√≤ di tempo, un articolo¬† relativo al mondo di Twitter e tutto quello che ha generato.¬† L’articolo inizia cos√¨:

Una delle caratteristiche pi√Ļ affascinanti di Internet √® la sua capacit√† di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi possono essere usati, anche dalle PMI, per fare un marketing di innovazione… a condizione di sperimentare: √® questo il caso di Twitter.

Mi succede una cosa strana: ogni volta che sento la parola Innovare, la mia attenzione sale alle stelle, se poi è abbinata a Microblogging e sistemi del web 2.0 diventa incontenibile la voglia di sapere, leggere e cercare. Comunque, torniamo a noi.

Anche se i sistemi di Microblogging, come ho gi√† detto in altri post, vengono utilizzati principalmente per fini ludici e di passatempo, negli ultimi mesi, cos√¨ come per la maggior parte delle societ√† nate nell’era del Web 2.0, l’attenzione si √® focalizzata sul modello di Business e di come facciano a fare soldi.

utilizzati per informare i propri “amici” di ci√≤ che si fa o del proprio stato d’animo, lo strumento √® stato usato con successo anche per applicazioni di tipo diverso, anche a fini commerciali e pubblicitari. Data la sua semplicit√† d’uso e il fatto che sia gratuito, questo ha attirato l’attenzione di aziende, anche di piccola dimensioni, attente all’innovazione nella comunicazione.

L’articolo di Venturini riporta 3 casi di successo:

  1. Twitter √® stato utilizzato dalla NASA durante una raccolta di dati e opinioni sull’utilizzo dei soldi pubblici per missioni spaziali, in occasione del lancio della sonda spaziale Phoenix
  2. Kogi è un fast food ambulante e vende un particolare tipo di Barbecue Coreano a Los Angeles con due furgoni che seguono un itinerario di fermate prestabilito. Kogi ha utilizzato Twitter per informare in modo rapido e snello, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da rendere possibile organizzarsi a chi avesse voglia di quel cibo.
  3. Wine Library √® una azienda vinicola americana che vende online. Attraverso l’utilizzo di Twitter √® riuscita ad attirare a costo zero ben 1800 nuovi clienti .

Cosa si pu√≤ imparare da questi casi? Beh, sicuramente che l’utilizzo dei diversi e pi√Ļ o meno sofisticati canali di comunicazione pu√≤ generare un rapporto duraturo e un interazione continua con il pubblico. Vi rimando all’articolo integrale