Un libro in crowdsourcing per la Cultura Digitale

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Quello che mi ha sempre affascinato della rete è la modalità in cui, in questo meta-luogo, si conoscono e si vivono ruoli e identità diverse da quelle a cui siamo abituati. La rete ci ha dato la possibilità di imparare, conoscere, sbagliare e riprovare, ed è divenuto il catalizzatore della trasformazione e dell’innovazione sociale trasformandosi in quello spazio dove si può criticare, partecipare e condividere idee, progetti e pensieri per cambiare lo stato presente delle cose.

Tempo fa ho iniziato a scrivere post relativi alla Cultura Digitale al suo significato e all’impatto che ha avuto sulla nostra vita, sul modo di relazionarci, pensare ed agire. Argomento talmente tanto affascinante che è nata l’idea di scriverne un libro. Ad oggi, dopo qualche mese passato a scrivere, una buona parte del libro è pronta. Rileggendolo in questi giorni ho avuto però la sensazione che mancasse qualcosa di importante: il contributo della rete. Come si può scrivere un libro così, senza portarci dentro il contributo della rete stessa? E così ho pensato di ricorrere ad un pò di crowdsourcing. L’idea è quindi quella di raccogliere contributi dalla rete fino al 01 maggio 2011 e poi, riportare tutto nel libro a corredo di quanto già scritto.

E così in questi giorni, avendo la fortuna di essermi comprato il dominio CulturaDigitale.com già da un pò di tempo, ho tirato su un paio di pagine web per raccogliere un pò di pareri e pensieri dalla rete.

Se volete partecipare dovete semplicemente effettuare l’autenticazione con Facebook e compilare il modulo che si presenterà. Le informazioni sono poche: un indirizzo email, una risposta alla domanda “Cos’è per te la Cultura Digitale?” e 3 aggettivi che secondo voi sono associabili alla Cultura Digitale.

I dati verranno raccolti in un database e riportati sul sito in tempo reale:

  1. Sotto forma di Tag Cloud
  2. All’interno di una pagina dedicata a ciascun utente (come quella nell’immagine qui sotto)

Per correttezza e trasperenza, e visto che qualcuno mi ha chiesto come mai è stato utilizzato Facebook, vi avviso che i dati che verranno memorizzati, oltre alle informazioni che state inviando, saranno il sesso, la città e la data di nascita. Non appena il libro sarà pronto vi notificherò con una mail la pubblicazione.

Insomma, vi ho convinti? Partecipate con questo piccolo contributo? Proviamo a costruire un libro (o un eBook) in questo modo? Grazie a tutti quelli che parteciperanno 😉

PS: L’iniziativa la stiamo promovendo come Indigeni Digitali.

La cultura digitale, è roba da indigeni.

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Dell’Ignite e degli Indigeni ne avevo già parlato in un precedente post, ma adesso che in rete c’è il video, caricato da Elastic, non posso far altro che ricondividerlo anche sul mio blog. Fare un intervento dal vivo (il mio primo Ignite), su un argomento che ti sta così a cuore, non è facile, anzi. Ero un pò emozionato e si è visto un bel pò, ma spero che il messaggio e i valori degli Indigeni siano arrivati.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che l’hanno commentato, LIKEato e ricondiviso e anche Ruben Voci per aver ricondiviso sul suo status di Facebook pochi minuti fa, un pezzo del mio discorso, esordendo così:

E’ ufficiale: mi sento un indigeno digitale!
Condivido e cerco spazi e momenti di incontro per condividere problemi, casi di successo e insuccesso, oltre che soluzioni tecniche. Un punto d’incontro fondamentale di condivisione faccia a faccia per sbrogliare un problema o comunque fare qualcosa insieme. (dall’Ignite di …Fabio Lalli su Indigeni Digitali)

A breve si replica con un aperitivo degli Indigeni sia a Roma che Milano. Stay Tuned!

Io Amo Internet. Ecco perchè.

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In questo ultimo periodo mi sono domandato più volte perchè amo internet e perchè ho questa innata passione per la tecnologia. Sono arrivato alla conclusione che tutto è legato alla domanda: Internet ed il digitale ha cambiato in meglio la nostra vita?

Internet , il web 2.0, i servizi mobile e tutto il mondo digitale che ci orbita intorno ci ha cambiato, non è un modo di dire. Dagli smartphone all’iPad, dagli sms alla mail, dai feedrss ai tweet, dalla connessione a banda larga, ai pagamenti on line e ai pagamenti con cellulare, dai servizi in mobilità fino ai social network location-based, siamo sempre più legati al mondo digitale e la nostra routine giornaliera è sempre più legata ad un click e alle informazioni interconnesse tra di loro.

Ogni giorno tutte questi click mettono in relazione realtà e virtuale, ci forniscono nuove informazioni, ci permettono di sviluppare idee e nuovi business ma soprattutto ci permettono di comunicare ed interagire con persone spesso sconosciute e lontane, allargando orizzonti ed opportunità.

Il Web 2.0 sta creando nuove forme artistiche, nuovi mestieri e nuove correnti culturali. La rete ha dato spazio, voce, consapevolezza ed autorevolezza a chi, in altro modo, non ne avrebbe mai avuta ed in particolare ha dato visibilità a guerre altrimenti sconosciute. Ha permesso di salvare delle vite umane e ha portato la cultura e l’informazione dove non ci sarebbe stata la possibilità. Ha smosso la voglia di sapere e ha dato vita a piccole grandi rivoluzioni.

Internet ha ampliato le relazioni e allo stesso tempo ha reso molto più piccolo il mondo. L’ha reso un piccolo paese, un pò provinciale, nel quale una notizia o un inciucio si propaga rapidamente da news in messaggio, da post a tweet fino al rimbalzo cross mediale, in tv, dove arriva all’orecchio e alle persone ancora non connesse.

Semplicemente, ha già cambiato la nostra vita. Lo ha già fatto e continua a farlo ogni momento.

Ecco perchè io amo internet ed il vivere digitale.

IndigeniDigitali e cultura digitale

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Giovedì sera si è svolto l’ Ignite + Indigeni Digitali presso il NEW Egon di Roma. Bell’evento veramente.

Durante la serata ho presentato per la prima volta in pubblico, in qualità di fondatore, gli Indigeni Digitali. Ho presentato la filosofia degli Indigeni ed il vivere digitale.

Sposare questa filosofia significa sapersi confrontare ed ascoltare, voler condividere la propria conoscenza e le proprie esperienze, avere la passione per il digitale, essere amanti della tecnologia, sentirsi ricercatori di innovazione ed avere quella costante ed innata curiosità che genera adrealina e voglia di non dormire e allo stesso divertirsi con le persone che condividono gli stessi valori e le stesse idee. Questa è cultura digitale.

Queste sono le slide che ho presentato e che riassumono gli Indigeni Digitali.

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