Crowdsourcing si, crowdsourcing no

La crescente diffusione di Internet e della mobilitร  degli ultimi anni ci ha permesso di assistere negli ultimi anni alla crescita dei servizi virtuali come alternativa ai servizi fisici. Siamo passatiย dalla posta alla email, dallo shopping all’ecommerce, passando per la didattica e l’e-learning arrivando ai libri e gli e-book e cosรฌ via.ย ย La “virtualizzazione” dei servizi e delle informazioni ha dato vita a molteplici declinazioni e forme, tra cui il Crowdsourcing, fenomeno che recentemente ha iniziato a farsi conoscere.

Il termine, coniato da Jeff Howe, nell’articolo The Rise of Crowdsourcing,ย deriva dalla fusione di due parole, ovviamente, non italiane: da un lato crowd (collettivitร ) e dall’altra outsourcing (esternalizzazione). La coppia di parole spiega facilmente e in modo sintetico il significato di questo fenomeno: leย aziende propongono dei progetti o delle esigenze (anche problematiche) sul Web e la collettivitร , la rete fatta di addetti ai lavori e liberi professionisti interessati, attraverso il proprio contributo, propongono soluzioni e collaborano alla realizzazione del progetto. La particolaritร  di questa “metodologia” sta nel fatto che non รจ detto che ci sia un solo vincitore, anzi. Molto spesso, proprio perchรจ si tratta di una fucina di idee, proposte e collaborazioni, la soluzione arriva da piรน fronti e non รจ una sola.

Dal mio punto di vista il Crowdsourcing รจ una grandissima opportunitร  che va pianificata, gestita e governata con la coscienza che ha dei vantaggi ma anche degli svantaggi. Se da una parte infatti si ha un effetto di forteย riduzione del tempo di lavoro, il taglio dei costi e la partecipazione collettiva della comunitร  (alla quale non sempre per budget si avrebbe la possibilitร  di accedere), ย dall’altra parte c’รจ da tenere in considerazione anche alcuni rischi. In primis, come รจ noto,ย al basso costo non corrisponde sempre un’ottima qualitร  e secondo luogo che non รจ detto che la creativitร  proveniente dalla rete dia sempre nelle soluzioni migliori. Infatti, c’รจ da tenere in considerazione che non รจ facile gestire piรน persone e risorse contemporaneamente, geograficamente dislocate distanti ed ognuna con una propria metodologia di lavoro ed i propri tempi. Un ambiente lavorativo di un’impresa, in cui il gruppo piรน omogeneo รจ dislocato in un solo punto e con un coordinamento diretto, รจ certamente piรน semplice.

C’รจ da tenere in considerazione anche un altro effetto non meno importante. I professionisti che partecipano ad un progetto di crowdsourcing sono a rischio di perdita di tempo: partecipare ad una competizione con “troppi concorrenti” provenienti dalla rete, rischia di rendere un idea o una soluzione poco visibile e quindi non eleggibile, con il conseguente effetto che un lavoro non sia poi ripagato.

Organizzare una StartUp

L’esperienza vissuta in questo periodo, durante la creazione dell’UpStart Drink di Roma, mi ha fatto molto riflettere su pianificazione, organizzazione e collaborazione nell’era del web 2.0. E’ stato bello vedere come persone con competenze diverse e che tendenzialmente non hanno mai lavorato insieme, in poco tempo, utilizzando strumenti web e pochi formalismi, siano riuscite ad organizzare un evento con un discreto successo (!).

Ho pensato cosรฌ di condividere alcune idee ed alcuni spunti di riflessione che ritengo interessanti e innovativi su come approcciare ed organizzare lโ€™avvio di un progetto startup:

1. Passione e determinazione
Tirare fuori la passione, sarร  la caratteristica che farร  la differenza. Le idee presentate senza il calore di chi crede veramente nel progetto hanno una vita molto piรน breve. Andate dritti al vostro obiettivo e non girate intorno alle cose. Pochi giri di parole.

2. Culto del fare
E’ importante sicuramente avere idee, ma pensarle e non realizzarle รจ come non averle pensate.ย Seguire il Cult Of Done Manifesto

3. Collaborazione e condivisione
Utilizzare tutti gli strumenti che permettano un lavoro snello e dinamico e che vi permettano di condividere con il team del progetto tutte le informazioni e la documentazione. Io suggerisco strumenti come Google Calendar, Google Docs, Huddle, Doddle, Pooldaddy

4.ย Dinamicitร 
Comunicare rapidamente. E’ preferibile una breve e puntuale call su Skype con tutti i collaboratori, piuttosto che una pesante e, spesso, inutile riunione di un giorno. Il tempo รจ fondamentale.

5. Attenzione al tempo
Io utilizzo la Tecnica del Pomodoro non solo per lo sviluppo ma anche per la gestione di tutte le altre attivitร  quotidiane. E’ importante avere una visione dโ€™insieme e misurare nel dettaglio quanto ci stiamo impiegando, l’avanzamento, il tempo impiegato per le singole attivitร  e dove ci sono gli eventuali sprechi

Gli investitori che incontrerete, anche se la vostra idea sembra funzionare giร  a parole, saranno molto piรน interessati se potranno “toccare” qualcosa: una beta, un prototipo o qualunque altra cosa che dimostri la vostra โ€œpassioneโ€ nel progetto e le vostre capacitร  di realizzarlo saranno determinanti. I soldi poi (forse) arriverannoโ€ฆ In bocca al lupo.

Twitter e alcuni casi di Business

twitter-world - tutte le applicazioni nate da twitter e che hanno generato Business

Leggo sul blog diย  di Roberto Venturini, che seguo da un pรฒ di tempo, un articoloย  relativo al mondo di Twitter e tutto quello che ha generato.ย  L’articolo inizia cosรฌ:

Una delle caratteristiche piรน affascinanti di Internet รจ la sua capacitร  di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi possono essere usati, anche dalle PMI, per fare un marketing di innovazione… a condizione di sperimentare: รจ questo il caso di Twitter.

Mi succede una cosa strana: ogni volta che sento la parola Innovare, la mia attenzione sale alle stelle, se poi รจ abbinata a Microblogging e sistemi del web 2.0 diventa incontenibile la voglia di sapere, leggere e cercare. Comunque, torniamo a noi.

Anche se i sistemi di Microblogging, come ho giร  detto in altri post, vengono utilizzati principalmente per fini ludici e di passatempo, negli ultimi mesi, cosรฌ come per la maggior parte delle societร  nate nell’era del Web 2.0, l’attenzione si รจ focalizzata sul modello di Business e di come facciano a fare soldi.

utilizzati per informare i propri “amici” di ciรฒ che si fa o del proprio stato d’animo, lo strumento รจ stato usato con successo anche per applicazioni di tipo diverso, anche a fini commerciali e pubblicitari. Data la sua semplicitร  d’uso e il fatto che sia gratuito, questo ha attirato l’attenzione di aziende, anche di piccola dimensioni, attente all’innovazione nella comunicazione.

L’articolo di Venturini riporta 3 casi di successo:

  1. Twitter รจ stato utilizzato dalla NASA durante una raccolta di dati e opinioni sull’utilizzo dei soldi pubblici per missioni spaziali, in occasione del lancio della sonda spaziale Phoenix
  2. Kogi รจ un fast food ambulante e vende un particolare tipo di Barbecue Coreano a Los Angeles con due furgoni che seguono un itinerario di fermate prestabilito. Kogi ha utilizzato Twitter per informare in modo rapido e snello, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da rendere possibile organizzarsi a chi avesse voglia di quel cibo.
  3. Wine Library รจ una azienda vinicola americana che vende online. Attraverso l’utilizzo di Twitter รจ riuscita ad attirare a costo zero ben 1800 nuovi clienti .

Cosa si puรฒ imparare da questi casi? Beh, sicuramente che l’utilizzo dei diversi e piรน o meno sofisticati canali di comunicazione puรฒ generare un rapporto duraturo e un interazione continua con il pubblico. Vi rimando all’articolo integrale

A oltre 400.000 utonti non piace il nuovo facebook

Da ieri Facebook ha cambiato di nuovoย  volto e alcune delle sue pagine principali sono cambiate. Ovviamente puรฒ piacere o meno, ma il trambusto che sta generando questo cambiamento รจ mostruoso. Come era prevedibile, sorgono i gruppi che protestano e che rivogliono il vecchio Facebook. Vi segnalo alcuni gruppi che sono contro questa versione di Facebook:

Molte persone rivogliono il vecchio Facebook perchรจ del nuovo โ€œNON CI CAPISCONO NULLAโ€. Proprio adesso che stavano cominciando a capire il funzionamento di Facebook, glielo cambiano. Poveri, mannaggia a faccialibro… La gente non capisce perรฒ che partecipare a questi gruppi, non serve veramente a nulla ed il rivolgersi a Facebook dicendo “Ma perchรจ avete cambiato la grafica?” รจ completamente inutile. Come se Facebook leggesse tutti i messaggi….

Invece, alla faccia di tutte le discussioni degli esperti del web 2.0 che si fanno nei blog: grafica, struttura delle informazioni, ergonomia, usabilitร … e poi l’effetto รจ โ€œNON CI CAPISCO NULLAโ€. Mah! Tra le modifiche in effetti ci sono alcuno poco condivisibili: รจ per esempio scomparso il collegamento a GRUPPI dalla Home e tanti non sanno dove trovarlo (Suggerimento: dalla barra, in basso a sinistra…)

Che spettacolo! La cosa infine significativa รจ che questi gruppi e queste lamentale vengono quasi esclusivamente da gruppi Italiani…

Punto e a capo.

Ogni volta che mi trovo, o meglio mi ri-trovo, a scrivere il primo post del mio nuovo blog, sono sempre cosรฌ imbarazzato che non mi vengono piรน parole, la tastiera sembra diventare rigida ed รจ difficile scrivere. Questo blog ri-nasce con la voglia di parlare di temi piรน web 2.0: social network, blogging, mobile, web marketing, wordpress e molto altro ancora. Di blog che parlano di questi argomenti ce ne sono molti, ma per me sarร  un nuovo esercizio e sopratutto una sfida: affinare la mia tecnica , imparare a bloggare e archiviare tutto quello che durante il giorno trovo in rete.

Beh che dire, buona lettura, spero di non far troppo rumore. Punto e a capo.