Digital Identities. Chi saremo nel metaverso?

Il metaverso è un nuovo paradigma di interazione umana, fisico digitale, che sta attirando sempre più attenzione e interesse. E di questo ne parlo ormai da mesi, quindi non mi soffermo più di tanto su questo punto.

Si prevede che il metaverso diventi la prossima grande opportunità da trilioni di dollari, con un numero crescente di aziende che già oggi stanno mostrando interesse e che vendono nei luoghi virtuali immersivi un nuovo canale ed una nuova opportunità che consentirà loro e ai propri clienti di viaggiare e relazionarsi al di là di ciò che è fisicamente possibile.

L’attenzione nei confronti del metaverso è stata alimentata da importanti investimenti da parte dei brand già in questa prima fase, alla ricerca di nuovi modi per interagire con i clienti, ed i potenziali. I protagonisti di questa prima fase, ovvero i “coraggiosi” brand che hanno fatto da traino, stanno costruendo nuovi mondi, partecipando a piattaforme esistenti e creando modi innovativi per gli utenti, con l’obiettivo di sperimentare (in prima fase) e  di interagire, facendo uso di un ampio spettro di nuove (e nemmeno troppo) tecnologie, tra cui AR/VR, AI, blockchain e la criptovalute / NFT.

Io non sono certo che il metaverso prenderà la gran parte del nostro tempo, soprattutto nell’accezione attuale gioco e immersività, ma è certo invece che assumerà sempre più una parte maggiore delle nostre interazioni quotidiane e lo farà probabilmente a tendere grazie alla realtà aumentata. Se questo avverrà comunque, in qualsiasi forma, una domanda fondamentale ci guiderà comunque d’ora in avanti: “Chi saremo nel metaverso?“.

Poiché questa domanda apre uno scenario di risposte, quello che mi vien da dire sicuramente è che una serie di diversi stakeholder con interessi divergenti (non necessariamente cooperativi) vorranno dire la loro in questa direzione e qualcuno vorrà arrogarsi con fisiologica certezza, il ruolo di unico “Dio” e unica piattaforma e quindi unica modalità di “battezzare” le identità.

Giganti come Meta stanno lavorando per collegare le identità reali con gli avatar e colmare così il divario tra i social media e le personalità nel metaverso, mentre la comunità web3 ha i suoi diversi attori (con diverse focalizzazioni) che richiedono anonimato e diversità nel regno virtuale.

Il metaverso non c’è dubbio che rappresenti una grande opportunità per la creazione di nuovi modelli di business e per la generazione di valore, ma allo stesso tempo pone anche sfide importanti in termini di privacy, sicurezza e protezione dei dati come ho avuto già modo di trattare.  Sarà fondamentale trovare un equilibrio tra la possibilità di sfruttare le opportunità offerte dal metaverso e la tutela dei diritti, delle libertà delle persone e gli impatti social, ambientali e di sostenibilità.

Gli avatar, in questo scenario, giocano un ruolo importante nell’espressione dell’identità digitale nello spazio virtuale. Mentre molte aziende si concentrano sulla rappresentazione virtuale del mondo e del contesto, con avatar umanoidi, altre piattaforme si stanno spostando verso avatar senza confini , offrendo maggiore libertà creativa per consentire nuove prospettive sull’espressione di sé, la diversità e le possibilità di interazione.

E’ previsto che il mercato dell’identità digitale crescerà esponenzialmente nei prossimi anni e che possa generare più di 600 miliardi di dollari entro il 2030. Con la crescente importanza della vita digitale, diventerà sempre più cruciale trovare risposte alle domande fondamentali dell’identità digitale.

L’infrastruttura dell’identità digitale, i mondi virtuali, gli avatar, le raccolte NFT e la moda digitale sono i pilastri chiave su cui si sta costruendo il metaverso.

I partecipanti lungimiranti che osano assumersi la responsabilità di plasmare i concetti per la base della futura interazione umana, abbiano la possibilità di plasmare la nostra società e di essere premiati se guidati nella giusta direzione. Inoltre, è importante che gli utenti finali e la società nel suo insieme facciano sentire la loro voce nel decidere cosa dovrebbe essere costruito.

Siamo di fronte ad un mare di opportunità di sviluppo, partecipazione ed integrazione di servizi omnicanale, ed il metaverso può esser un ulteriore accelerazione per la creazione di nuovi modelli di business e per la costruzione di nuove forme di valore.

Allo stesso tempo pone anche sfide importanti in termini di privacy, sicurezza e protezione dei dati e molti altri nuovi rischi. Sarà fondamentale trovare un equilibio tra le opportunità offerte e la tutela dei diritti e delle libertà delle persone.

Nel report Digital Identies sono mostrati trend, informazioni e dati sul tema e sull’importanza degli asset digitali Qui il report scaricabile https://link.mtvrs.it/Digital-identities

DAO: cosa sono, spunti progettuali ed esempi per il futuro

Negli ultimi tempi, tra i post legati al #web3 e alle comunità legate a NFT, Token e Metaverso si è parlato spesso di DAO (Organizzazioni Autonome Decentralizzate), uno dei temi di (probabile) tendenza del 2023.

Tema a mio avviso sottovalutato poiché quando si parla di blockchain, NFT e metaverso tutto è concentrato su concept finale, sull’asset e sul servizio all’utente, ma poche volte la valutazione e la riflessione viene posta sull’entità forse di maggiore interesse per la riuscita di queste progettualità: la community.

Nel metaverso, come nelle reti sociali, la community è una entità fondamentale, e per far sì che queste comunità funzionino in modo corretto è necessaria, più che mai oggi, una governance che non sia basata su un unico ente o persona. 

Oggi uno dei modelli di design di community principale che permette a tutti i partecipanti di poter proporre e votare per collaborare al miglioramento progressivo è appunto la modalità DAO.

Le DAO offrono un sistema sociale che si auto organizza, senza gerarchie. Sono enti auto-governati con regole specificate da smart contract eseguiti e convalidati in una Blockchain, automatizzati e che operano in regole codificate. 

Possono esistere e prendere decisioni senza alcuna gestione umana, una volta che il design del modello è stato ovviamente correttamente implementato. 

In realtà le DAO consentiranno a una rete globale di utenti che si trovano distribuite di decidere le regole del loro spazio virtuale di proprietà collettiva, di fatto sfuggendo così al controllo di un modello centralizzo. 

Quello a cui assisteremo presto saranno nuove forme di scelta collettiva, come votazione quadratica e democrazia fluida, con variabilità di strumenti di rappresentanza diretta o per delega. 

Tutto questo permetterebbe di rivoluzionare il modo in cui le organizzazioni complesse, sono gestite, attivando nuovi modelli di partecipazione e coinvolgimento: community di prodotto, community di servizio, community open o addirittura aziende intere (pensiamo a modelli DAO applicati ad un club sportivo e ai processi decisionali legati a sostenibilità, servizi ai fan, partecipazione dei fan alla costruzione del valore non solo effimero ma anche economico).

C’è parecchio da studiare, questo report è un buon inizio.

Qui un report, non esaustivo, ma buon punto di partenza per studiare DAO esempi e modelli applicati.

6 punti fondamentali per costruire un Metaverso Responsabilmente

Quando internet iniziò a prendere piede, era principalmente visto -mediamente – come uno strumento per comunicare e condividere informazioni. 

Il ritmo di evoluzione successiva e le relative sfide (tecnologiche, implementative, normative e sociali) erano difficili da prevedere. 

A posteriori oggi e con l’esperienza di questi anni, guardando alle modalità e ai percorsi fatti dalle aziende nel processo di adozione, possiamo dire che le aziende dovrebbero costantemente adottare modelli di sperimentazione per non rimanere indietro rispetto ad un mercato sempre più veloce, ma soprattutto dovrebbero adottare modelli adatti alle persone, ai clienti e alle attività con la responsabilità come elemento centrale progettuale e di direzione e bussola delle scelte. 

Su tutto, il senso di responsabilità, dovrebbe fondarsi su privacy, sicurezza, interoperabilità, inclusività e sostenibilità.

Ovviamente a posteriori è più facile fare valutazioni o prendere decisioni, soprattutto quando i rischi sono ormai definiti e compresi.

Nel report di accenture, il primo se non erro su questo tema, sono concentrate sei aree di attenzione che le organizzazioni dovrebbero iniziare a esplorare e comprendere ora, per garantire un approccio al metaverso sicuro e protetto che sia altrettanto coinvolgente e virtuoso per le aziende quanto per gli utenti:

  • Privacy by design & default
  • Rischi e benefici della tokenizzazione
  • Interoperabilità
  • Sicurezza digitale
  • Sostenibilità
  • Identità e inclusione

Certo, ci saranno sempre incertezze in uno spazio dove l’innovazione prospera e la velocità non sempre consente di “ragionare” per tempo. 

Ma identificare le aree critiche e costruire dei “modelli di sicurezza” ci permetterà una maggiore possibilità di allineamento tra le esperienze previste e quelle effettive nel metaverso.

In questi giorni Accenture ha pubblicato un report dal titolo “Building a Responsible Metevarse” scaricabile da questo link.

In particolare il cuore di questa lettura è nel punto “Innovating Responsibly: Key Considerations for the Metaverse

Una buona ed una cattiva notizia sull’Intelligenza Artificiale

Buona notizia: l’AI non vi sostituirà come professionisti o aziende
Cattiva notizia: lo farà una persona o una azienda che usa l’AI

Dopo mesi di lavoro, generando oltre centinaia immagini, centinaia di testi, facendo prove di integrazione con script e tools terze parti, oltre ad aver tenuto corsi sugli impatti dell’AI davanti a creativi, professionisti e universitari, e confronti su pro e contro, ho maturato una certezza, e resa ancora più radicata: non c’è nel futuro un modello che non preveda l’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale.

Abbiamo tirato fuori il genio dalla lampada e non credo che saremo più in grado di rimetterlo dentro.

I risultati che si vedono già in questi giorni di hype ne sono l’esempio.

Dopo aver letto alcuni libri (Power and Prediction e Le macchine di Dio) durante questo periodo di ferie, inoltre, mi è ancora più chiara una idea: la tecnologia è e sarà sempre lo strumento, il potenziamento e l’opportunità per l’uomo, ma servono e serviranno di più esseri umani, con nuove skill e capacità interpretative, per portare tali tecnologie all’eccellenza e alla massima espressione. Sempre di più.

L’AI ci aiuterà ad essere più efficaci, a sviluppare operazioni specifiche, ad eseguire compiti ripetitivi più velocemente e ad automatizzare molto lavoro manuale e supportarci nei processi di ricerca e razionalizzazione.

Finalmente abbiamo l’opportunità di recuperare alcune di quelle risorse e quel tempo che abbiamo perso negli anni a causa di modelli e processi economici fatti eccessi, di tagli di risorse, di tempi folli e di dispersione della creatività e della ricerca del risultato a tutti i costi.

Questa onda tecnologica sta creando un potenziale spazio per concentrarsi di più su temi importanti, su idee migliori e più creative, invece di trovarci a fare operazioni noiose in cui il valore apportato è minimo, o ancora peggio dover spendere tempo ad attendere operazioni che possono esser fatte rapidamente e senza un impatto su altri.

Voglio alzare ancora di più la preoccupazione di chi non sta al passo con i tempi e tende a rimanere indietro perché è sempre diffidente verso il cambiamento: bene, sappiate che se fino a questo momento avete perso l’opportunità di utilizzare strumenti basati sull’AI, è ora di farlo.

Perché? Perché quello che succederà a partire da adesso, nei prossimi tempi, è che ogni creativo, ogni azienda che non dedicherà tempo e budget all’apprendimento, e all’utilizzo di strumenti di AI presto rimarrà molto (sottolineo molto) indietro e sarà costretto un giorno a imparare rincorrendo qualcuno che avrà preso talmente tanta distanza da diventare impossibile da recuperare.

Siamo ancora all’inizio, ma la velocità di sviluppo e crescita sta andando ad una nuova velocità.

Abbracciamo e rendiamo complementare questo cambiamento, lavorandoci insieme: non è una minaccia, ma una grande opportunità di sviluppo evolutivo.

È tempo di ragionarci in modo strutturato. Parliamone.

Elenco dei progetti web3 / metaverso lanciati nel 2022

Ecco un elenco (non esaustivo) di progetti web3 e metaverso di diversi brand nati nel 2022 o prima:

Nella lista ci sono almeno 1/3 dei primi 100 marchi globali censiti da Interbrand che sono già entrati in Web3. Notevole.

Sto mettendo, oltre ai paper PDF e report di diverso genere, anche questi progetti tutti in un file condiviso con diversi dati aggiuntivi e che pubblicherò nel week end prossimo sullo spazio dedicato di #MTVRS.

Ovviamente se ne avete altri, segnalateli nei commenti che li aggiunto al repo e integro altri dati.

🤖🖖 Buona navigazione

Immersività e 2023: guardando alle prossime opportunità e trend

Il metaverso sta prendendo forma, soprattutto ini questo ultimo anno che si sta chiudendo, con una narrativa ancora non del tutto chiara in termini di perimetro e piattaforme. Sicuramente una indicazioni di direzione su cosa sarà cominciamo ad averla: avremo nuovi canali di comunicazione ed interazione fortemente immersivi in ambienti virtuali, e questi mondi non saranno necessariamente solo giochi.

I brand hanno iniziato ad affacciarsi, con diversi progetti, sfruttando il potenziale illimitato che gli spazi virtuali già oggi offrono, ma ancora pochi hanno creato qualcosa di realmente efficace e completo. Nella maggior parte dei progetti si tratta di meccanismi di gioco o di una ambientazione virtuale interattiva con ancora pochi legami fisico-digitali-virtuali.

Questo ci porta a chiederci quali trend del metaverso dovremmo tenere d’occhio per il 2023 e come potremmo sfruttarli al massimo. Provo a condividere 3 spunti su cui ritengo che ci sarà tanto da studiare e progettare.

Giochi MMO / Esperienze immersive

I giochi immersivi saranno destinati a ricevere il maggior interesse e investimenti nel prossimo anno. Con l’appena rilasciato Meta Quest Pro e il Quest 2 (che diventa economicamente più abbordabile), le esperienze di realtà virtuale saranno più accessibili che mai (si tratta a questo punto solo di tempo adozione del dispositivo, e dopo le feste avremo dati di vendita sotto Natale).

L’attuale “pecca” delle esperienze di realtà virtuale è la loro bassa accessibilità e la mancanza di fedeltà/qualità grafica. Fortunatamente, con l’arrivo di headset migliori e di schede grafiche più efficaci (ed economicamente accessibili) che stanno entrando sul mercato, vedremo un drastico aumento di sviluppo dei giochi di realtà virtuale nel 2023, con circa un 25% di utenti che trascorrerà almeno un’ora al giorno secondo Gartner entro il 2026.

Nel 2023 è plausibile quindi un forte aumento del numero di giochi di realtà virtuale, presenti soprattutto negli store dei vari visori / piattaforme, in alta qualità (soprattutto quelli prodotti in AAA). Sono convinto inoltre che vedremo anche altri giochi MMO, ancora non orientati all’immersività, che inizieranno un percorso di sviluppo e “migrazione” in questa direzione.

Metaverso e Marketing

Anche gli investimenti pubblicitari ed i lancio di diverse iniziative, già quest’anno, hanno visto un significativo aumento. I brand, adesso più che mai, stanno cercando di attirare, attraverso giochi e piattaforme orientate al metaverso, una nuova generazione ed una nuova audience, dalla Gen-Z fino a utenti che potrebbero non aver mostrato fino ad ora interesse per il loro brand.

Marchi come Gucci e Vans, o anche Nike, fino a giganti dell’automobile come Mclaren, hanno ottenuto risultati positivi dalla loro presenza in alcune piattaforma di gioco (prevalentamente Roblox a mio avviso), raggiungendo un pubblico complessivo di ben oltre 50 milioni di persone, una copertura mediatica globale , ma soprattutto prime metriche di efficacia di questa sperimentazione.

L’esplosione delle identità e gli avatar sempre più realistici

Gli avatar nel metaverso, anche grazie a piattaforme di personalizzazione come Ready Player Me, sono certamente stati migliorati nell’ultimo anno. Dal sembrare palline pixelate siamo passati ad avatar sempre più realistici, tanto da poter indossare capi di abbigliamento di brand come Gucci, Versace, Tommy Hilfiger ed aprire una nuova opportunità per i brand nel futuro.

Nel 2023 assisteremo alla crescita di applicazioni che renderanno più semplice l’utilizzo della cattura del movimento del proprio corpo attraverso la telecamera e vedremo ulteriori miglioramenti delle sembianze degli avatar. In sostanza, la differenza tangibile tra un avatar e un essere umano vero, a tendere, si andrà assottigliando sempre di più.

Questo permetterà alle persone di esprimersi veramente all’interno delle piattaforme, ed il proprio avatar apparirà come una vera traslazione virtuale di se stessi, con una totale libertà di personalizzazione (indossando inoltre capi di abbigliamento e accessori legati ad asset digitali acquistati).

Insomma, il 2023 si prospetta un anno di ulteriore sperimentazione per l’immersività e per l’intrattenimento online: personalmente non vedo l’ora di vedere come questi trend emergenti influenzeranno le strategie dei brand e la vita di milioni di persone in tutto il mondo.

2022 l’anno del reality check per gli NFT

Il 2022 è stato un anno di validazione per i brand che si sono totalmente affidati a progetti NFT e hanno affrontato il lancio di iniziative legate a digital collectibles.

Nel corso dell’anno, una serie di crash del mercato, scandali pubblici e un generale calo dell’interesse hanno devastato il mercato degli NFT. Il crollo di importanti scambi di criptovalute e monete come Luna ad agosto e, in modo ancora più esplosivo, FTX a novembre, ha portato ad un brusco calo dei prezzi degli NFT legati a quelle valute.

Il fallimento pubblico di importanti mercati crittografici ha spaventato molto il consumatore medio dall’utilizzo degli NFT, così come le storie di persone che hanno perso tutti i loro risparmi in investimenti in NFT per via scelte incaute, progetti senza struttura e visione o truffe.

Inoltre, anche al di là delle conseguenze generate dai crash, i prezzi degli NFT hanno iniziato una discesa generale già a partire da inizio anno. Ad ottobre 2022, le vendite di NFT erano calate del 90% in quasi ogni metrica – compresi volume e prezzo – rispetto all’anno precedente. Il volume di scambio su OpenSea, uno dei più grandi mercati per gli NFT, è sceso da 3 miliardi di dollari a settembre 2021 a 350 milioni di dollari a settembre 2022.

In parte, il calo e la sfiducia potrebbe essere attribuita al fatto che gli NFT, per come sono stati utilizzati finora, hanno poco valore pratico per gli utenti e spesso il valore di ritorno era limitato a iniziative e benefici fittizi.

Sebbene la blockchain, gli NFT, le Dao, la DeFi, i Wallet e l’Identity siano tutte tematiche abilitanti per progettualità più complete, complesse e integrabili, principalmente gli NFT sono stati utilizzati negli ultimi due anni come beni speculativi o oggetti da comprare e vendere come un pezzo a se stante, senza un legame ed una progettualità di lungo termine. modello in cui sono di fatto caduti alcuni brand e iniziative in diverse industrie, sport ed entertainment inclusi. Sebbene redditizi inizialmente per “l’investitore” iniziale, gli asset senza progetto, e quindi senza domanda nel tempo, hanno fatto perdere valore e di conseguenza attrattività da parte degli utenti.

Per questo motivo, il 2023 vedrà probabilmente i brand alla ricerca di altri modi più pratici ed efficaci per utilizzare gli NFT nelle proprie strategie. Ci sono già prove, progetti ed iniziative che hanno già mostrato come i brand possano realmente creare valore e progettualità di lungo termine: molti infatti stanno utilizzando gli NFT come token / membership e relativi modelli di valore, accesso a vendite anticipate, prodotti esclusivi, eventi con accesso limitato, contenuti extra e iniziative fortemente attrattive per gli utenti / fan.

Marchi di scarpe e non solo, come per esempio Nike, stanno utilizzando gli NFT come strumenti per tracciare e autenticare i prodotti fisici, connessi tramite NFC, QR e BLE, e costruire su questi esperienze aumentate (AR, contenuti, media).

La percezione del web3, in questo anno che si sta concludendo, è stata che si trattasse solo di comprare e vendere queste opere d’arte digitale e figurine simpatiche da valori stratosferici.

Ma al di là di queste opinioni e percezioni quello che nel 2022 è emerso è che ci sono molte più possibilità e potenzialità in termini di sviluppo: gli NFT possono creare trasparenza sui processi di vendita, dare valore ulteriore all’acquisto, attivare benefici. Sembra utopico (ma non è) ma potremmo un giorno (non lontano) scambiare beni fisici e utilizzare gli NFT per tracciare i prezzi, proprietà, verificare la catena di produzione di un prodotto, dare feedback ad un servizio e così via.

Il 2022 dal mio punto di vista è stato l’anno del reality check (positivo) per gli NFT , non solo nel mondo della moda che ha dato la vera grande spinta a questi modelli, ma anche per altre industrie, malgrado il calo delle vendite e del volume di scambio rispetto all’anno precedente.

Il futuro, sono convinto, vedrà sempre più brand che utilizzano gli NFT in modo più pratico e meno speculativo, per l’autenticazione, il tracciamento dei prodotti fisici e come token per l’accesso a eventi e vendite e rewards esperenziali su diversi canali.

2022 un anno di eventi nel mondo delle criptovalute e del web3

Il mondo delle #criptovalute e del #web3 ha vissuto un anno difficile: malgrado la crescita di alcuni importanti progetti e lo sviluppo di molte iniziative, il 2022 è stato segnato da significative flessioni dei prezzi di mercato delle principali #criptovalute, un rallentamento del volume di trading in molti settori adiacenti (#DeFi, #NFT) e il grande evento della bancarotta per alcune figure di spicco del settore. Il prezzo del #Bitcoin (BTC) ha raggiunto il minimo da due anni a questa parte ed il resto del mercato ha reagito con intense attività di vendita dopo il crollo dell’exchange #FTX.

Nonostante le crescenti preoccupazioni da parte del mercato e degli utenti, il potenziale degli #assetdigitali e della blockchain sottostante rimane incontestato per molti e al tempo stesso in fase di ulteriore sviluppo di maturità.

Contestualmente l’attività degli sviluppatori sta andando avanti ed il forte impegno nell’implementazione di piattaforme, protocolli ed engine va avanti, supportato proprio da una delle tecnologie più trasformative – senza dubbio – della nostra epoca.

Gli eventi di quest’anno hanno spinto e portato l’opinione pubblica e le istituzioni ad ulteriori richieste di maggiore regolamentazione nel mercato delle criptovalute per proteggere gli investitori e far avanzare ulteriormente questo mercato verso uno step più istituzionale.

Son stati presentati oltre 50 progetti di legge relativi alla regolamentazione degli asset digitali e della tecnologia #blockchain.

Il mercato è in calo, non c’è dubbio, ma chi si sta occupando di progetti web3, metaverso e tutte le possibilità abilitate dalla blockchain vede una evoluzione inevitabile per i prossimi anni avanzare e si stanno ponendo le basi per creare gli strumenti e l’infrastruttura che plasmerà il futuro delle criptovalute e del web3.

Nel report che ho postato qui su linkedin e che trovate a questo indirizzo https://link.mtvrs.it/2022CryptoWebYearReview troverete un approfondimento sul 2022

🌀 Ogni giorno pubblico un paper PDF qui Fabio Lalli e diversi contenuti sul canale telegram #MTVRS https://t.me/mtvrs_it . Se vi interessa basta seguirmi o entrare nel gruppo.

Il mondo immateriale e la rivoluzione del Metaverso

La pandemia ha costretto le organizzazioni di tutti i settori a adattarsi in numerosi modi. In generale, le aziende hanno dovuto esplorare nuovi metodi per interagire con i clienti ed il pubblico online. E lo hanno fatto sia implementando il lavoro ibrido, creando eventi virtuali o incoraggiando le interazioni sociali alternative attraverso piattaforme di gaming. Le aziende di tutto il mondo hanno dovuto cambiare il modo di comunicare degli ultimi anni.

Non c’è dubbio, siamo ad un punto di nuova svolta.

Questa pressione verso il cambiamento ha fatto aumentare la consapevolezza sull’importanza dell’immersività e del metaverso come concetto e tutto l’intorno del contesto ha generato le discussioni sui suoi utilizzi potenziali. Ora l’attenzione si sta spostando su come le organizzazioni e gli individui possano partecipare a diversi livelli. Ci stiamo ponendo domande su come le organizzazioni possano trarre profitto, direttamente dagli eventi ai prodotti e servizi, o indirettamente attraverso maggiori opportunità di collaborazione o esperienze migliorate, come la formazione, l’educazione o il coinvolgimento.

Ma cos’è il metaverso? È solo l’ultima una buzz world o è il futuro, realisticamente?

In questa ricerca che vi allego sotto con link emerge che le persone si aspettano che il metaverso diventi mainstream entro il 2030. Questo non lascia molto tempo alle organizzazioni per superare i loro concorrenti in un mercato emergente. C’è una pressione sui dirigenti aziendali affinché agiscano presto piuttosto che tardi per integrare i prodotti e i servizi del metaverse nella loro pianificazione.

Inoltre, le interazioni nel mondo virtuale stanno già creando molti problemi legali su argomenti come il riciclaggio di denaro, la proprietà intellettuale, l’intelligenza artificiale, la concorrenza, la tutela dei consumatori e persino il cambiamento climatico.

Vi riporto un report da leggere per approfondire questo tema e questo studio https://link.mtvrs.it/ImmaterialWorld

Immersività sempre più aumentata. Mocopi: l’annuncio di Sony ed il suo wearable

Il gigante tecnologico giapponese sta puntando ad un segmento nuovo attivato dal trend Metaverso e Immersività: ha svelato un nuovo set di tracker di movimento indossabili, dal nome mocopi, progettati per portare gli utenti ed i propri avatar a dialogare e muoversi in tempo reale.

Questi rilevatori di movimento funzionano sia con device Android che iPhone. Il sistema consiste in sei piccoli dischi wearable indossabili attorno alle caviglie, ai polsi, alla testa e ai fianchi degli utenti. Questi sensori trasmettono i movimenti alle app e consentono di animare gli avatar all’interno delle app Metaverse di Sony su mobile.

Sony ha dichiarato che presenterà i suoi kit Mocopi agli utenti nel gennaio 2023 a un prezzo accessibile di circa 49.500 yen (circa $ 360).

Finora le applicazioni VR e il Metaverso non sono riuscite a raggiungere il pubblico mainstream: la ragione di questa barriera di crescita è legata principalmente al costo dell’hardware e quindi alla sua distribuzione. Con i suoi dispositivi indossabili a prezzi accessibili, Sony sta cercando di creare un punto di svolta e accelerazione, e allo stesso tempo crearsi uno spazio nel mercato globale dei giochi e nei device.

Con il suo ecosistema ed il suo marchio di punta PlayStation, Sony sta inoltre puntando al posizionamento nel metaverso e web3.

L’utilizzo di avatar 3D e la loro animazione in piattaforme immersive, di gioco e collaboration, sarà a mio avviso una direzione inevitabile che consentirà di legare ancora di più fisico e digitale.

Immergersi e trasferire il proprio movimento del corpo nel Metaverso (giochi e non solo) sarà molto più semplice e immediato in termini di esperienza utente.

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