StartupDay – Il futuro è più forte della crisi

Domani a Viterbo ci sarà un evento dal titolo “StartDay – Il futuro è più forte della crisi”. Dall’idea imprenditoriale al business plan. Si tratta dell’ultima iniziativa di Medioera, il festival di cultura digitale di Viterbo, che sarà presentata il 21 ottobre dalle 18 al Light bar di Viterbo in collaborazione con l’associazione “Viterbo Futura”.

Vi riporto il comunicato ufficiale pubblicato sul sito dell’organizzazione :

“Il futuro è più forte della crisi”. Dall’idea imprenditoriale al business plan. E’ l’ultima iniziativa di Medioera, il festival di cultura digitale di Viterbo, che sarà presentata il 21 ottobre dalle 18 al Light bar di Viterbo. Una serata dedicata alle start up, alle idee che vogliono prendere forma, che vogliono diventare una opportunità concreta, professionale ed economica. Tutti, i giovani in particolare, sono infatti invitati a partecipare per proporre le loro idee imprenditoriali legate al mondo delle nuove tecnologie. Progetti, iniziative, e chi più ne ha più ne metta, da presentare e condividere con gli altri per creare opportunità e dar vita a nuove realtà imprenditoriali. Un modo per aiutare i giovani a crescere e a promuoversi e per dimostrare che la crisi economica si supera solo lanciandosi in settori nuovi, freschi e ancora poco esplorati. La serata del 21 ottobre al Light vedrà la partecipazione di Fabio Lalli e sarà soltanto l’inizio di un percorso da sviluppare poi con tutto lo staff di Medioera.
Le migliori idee saranno selezionate e supportate per poi dar loro le giuste gambe per correre sul mercato.
Maggiori informazioni nei prossimi giorni saranno diffuse dai profili Facebook e Twitter di Medioera e sul sito www.medioera.it.

Durante la serata terrò un intervento dal titolo “Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore“. Spiegherò in 40 slide (mi fa strano, di solito abituato a farne massimo 20) in che modo un neoimprenditore / startupper (ma non solo) può approcciare ed utilizzare questo modello per la propria startup, il proprio progetto o un prodotto.

Le slide le pubblicherò domani pomeriggio su Slideshare e farò un update di questo post.

Se siete da quelle parti, ci vediamo domani.

Instagram, può esser un modello di startup perfetta?

Instagram nell’ultimo anno è divenuta una delle applicazioni più popolari nell’app store ma soprattutto è diventata il social per il photo sharing con maggior crescita.

Poco più di un mese fa, con il team di sviluppo di Followgram, abbiamo realizzato la nostra infografica “Fun and Fact” nella quale avevamo raccolto alcuni numeri importanti e segnalato la vertiginosa crescita di Instagram fino a 7 milioni di utenti in un anno e 150 milioni di foto caricate. Durante il TechCrunch’s Disrupt conference tenutosi pochi giorni fa, Instagram ha annunciato alcuni nuovi numeri: 9 milioni di utenti, (praticamente come Foursquare, ma nella metà tempo) e oltre 200 milioni di foto.

Incredibile, un incremento di oltre 50 milioni di foto e una crescita di poco meno di 2 milioni di utenti in poco più di un mese . Impressionante.

Chi legge il mio blog sa quanto sono affascinato da questa applicazione, ma quello che mi ha colpito di più negli ultimi mesi, è il modello con il quale Kevin e Mike, fondatori di Instagram, stanno portando avanti il progetto. Ci sono almeno 4 punti fondamentali che, secondo me, fanno di questa gestione, e quindi di Instagram, un modello di startup perfetta e che dovrebbe esser preso come esempio.

Costi e struttura. Fino a pochi anni fa per raggiungere 10 milioni di utenti era necessario immaginare una società composta da migliaia di persone e una rete di vendita o sedi distribuita su territorio mondiale. Instagram ha invece solo 5/6 dipendenti a tempo pieno, una sede non troppo grande, una infrastruttura estremamente scalabile. Eppure, raggiunge quasi 10 milioni utenti e processa un numero di documenti (foto) incredibilmente alto, ogni secondo. Una startup oggi deve puntare ad una struttura snella, ad una infrastruttura basata su cloud e software open source, e mantenere e razionalizzare i costi quanto più possibile.

Mercato. Instagram è una applicazione che attualmente è solo su iPhone. Non è presente su Android, ed è appena presente sul web, pur non avendo tutte le funzionalità di base dell’app, grazie alla pubblicazione delle API che hanno permesso lo sviluppo di applicazioni di terze parti. Qualcuno ha più volte detto “Ma come è possibile che ancora non abbiano investito anche su Android!?“. Il punto è proprio questo: è stata una strategia e fin ora hanno avuto ragione: oggi il mercato è talmente grande, pieno di tecnologie, ambienti diversi (basti vedere al Mobile con iOS, Android, WindowsPhone, Blackberry, Symbian…) e una forte diffusione tra gli utenti, che un prodotto immesso sul mercato può crescere molto, anche se focalizzato su uno solo di essi, riducendo così i costi iniziali di sviluppo e manutenzione.

Crescita e distribuzione. Negli ultimi 4 anni Facebook ha mantenuto un trend di crescita altissimo tanto da stravolgere completamente l’importanza dei motori di ricerca, e sviluppando numeri incredibili in termini di condivisione e contenuti generati dagli utenti (commenti, like, post, foto, video…). Ormai ogni 12 mesi i social network raddoppiano i contenuti condivisi in rete. Instagram grazie a questa crescita (e all’astuta integrazione con le piattaforme più note) sta crescendo due volte più veloce Foursquare che sta crescendo a sua volta più velocemente di Twitter. Questo dimostra che un prodotto sviluppato e ben integrato nei social network, può sfruttare lo sviluppo esponenziale delle piattaforme social e la quantità crescente di dati condivisi, riducendo notevolmente i costi di posizionamento e marketing.

Modello di business. Chi l’ha detto che una startup non può partire se non ha un modello di business? Instagram attualmente non ce l’ha, e non monetizza. Non ha pubblicità, e non vende funzionalità premium. Probabilmente ad un certo punto dovrà tirare fuori un modello di business e cominciare a generare revenue e questo è fuori dubbio. Adesso però non ce l’ha e momentaneamente non ne ha bisogno: malgrado questo ha già avuto circa 8 milioni di dollari founding. Perchè? Il punto è che l’esecuzione e la realizzazione è costata pochissimo, la manutenzione e lo sviluppo anche, la struttura è crescente ma sotto controllo, ed il team è ridotto. Per un investitore Instagram è quindi decisamente appetibile: costa poco e cresce tanto. Si può aspettare ancora prima che questa trovi il modello di business vincente, e magari attendere una acquisizione.

Secondo voi quindi, esiste un modello di startup perfetto?

 

UPDATE 8 dicembre 2011
Vi segnalo un paio di risorse che potrebbero farvi intuire il livello di architettura e progettazione messo su da Instagram. Se vi fate una lettura approfondita di questi due post vi rendete conto che una architettura di questo tipo, non costa poco e scalarla vuol dire avere un discreto impatto su budget.

 

 

INNOVATORI JAM 2011: Innovazione, Talenti, Start up, incubatori e venture capital

A partire da oggi, per due giorni, l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie dell’innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, promuove INNOVATORI JAM 2011. Io parteciperò con un gruppo di persone del network Indigeni Digitali ed il nostro intervento sarà prevalentemente per quello che riguarda Startup incubatori e venture capital e quello che concerne l’Innovazione, i giovani e i giovani talenti.

Che cos’è Innovatori Jam?

E’ una jam session come per il jazz, ovvero una sessione di discussione su 10 temi per affrontare argomenti legati all’innovazione, tutto online tramite un apposito tool che permette ai promotori di analizzare dopo pochi giorni le conversazioni ed elaborare un documento da sottoporre alla governance.

I 10 temi

  1. Innovazione e internazionalizzazione: Italia degli Innovatori
  2. Giovani, talento e merito nella ricerca e nell’innovazione
  3. Start up, incubatori, venture capital
  4. I ranking dell’innovazione
  5. Accessibilità, apps e nuovi canali
  6. Digital agenda: open data, cloud computing e banda larga
  7. e-commerce & e-tourism
  8. Il Codice dell’Amministrazione Digitale
  9. Informazione e nuovi canali
  10. Le Smart Cities del futuro?

Indigeni Digitali è tra i gruppi selezionati dai promotori (grazie ad Andrea Casadei) di Innovatori Jam 2011 come community da coinvolgere sulla conversazione legata appunto all’innovazione, ai giovani e ai talenti. Noi cercheremo di esser sempre presenti, alternando la presenza on line tra chi è disponibile sempre, chi in un determinato momento e chi può solo dopo lavoro o la scuola. Saranno molto gradite le segnalazioni di case history pubbliche e private, condivisione di esperienze e idee per migliorare l’innovazione e far emergere i talenti Italiani che più che mai nell’ultimo periodo stanno dimostrando di non esser secondi alla Silycon Valley.

Occorre iscriversi, è gratis; poi il 12 Settembre (oggi) via e-mail direttamente dai promotori di Innovatori Jam 2011 riceverete tutte le info per contribuire a questa iniziativa. Come ha spiegato bene Roberta Milano, si tratta di un evento a cui si può partecipare esclusivamente on line, intervenendo nelle discussioni articolate in 10 forum tematici in un lasso di tempo limitato: solo 40 ore.

Mi è piaciuto un post di Luca de Biase, che in un post di agosto, annunciava l’evento:

L’intelligenza collettiva, dice Thomas Malone che se ne occupa all’Mit, si vede quando gruppi di invididui si comportano in modo coordinato. Internet ha fatto fare un salto decisivo alle possibilità di rendere le collettività più intelligenti. La Jam dell’innovazione italiana potrebbe essere un esperimento per verificare quanto queste considerazioni sono realistiche.

Su twitter l’hashtag è #ij11.

Pitch&Love – L’investitore è come una donna. Bisogna sedurlo

Ieri al Forum della Comunicazione a Roma presso l’Auditorium si è svolta la seconda sessione di Ignite in programma, moderata inizialmente da me e poi conclusa da Nicola.

Ho presentato un intervento dal titolo: Pitch & Love “L’investitore è come una donna. Bisogna sedurlo”. In 5 minuti ho cercato di trasferire 11 indicazioni fondamentali che spesso non vengono prese in considerazione durante un talk o un elevator pitch e senza delle quali la presentazione può non risultare efficace, tanto da perdere l’occasione di far “innamorare” la persona che si ha di fronte in quel momento.

Tutta la presentazione parte dal principio che ognuno di noi prima di un incontro importante, nella propria testa, sogna il momento di gloria che vivrà dopo l’appuntamento e la conquista finale del cliente, del Venture Capital o del partner. Il sogno è sempre lo stesso: “tutto andrà bene, sarà tutto perfetto, sarò talmente convincente e non ci saranno possibilità di errore“. Sicuramente sarà così, ma per avere la certezza che tutto andrà secondo i nostri piani è necessario prepararsi. Non è possibile, approcciare un incontro, senza un minimo di messa a punto, se non fosse anche solo il classicco “trucco e parrucco”.

Un appuntamento importante come quello di presentazione del proprio progetto ad un VC/Angel o altro, non cade dal cielo e non si incontra il partner della vita, quello con il quale scocca il colpo di fulmine, stando in ufficio, rintanati di fronte alle righe di codice o alle proprie slide: bisogna esser presenti agli eventi, scegliere quelli giusti in base al proprio tipo di progetto e contesto, fare networking e generare l’opportunità: non si può pensare che qualcuno, un giorno, si presenti alla vostra porta come il postino, dicendo “Salve, le voglio dare 500K perchè abita in un bel palazzo“. Se succedesse, potreste vantarvi di aver un gran culo. Ma di quelli epocali.

Trovato l’evento e fissato l’appuntamento sarà necessario preparare la propria presentazione ed esser pronti, non dico a tutto perchè ci sarà sempre la domanda che vi coglierà impreparati, a gestire anche situazioni di emergenza.

Quelli che seguono sono gli 11 suggerimenti che ho inserito nelle slide:

1. L’approccio: Divertente, Indimenticabile, Semplice e Sicuro
Fate in modo che la presentazione sia semplice e non prolissa, senza utilizzo di termini tecnici ma allo stesso tempo divertente e facilmente memorizzabile.

2. Presentatevi: Chi sei e cosa fai
E’ importante far capire alle persone che seguono la presentazione, chi hanno di fronte, chi siete e di cosa vi occupate e quali sono le vostre esperienze.

3. Fate capire che sapete quali sono i problemi, e come risolverli
Prima di presentare un prodotto, un servizio ed una soluzione, è fondamentale far capire che siete a conoscenza del problema, cosa è come si verifica, chi coinvolge e cosa implica in termini di impatto sociale ed economico. Il problema è una questione di percezione: il mio problema, non è un vostro problema.

4. Ma soprattutto, avete la soluzione che rende felici
Descrivete la vostra soluzione, rendetela importante, fatene capire i benefici ed argomentate il motivo per cui qualcuno dovrebbe utilizzarla.

5. Parlate di dimensioni: Utenti, Mercato, Utilizzo e Crescita
Portate informazioni relative al mercato, agli utenti, l’utilizzo di un certo tipo di strumenti o prodotti, e descrivete la crescita del mercato al quale vi rivolgete.

6. Quanto e come guadagnerete: entrate, revenue e canali
Spiegate il vostro modello di business, le tipologie di entrate e le modalità dirette o indirette di revenue

7. I vostri concorrenti: punti di forza, punti di debolezza e differenze
Presentate il mercato ed i vostri concorrenti: evidenziate i punti di forza e debolezza, descrivete le differenze con la vostra soluzione e cosa vi differenzia. Se siete in un mercato di nicchia, evidenziatelo.

8. Strumenti del mestiere: know how, expertise e tecnologie
Valorizzate le vostre competenze ed esperienze, fate capire che avete una tecnologia migliore (o proprietaria) rispetto alle altre sul mercato

9. Come convincerete tutti: canali, costi, volumi e conversioni
Evidenziate il vostro piano di marketing e come raggiungerete i clienti, la distribuzione, i costi e come misurerete il ritorno e le conversioni dell’investimento fatto.

10. Presentate i vostri colleghi
Date evidenza del vostro team, della competenza: esaltate i Geeks e la loro preparazione tecnica, le persone del marketing e del sales e la loro rete di relazioni, gli imprenditori e le loro esperienze ed investimenti.

11. Parlate di soldi, e come vorreste investirli
Fate capire in modo diretto e puntuale cosa farete con i soldi, gli investimenti in infrastrutture, le assunzioni e le attività di marketing.

E se “l’amore” non dovesse scoccare a questo incontro, perchè qualcosa è andato storto, cercate di capire cosa non ha funzionato, analizzate quanto fatto, imparate da questa esperienza e riprovate di nuovo.

L’idea della presentazione di queste slide parte dalla metafora che l’approccio che si deve tenere durante la presentazione ad un Venture Capital è lo stesso da tenere durante l’incontro con una donna. Ovviamente alcuni passaggi sono un pò forzati, ma la particolarità delle slide, sta nel fatto che se leggete le slide in modo solo testuale (elenco puntato che ho riportato sopra) non daranno adito a doppi sensi, mentre se le leggete con le immagini trasformano completamente la percezione e rendono alcuni messaggi “ambigui” 🙂

Qualcuno mi ha detto che è una presentazione maschilista: non è così, posso assicurarvelo, anzi, se volete potete trasformare donna in uomo (io ovviamente l’ho fatto dal mio punto di vista) e vi accorgerete che il messaggio è lo stesso.

Ecco, beccatevi le slide! 🙂

45 punti da tenere a mente quando si crea una startup

Questa mattina leggendo un pò di feed mi sono ritrovato in un post pubblicato da The Next Web dal titolo 5 months, 45 startup lessons learned nel quale Tomer Tagrin fondatore di Yopto racconta i suoi 5 mesi di esperienza nella realizzazione di questa startup e le 45 lezioni che ha imparato. Un elenco di 45 punti tutti da tenere a mente, tutti assolutamente condivisibili e che vi riporto qui di seguito indicando in neretto quelli che secondo me sono fondamentali e che riprendono molto quanto scritto nel post How To Build a Startup 72h dopo aver dato vita a Yeplike:

  • If you are not working on your best idea right now, you’re doing it wrong. (David Hansson)
  • Startup is 10% idea, 90% execution
  • Execution is 85% the people who execute
  • Your co-founder should be better than you
  • Distinguish between core issues and just noise
  • A technological barrier is not enough, create a marketing barrier as well
  • Maximize your potential before raising money
  • People care about their problems, not your solutions. (Dave McClure)
  • Raising money sucks
  • Closing an investment round doesn’t
  • Don’t do it alone, just don’t
  • Consume every piece of relevant data out there
  • Hire great people and give them the freedom to assume. (Andrew Mason)
  • Know how to prioritize your time
  • Pivot, iteration and adapting is part of your startup DNA
  • Just be, there are no excuses
  • The number one priority is production
  • Your most unhappy customers are your greatest source of learning. (Bill Gates)
  • An article from a tech site is not a marketing plan
  • Distribution is your biggest problem, think of a solution
  • Enjoy those small victories, you need it
  • Learn from those small failures, you need the lesson
  • Get along with your investors, they are part of the family!
  • Whatever you think … Think bigger. (Tony Hsieh)
  • Blog before you have a product
  • Don’t torture yourself on every mistake, even if it’s the same one
  • If the founders can’t build and manage the idea, switch the idea
  • Meet with customers before you have a product
  • Geeks are the new rockstars
  • Master your domain
  • Be a true member of your customers’ community
  • Be confident, don’t let anyone mess with your dream
  • Listen to other people -you don’t know everything
  • Sell before you have a product
  • If you can’t sell the idea, you won’t be able to sell the product
  • I have not failed. I’ve just found 10,000 ways that don’t work. (Thomas Edison)
  • Words to keep in mind: Customer, Sales, Production, Customer
  • Words you can’t ignore: Mobile, Tablet, Social, iPad
  • Track your data, learn from it, improve from it
  • Most things take 3-5 times the amount of time you planned
  • Viral is a tough nut to crack
  • Visualize what you want to achieve and go for it
  • Always move forward and know how to measure it if you’re not
  • Your success = the value you give a segmented sector of people
  • Be amazing, Be everywhere, Be Real (Jason Calacanis)
  • Be Social, Be Viral (Fabio Lalli 😉 )

Una idea è fondamentale per iniziare e senza di quella non c’è progetto che parta, ma l’esecuzione e la realizzazione sono fondamentali e senza queste l’idea rimane un sogno che prima o poi rischia di diventare anche un rimpianto e per alcuni l’incubo di aver perso un opportunità. La vostra idea deve risolvere un problema e un esigenza o semplicemente divertire: se non ha uno di queste caratteristiche, a cosa serve?

Per ottimizzare i tempi e massimizzare l’esecuzione è necessario non ascoltare “il canto delle sirene: il rumore di fondo, le distrazioni, le chiacchiere e la voglia, fisiologica, di sfornare altre idee distolgono l’attenzione e fanno perdere di vista l’obiettivo principale del progetto ed allungano i tempi al punto che ci sarà qualcuno, da un altra parte del mondo che avrà avuto la stessa vostra idea, magari dopo di voi, ma completata prima.

Il team con il quale condividere il progetto è l’ingrediente che può far la differenza e per farci raggiungere l’eccellenza: esser da soli o avvalersi di persone meno preparate pensando di tutelare l’idea e l’ownership della startup, farà naufragare sicuramente il progetto. C’è bisogno di circondarsi di persone preparate, anche più di voi e con le quali condividere l’esperienza, i successi e gli insuccessi.

Credere nel progetto, focalizzare l’obiettivo, pensare in grande, godere dei primi risultati (anche se piccoli) e non aver paura di sbagliare, perchè come dice Thomas Edison, abbiamo imparato sicuramente 10000 cose e anche se sbagliamo, probabilmente nella prossima esperienza non ripeteremo lo stesso errore o se le faremo, verrà fatto con una consapevolezza diversa, più forte.

Misurare i risultati, confrontarsi ed ascoltare quello che si dice del vostro prodotto è necessario per poter migliorare ed è la chiave del successo e dell’evoluzione: se non si ha predisposizione ad accettare le critiche e la capacità di metabolizzarle, si rischia di fare un prodotto o sviluppare un idea ad uso e consumo personale.

Voi cosa ne pensate?

La passione dello Startupper

Vi riporto una citazione Zen (letta su alcune slide durante un talk di Enrico Castellano allo Startup Week End di Torino) che a mio avviso riassume i valori, gli ideali ed il modo di vivere la vita lavorativa e privata dello Startupper:

Chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione.

Con difficoltà sa cos’è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando.

Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

Ecco, questo è quello che mi da adrenalina, che mi da l’energia e mi fa lavorare, divertendomi, 24h su 24h, 7gg su 7gg, 365 giorni all’anno e che vorrei far capire ad amici, familiari, conoscenti e colleghi quando mi chiedono perchè e come: “Si, mi drogo, di passione, per il mio lavoro.”

Startup Week End: Live blogging

Ore 23.00: Cena, dopo cena, birretta e tutti a casa: ragazzi grazie a tutti, è stata veramente una bella esperienza.

Ore 19.40: E ora …. SE MAGNA!

Ore 19.38: The winner is …. MOMSQUARE

Ore 19.35: Secondi classificati a pari merito SIMPLYASKIT e HABITUDE

Ore 19.35: Terzo classificato SPORTSQUARE

Ore 19:28: le presentazioni sono finite, tra poco si inizia con la votazione.

Ore 19.12: Guido Parissetti presenta BUONO&VICINO

Ore 19.07: Leonardo Pelliciotta presenta WEBTELEVIDEO

Ore 18.55: Gianluigi Bortoluzzi presenta FINDTOOTH

Ore 18.43: Andrea Giusano presenta PILLIT

Ore 18.33: Antonio Orlando presenta SIMPLYASKIT

Ore 18.25: Federico Baravalle presenta BEDFRIEND

Ore 18.17: Gabriella Taddeo presenta MOMSQUARE

Ore 18.09: Gabriele Costamagna con SPORTSQUARE

Ore 18.02: Riccardo Candiotti presenta VENTOORE

Ore 17.52: Edoardo Serra presenta TASSA.LI

Ore 17:40 : Iniziano i pitch: parte Claudio Carnino con HABITUDE

Ore 17.35: Iniziano le presentazioni, con l’ordine:

  1. Habitude
  2. Tassa.li
  3. Ventoore
  4. Sportsquare
  5. Momsquare
  6. Bedfriend
  7. Simplyaskit
  8. Pillit
  9. Findtooth
  10. Buono & Vicino
  11. Web televideo

Ore 17:30 : Presentazione di snakeit – Real & crazy, una startup nata durante la Startup Week End di Milano

Ore 17:15: Si chiudono le attività e tra poco partono le presentazioni.

Ore 15.45: Tassali! (http://tassa.li) è un’applicazione mobile che ti dà la possibilità di condividere in modo anonimo l’evasione fiscale di un locale, un negozio o qualsiasi attività. Ogni volta che un utente non riceve un regolare scontrino fiscale per beni e servizi che effettivamente pagato, utilizzerà tassa.li! Non viene memorizzato alcun dato dell’utente e della struttura. L’obiettivo è raccogliere dati e dare visibilità dello stato di evasione fiscale ed esporre dati e grafici con obiettivo unicamente sociale.

  • Modello di business: Servizio Socialmente Utile
  • Team: Serra Edoardo, Riccardo Triolo, Ciro Spedaliere, Nicoletta Donadio, Bruno Bellissimo

Ore: 15:20 : Ricominciano le attività ed aumenta il fermento per la chiusura dei lavori

Ore 14.50: Marca Sbardella presenta Skuola.net

Ore 14.40: Enrico Castellano cita un detto Zen: “Chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cos’è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

Ore 14.15: Enrico Castellano – Co-founder Italian Angels for Growth parla di spunti sull’Innovazione e i finanziamenti.

Ore 14:00: Iniziano i talk. Il primo è Emil Abirashid con Startup Business che presenta il sito, il network e le modalità di accesso.

Ore 13:15 : Pausa pranzo

Ore 13:00SportSquare – Un social game basato su Facebook che permette agli utenti di gestire una società sportiva collaborando con il network di amici.

  • Modello di business: freemium, premium (acquisto di gift e servizi), advertising interno al gioco
  • Team: Gabriele Costamagna, Alex Carpentieri, Alessandro Restagno, Gabriele D’Amico

Ore 12:00Ventoore – Una directory di startup non solo tech con funzionalità di raccomandazione e possibilità per le companies di aggiungere informazioni relative allo stato di evoluzione della società, investimenti, clienti e dare così visibilità ai nuovi possibili investitori.

  • Modello di Business: da valutare
  • Team: Riccardo Candiotti, Emilio Del Giudice

Ore 11:00Pillit – Un sistema che aggrega notizie e permette agli utenti di contribuire con pillole di contenuti ed influenzare la rete di amici che utilizzano il sistema attraverso un sistema di feedback e rating. Verrà sviluppato come piattaforma per Tablet (ipad, Galaxy…)

  • Modello di business: Advertising e differenziazione tra app servizio free e premium
  • Team: David Santucci, Marco Torello, Andrea Allara, Andrea Gulisano, Roberto Cena

Ore 10:00SimplyAskIt – Realizza i tuoi desideri con l’aiuto degli altri. Il sistema ti permette di consente di inserire 3 desideri e permette agli utenti di tovare persone che aiutino alla realizzazione attraverso meccaniche di gaming. Sarà sviluppata un applicazione web, e un applicazione Mobile.

  • Modello di Business: Advertising contestualizzato, Canone per utilizzo di un sistema di analisi per aziende, Sistemi di Gruppi di acquisto
  • Team: Antonio Orlando, Andrea Buffa, Marcello Valentini

Ore 9.00: con un pò di ritardo e sonno cominciano ad arrivare gli startupper

Domenica 13 marzo, inizia il secondo giorno

Ore 21.20: Fine seconda giornata, domani ultima e votazioni. I lavori continuano e mi mancano ancora alcune startup con le quali fare un pò di brainstorming. Bravi a tutti i ragazzi

Ore 20.30BedFriend è un social network per dare la possibilità agli utenti di costruire “amicizie di letto” all’interno della rete degli amici presenti in Facebook e selezione di profili di utenti per affinità psicologiche.

  • Modello di Business: Vendita di crediti per l’acquisto di servizi interni al portale (matching con possibili partner). Altro modello di business la vendita di ranking per visualizzazione del proprio account, advertising.
  • Team: Baravalle Federico, Giorgio Pivano, Mauro Ramero, William Carbonaro, Davide Viroglio

Ore 20.30: Cena e catering.

Ore 19.00: Findtouth, ritroviamo i nostri oggetti. Un sistema che permette di cercare degli oggetti persi. Attraverso un sistema di comunicazione e ricerca installato su Mobile che comunica con gli oggetti associati ad un etichetta Bluetouth. La community che si sviluppa potrebbe aiutare gli utenti a ricercare gli oggetti dispersi.

  • Modello di Business: produzione oggetti da vendere, campagne di marketing per brand
  • Team: Bortoluzzi Gianluigi, Massimiliano Leon, Giulia Villirilli, Nuora Pagano, Guglielmo Apolloni, Rico Di Marco, Andrea Di Domenico

Ore 16.50: Buono&Vicino è un servizio che permette a produttori locali di entrare in relazione con consumatori sfruttando la localizzazione. Il produttore è visto come partner del servizio. Il cliente finale è il consumatore. Sarà sviluppata una applicazione web e una applicazione mobile che potrà esser utilizzata anche dai turisti.

  • Modello di business: Ecommerce e vendita di advertising georeferenziata, canone di servizio degli enti locali
  • Team: Vincenzo Notaristefano, Federica Ugolini, Giorgio Feletta, Guido Parisse, Andrea Scarpelli (@andreascarpelli), Gabriele Kahout, Sara Pellerino, Diego Trinciarelli

Ore 15.50:  Mom2Mom è servizio che permette alle mamme di condividere risorse, generare reti sociali, e organizzare e sfruttare il tempo messo a disposizione dalle altre mamme. Permette alle mamme di condividere le agende, creare eventi ed invitare le mamme ed i bambini. Il legame tra le mamme è basato su un legame forte di amicizia (stile facebook) e permette di gestire informazioni geolocalizzate.

  • Modello di business: advertinsng geolocalizzato, canone utilizzo per aziende ed enti che erogano servizi alle mamme, fee su gruppi di acquisto
  • Team: Lorenzo Setale (@koalalorenzo), Annalisa Puracchio (@alisoba), Stefano Baglio, Gabriella Taddeo, Marco Ciccolini (@overthestop)

Ore 14.00: Comincia la sessione pomeridiana, iniziano i Talk prima di riprendere i lavori: Timo Railo, Trampoline e poi tocca a me.

Ore 13.00: Paura pranzo

Ore 12.14: La prima Startup con la quale mi sono un pò confrontato si chiama Habitude (deriva da Habit + Attitude). Sono un team veramente sul pezzo: sono già passati alla definizione dei web services, hanno definito la grafica e stanno già partendo con il progetto iphone. L’applicazione aiuta l’utente a raggiungere i propri obiettivi e a rimuovere le cattive abitudini (smettere di furmare, perdere peso, iniziare a fare sport). Utilizzando l’app l’utente guadagna Badge, punti da collezionare e può “pavoneggiarsi” con gli amici attraverso un sistema di Social Gaming.

  • Modello di business: due applicazioni Free e Premium. La versione Free permette di aggiungere un solo obiettivo, mentre nella versione Pro si possono aggiungere obiettivi contemporaneamente.
  • Team: Claudio Carnino (@ccarnino), Marco Musella (@i_mush), Simone Piccato,  Timo Railo (@eastdigital), Elisa Sorce, Gabriella Ceccarelli

Ore 10.31: i gruppi di lavoro hanno iniziato il brainstorming. La separazione delle sale non aggrega molto e genera l’effetto biblioteca (eccessivo silenzio e poca energia nell’aria per adesso).

Ore: 9.47: errata corrige, si organizzano LE sale. Purtroppo al Politecnico non c’è la possibilità di portare tutti nella grande sala per la mancanza di tavoli (almeno per adesso). Si perde un pò lo spirito aggregativo dell’evento, separando tutti in sale diverse, ma se questa è l’unica possibilità dovremo adattarci. Sarà un pò un casino per gli interventi e la possibilità di far partecipare tutti.

Ore: 9.34: la sala è praticamente vuota, mancano ancora moltissime persone. Intanto organizziamo la sala.

Inizia la giornata dello Startup Week End di Torino.

Startup Week Torino: appunti del primo giorno

Dopo Roma e Milano, anche Torino finalmente ospita lo Startup Week End, un fine settimana (11, 12 e 13 marzo 2011) durante il quale ci si incontra per costruire una o più startup. Il format è sempre lo stesso: si sceglie un’idea di business, si progetta e si costruisce un prototipo funzionante ed un modello da presentare, si presenta alla giuria.

A differenza dell’evento di Roma, durante il quale partecipai come startupper nel gruppo di QuickJobs.me che si aggiudicò il primo posto, in questa sessione Torinese partecipo come mentore, rappresentante degli Indigeni Digitali (media partner dell’evento) e sono parte della commissione di valutazione.

La location scelta è il Politecnico di Torino precisamente all’interno del I3P, Incubatore Imprese Innovative. Questa prima giornata è iniziata alle 18.15 e tra qualche ritardatario, la procedura di registrazione e un minimo di organizzazione della sala, si sono fatte le 19.10 quando è stato dato il benvenuto a tutti i partecipanti (circa 40 sviluppatori, 60 persone totale). Completate tutte le presentazioni di rito, sponsor, case history (Qurami) ed organizzazione, è stato dato il via alle presentazioni delle idee.

Si sono presentate 29 persone tra cui alcuni startupper “seriali”, studenti del Politecnico di Torino ed alcuni ragazzi venuti da fuori (Milano, Brescia, Roma…).

La cosa che mi ha più colpito durante questa prima fase, senza entrare nel dettaglio delle singole idee presentate delle quali cercherò di capirne meglio i singoli modelli domani durante le sessioni lavorative, sono stati alcuni errori ricorrenti (e sui quali è forse il caso lavorare un pò di più) che ho notato durante le presentazioni dei ragazzi. Cerco di riepilogarli per punti:

  1. Al momento della presentazione, quasi nessuno ha scandito in modo deciso il proprio nome e cognome;
  2. In quasi tutti i casi, non è stato comunicato il nome del progetto e nei rari casi in cui è stato fatto, non si è capito o era poco chiaro;
  3. In quasi tutte le presentazioni non è stato comunicato il problema che si vuole risolvere;
  4. Molti ragazzi presentavano la propria idea con le mani in tasca e con una postura poco “elegante”;
  5. Ho notato poca determinazione e pochissimo coinvolgimento;
  6. Quasi tutte le presentazioni non erano state preparate ed era evidente dalla mancanza di contenuto;

E ovvio che queste non sono critiche distruttive ma semplici segnalazioni per migliorare le prossime presentazioni, anche perchè sono cosciente che molti startupper sono giovani e non hanno mai affronotato un pitch.

Alla fine delle votazioni, sono state selezionate le 12 idee che andranno alla fase successiva. In ordine di voti ricevuti, le startup selezionate sono state le seguenti:

  • Bedfriend – Social per trovare amici di letto (ristretto)
  • Check-in my goals  – App gestione obiettivi, step by step checkin
  • Cibo buono a Km 0 – App per ricercare online il buon cibo a Km 0
  • Raccomanda il tuo programma televisivo – Motore raccomandazione programmi televisivi
  • Relationship social game for couple – Relationship game for couple based on tasks
  • Esaudisci i desideri online  – Sito web per esaudire i desideri (social)
  • Social network mamme
  • Sito per investire direttamente su startup social game sportivo
  • Social game x virtualizzare il mondo sportivo trova lo scontrino
  • App x Taggare locali dove si è emesso scontri Oggetti smarriti
  • Dispositivo per ritrovare le cose
  • Aglink – Piattaforma creazione pillole di informazione assumi uno sviluppatore
  • Web app per hiring di sviluppatori

Alle ore 21 circa è stato servito il catering: eccezionale, di gran lunga superiore a quello di Roma. Ore 22 circa, tutti a casa. Domani si comincia a lavorare.

Io farò un pò di Live Blogging: se vi va, son qui. Enjoy!

How to build a Startup [72h] // Ignite al Codemotion 2011

Oggi a Roma si è svolto il Codemotion, un evento che ha smosso oltre 1500 developer da tutta Italia e li ha aggregati presso l’Università di Roma 3. Anche se ho avuto la possibilità di partecipare solo per metà all’evento, essendo arrivato alle 14 circa, posso dire che è stata un vera e bella esperienza. E’ assolutamente d’obbligo fare i complimenti all’organizzazione.

Nella sala N12 a partire dalle 15.30 si è svolta una sessione di Ignite durante la quale ho presentato un talk dal titolo “How to build a Startup [72h]” ossia l’esperienza fatta durante lo sviluppo della neo-startup YepLike! , di cui ho già parlato nel post YepLike! Startup in 72 ore.

Ho cercato di sintetizzare, in 20 slide per 5 minuti, l’esperienza della creazione di una startup con un modalità di fast-execution (forse anche troppo fast, ma si trattava di un esperimento!), provando a trasmettere alcuni principi che ritengo molto validi indipendentemente dalla tipologia di progetto che si vuole affrontare:

  1. Si possono avere 10, 100, 1000 idee, ma se non vengono messe in pratica, è come non averle avute. Anzi in alcuni casi è peggio perchè aumenta il livello di frustrazione personale. Della serie… “cazzarola l’ho pensato, l’hanno fatto altri, potevo farlo io“. Bisogna fare, non solo sognare;
  2. Anche se si pensa di aver trovato un’idea unica, bisogna sempre considerare sempre che in qualche parte del mondo c’è qualcuno che pensando contemporaneamente la stessa cosa, e magari, ha già iniziato a produrla. Bisogna attivarsi e non ci si può fermare pensando di riuscire ad analizzare tutto. Queste sono seghe mentali, quelle che ho definito Mental Masturbations (scusate la traduzione ma era il modo migliore di esprimere il concetto);
  3. Organizzarsi rapidamente, strutturate un team, se possibile, affiatato e con un forte commitment e coinvolgimento;
  4. Assegnare ruoli, task e attività in modo puntuale, così da evitare perdite di tempo, in attesa di capire chi deve fare cosa;
  5. Ottimizzare il tempo e pianificarlo focalizzando il piano su pochi obiettivi, ma determinanti, nell’immediato;
  6. Puntare all’essenziale, al cuore di quello che si vuole sviluppare, tralasciando le funzionalità secondarie, gli abbellimenti e il perfezionamento, ad un seconda fase;
  7. Evitare distrazioni;
  8. Divertirsi lavorando, perchè senza il divertimento non c’è progetto che riesca.

Vi riporto le slide in lingua inglese che ho presentato, e non appena sarà pubblicato in rete, inserirò anche il link al video dell’intervento.

PS: Se trovate dei refusi nelle slide, perdonatemi: queste slide sono state preparate a 3 ore dall’evento, avendo scelto solo oggi di partecipare!

YepLike! Startup in 72 ore

Qualche notte fa, precisamente venerdì 18 febbraio, in preda al delirio da febbre ed influenza e dopo essermi svegliato a notte fonda e con un deciso giramento di scatole (ma è possibile che uno a 33 anni debba avere la febbre come i bambini!?), mi è venuta in mente un idea tanto stupida quanto simpatica: voglio mettere Like e DisLike, pollici alti e pollici bassi a tutto ciò che non funzionava del mondo reale, insomma altro che internet degli oggetti, Internet of Things, o realtà aumentata…. semplicemente un Like degli oggetti!

Senza vedere se in rete fosse presente o meno qualcosa di simile ed in preda all’euforia da startup (non a caso Nicola Mattina mi definisce Startupparo compulsivo….), mi sono messo a fare una rapida progettazione ed un mockup con Balsamiq. Dopo un paio d’ore di scarabocchi, due righe e un qualche schemi ER, ho deciso di andare avanti: voglio fare una startup in 72 ore, e si chiamerà YepLike! Like or DisLike the World.

Quindi, per potercela fare, è necessario un piano di azione mirato e ottimizzato al massimo:

  1. Definizione del team e ruoli
  2. Definizione delle funzionalità di base
  3. Organizzazione dell’infrastruttura e tecnologie
  4. Poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia (un modo di dire … sostanza!)
  5. Sviluppo e Buzz!
  6. Pubblicazione su AppleStore

Partiamo dal primo punto: team e ruoli. Diciamo che di solito mi piace condividere con il network degli Indigeni Digitali le iniziative e vedere chi partecipa. In questo caso però avendo poco tempo a disposizione, sono andato a colpo sicuro su Crino77 e  Alisoba : dopotutto, squadra che funziona (vedi Baby2.0) non si tocca. I ruoli sono sempre gli stessi: Crino al Mobile, Alisoba al design/web/comunicazione e io alla parte Marketing/Web e fuffe varie. Ed il primo punto è smarcato con una email di condivisione del progetto ed il mockup.

Secondo punto: funzionalità di base. Quando si parte con un progetto è facile che ci si faccia prendere dalle manie di grandezza e si cominci a fantasticare intorno all’idea di base montando castelli e tante altre funzionalità. L’effetto di questo errore è che tutto il progetto ci mette più tempo ad uscire e partire. No, non voglio fare questo errore: poche funzionalità e subito. YepLike deve fare 1 cosa: Scatta una foto e la sparo sul sito, geolocalizzata e con il watermark del LIKE o del DISLIKE. Alle altre funzionalità penseremo dopo.

Terzo punto: organizzazione dell’infrastruttura e tecnologie. Considerando il tipo di mestiere che dovrà svolgere questa applicazione (scattare foto ed inviarle al server), in caso di numeri considerevoli di traffico, il sistema dovrà scalare rapidamente sia in termini di storage, che di DataBase e di banda dedicata. L’idea immediata è stata quella di Amazon S3 Storage, ma dopo una rapida verifica, tra attivazione e test vari non ci saremmo stati con i tempi. Abbiamo quindi optato per un servizio, temporaneo, di hosting dedicato e pronto per partire. Tecnologia scelta: Objective-C per iPhone, PhP e MySQL inizialmente per la parte di applicazione Web.

Quarto punto: poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia. Come per il secondo punto, uno dei problemi principali di chi parte con un progetto, è quello di voler far uscire tutto già al massimo della perfezione. La domanda che mi sono fatto è: ma esiste una perfezione o si deve ambire ad essa? Io sono per la seconda, e quindi, visto che parliamo di una startup da fare in sole 72h, non dobbiamo fare i preziosi e dobbiamo esser coscienti che ci saranno molte cose da migliorare. Puntiamo a chiudere un applicazione con una UI decente, intuitiva e fruibile ed un sistema stabile. Poi i fiocchetti e tutti gli abbellimenti verranno dopo.

Quinto punto: sviluppo e buzz. Lo sviluppo è iniziato in modo parallelo tra web e iPhone. Da una parte le API che espongono i metodi di Register, Login, Post e dall’altra le chiamate del dispositivo mobile. Infine abbiamo completato la parte web di front end. Visto il poco tempo a disposizione e considerato che sono dell’idea che il marketing serva anche ad una startup (non come ho letto in questo post…) , mentre lo sviluppo andava avanti, mi sono mosso su più fronti per iniziare a far parlare di YepLike! creando un pò di curiosità e cominciando a raccogliere email per l’invito al momento dell’uscita dell’applicazione in Apple Store. Attualmente abbiamo 350 email di utenti in attesa, di cui il 50% è fuori dall’Italia.

Sesto ed ultimo punto: Pubblicazione su Apple Store. Tutto quello che avete letto qui sopra è stato fatto in 7 giorni solari, ma con un totale effettivo di circa 72 ore lavorate . Da questa mattina siamo in stato di Review sull’App Store, quindi si tratta veramente di poche ore e poi YepLike! sarà disponibile. Ovviamente senza un team così affiatato e con un alto commitment non ce l’avremmo mai fatta: grazie Cri, grazie Ali!

Adesso stiamo già lavorando su:

  1. Sviluppare le funzionalità mancanti: visualizzazione su mappa dei like/dislike lato iPhone, gallery personale e pubbliche
  2. Migliorare l’interfaccia dell’applicazione e del sito
  3. Rivedere la tag line e la comunicazione
  4. Predisporre un codice e una struttura più scalabile e pronta ad una potenziale crescita

Ora non ci resta che aspettare e vedere come va. Certo, aver fatto un applicazione che permette di fare Like e dislike agli oggetti, proprio quando Facebook modifica la modalità di funzionamento del Like e la Diesel lancia una sua applicazione per il Dislike, … mi fa pensare proprio bene! Che avessimo azzeccato veramente una Killer Application… 🙂

Nel frattempo se volete potete lasciare la vostra email sul sito per poter ricevere anche voi l’avviso. Enjoy!