Viddy, l’instagram dei video, apre le API: Developer e Brand, siete pronti?

Si chiama Viddy, รจ una applicazione iPhone – per adesso – che permette agli utenti di condividere filmati e video da 15 secondi. Fin da quando รจ nata รจ stata battezzata lโ€™Instagram dei video o anche il Twitter dei microfilmati. Lโ€™applicazione, malgrado abbia tra i concorrenti applicazioni del calibro di SocialCam (disponibile tra l’altro sia per iPhone che per Android), nel giro di un anno ha raggiunto circa 40 milioni di utenti.ย A differenza di altre applicazioni ed altre startup lโ€™ideatore in questo caso non รจ un ragazzetto giovane e smanettone, ma un imprenditore della Silicon Valley Brett Oโ€™Brienย giร  noto per il progetto xDriveย e PluggedIn.

Viddy, come Instagram, mette a disposizione degli utenti un set di filtri per abbellire i video e renderli piรน emozionali e completi. I video possono durare al massimo 15 secondi. Ad ogni filtro nell’appย รจ associato un loop o una breve brano musicale, che puรฒ attivato o disattivato dall’utentedi volta in volta. Le clip preparate e abbellite dagli strumenti messi a disposizione dall’utente possono esser poi condivise sui social network (Facebook, Twitter, YouTube e Tumblr), o via e-mail o Sms. Ovviamente come tutte le piattaforme social che si rispettino, e Instagram su questo ha definito delle “linee guida” che ormai troviamo ovunque, รจ possibile commentare i contenuti e segnalare la propria preferenza attraverso il tasto, ormai noto, del like.

Non mi dilungo sulla descrizione dell’app, di cui potete trovate in rete giร  molti post tra cui quello di Silvioย e quello di Federico, e vorrei focalizzarmi su una notizia di oggi che, secondo me, potrebbe far diventare questa applicazione il prossimo obiettivo per gli sviluppatori e brand:ย Viddyย apre le APIย e con un post sul proprio blogย dal titolo “Rule the Beach: Hack Your Way into Viddy“, di cui vi riporto uno stralcio

During August and September weโ€™ll work with you, and our developers, on adoption of the apps you build, as well as promotion to our 40 Million+ Viddy Community. On Friday, September 28th Team Viddy will pick our favorite API partner, and fly you (or your team of up to 4 people) to Venice Beach for an interview at Viddy. The cash prize of $10,000 will be awarded at Viddy HQ.

In Viddy invitano gli sviluppatori e la community a creare nuove app per una competizione da 10K dollari e la permanenza nell’HQ di Viddy in Silicon Valley. Coders in ascolto, che fate, vi perdete questa occasione?

Viddy secondo me si รจ mossa molto bene dal punto di vista della gestione e dello sviluppo del progetto, un po’ come fece anche Instagram nel momento della sua crescita. Il fatto di non aver puntato direttamente al multi device le ha permesso di crescere e non morire di “Scalabilitร  Precoce” (come successo a Picplz per non aver trovato investitoriย avendo costi alti di infrastruttura e nessun modello di business), e arrivare a prendere dueย investimenti da 36 milioni di dollariย tra febbraio e aprile 2012 (un anno preciso dalla nascita del 2011).

Inoltre Viddy, proprio per la modalitร  con cui sta facendo crescere la propria user base (coinvolgimento personaggi famosi, brand) e creando al momento giusto “l’evento” per coders, penso riesca a scatenare la sviluppo di un ecosistema di applicazioni intorno al prodotto tale da crescere piรน velocemente di altri.

A mio avviso gli sviluppatori che hanno in mente di sviluppare qualche prodotto in questa direzione, dovrebbero farci una pensata: in questo momento, visto che il video รจ e sarร  un mercato su cui sviluppare prodotti per i prossimi anni, ha molto spazio e dovrebbe esser presidiato. Ricordiamoci comunque che sviluppare prodotti legati alle API di altri comunque ci mette nelle condizioni di esser “vincolati” e non autosufficienti. Piรน che mai se pensate che Viddy รจ nel mirino di Facebook giร  da un po’.

I brand infine dovranno iniziare a pensare di utilizzare il video e/o pillole di video per comunicare e presentare i propri prodotti, i concept e l’azienda, cosรฌ come oggi hanno iniziato a fare con Instagram in modo continuo, avvicinando l’utente anche dal punto di vista emozionale.

Io un paio di idee per partecipare giร  le ho, forse mi serve il tempo… ma se qualcuno volesse unirsi, ben disponibile ๐Ÿ™‚

UPDATE 01/08/2012
Mi hanno appena abilitato le API di Viddy: il primo problema per un eventuale applicazione che cresce velocemente, sapete qual’รจ? Il rate limit! 2 chiamate massime al secondo, 5000 chiamate massime al giorno! Considerate che Instagram (che giร  di suo รจ particolarmente limitato) ne ha 5000 l’ora [Guarda lo screenshoot http://cl.ly/IRj9]

UPDATE 07/08/2012
Ho appena rilasciato un primo test di applicazione di mashup tra le API di Viddy e di Dropbox: ho realizzato un sistema che permette agli utenti, attraverso la doppia autenticazione Viddy e DropBox di effettuare il Backup dei video di Viddy in formato mp4 direttamente su DropBox. In pochi minuti (a seconda della velocitร  della vostra connessione) avrete i video direttamente sul vostro pc. L’applicazione Viddy Backup la trovate quiย http://dev.fabiolalli.com/viddy/

“Stop alle conferenze, torniamo a lavorare”. Dipende.

Ho ricevuto questa mattina la pillola puntuale di Startup Wikli di Marco dal titolo “Stop alle conferenze, torniamo a lavorare“. Il titolo mi ha fatto subito pensare ad una riflessione che recentemente condividevo con degli amici: “C’รจ un proliferare pazzesco di eventi e di investitori: tutti ci si stanno fiondando, anche chi di Startup e Digitale non ne ha mai parlato“.

E’ vero e non c’รจ dubbio che ci sia una moda in corso: si parla di startup ovunque, molte aziende si stanno catapultando nella creazione di conferenze, eventi, party, feste, corsi, competizioni e molte altre si stanno improvvisando angels o simil investitori (modello Las vegas… punto sul 15, non esce da 9 giri!) e via dicendo, tanto da generare una coltre di fumo nell’ecosistema startup italiano nel mezzo della quale bisogna stare attenti a selezionare le cose buone da quelle cattive. Non รจ facile districarsi.

Come al solito i post di Wikli mi fanno partire qualche riflessione. Partiamo da qui:

Un’esplosione di impegni da far invidia ai politici italiani, abituati a partecipare a qualsiasi evento senza avere mai il tempo di dedicarsi alle vere cose da fare. ย Gli startupper del 2012 sono come i parlamentari? Tante chiacchiere e poca sostanza?

Non credo, o spero non sia cosรฌ. Penso che il problema di fondo sia nella gestione del tempo semplicemente. C’รจ tanta euforia e voglia di fare in questo momento e questo porta a voler vedere e conoscere ogni nuova cosa. Non si รจ costretti a partecipare ad ogni evento, e se uno partecipa, immagino, abbia fatto le sue valutazioni: investimento, marketing, test della propria idea, necessitร /voglia di conoscere persone, tempo disponibile, vicinanza dell’evento? Tra l’altro c’รจ da considerare che se uno startupper non partecipa e non impara a selezionare, come fa a capire cosa รจ realmente da considerare utile e cosa no? Se non si fa esperienza, anche in questo ambito – networking da conferenza -, si rischia di lasciarsi catturare dal primo canto delle sirene e farsi rapire da quello che sa cantare piรน forte. Sicuramente, ribadisco, bisogna gestire bene il proprio tempo, proprio perchรจ ne abbiamo sempre poco a disposizione ed il digitale, in particolare, ne divora molto.

A giudicare dai pochi eventi a cui ho partecipato negli ultimi mesi direi proprio di sรฌ. I volti che si trovano sono sempre i soliti e la dinamica รจ la stessa di qualche anno fa, quando le โ€œblogstarโ€ erano al centro dellโ€™attenzione e si parlavano addosso online e offline senza grandi risultati.

Senza voler generalizzare troppo, quello che mi sembra di capire รจ che il mondo dei giovani imprenditori del digitale si sia spaccato in due gruppi: uno in cui si trovano quelli che lavorano sodo al proprio prodotto e che non hanno tempo per seguire tutto questo brusio di fondo; e lโ€™altro in cui l’obiettivo primario non รจ lo sviluppo della propria azienda, quanto il numero di eventi a cui si รจ partecipato.

Non parlo ovviamente di serate goliardiche o aperitivi dove incontrarsi e scambiare quattro chiacchiere. Quel tipo di appuntamenti รจ secondo me importante sia per tirare un poโ€™ il fiato ma soprattutto per conoscere altre persone che magari ci possono dare una mano o con cui si puรฒ costruire qualcosa. Mi riferisco invece alle intere giornate perse alle conferenze dove i soliti 30 continuano a ripetere le stesse cose.ย 

Io ultimamente per via di Indigeni Digitali ho girato parecchi eventi e devo dire che in ogni evento, forse perchรจ ho avuto la fortuna di andare in piรน cittร  e sempre diverse, ho trovato sempre una percentuale di “volti” giร  visti, ma ho anche apprezzato molto la presenza di persone nuove con idee ed esperienze che non conoscevo (non ultimo lo startup week di Torino, dove ho conosciuto un mucchio di idee e tecnici competenti). Credo sia normale, partecipando ad eventi “piรน istituzionali” come le startup competition organizzate dai player piรน grandi in Italia e localizzate principalmente su Roma, Milano o altri snodi importanti (vedi Catania), le facce siano sempre le stesse. L’Italia dopo tutto รจ un buco di nazione, le distanze non sono abissali e siamo ancora pochi che credono, investono, sviluppano e partecipano a questo tipo di iniziative e l’ecosistema delle startup in Italia รจ fatto di quattro gatti, ancora.

Sono d’accordo sul lavorare. Sono d’accordo sul concentrarsi sul prodotto.ย Ma sono anche convinto che quel “brusio” spesso nasconde suggerimenti e contatti utili e se non ascoltato completamente puรฒ esser un occasione persa. Se uno ha tempo di partecipare lo fa, se รจ preso dal progetto e ha bisogno di rimanere focalizzato non deve andare.ย Quindi “Stop alle conferenze, torniamo a lavorare“? Dipende.

Fino a poco tempo fa ci lamentavamo che nessuno sapeva nulla di startup, che erano presenti pochi eventi e che non c’erano investitori. Ora ci sono o per lo meno cominciano ad esserci e come in tutte le cose che fanno tendenza e moda, tutti ci si catapultano e nascono le copie, i marchi contraffatti, gli speculatori, i fuffologi, gli esperti, i formatori e chi ci sguazza per autoreferenzialitร . Ci sta. Bisogna esser intelligenti, svegli, audaci e saper selezionare il rumore.

Il resto si autodistruggerร  per mancata sostanza.

Ora torno al mio prodotto.

Minimum Viable Post

Non so se capita anche a voi, ma ultimamente per me รจ difficilissimo riuscire a scrivere con una certa costanza sul mio blog. E non รจ mancanza di spunti o idee.

Sarร  il nuovo impegno lavorativo, saranno i progetti o semplicemente la frammentazione di tweet, post e commenti che continuamente lascio sui social, ย ma mi sembra quasi impossibile scrivere, ma allo stesso tempo non vorrei trascurare il mio blog. Ci sono volte in cui mi appunto un link o un pensiero, cosรฌ da svilupparlo successivamente, ma puntualmente mi passa l’attimo, l’ispirazione e mi rimane appeso in bozza.

Oggi, mentre ero al mare, tra uno scambio di email con un paio di amici che mi hanno stuzzicato, ho pensato di provare a trasformare i miei post in short post: piรน brevi, sintetici – alternati a post piรน lunghi di approfondimento – ย con riflessioni su temi correnti o che mi passano sotto il naso.

Li chiamerรฒ MVP, ma non “Minimum Viable Product” – lo so che l’avete pensato! – ma “Minimum Viable Post” ๐Ÿ™‚

E cosรฌ ho deciso: comincio subito. Buona lettura.

 

Nel mezzo delle difficoltร  nascono le opportunitร 

Si parla di crisi finanziaria, problemi economici e possibili bolle, ma in Italia c’รจ un sistema che si muove e che sta cominciando a vivere una piccola rivoluzione. E’ la rivoluzione innescata dall’ecosistema delle Startup in Italia, quella che piรน volte ho chiamato l’Italian Startup Revolution. Prima Coderloop, Mashape, Spreaker. Poi Mopapp, musiXmatch, Cibando, Docebo e altre. Oggi Jobrapido e Glancee.

E adesso avanti le prossime: nei momenti di crisi e difficoltร , nascono le vere opportunitร .

In the middle of difficulty lies opportunity - Albert Einstein
In the middle of difficulty lies opportunity – Albert Einstein

La crescita esplosiva di Instagram #infografica

Chi segue il mio blog sa quanto io sia innamorato e addicted di Instagram, e quanto, da quando hanno rilasciato le API del loro servizio, mi sia focalizzato sul suo studio, sullo sviluppo di Followgramย con Lorenzo e su tutto l’ecosistema che si รจ creato intorno a questa applicazione.

Instagram รจ a mio avviso un progetto di startup perfetto: i numeri riportati in questa infografica ne sono la conferma.

 Instagram Nation: The Smartphone Photographerโ€™s App of Choice
Courtesy of: Online Colleges

Paper by FiftyThree: un app semplice come il suo modello di business

Mi รจ capitato solo una volta fino ad ora di innamorarmi di un’applicazione in modo cosรฌ forte da scriverne dei post: era novembre del 2010 e scrissi il mio primo post su Instagram, “un’applicazione che genera dipendenza emotiva“. Beh, a distanza di un anno e poco, piรน posso dire, in linea di massima, di aver avuto una buona intuizione.

Instagram ha superato il billione di foto caricate, oltre 30 milioni di utenti e dopo l’uscita della versione per Android, sta facendo parlare di se per la valutazione che ha ricevuto per il suo round b.

Qualche giorno fa mi รจ successo di nuovo: mi sono innamorato di un’altra applicazione.ย Questa volta si chiama Paper di FiftyThree.

Si tratta di una applicazione elegante e minimale e nella sua semplicitร  e sensibilitร  diventa perfetta per chi vuole scarabocchiare a mano libera o con pennino su un ipad e vuole divertirsi con gli acquerelli o pennarelli. L’applicazione permette di creare dei taccuini, personalizzarli, disegnarne il contenuto con diversi tipi di punte e colori, e poi condividere il risultato finale, per adesso, suย Facebook, Twitter e Tumblr. L’applicazione รจ gratuita ed il suo modello di business รจ basato sulla vendita dei pennini aggiuntivi che attualmente possono esser comprati in-App alla cifra diย 1,59โ‚ฌ singolarmente o 5.99โ‚ฌ per lโ€™intero pacchetto.

Sullo store di Apple non esiste ovviamente solo questa applicazione per disegnare, ma questa devo ammettere che mi ha colpito in particolar modo. Perchรจ? Prima di tutto per il design: un’ย interfaccia molto pulita, chiara e con pochi fronzoli, funzioni minime ed una interazione efficace. Secondo, mi ha colpito il semplice modello di business, applicato in modo efficacissimo: ti regalano l’app con la miglior “punta”, ti fanno vedere che funziona bene, ti fanno vedere le altre punte e ti incentivano a completare tutto il set con un pricing vantaggioso rispetto all’acquisto singolo, direttamente in-app. Senza perder tempo, sull’emotivitร  e l’impulsivitร  di acquisto.

Per quanto sia molto ben curata, facilmente utilizzabile e con un livello di comunicazione puntualissimo (buttate un occhio al loro sito), l’applicazione secondo me puรฒ ancora crescere, sia dal punto di vista delle funzionalitร , sia dell’aspetto social, sia dal punto di vista delle possibilitร  di integrazione con altre piattaforme. Pensavo per esempio alla possibilitร  di poter fare direttamente il backup su dropbox o altro storage in cloud, o esportare i disegni in PDF o ancora salvare in formati grafici diversi da poter utilizzare in presentazioni o direttamente programmi di fotoritocco.

Poco fa ho proposto, sul sito del loro supporto, l’attivazione delle API per gli sviluppatoriย : a mio avviso l’attivazione di un’area utenti dove poter caricare i lavori sviluppati e contestualmente l’apertura delle API agli sviluppatori, darebbe una forte spinta alla crescita all’app, aumenterebbe gli utenti e l’utilizzo per utente, renderebbe l’app ancora piรน social e con un potenziale di crescita enorme.

Secondo me, con una scelta de genere si potrebbe sviluppare lo stesso ecosistema di applicazioni che รจ nato intorno ad Instagram, e Paper potrebbe diventare l’ “instagram” dei disegni ed una startup perfettaย ๐Ÿ˜‰

Il manifesto del Customer Development

Stavo leggendo il post di Steve Blank pubblicato poco fa: il manifesto del Customerย Development.

Praticamente riepiloga in 17 punti i passaggi fondamentali del libro “The Startup Owners Manual” scritto dallo stesso Blank eย Bob Dorf (di cui ho fatto l’ordine su Amazon da qualche giorno e che non ho ancora letto).

Ve li condivido qui di seguito:

A Startup Is a Temporary Organization Designed to Searchย for A Repeatable and Scalable Business Model

  1. There Are No Facts Inside Your Building, So Get Outside
  2. Pair Customer Development with Agile Development
  3. Failure is an Integral Part of the Search for the Business Model
  4. If Youโ€™re Afraid to Fail Youโ€™re Destined to Do So
  5. Iterations and Pivots are Driven by Insight
  6. Validate Your Hypotheses with Experiments
  7. Success Begins with Buy-In from Investors and Co-Founders
  8. No Business Plan Survives First Contact with Customers
  9. Not All Startups Are Alike
  10. Startup Metrics are Different from Existing Companies
  11. Agree on Market Type โ€“ It Changes Everything
  12. Fast, Fearless Decision-Making, Cycle Time, Speed and Tempo
  13. If itโ€™s not About Passion, Youโ€™re Dead the Day You Opened your Doors
  14. Startup Titles and Functions Are Very Different from a Companyโ€™s
  15. Preserve Cash While Searching. After Itโ€™s Found, Spend
  16. Communicate and Share Learning
  17. Startups Demand Comfort with Chaos and Uncertainty

Ci sono quattro passaggi su cui mi trovo particolarmente d’accordo:

  • Il fallimento รจ parte integrante della ricerca del modello di business
  • Se hai paura di fallire sei destinato a fallire
  • Nessun Business Plan sopravvive al primo incontro con i clientiย (che ho citato anche nelle slide del talk che feci sul Business Model Canvas)
  • Comunica e condivi quanto stai imparando

Blank, nella sua pagina dice che tantissime persone avevano questo riepilogo, tanto che ne hanno creato il manifesto del Customer Development Manifesto su poster acquistabile.

E ora stampalo ed attaccalo al muro. ๐Ÿ˜‰

via Steve Blank

2012 Happy new year. E adesso… si parte!

E rieccomi qui come ogni anno a scrivere il post di chiusura di questi 365 giorni oramai trascorsi.

Anche quest’anno come l’anno scorso lo faccio in “zona cesarini“: ho appena finito di mangiare una serie indefinita di antipasti e primi piatti messi a tavola e per cercare di smaltire un pรฒ, e fare spazio al resto, ho deciso di scrivere al volo questo post.

Beh, che dire: il 2011 รจ stato un anno veramente particolare. Non รจ stato entusiasmante come mi aspettavo, ma nemmeno eccessivamente negativo. Non ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero datoย nel 2011, anziย ne ho bucati parecchi, ho avuto qualche delusione e allo stesso tempo ho realizzato alcune cose che non mi aspettavo (l’Associazione Indigeni Digitali, Followgram, IQUII, Bebaloo). Insomma un anno che potrei definire di assestamento, di pianificazione e sviluppo e molto, ma molto formativo.

Formativo perchรจ una serie di errori fatti ed esperienze vissute mi hanno insegnato ancora una volta che le relazioni migliori, quelle che durano veramente tanto, sono quelle che nascono con le persone con le quali condividi passioni e valori prima di tutto: non c’รจ interesse, c’รจ stima e apprezzamento e questo consolida veramente il rapporto.

Ho appreso che ci sono persone che รจ meglio perdere che trovare, purtroppo. Soprattutto, purtroppo, non ho capito ancora come capirlo… prima di trovarle!

Ho consolidato un idea che ho da tempo: รจ possibile riuscire a fare quello che vogliamo anche di fronte a obbiettivi insormontabili, e non serve la fortuna. Bisogna solo volere le cose, avere fede ed impegnarsi con ardore, forza, passione e coinvolgimento. Poi tutto viene da se. La fortuna non esiste, รจ un falso mito, semmai esistono doni e grazie di qualcuno piรน grande di noi.

Ho capito che se non sei da solo, le cose riesci a farle molto meglio e piรน grandi. Ho avuto la fortuna, anche grazie allo sviluppo di Indigeni Digitali, di circondarmi di persone di talento, brillanti, professionali e determinate con le quali รจ possibile costruire qualcosa di veramente importante. Cristiano, Giuliano, Annalisa, David, Diego, Lorenzo, Gabriele, Alessandro, Emanuele, Tommaso, Francesca, Massimiliano, Jacopo, Luca, Massimo, Giovanni e molti altri ancora: grazie a tutti voi.

Ho capito che sperimentare, provare e fallire รจ importante: solo cosรฌ si puรฒ crescere e riuscire a fare il salto.

Ora, cosa mi aspetto dal 2012? Uscire dalla mia zona di comfort, e riuscire a farlo al massimo, anche perchรจ – sarร  che mi piacciono gli anni pari – sono convinto che il 2012 sarร  un anno particolarmente intenso e pieno di cambiamenti. Il 2010 lo avevo iniziato con un lancio da 4000m… questa volta lo inizio con un altro lancio. Un pรฒ diverso. I dettagli li saprete tra qualche giorno ๐Ÿ˜‰

Vabbรจ, ora mi preparo per il secondo e per il brindisi…. vi faccio i miei piรน sinceri auguri.

Buon anno nuovo pieno di soddisfazioni e risultati! Daje!

StartApp. Dall’App alla Startup #bto2011

Ieri per la prima volta ho partecipato al BTO 2011 a Firenzeย con una presentazione dal titolo “StartApp. Dall’App alla Startup“.

Ci tengo per prima cosa a fare i complimenti a Mirko Lalli (“mi0 cugino” toscano, non mio fratello ๐Ÿ™‚ ) e alla sua organizzazione, perchรจ organizzare un evento che riesce a crescere di 1000 persone in un anno e raggiungere numeri come quelli visti quest’anno (circa 5000 persone) รจ veramente un risultato incredibile. Complimenti veramente, spero di esserci l’anno prossimo, e perchรจ no, dare un contributo con Indigeni Digitali in qualche panel.

Il panel che ho tenuto dalle 16.30 alle 17.30 in #Hall1 era orientato allo sviluppo di applicazioni e di come queste possano diventare un progetto di startup. E’ evidente che in un ora รจ complicatissimo cercare di sviluppare completamente un discorso del genere e quindi ho cercato di riassumere i passaggi a mio avviso piรน critici, in una 50ina di slide.

I tepi affrontati sono stati:

  1. App Economy ed ecosistema delle applicazioni per Smartphone
  2. Importanza della presenza su Mobile
  3. Tipologia di applicazioni HTML5 e applicazioni Native
  4. 3 principali errori nell’approccio allo sviluppo di un progetto di Startup
  5. APP + Startup = StartApp
  6. Differenza tra Business Plan e Business Model
  7. 5 suggerimenti per un progetto di StartApp
  8. Il Business Model Canvas di Alexander Osterwalder
  9. Introduzione e qualche approfondimento alla Customer Development Metodology di Steve Blank
  10. Lancio di un progetto e la strategia
  11. 3 caratteristiche fondamentali per esser virali e coinvolgere gli utenti

Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore

Ieri sera ho avuto modo di partecipare al primo evento diย StartpDay – Il futuro รจ piรน forte della crisi, organizzato da Medioera a Viterbo. L’evento ha l’obiettivo di creare un momento di incontro tra giovani startupper e neo imprenditori, universitร  e altri enti e condividere progetti idee ed esperienze.

Durante la serata ho condiviso delle slide dal titolo Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore e affrontato alcuni temi relativi al mondo delle startup, il processo di realizzazione di un business plan e presentato il Business Model Canvas diย Alex Osterwalder, pubblicato nel suo libro Business Model Generationย di cui consiglio vivamente la lettura, con i suoi vantaggi, le sue applicazioni e le modalitร  in cui puรฒ esser utilizzato.

Il Business Model Canvas รจ un quadro dโ€™insieme che permette di visualizzare facilmente le relazioni tra i vari elementi del Business Model. E’ organizzato inย 9 blocchi che identificano le 9 entitร  che devono esser analizzate affinchรจ si possa arrivare ad una valutazione Costi / Ricavi piรน puntuale possibile.

I 9 blocchi sono:

  1. Customer Segment: Sono i clienti divisi in gruppi per bisogni, interessi, tipo di relazione, pro๏ฌtto e canali di distribuzione Descrive i clienti, dividendoli in classi e da modo capire i bisogni, per cosa sono disposti a pagare e che potenziale hanno.
  2. Value Proposition: รจ tutto quello che ha valore per i vostri clienti e che la vostra societร  รจ in grado di offrire. Descrive il valore, i prodotti ed i servizi erogati classi๏ฌcandoli in base ai clienti.
  3. Channels: Sono i mezzi con cui il vostro servizio, descritto nella value proposition, raggiunge il cliente attraverso comunicazione, distribuzione e rete di vendita. Descrive tutti i canali, i mezzi e le modalitร  in cui arriverete ai vostri clienti. Circoscrive il ciclo di vita dellโ€™acquisto e lโ€™esperienza dellโ€™acquisto dellโ€™utente.
  4. Customer Relationships: Sono tutte le modalitร  in cui lโ€™azienda si mette in relazione con il cliente e la modalitร  con cui gestisce la relazione con il cliente. Descrive lโ€™esperienza del cliente ed il modo in cui lโ€™azienda rafforza la propria immagine sul mercato e misura lโ€™ef๏ฌcacia delle proprie relazioni.
  5. Revenue Streams:ย Sono tutti i possibili incassi generati dai diversi clienti, segmentati per categoria, valore e tipologia di cliente A cosa serve Descrive il pricing ed i livelli e le tipologie di servizio e in che modo i clienti effettuano il pagamento.
  6. Key Resources:ย Sono tutto ciรฒ che serve allโ€™azienda per riuscire a produrre il valore da offrire al cliente: risorse ๏ฌsiche, intellettuali, umane, ๏ฌnanziarie Descrive ed elenca tutte le risorse necessarie e in che modo sono in relazione con il valore offerto.
  7. Key Activities:ย Sono tutte le attivitร  necessarie alla creazione del valore offerto al cliente: progettare, sviluppare, produrre, inventare, pubblicizzare. Descrive lโ€™elenco delle attivitร  e la relazione con il valore offerto.
  8. Key Partners:ย Sono tutte le aziende partner con le quali si vogliono instaurare dei rapporti al ๏ฌne di creare valore da offrire al cliente: alleanze, partnership, fornitori, cooperazioni. Descrive tutte le relazioni chiave da instaurare per ridurre i costi, diminuire i rischi, individuare fornitori con prodotti speciali e alleanze strategiche in termini di posizionamento e marketing
  9. Cost Structure:ย Sono tutti i costi sostenuti dallโ€™azienda per le risolrse, le attivitร  ed i partner. De๏ฌnisce lโ€™elenco dei costi ๏ฌssi e variabili che lโ€™azienda dovrร  affrontare.
Vi segnalo alcune risorse interessanti per approfondire l’argomento:
Qui di seguito trovare le mie slide pubblicate su Slideshare:

Business model canvas – Creare, fornire e acquistare valore.

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Ringrazio Medioera e Mauro Rotelli per aver coinvolto me e il nostro network Indigeni Digitali: sento e ho il piacere di partecipare ad eventi nei quali รจ sempre piรน forte la voglia di fare rete, creare opportunitร  e dare un forte cambiamento al nostro sistema imprenditoriale giovanile. Sono convinto che questa sia la strada giusta per il cambiamento.