Il futuro degli NFT nel Web 3.0 e Metaverso

Le NFT hanno preso d’assalto il mondo a partire dal 2021, portando avanti una rivoluzione nell’arte digitale e diventando una delle classi di attività e sviluppo di nuovi modelli in più rapida crescita dell’anno.

La tecnologia blockchain, ed in particolare i token non fungibili hanno permesso agli artisti di offrire originali digitali senza fare affidamento sugli intermediari, il tutto pur potendo ricevere royalties sulle vendite non solo dirette ma anche secondarie del loro lavoro. Ma questo caso d’uso è solo l’inizio di uno scenario in evoluzione e delle funzionalità che i token non fungibili portano al mondo, nel web 3.0.

Questa grafica realizzata da NFT.com mette in risalto l’utilità e evoluzione degli NFT e il modo in cui stanno già attivando il processo di sviluppo e crescita delle comunity nel web3, consentendo la valorizzazione di risorse di gioco uniche e negoziabili, e mettendo le basi per nuovi concetti di proprietà e identità nel metaverso.

Come le NFT stanno rivoluzionando la proprietà digitale oggi

Gli NFT forniscono una cronologia ed un tracciamento completo e una prova della proprietà delle risorse digitali o per qualsiasi altra risorsa rappresentata da un gettone non fungibile. Questa funzionalità consente la creazione di risorse e oggetti digitali unici che chiunque può acquistare o vendere liberamente su un mercato aperto.

Oggi gli NFT si sono già evoluti e possono fornire ulteriore utilità in una varietà di settori:

  • Chiavi di accesso per le comunità digitali
  • Oggetti e asset di gioco negoziabili
  • Proprietà dell’identità e delle risorse nel metaverso

Mentre il mondo online passa dal web 2.0 al web 3.0, gli NFT stanno costruendo le basi di nuove forme di comunità digitali, economie e risorse.

NFT come chiavi di accesso a comunità ed eventi online

Una delle prime evoluzioni nei casi d’uso degli NFT è arrivata sotto forma di utilizzo di token non fungibili con il ruolo di “pass di iscrizione” o “membership” ad una comunità digitale. Collezioni di immagini da profilo in NFT  come quelle delle CryptoPunks e Bored Ape Yacht Club ( BAYC ), tra le più importanti, sono diventate naturalmente casi di successo attorno alle quali si sono formate le comunità di titolari e nuovi modelli di business.

Oggi, alcuni modelli di NFT e collezioni, come ad esempio Oni Ronin, hanno costruito su questa idea di accesso nuovi modelli di servizio esclusivi, fornendo così ingresso a seminari e cerimonie, voli aerei gratuiti di altri NFT e lotterie e premiazioni per i titolari degli asset della community.

Oltre all’accesso alle comunità e agli eventi online, gli NFT sono stati utilizzati per fornire accesso esclusivo ad eventi fisici, di networking o altri tipi di forme di intrattenimento. Poiché gli NFT forniscono una prova immutabile della proprietà sulla blockchain, la tecnologia è pronta a risolvere grandi problemi nel mondo del ticketing degli eventi (anche se su questo scriverò un pezzo specifico).

Giochi play to earn e asset scambiabili

Il gaming è uno dei settori chiave in cui gli NFT hanno fornito una prima vera utilità ai giocatori consentendo la proprietà delle risorse di gioco acquistate o acquisite giocando.

Oltre a fornire la proprietà per l’asset in-game, questi NFT sono anche risorse legate al tempo di gioco e possono essere assegnate attraverso missioni in cui gli utenti guadagnano oggetti in-game e criptovaluta come reward. Questi oggetti possono essere poi scambiati con criptovaluta o utilizzati per creare altri oggetti , per potenziare i personaggi, arricchire le identità o esser a loro volta scambiate con altri utenti.

L’integrazione di NFT in giochi blockchain come DeFi Kingdoms, Axie Infinity, e Crabada ha creato spunti di nuove economie di gioco. Il tempo di gioco viene premiato in questi giochi.

Identità e risorse digitali

Negli ultimi anni, all’interno delle grandi piattaforma del web2 (facebook, instagram, e via dicendo), uno dei temi sensibili era l’identità ed il possibile relativo furto. Immaginiamo quanto questo problema nel Metaverso potrebbe ulteriormente esplodere. Gli NFT hanno già abilitato in molti contesti la proprietà degli indirizzi personalizzati come per esempio “.eth ” per gli Ethereum wallet attraverso Ethereum Name Service ( ENS ), ad oggi già con più di 671.000 indirizzi univoci “ .eth ” registrati.

Questi indirizzi personalizzati sono integrati in altre applicazioni decentralizzate e semplificano il raggiungimento di indirizzi di portafogli precedentemente complessi per essere personalizzati e molto più facili da ricordare: inceve che una lunga serie di numeri e lettere come “ 0x0079784df055a06EC5A76A90b24 ”, ENS consente indirizzi di portafogli molto più semplici e comprensibili “fabiolalli.eth”.

Altri progetti come NFT.com utilizzano permettono agli utenti la personalizzazione di un profilo come “ www.nft.com/yourname ”, e gli utenti possono mostrare e condividere i propri asset NFT su un social network decentralizzato.

NFT come certificati di proprietà nel metaverso

Insieme a nomi utente e agli indirizzi di wallet, i token non fungibili stanno diventando l’entità di certificazione e scambio della proprietà per le risorse nel metaverso (le land ed i terreni in primis per capirci). In piattaforme come The Sandbox per esempio gli NFT sono utilizzati per rappresentare i terreni, gli oggetti come mobili e decorazioni per spazi virtuali e molto altro.

Nel marzo del 2022, The Sandbox ha generato più di $ 24 milioni nelle vendite di NFT tra immobili, con marchi e celebrità di spicco in diversi settori, attirando brand e personaggi come Atari (e diversi altri) e Snoop Dogg che possiedono tutti terreni digitali. Gli NFT hanno appena iniziato a rivoluzionare la proprietà e lo scambio di risorse digitali e stanno gettando le basi per le comunità digitali, le risorse di gioco scambiabili e nuovi modelli di economica nel metaverso.

 

Dot Swoosh: la community di Nike nel web3

È passato quasi un anno dal lancio di RTFKT Clone X, che è stato seguito dalla storica acquisizione da parte di Nike, segnando un punto cruciale per la posizione e l’impegno di Nike nello spazio.

Da allora, Nike ha iniziato a collaborare con RTFKT su diversi drop NFT in co-branding come Cryptodunks, MNLTH2 e Skin Vial, oltre a prodotti phygital che possono essere forgiati come la Nike AR Hoodie.

Ieri, seguendo questo percorso, Nike ha svelato la sua nuova piattaforma incentrata sul Web3 dal nome “Dot Swoosh

Dot Swoosh sarà la casa creativa virtuale di Nike da quello che si capisce dal sito e dalla comunicazione e verrà lanciata venerdì 18/11/2022. Le persone potranno registrarsi dal giorno del lancio e l’accesso inizierà con un codice di accesso. Una prima collezione digitale di questa community è prevista per Gennaio 2023.

La piattaforma sarà un luogo in cui le persone potranno:

  • Attivare la propria identità nella community
  • Acquistare, esporre e scambiare prodotti phygital e virtuali
  • Sbloccare l’accesso a eventi e prodotti speciali
  • Co-creare prodotti e attivare nuove modalità di collaborazione

Quest’ultimo punto sarà una componente chiave a mio avviso della meccanica di Dot Swoosh poichè preveder sicuramente la possibilità per le persone di influenzare i progetti, vendere i loro prodotti co-creati, inclusa la possibilità di esser coinvolti nei ricavi da royalties sui beni virtuali (e a mio avviso a tendere anche sui fisici).

Mentre i meccanismi esatti della piattaforma dovranno esser ancora confermati, da quello che si evince dalla landing page, le caratteristiche dei prodotti potrebbero esser appunto influenzate dall’utilizzo di dinamiche DAO attraverso votazione della community.

Inoltre è interessante che Nike abbia utilizzato il dominio .nike (come http://nome.nike), e questo potrebbe abilitare l’attivazione dello SWOOSH ID a tendere di URL personalizzate per consentire a tutti di vendere, esporsi e diventare di conseguenze i primi ambassador del brand.

Questa non è la prima avventura di Nike nel Web3 come ho più volte scritto e dall’anno scorso ad oggi, da quando hanno acquistato gli RTFKT Studios, uno dei principali player di Web3, il brand ha sviluppato una progressiva presenza e progettualità. Tuttavia, sebbene il team RTFKT abbia contribuito alla strategia, il progetto Dot Swoosh è solo Nike.

Con Dot Swoosh, Nike vuole ampliare a mio avviso la sua portata nel Web3 e alimentare potenzialmente anche la base di clienti di RTFKT, attingendo ovviamente alla propria base clienti, che hanno però meno familiarità con Web3. L’obiettivo di un progetto di questo tipo non è solo coinvolgere la community ma anche educare a nuove modalità di interazione, coinvolgimento e perchè no lockin della relazione attivando un processo virtuoso di revenue per il cliente.

L’educazione che Nike ha in mente parte dall’abilitazione del pagamento tramite carta di credito/debito, scegliendo Polygon per il loro ID .swoosh: penso che questa scelta sia una grande opportunità per tutto il sistema poichè consentirà l’arrivo della prossima ondata di persone non già utilizzatrici di crypto/web3 e questo può far fare un passo avanti verso l’adozione di massa.

Questa iniziativa segna veramente un punto di non ritorno nello sviluppo delle strategie di un brand nel web3.

Rolex registra nuovi marchi per entrare nel Metaverse e negli NFT

Rolex potrebbe entrare nel Metaverso e muovere i primi passi nel mondo delle criptovalute ed NFT: ha depositato dei marchi in questi ultimi giorni

Secondo i dati pubblicati dallo studio legale di Michael E. Kondoudis, il principale produttore di orologi svizzeri, ha depositato la richiesta di registrazione di marchio incentrato sulle criptovalute presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti (USPTO) il 31 ottobre.

L’applicazione indica l’intenzione di introdurre NFT, media NFT-backed, marketplace NFT, chiavi crittografiche e transazioni e aste di beni virtuali, nonché scambio e trasferimento e scambio di criptovaluta.

Questo significa che il possessore di un rolex avrà anche avatar digitale rappresentante anche un Rolex nella realtà virtuale? Ovviamente non sarà solo questo e l’utilizzo dell’NFT sarà fortemente correlato a tematiche di possesso e tracciabilità, ma sulla base dell’applicazione brevetto fatto non è del tutto chiaro come Rolex abbia intenzione di entrare nello spazio.

È molto probabile che il marchio possa debuttare con una collezione digitale nel metaverso in una forma simile a Adidas, che ha recentemente anticipato il lancio di una collezione NFT che sarà presente sul suo sito web metaverso.

Marchi di lusso tra cui Burberry, Hermes e Gucci sono entrati nel Web3 insieme a una serie di marchi di orologi di spicco. Il primo orologio NFT in vendita è arrivato a marzo 2021 con il Bigger Bang All Black Tourbillon Chronograph Special Piece insieme alla società svizzera WIseKey con un’immagine doppia digitale NFT su OpenSea.

Altri marchi, come TAG Heuer e Breitling, hanno avviato la loro presenza nel web3 accettando pagamenti in crypto per gli acquisti online. Infine, TAG ha rilasciato uno smartwatch che consente di visualizzare gli NFT.

Insomma, sembra un percorso inevitabile da affrontare e nel quale ogni brand sta cercando la propria posizione migliore.

Arriva il Nike FootballVerse

Dalle poche informazioni ufficiali, sembrano siano coinvolti RTFKT, Roblox, Rocket League, e CR7! Nel teaser condiviso sui canali social appaiono infatti Ronaldinho, Ronaldo e Mbappè. Il Nike FC – Footballverse sarà incentrato sulla cultura, la comunità, i giochi e le esperienze multiverso.

Il CloneX #1651 RTFKT di proprietà del marchio è visibile sulla parete nel video teaser. Inoltre, il luogo del video è la Svizzera, dove sono stati avvistati alcuni del team recentemente, e lo stesso team in queste ore ha anche interagito ufficialmente con il tweet nik:, senza dubbio RTFKT è coinvolto.

Gaming

Più attivazioni di gioco faranno parte del footballverse, e la collaborazione con Rocket League è stata annunciata anche da Tommy Pham (Gaming Partnership Manager di Nike) poche ore fa. Anche lo spazio Roblox, Nikeland, è stato aggiornato e sembra che si stia espandendo in termini di aree gioco.

Narrazione

Uscirà un film/short completo incentrato sul loro “multiverso” in cui Mbappé giocherà contro Ronaldinho del 2006, Cristiano Ronaldo e altri atleti. Sarà qualcosa che è possibile solo in un multiverso digitale come questo.

Esperienze fisiche

Data la posizione di Nike come marchio sportivo, l’iniziativa punta sicuramente ad alcune attivazioni digitali + fisiche durante i prossimi Mondiali di calcio.

Lancio di prodotti

Gia apparsi sui social alcuni tesear e informazioni, la prossima settimana dovrebbero esser lanciate un sacco di nuove scarpe da calcio legate ai Mondiali. Non c’è momento migliore direi.

Oltre alle attivazioni fisiche, Nike ha colto l’occasione per coinvolgere sempre di su tutte le attivazioni digitali il team estremamente creativo di RTFKT che sicuramente ha maturato tanta esperienza nella costruzione di cultura delle community.

Seppur il Footballverse di Nike si concentrerà prevalentemente cul calcio, non che attualmente sul mercato ci siano team con più esperienza di RTFKT con cui lavorare il tema web3/community engagement. E questa è a mio avviso una grande opportunità per il team / community RTFKT di estendere la propria riconoscibilità a contesti non presidiati.

Personalmente sono affascinato dal percorso che stanno facendo diversi brand, in particolare Nike nel web3.

Nike & RTFKT stanno sicuramente tracciando una linea nel modo in cui i brand dovranno approcciare il metaverso ed il web3.

Ed in un mercato ribassista come quello che stiamo vivendo, questa è sicuramente una buona notizia.

Entertainment, immersività e metaverso: come cambiano eventi, parchi e cinema con il virtuale

Il web3 ed il metaverso si apprestano a diventare la prossima evoluzione di Internet, e grazie all’immersività abilitata da realtà aumentata e virtuale entreremo in un nuovo mondo sempre più integrato tra fisico virtuale.

Stiamo vivendo una fase importante. L’hype mediatico, le notizie e soprattutto i nuovi casi e progetti di grandi brand stanno accelerando l’adozione di nuove piattaforme e tecnologie. La maturità dei dispositivi AR/VR è avanzata, ma il limite rimane ancora la diffusione e l’accessibilità economica.

Il metaverso sta mettendo comunque le basi per una nuova trasformazione degli eventi e dell’intrattenimento, dei concerti, dei parchi a tema e del cinema e del teatro.

Come il metaverso e le tecnologie trasformeranno il mondo dell’entertainment?

Ecco alcuni esempi che ho selezionato per dare l’idea di immersività e sviluppo potenzialmente adottabile a livello di mercato con AR/VR, e non solo:

Concerti ed eventi

  1. Travis Scott ed il concerto su Fortnite
  2. Achille Lauro e l’iniziativa su Roblox
  3. ABBA Voyage tra motion capture e AI

Parchi a tema

  1. Mario Kart AR all’interno degli Universal Studios di Hollywood
  2. Battle VR & Arcades e gli eventi immersivi in spazi di gioco dedicati
  3. Kraken Unleashed VR all’interno del SEAWORLD di Orlando
  4. DXB Play ed il VR all’interno del Dubai Mall

Cinema e teatro

  1. Disney Movies VR su Oculus e Steam
  2. Positron XR Cinema in collaborazione con Yosemite Cinema
  3. Disney+ AR e l’immersività da “salotto”

Sono tante le iniziative che stanno nascendo ed evolvendo in questo momento.

Gran parte della tecnologia che è stata sviluppata nei videogiochi viene ora utilizzata anche nella realizzazione di film e momenti di intrattenimento e spettacolo. In futuro, i registi potranno realizzeranno film in cui il contenuto viene generato utilizzando l’AI e l’utente potrà interagire con personaggi e ambientazioni in base alle sue scelte. Tutti vivranno un’esperienza completamente unica perché il contenuto del film sarà personalizzato e verrà generato al momento, determinato da diverse informazioni acquisite. Già oggi molti film (ed eventi) stanno già acquisendo contenuti dietro le quinte che sarà possibile vedere in VR, e consentire quindi di esplorare il set e vedere cosa è successo durante la realizzazione del film.

Roblox lancia il primo rapporto Metaverse Fashion Trend Report

Roblox in collaborazione con Parsons School of Design, ha condotto un sondaggio su 1.000 persone della fascia #GenZ per dar vita al primo “Metaverse Trends Report“. L’obiettivo del report è quello di dettagliare le preferenze e le tendenze della moda digitale tra i 14 e i 24 anni di utenti che vivono negli Stati Uniti.

Il rapporto ha mostrato che il 70% della popolazione intervistata personalizza l’abbigliamento dei propri avatar con lo stesso stile del proprio abbigliamento reale, ma soprattutto è evidente che lo stile del proprio avatar influenza (e sta crescendo questo trend) il proprio aspetto IRL.

Roblox ha venduto, nel 2022, oltre un miliardo di articoli di moda digitali e questa crescita attualmente non sembra rallentare.

Le tendenze, della piattaforma e più in generale in diverse piattaforme di metaverso, continueranno a influenzare gli stili nel mondo fisico, proprio come sta già avvenendo su alcune progettualità di alcuni grandi brand presenti (esempio NIKE con RTFKT).

La prossima generazione di stilisti e marchi sarà profondamente immersa nella moda digitale, vestendo avatar, disegnando versioni digitali 3D delle loro collezioni e creando oggetti esclusivi del metaverso.

🤖 Qui il report completo https://tinyurl.com/RobloxReportFashion

 

5 Trend del Metaverso nel 2023

Nel corso del 2022 è stato difficile leggere articoli o seguire contenuti su diverse piattaforme social senza imbattersi nel termine “metaverso“. Dopo il rebranding di Facebook alla fine del 2021, in molti ci siamo mossi per studiare, comprendere ed interpretare il cambiamento digitale verso cui ci stiamo dirigendo, in cui potremmo lavorare, giocare e socializzare su un’unica ( o diverse ) piattaforme .

Chiunque abbia prestato attenzione ai temi trattati si sarà reso conto che queste interpretazioni e piattaforme di metaverso spesso differiscono notevolmente tra di loro in termini di scopo e modalità di implementazione. Mentre Meta si concentra sulla creazione di ambienti di realtà virtuale, aziende come Microsoft e Nvidia stanno sviluppando ambienti metaverse per collaborare e lavorare su progetti digitali. Allo stesso tempo, quelli che credono che il futuro di Internet sarà decentralizzato e costruito sulla blockchain sperimentano token non fungibili (NFT), scambiano risorse digitali e danno vita ad organizzazioni autonome decentralizzate (DAO) progettate per portare la democrazia digitale nel virtuale mondi in cui abitiamo.

Il concetto di “metaverso” prevede di aggiungere $5 trilioni al valore dell’economia globale entro il 2030: questo mi fa pensare che se il 2022 è stato l’anno dell’hype, il 2023 sarà probabilmente un anno chiave per definire la direzione che prenderà questo trend. Qui di seguito trovate i i 5 Trend del Metaverso nel 2023 secondo il mio punto di vista.

Metaverso come nuovo canale di marketing

Come per i motori di ricerca e i social media (gli abilitanti tecnologici del web 1.0 e 2.0), il marketing e l’adv forniranno il carburante che porterà il web 3.0 – e il metaverso – alla grande massa. Anche se il concetto di Metaverso non è ancora e definito, giganti della finanza internazionale come HSBC e JP Morgan si sono unite ad altre potenze globali del lifestyle e della moda come Nike e Gucci, e stanno già rivendicato la loro posizione costruendo la loro presenza nel metaverso. Il fascino è evidente: sappiamo che i consumatori sono sempre alla ricerca di modalità più coinvolgenti per connettersi con i brand. Il metaverso, con la sua attenzione all’esperienza immersiva, è un altro canale di comunicazione in cui, a differenza dei social e della ricerca, che sono abbastanza ben blindati da bigplayer del calibro di Google e Meta, c’è ancora tanto da fare, sviluppare e rendere efficace (sia in termini di sostenibilità che di modello di business). Nei prossimi 12 mesi, le aziende faranno di tutto per posizionarsi in posizioni virtuali privilegiate, sia attraverso la costruzione delle proprie piattaforme o l’occupazione di arene esistenti come Meta Horizons, Fortnite, Roblox, VR Chat o Decentraland. Nessuno sa ancora con certezza quale sarà la strategia vincente, ma una cosa è certa: devi esserci per vincerla.

Il metaverso nelle aziende

A parte il suo potere come strumento di marketing, il metaverso promette di fornire piattaforme, strumenti e interi mondi virtuali in cui sarà possibile incontrarsi in remoto, in modo più immersivo e forse in modo efficace (da vedere ancora).

Possiamo aspettarci di vedere il concetto di metaverso fondersi con l’idea del “gemello digitale (digital twin)”: simulazioni virtuali di prodotti, processi o operazioni del mondo reale che possono essere utilizzate per testare e prototipare nuove idee, in una ambientazione digitale in cui poter sperimentare. Da strutture eoliche alle auto di Formula1, da modelli di arredo immobiliare a capi di abbigliamento, i designer stanno ricreando oggetti fisici all’interno di mondi virtuali in cui sottoporli a test in qualsiasi condizione immaginabile senza i costi delle risorse che sarebbero sostenuti testandoli nel mondo fisico.

Un altro uso del metaverso nel mondo aziendale sarà, senza dubbio, la formazione, l’onboarding dei nuovi dipendenti , collaboratori e partner ed altre attività. Ad esempio, Accenture ha creato un ambiente metaverso chiamato The Nth Floor che presenta repliche di uffici del mondo reale e consente ai dipendenti e ai nuovi assunti di svolgere una serie di funzioni relative alle risorse umane all’interno del mondo virtuale.

Anche gli ambienti di lavoro collaborativi, come i laboratori di realtà aumentata di BMW, utilizzati per progettare e prototipare nuovi prodotti, diventeranno più popolari man mano che i team studieranno nuovi metodi di lavoro da remoto rimanendo coinvolti con i colleghi e il loro processo creativo.

web3 e decentralizzazione

Una direzione possibile che prenderà il metaverso è legata senza dubbio alla decentralizzazione, seppur ad oggi, a mio avviso non sarà necessariamente scontato. Secondo i fautori di web3, la blockchain darà vita a una nuova Internet al di fuori del controllo delle multinazionali, che non avranno più il potere di censurare le opinioni con cui non sono d’accordo o staccare la spina a qualcuno. Questa visione è costruita attualmente intorno alle prime piattaforme decentralizzate nate come The Sandbox e Decentraland, organizzate come DAO. L’acquisto dei diritti di proprietà darà agli individui voce in capitolo sul modo in cui viene gestita l’organizzazione, il che alla fine porterà (dovrebbe) alla creazione di democrazie virtuali e comunità di proprietà degli utenti.

Gli NFT sono un altro tema del web3 . Si tratta di token unici che vivono su blockchain e possono essere utilizzati per rappresentare beni o materie prime online, in modo unico appunto. Alcuni brand, tra cui Nike, Adidas e Forever 21, hanno utilizzato questa tecnologia per creare beni digitali che possono essere indossati, scambiati e visualizzati dai loro proprietari nel metaverso o in apposite piattaforme. Un altro marchio di calzature, Clarks, ha recentemente presentato un torneo online utilizzando la piattaforma Roblox in cui gli utenti possono vincere beni virtuali unici.

La visione del metaverso come una internet decentralizzata e di proprietà della comunità, è comunque in qualche modo in contrasto con la visione centralizzata promossa da aziende come Meta e Microsoft, che mirano a costruire universi digitali proprietari in cui esse stesse avranno il controllo assoluto. È probabile che il 2023 porti ulteriori interessanti sviluppi in questo scontro di culture digitali.

Realtà virtuale e aumentata

L’idea di una tecnologia immersiva ed esperienziale è centrale nel metaverso: qualsiasi elemento sarà visibile e interattivo nel mondo virtuale e non c’è dubbio che questo possa portare ad una percezione di maggior coinvolgimento rispetto ai mondi digitali a cui siamo abituati oggi (come Facebook, Instagram, Tik Tok o il World Wide Web in generale). Molte idee su come interagiremo e che si stanno sviluppando coinvolgono tecnologie immersive come la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR) e la realtà mista/estesa (MR/XR).

Meta, proprietaria dell’ormai ex-Oculus, ha costruito sicuramente la sua visione più specifica di come apparirà il “livello successivo” di Internet intorno alla realtà virtuale grazie all’uscita dei nuovi Meta Quest Pro. Non c’è dubbio che nel breve periodo vedremo anche nuovi visori VR/AR/MR di aziende come come Apple, Google e Microsoft. Non tutti sono d’accordo sul fatto che entrare nel metaverso richiederà di fissare un display con un casco in testa, ma non c’è dubbio che è sicuramente uno degli approcci alla costruzione di esperienze immersive che stanno generando più eccitazione. Il 2023 porterà una serie di nuovi sviluppi nel campo senza dubbio. Oltre alle cuffie, possiamo aspettarci di vedere nuovi sviluppi nelle tute aptiche per tutto il corpo, che sono già utilizzate da organizzazioni come la NASA e SpaceX per simulare ambienti estremi, ma verranno anche utilizzate per creare esperienze metaverse per i consumatori ancora più realistiche e coinvolgenti. Diverse startup stanno sperimentando già una tecnologie in grado di introdurre odori nelle nostre esperienze virtuali.

Tecnologia avatar più avanzata

Infine il tema avatar e identità digitale. Siamo già abituati ad interpretare i nostri personaggi nei videogiochi o ad esprimere la nostra personalità nei social media attraverso alcune personalizzazioni: l’avatar è la presenza che proiettiamo di noi stessi mentre interagiamo con altri utenti e per questo è ormai più che ipotizzabile che gli avatar nel metaverso potrebbero assomigliare sempre di più a noi, ma con caratteristiche di personaggi dei cartoni animati, o come qualcosa completamente fantastico che non potrebbe mai esistere nel mondo reale.

Meta originariamente offriva solo avatar molto semplici simili (che quasi ricordavano quelli di Nintendo Mii) – e che sono stati ampiamente ridicolizzati in rete. Recentemente ha sviluppato una tecnologia “quasi” fotorealistica che ci permetterà di apparire in linea di massima come nel mondo reale. Altre tecnologie, come Ready Player Me e Zepeto, consentono già adesso di creare avatar che possono quindi essere inseriti in una serie di mondi e ambienti virtuali diversi anziché essere limitati ad una piattaforma particolare. Nel 2023 ritengo che vedremo casi d’uso più avanzati e protocolli integrati in diverse piattaforme, ma soprattutto inizieremo a vedere integrazioni di motion capture, il che significherà che oltre a sembrare più simili a noi, i nostri avatar adotteranno i nostri gesti e il linguaggio del corpo caratterizzanti di noi. Potremmo anche iniziare a vedere ulteriori sviluppi nel campo degli avatar autonomi che non saranno sotto il nostro diretto controllo ma saranno guidati da Intelligenza Artificiale ed in grado di agire come nostri rappresentanti nel mondo digitale mentre noi stessi stiamo facendo altro.

WEB3 vs WEB 3.0: definizioni, storia e differenze

Internet, la rete delle reti che collegano i computer in tutto il mondo, nata nel 1969, ha subito numerose modifiche tecnologiche e infrastrutturali per arrivare a come la conosciamo oggi. Lo scopo iniziale di Internet, come mezzo di condivisione delle informazioni, è andato ben oltre nel corso degli anni ed è diventato una parte essenziale della nostra vita. L’introduzione del World Wide Web da parte di Tim Berners-Lee ha svolto un ruolo importante nel trasformare le nostre vite in modi nuovi. Il web, elaborato come World Wide Web, è di fatto sempre stato una grande raccolta di siti web costruiti. Questi siti Web contengono informazioni sotto forma di pagine di testo, immagini digitali, video, audio ecc., e gli utenti possono connettersi e recuperare queste informazioni da qualsiasi parte del mondo.

Inventato nel 1989, il WWW si è evoluto gradualmente dal suo stato iniziale di “pagina statica” alla versione più interattiva a cui assistiamo oggi.

Ora, mentre Internet sta avanzando verso la sua terza fase e molti cambiamenti tecnologici, si sono accese discussioni su definizioni e differenze tra web3 e web 3.0. Sebbene la maggior parte delle discussioni che ruotano attorno alla terza generazione del web si siano allineate sul fatto che web3 e web 3.0 siano la stessa cosa, ritengo che in termini di definizione siano invece fondamentalmente diversi.

Mentre web3 è una versione decentralizzata del web basata su blockchain, web 3.0 mette in evidenza il concetto di Tim Berners-Lee di web linkato o semantico.

Evoluzione del web

Il web coinvolgente e interattivo di oggi, strumento predominante utilizzato da miliardi di persone per leggere, scrivere e condividere informazioni e interagire con altri in tutto il mondo, ha subito molte fasi di evoluzione sin dal suo inizio, evolvendosi di fase in fase, da un punto di vista tecnologico e concettuale. Provo a fare un po’ di ordine su fasi e definizioni.

Web 1.0

Il Web 1.0 definisce la versione iniziale del World Wide Web sviluppata da Tim Berners-Lee nel 1989 e durata fino al 2004. Solitamente indicato come Web di sola lettura, i siti Web di quest’epoca erano esclusivamente informativi e comprendevano semplicemente contenuti statici. Non avevano alcun contenuto interattivo o componenti di progettazione ed erano principalmente collegati tramite collegamenti ipertestuali. Inoltre, durante quei periodi era consentito scrivere e inviare solo e-mail di testo, mentre le immagini non potevano nemmeno essere caricate o allegate.

Tuttavia, le pagine statiche ospitate su server Web gestiti da ISP o provider di hosting Web gratuiti erano per lo più pagine personali, molto popolari. Il Web 1.0, più in generale, era una rete di distribuzione di contenuti (CDN) che consentiva la visualizzazione di informazioni su siti Web in cui gli utenti consumavano materiali passivamente senza avere la possibilità di lasciare recensioni, commenti o altri tipi di feedback.

Web 2.0

Il Web 2.0, noto anche come la seconda generazione del Web, è il Web più vicino della nostra era, emerso nel 2004, ed è ancora fiorente ed in sviluppo malgrado le grandi polemiche derivanti da tematiche legate al trattamento dei dati. È considerato il Web in lettura e scrittura che facilita l’interazione dell’utente, il che rappresenta un enorme miglioramento rispetto alla comunicazione unidirezionale consentita dal Web 1.0. Consente ai siti Web di lavorare dinamicamente contenuti, pubblicare contenuti generati dagli utenti, acquisire dati e soprattutto ha migliorato l’usabilità e l’interoperabilità per gli utenti finali, rendendolo così il “social web partecipativo” che conosciamo oggi.

La connettività e l’interattività sociale del Web 2.0 hanno portato allo sviluppo di piattaforme di social media come Facebook, Twitter, YouTube o Discord, in cui gli utenti possono caricare contenuti che altri utenti possono visualizzare e su cui fornire feedback e conversare. Tutto ciò ha portato Internet ad estendersi ai dispositivi mobili e alla conseguente evoluzione dei sistemi operativi iPhone e Android, attivando di conseguenza il predominio di app come WhatsApp, Instagram, Tik Tok e altre in altri ambiti .

Con l’aumento dei casi d’uso del web 2.0 da semplice modalità di comunicazione e raccolta di informazioni all’e-commerce e altro, anche il numero di utenti è cresciuto fino a raggiungere i miliardi, aumentando parallelamente la creazione di contenuti generati dagli utenti. Di conseguenza, il web 2.0 è diventato “il web come piattaforma“, su cui le aziende hanno iniziato a costruire applicazioni software.

Web 3.0

Considerato come la prossima generazione del Web, il Web 3.0 è il Web eseguibile o la versione di lettura-scrittura-esecuzione del Web. È anche noto come web semantico ed è un’estensione del World Wide Web che utilizza gli standard stabiliti dal World Wide Web Consortium (W3C). Mira a rendere Internet più intelligente gestendo le informazioni con un’intelligenza simile a quella umana utilizzando sistemi di intelligenza artificiale.

Tim Berners-Lee ha coniato il termine Semantic Web, che si riferisce a una versione del web in grado di connettere tutto a livello di dati. Ha affermato che con l’emergere del web semantico “the day-to-day mechanisms of trade, bureaucracy and our daily lives will be handled by machines talking to machines. The “intelligent agents” people have touted for ages will finally materialize”.

Nell’attuale Internet, ci sono silos di informazioni. Ad esempio, banalizzando il concetto, le informazioni acquisite da LinkedIn non verranno aggiornate automaticamente su Facebook o Twitter perché non sono collegate. Berners-Lee mirava a collegare tutte le informazioni collegando le pagine Web ,rendendole interoperabili, in modo che nessuno avesse mai bisogno di caricare le proprie informazioni separatamente su diverse piattaforme online.

Dalla discussione di cui sopra, e dalla definizione di Berners-Lee è facile dedurre che, sebbene le persone colleghino Web 3.0 con web3, non sono la stessa cosa. Andiamo ora avanti e comprendiamo il concetto di web3.

Che cos’è web3?

Web3 è un web decentralizzato e aperto, basato sulla tecnologia blockchain. Il termine è stato coniato dal co-fondatore di Ethereum Gavin Wood nel 2014: l’idea fondamentale alla base di web3 è quella di creare una versione decentralizzata di Internet, rimuovendo il predominio del potere centralizzato dei giganti del web 2.0 come Amazon e Facebook e restituendo il controllo agli utenti.

Il Web3 vuole rivendicare la proprietà dei dati dai grandi player del web2 e restituirli agli utenti utilizzando la tecnologia blockchain, l’archiviazione decentralizzata e l’identità governata dagli utenti, in un ambiente guidato dalla comunità. Gli utenti avranno l’ultima parola su chi può accedere a quali dati.

Ciò è stato reso possibile dai wallet utilizzati per le criptovalute come MetaMask, Venly o TrustWallet, in cui gli utenti archiviano le chiavi di tutti i loro dati e identità. Possono interagire con altre app blockchain based in questo modo e controllare chi ha accesso ai dati. L’utilizzo di un portafoglio crittografico per accedere ad altre app è simile all’utilizzo di un account Facebook, tranne per il fatto che tutti i dati sono governati e gestiti, e conservati dall’utente.

Differenza tra web3 e web 3.0

Il web semantico, noto come web 3.0, si concentra sull’efficienza e sull’intelligenza riutilizzando e collegando i dati tra i siti web. Il web decentralizzato o web3, tuttavia, pone una forte enfasi sulla sicurezza e sull’empowerment degli utenti restituendo agli stessi il ​​controllo dei dati e dell’identità.

Il web semantico utilizza un sistema di dati centralizzato per archiviare tutte le informazioni degli utenti, consentendo agli utenti di gestire l’accesso di terze parti ai propri dati. Alcune piattaforme, come Facebook, Google o Linkedin rilasciano un WebID univoco per gli utenti che possono utilizzare come identità all’interno dell’ecosistema. Nel Web3 basato su blockchain, gli utenti possono archiviare i propri dati in un crypto wallet, a cui possono accedere utilizzando le proprie chiavi private.

Web3 e Web 3.0 utilizzano sistemi e metodologie diverse per implementare la sicurezza dei dati: il web3 utilizza la tecnologia blockchain, mentre nel web 3.0 vengono utilizzate alcune tecnologie come RDF, SKOS, SPARQL, OWL e altre.

Somiglianze Web3 e Web 3.0

Sebbene web3 e web 3.0 siano simili nei nomi, c’è un’enorme differenza nei loro concetti e nell’approccio. Tuttavia, entrambi hanno uno scopo comune: sia web3 che web 3.0 mirano a creare una versione migliore di Internet dando maggiore controllo agli utenti sui propri dati. La differenza fondamentale sta nell’approccio adottato per raggiungere questo scopo. Mentre i dati sono archiviati in un punto centrale nel web semantico (web centralizzato), il web3 utilizza tecnologie decentralizzate per lo stesso scopo (web decentralizzato).

Vale la pena notare qui che sia web3 che web 3.0 sono ancora in fase di costruzione (e sono ancora nella loro fase nascente). Sebbene siano in corso vari esperimenti web3 e web 3.0, devono ancora essere implementati in una forma consolidata.

Conclusioni

Personalmente, malgrado le differenze descritte, ritengo che la traiettoria evolutiva sarà sempre più un progressivo avvicinamento dei concetti del web3 e del web 3.0 , con una convergenza sempre più rapida di più tecnologie come Intelligenza Artificiale, AR/VR/XR e Blockchain a supporto di questa nuova fase del web.

 

Il metaverso è morto. Lunga vita ai Metaversi (e a Roblox)

Questi nuovi mondi virtuali non sono ancora diventati un luogo comune, ma stanno già attirando milioni di persone curiose in tutto il mondo.

La maggior parte delle aziende e dei brand di moda (e non solo) sta valutando (se non l’ha già fatto) di esser presente nel Metaverso in qualche modo e attivare un nuovo canale di conversazione, presenza e sviluppo dell’esperienza utente.

Ci sono già più persone di quante si possa pensare, che stanno mettendo piede nel metaverso entrando dalla porta dei giochi, del mondo crypto / NFT o direttamente da nuove esperienze immersive: presenze che però in realtà non hanno dati certi e numeri “ufficiali”.

Tutti i sondaggi che stanno uscendo, fatti da diverse aziende di consulenza, indicano che il pubblico in generale non è realmente interessato al metaverso: alcune persone non ne hanno sentito parlare, altri non ne vedono assolutamente alcun interesse, e questo senza contare coloro che vedono questi nuovi mondi come potenzialmente minacciosi per se stessi, per i loro cari o bolle speculative momentanee.

Chi ha detto quindi che il metaverso è morto?

Tuttavia la percezione del metaverso da parte delle persone varia tra diverse generazioni, con i più giovani generalmente più entusiasti dell’idea di esplorare questi mondi, associandoli a una nuova forma di intrattenimento e nuove forme di interazione. Non si può negare che, nonostante la mancanza di hardware per accedere correttamente (oggi ancora la diffusione di visori è bassa) ed in modo agevole, questi mondi virtuali stiano conquistando più persone di quanto si possa pensare.

Il metaverso di Nike, per esempio, chiamato Nikeland (a  mio avviso la migliore implementazione per design e meccaniche di gioco) e accessibile sulla piattaforma Roblox, ha già accolto 23,6 milioni di visualizzazioni, secondo la sua landing page. Lanciato nel novembre 2021, questo spazio sociale con sede in Roblox era stato (già) visitato da 7 milioni di visualizzazioni alla fine di marzo 2022. I 21 milioni di visitatori della land Nike hanno girato senza dubbio nello showroom di Nike mostrando di fatto un interesse ed un legame con il brand e con la sua capacità di coinvolgere ed ispirare.

Questo è senza dubbio un primo grande caso globale (insieme a Vans, Walmart e altri) per incoraggiare altri brand a continuare il processo di studio e discovery, oltre che di sperimentazione e atterraggio su Roblox per sfruttare le infinite possibilità di questo canale interattivo, esperenziale ed immersivo.

Non c’è dubbio che il numero vero da valutare è il numero di giocatori (veramente) attivi e che visitano regolarmente l’universo virtuale di Nike, ma questa cosa è più difficile da determinare vista la carenza di dati e strumenti di misurazione pubblici. Secondo le statistiche visibili sulla piattaforma di Roblox, sembra che quasi 119.000 persone lo abbiano aggiunto ai preferiti. Una cifra forse meno impressionante, ma che tuttavia permette al brand di sperimentare ampiamente le potenzialità di questo mondo.

Roblox comunque, una delle piattaforme di gaming, ormai avvicinata concettualmente al mondo del Metaverso, continua a crescere ed i numeri pubblicati da Roblox stessa al trimestre sono incredibilmente in crescita tanto che il titolo in borsa qualche giorno fa è schizzato in borsa del +20%:

  • Gli utenti attivi giornalieri sono 57,8 milioni, in crescita del 23% anno su anno
  • Le ore impegnate sono state 4 miliardi, in aumento del 16% anno su anno.
  • Gli acquisti stimati sono compresi tra $ 212 milioni e $ 219 milioni, con un aumento dell’11% al 15% anno su anno.

Oltre ai numeri positivi ci sono comunque delle flessioni che trovano però riscontro nel ritorno a scuola da parte dei bambini:

  • Il numero di utenti attivi giornalieri è diminuito rispetto al rapporto di Roblox dell’agosto 2022, quando la società ha segnalato 59,9 milioni di utenti.
  • Anche il numero di ore impegnate a settembre è diminuito da 4,7 miliardi di agosto

Considerando che oggi ci sono migliaia di metaversi in sviluppo e già presenti, e che abbracciano tutti i tipi di settori, il numero di persone attive in essi, o almeno interessati, è il vero punto da valutare correttamente prima di investire in una direzione o un’altra.

Non sorprende che l’industria della moda stia saltando a capofitto nel metaverso, che, tra l’altro, potrebbe valere circa 5 trilioni di dollari entro il 2030, secondo la società McKinsey. Marchi come Gucci, Vans, adidas e Tommy Hilfiger sono già tra coloro che hanno fatto il grande passo, offrendo le proprie esperienze virtuali in questi nuovi mondi e iniziando, a mio avviso, prima di tutti, a sperimentare, comprendere le dinamiche ed i linguaggi ed iniziare a raccogliere dati utili per i prossimi passi.

Siamo agli albori di un percorso di crescita, è come se fossimo nel 1998 di Internet. Tempo al tempo: lo sviluppo tecnologico, la curva adozione, ed i casi d’uso che verranno implementati porteranno ad una maturità graduale, come appunto già successo ad Internet, all’eCommerce, al Mobile, ai Social e tanto altro ancora.

Il metaverso è morto. Lunga vita ai Metaversi (e a Roblox) e chi investe per anticipare i tempi.

Nintendo e IONO, il pokemon influencer per il lancio di giochi

🤖 Nintendo e IONO, il Pokemon Influencer

Nintendo ha appena lanciato una personaggio virtuale di nome “IONO” per pubblicizzare i due giochi in arrivo annunciati ad inizio anno: Pokémon Scarlet e Pokémon Violet. Iono è “un influencer, streamer, allenatore e specializzato in Pokémon di tipo Elettro” e che accompagnerà il prossimo mese la narrazione pre lancio.

L’avatar pubblicherà sui canali social come @pokemon, su tutte le piattaforme.

E’ una mossa interessante e credo che Nintendo abbia attivato una strategia vincente che cavalca il trend dell’utilizzo degli influencer virtuali e utilizza un personaggio già riconoscibile al target di riferimento, con caratteristiche specifiche. Sono convinto ormai da tempo che questo approccio potrebbe funzionare per la maggior parte delle principali società di intrattenimento e non solo (pensate alle mascotte dei club o di alcuni brand):

  1. l‘importanza di un personaggio riconoscibile, empatico, che utilizza un linguaggio ed una voce nota al lettore e può trasformarsi nel compagno di viaggio nelle varie iniziative.
  2. un narratore adatto, un influencer vero e proprio, già immerso nel contesto ed in grado di poter raccontare la storia da “dentro” costruendo rapidamente fiducia e coinvolgimento senza necessariamente dover ricorrere solo a teaser, trailer e promozioni.
  3. una modalità che mette le basi ed abilita l’attivazione di nuovi modelli di merchandising, membership, drop e iniziative costanti come eventi, micro serie, formati (film, giochi, presenza in metaversi, webtoon, NFT, ecc.).

Gli universi dei media attuali richiedono un’immersione ininterrotta, e questo è quello che Nintendo vuole fare con questo progetto: con IONO, Nintendo dimostra, o forse ci ricorda, che questa è la direzione.

Nota
: il video del lancio di IONO (12 ottobre 2022) in meno di 24h ha superato il milione di visualizzazioni e oltre 10k commenti entusiasti dei fan.