Pitch&Love – L’investitore è come una donna. Bisogna sedurlo

Ieri al Forum della Comunicazione a Roma presso l’Auditorium si è svolta la seconda sessione di Ignite in programma, moderata inizialmente da me e poi conclusa da Nicola.

Ho presentato un intervento dal titolo: Pitch & Love “L’investitore è come una donna. Bisogna sedurlo”. In 5 minuti ho cercato di trasferire 11 indicazioni fondamentali che spesso non vengono prese in considerazione durante un talk o un elevator pitch e senza delle quali la presentazione può non risultare efficace, tanto da perdere l’occasione di far “innamorare” la persona che si ha di fronte in quel momento.

Tutta la presentazione parte dal principio che ognuno di noi prima di un incontro importante, nella propria testa, sogna il momento di gloria che vivrà dopo l’appuntamento e la conquista finale del cliente, del Venture Capital o del partner. Il sogno è sempre lo stesso: “tutto andrà bene, sarà tutto perfetto, sarò talmente convincente e non ci saranno possibilità di errore“. Sicuramente sarà così, ma per avere la certezza che tutto andrà secondo i nostri piani è necessario prepararsi. Non è possibile, approcciare un incontro, senza un minimo di messa a punto, se non fosse anche solo il classicco “trucco e parrucco”.

Un appuntamento importante come quello di presentazione del proprio progetto ad un VC/Angel o altro, non cade dal cielo e non si incontra il partner della vita, quello con il quale scocca il colpo di fulmine, stando in ufficio, rintanati di fronte alle righe di codice o alle proprie slide: bisogna esser presenti agli eventi, scegliere quelli giusti in base al proprio tipo di progetto e contesto, fare networking e generare l’opportunità: non si può pensare che qualcuno, un giorno, si presenti alla vostra porta come il postino, dicendo “Salve, le voglio dare 500K perchè abita in un bel palazzo“. Se succedesse, potreste vantarvi di aver un gran culo. Ma di quelli epocali.

Trovato l’evento e fissato l’appuntamento sarà necessario preparare la propria presentazione ed esser pronti, non dico a tutto perchè ci sarà sempre la domanda che vi coglierà impreparati, a gestire anche situazioni di emergenza.

Quelli che seguono sono gli 11 suggerimenti che ho inserito nelle slide:

1. L’approccio: Divertente, Indimenticabile, Semplice e Sicuro
Fate in modo che la presentazione sia semplice e non prolissa, senza utilizzo di termini tecnici ma allo stesso tempo divertente e facilmente memorizzabile.

2. Presentatevi: Chi sei e cosa fai
E’ importante far capire alle persone che seguono la presentazione, chi hanno di fronte, chi siete e di cosa vi occupate e quali sono le vostre esperienze.

3. Fate capire che sapete quali sono i problemi, e come risolverli
Prima di presentare un prodotto, un servizio ed una soluzione, è fondamentale far capire che siete a conoscenza del problema, cosa è come si verifica, chi coinvolge e cosa implica in termini di impatto sociale ed economico. Il problema è una questione di percezione: il mio problema, non è un vostro problema.

4. Ma soprattutto, avete la soluzione che rende felici
Descrivete la vostra soluzione, rendetela importante, fatene capire i benefici ed argomentate il motivo per cui qualcuno dovrebbe utilizzarla.

5. Parlate di dimensioni: Utenti, Mercato, Utilizzo e Crescita
Portate informazioni relative al mercato, agli utenti, l’utilizzo di un certo tipo di strumenti o prodotti, e descrivete la crescita del mercato al quale vi rivolgete.

6. Quanto e come guadagnerete: entrate, revenue e canali
Spiegate il vostro modello di business, le tipologie di entrate e le modalità dirette o indirette di revenue

7. I vostri concorrenti: punti di forza, punti di debolezza e differenze
Presentate il mercato ed i vostri concorrenti: evidenziate i punti di forza e debolezza, descrivete le differenze con la vostra soluzione e cosa vi differenzia. Se siete in un mercato di nicchia, evidenziatelo.

8. Strumenti del mestiere: know how, expertise e tecnologie
Valorizzate le vostre competenze ed esperienze, fate capire che avete una tecnologia migliore (o proprietaria) rispetto alle altre sul mercato

9. Come convincerete tutti: canali, costi, volumi e conversioni
Evidenziate il vostro piano di marketing e come raggiungerete i clienti, la distribuzione, i costi e come misurerete il ritorno e le conversioni dell’investimento fatto.

10. Presentate i vostri colleghi
Date evidenza del vostro team, della competenza: esaltate i Geeks e la loro preparazione tecnica, le persone del marketing e del sales e la loro rete di relazioni, gli imprenditori e le loro esperienze ed investimenti.

11. Parlate di soldi, e come vorreste investirli
Fate capire in modo diretto e puntuale cosa farete con i soldi, gli investimenti in infrastrutture, le assunzioni e le attività di marketing.

E se “l’amore” non dovesse scoccare a questo incontro, perchè qualcosa è andato storto, cercate di capire cosa non ha funzionato, analizzate quanto fatto, imparate da questa esperienza e riprovate di nuovo.

L’idea della presentazione di queste slide parte dalla metafora che l’approccio che si deve tenere durante la presentazione ad un Venture Capital è lo stesso da tenere durante l’incontro con una donna. Ovviamente alcuni passaggi sono un pò forzati, ma la particolarità delle slide, sta nel fatto che se leggete le slide in modo solo testuale (elenco puntato che ho riportato sopra) non daranno adito a doppi sensi, mentre se le leggete con le immagini trasformano completamente la percezione e rendono alcuni messaggi “ambigui” :)

Qualcuno mi ha detto che è una presentazione maschilista: non è così, posso assicurarvelo, anzi, se volete potete trasformare donna in uomo (io ovviamente l’ho fatto dal mio punto di vista) e vi accorgerete che il messaggio è lo stesso.

Ecco, beccatevi le slide! :)

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A Firenze parlare di Business è un arte

Il 2 Maggio a Firenze, presso l’Auditorium di S.Apollonia si svolgerà il Business Roadshow Firenze. L’evento ha come obiettivo quello di far incontrare la Business Community di imprenditori, top manager, rappresentanti istituzionali, professionisti della comunicazione ed innovatori del panorama nazionale, per contribuire all’aumento della competitività del territorio toscano e non solo.

Il Business Roadshow Firenze è la prima tappa dei Business Roadshow di Comunicazione Italiana che si svolgeranno in Italia, pensati con una triplice funzione:

  • anticipare e preparare le edizioni annuali del Forum della Comunicazione, del Forum Risorse Umane e del Forum Digitale.
  • Portare sul territorio il know how e le migliori pratiche dell’innovazione, della comunicazione e dell’imprenditoria.
  • Favorire la creazione di nuove opportunità di business.

Il programma della giornata è molto intenso e pieno di interventi interessanti. Per quanto mi riguarda, sarò presente in qualità di moderatore durante la sessione dell’Ignite che si svolgerà dalle 16:00 alle 17:00 in collaborazione con ToscanaIn ed Indigeni Digitali. L’elenco dei talk è è il seguente:

  • Laura De Benedetto, Presidente ToscanaIN – “Dal virtuale al reale come catalizzatori di innovazione sul territorio”
  • Bruno Vairo, Amm.re Medicare - “Qualità ecologica per qualità di vita“
  • Roberto Montelatici, Amministratore Unico start-up ROBOING s.r.l. (Incubatore Firenze) - “Semplificare lo sviluppo del software e della cartografia”
  • Giovanni Morozzo, Local Logic Scarl - “Tecnologie Mature e tecnologie innovative … un matrimonio di efficienza”
  • Gian Enrico Barbagli, Advertigo - “Inside the community – il payoff dell’agenzia”
  • Alessandro Belli, Coordinatore progetto UE 7°PQ “BIKE INTERMODAL”, Tecnologie Urbane, studio di design industriale e ambientale, partner capofila del progetto - “Smaterializzare la bici”
  • Edoardo Pagnini, Managing Director F.I. & N.E. - “Russia Experience Italy”
  • Marco Badiani, A.D. Flod - “Flod: gruppo multiforme di soggetti creativi e multiculturali”
  • Michele Ruini, cofounder Metwit.me - “Metwit.me – Meteo 2.0”
  • Niccolò Fanfani, Energiachiara.it - “Energiachiara.it, chi più sa meno spende”
  • Daniele Nuzzo, Amministratore WebDev s.r.l. e fondatore di RoadSharing.com - ”RoadSharing 500 giri del mondo in due anni”

Ci vediamo a Firenze, per parlare di business, arte e digitale e fare un pò di networking. Se volete maggiori informazioni le trovate sul sito di Comunicazione Italiana.

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How to build a Startup [72h] // Ignite al Codemotion 2011

Oggi a Roma si è svolto il Codemotion, un evento che ha smosso oltre 1500 developer da tutta Italia e li ha aggregati presso l’Università di Roma 3. Anche se ho avuto la possibilità di partecipare solo per metà all’evento, essendo arrivato alle 14 circa, posso dire che è stata un vera e bella esperienza. E’ assolutamente d’obbligo fare i complimenti all’organizzazione.

Nella sala N12 a partire dalle 15.30 si è svolta una sessione di Ignite durante la quale ho presentato un talk dal titolo “How to build a Startup [72h]” ossia l’esperienza fatta durante lo sviluppo della neo-startup YepLike! , di cui ho già parlato nel post YepLike! Startup in 72 ore.

Ho cercato di sintetizzare, in 20 slide per 5 minuti, l’esperienza della creazione di una startup con un modalità di fast-execution (forse anche troppo fast, ma si trattava di un esperimento!), provando a trasmettere alcuni principi che ritengo molto validi indipendentemente dalla tipologia di progetto che si vuole affrontare:

  1. Si possono avere 10, 100, 1000 idee, ma se non vengono messe in pratica, è come non averle avute. Anzi in alcuni casi è peggio perchè aumenta il livello di frustrazione personale. Della serie… “cazzarola l’ho pensato, l’hanno fatto altri, potevo farlo io“. Bisogna fare, non solo sognare;
  2. Anche se si pensa di aver trovato un’idea unica, bisogna sempre considerare sempre che in qualche parte del mondo c’è qualcuno che pensando contemporaneamente la stessa cosa, e magari, ha già iniziato a produrla. Bisogna attivarsi e non ci si può fermare pensando di riuscire ad analizzare tutto. Queste sono seghe mentali, quelle che ho definito Mental Masturbations (scusate la traduzione ma era il modo migliore di esprimere il concetto);
  3. Organizzarsi rapidamente, strutturate un team, se possibile, affiatato e con un forte commitment e coinvolgimento;
  4. Assegnare ruoli, task e attività in modo puntuale, così da evitare perdite di tempo, in attesa di capire chi deve fare cosa;
  5. Ottimizzare il tempo e pianificarlo focalizzando il piano su pochi obiettivi, ma determinanti, nell’immediato;
  6. Puntare all’essenziale, al cuore di quello che si vuole sviluppare, tralasciando le funzionalità secondarie, gli abbellimenti e il perfezionamento, ad un seconda fase;
  7. Evitare distrazioni;
  8. Divertirsi lavorando, perchè senza il divertimento non c’è progetto che riesca.

Vi riporto le slide in lingua inglese che ho presentato, e non appena sarà pubblicato in rete, inserirò anche il link al video dell’intervento.

PS: Se trovate dei refusi nelle slide, perdonatemi: queste slide sono state preparate a 3 ore dall’evento, avendo scelto solo oggi di partecipare!

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MashupDrink, un modello alternativo

Ho letto poco fa un post di Nicola Mattina relativo ai format applicati attualmente negli eventi: un post semplice e sintetico nel quale ha sintetizzato i format di moda, la loro modalità di esecuzione e la tipologia di utenti ai quali si rivolge.

In questi ultimi tempi mi sono occupato degli Indigeni Digitali e nei primi raduni ho testato modalità diverse di conduzione dell’evento. Ritengo che ogni format debba essere contestualizzato e calato sull’evento prendendo in considerazione due tipi di fattori: il primo è il pubblico ed il secondo è il tempo a disposizione.

Nel primo evento degli indigeni abbiamo utilizzato la modalità dell’aperitivo, semplice networking due chiacchiere ed un bicchiere di vino. Questa modalità va bene se l’incontro ha il solo fine di far conoscenza, rompere il ghiaccio e scambiare due chiacchiere in relax, senza troppo impegno, sia organizzativo sia del partecipante. Il contro e’ dato dal fatto che si creino gruppi di persone che già si conoscono lasciando poco spazio ad interazioni con terzi, non essendoci un momento condiviso.

Nel secondo evento abbiamo provato l’ignite, format che a me piace moltissimo, ma che, per la questione del target, genera la curiosità della platea che segue le presentazioni, ma lascia poco spazio alla discussione tra un intervento e l’altro. In questo caso, l’indigeno (che vuole e ricerca il confronto) si è “scaldato” dopo aver sentito alcune affermazioni, ma non riesce ad interagire e si fredda, non dando così seguito alla discussione, vero risultato del confronto.

Ho pensato al barcamp come format di un altro evento, ma il tempo a disposizione, secondo me, per un incontro che fondamentalmente avviene in serata, è troppo poco. Andrebbe bene in un evento, magari un IndigeniCamp, svolto di sabato, all’insegna di discussioni tecniche per argomenti [vi do un anteprima: lo stiamo ipotizzando per novembre2010] .

In alternativa si potrebbe utilizzare l’elevator pitch, tempi rapidi di presentazione e sessione di domande e risposte. Potrebbe andare bene, se non fosse che questo format è tendenzialmente legato al concetto di presentazione di un idea ai venture capitalist, cosa che ne nostro aperitivo invece non avviene. Non si tratta di presentazione ma di discussione.

Il format che vorrei raggiungere io si sviluppa fondamentalmente in tre fasi, non prendendo in considerazione la registrazione, il networking di ingresso, e due chiacchiere di apertura: assegnazione dei gruppi di discussione per argomenti, brain-storming e presentazione del risultato. L’assegnazione dei gruppi potrebbe esser fatta prima dell’evento attraverso il sito e gli argomenti potrebbero esser definiti da un investitore, uno sponsor o una azienda in cerca di un progetto di innovazione. Il brain-storming si svilupperebbe per 2 ore e verrebbe condotto da un facilitatore e dallo stesso “sponsor dell’argomento” e la presentazione verrebbe fatta in chiusura dallo stesso sponsor o da una persona eletta dal gruppo. Dopo di che networking e saluti, e se durante la serata è nata qualche idea, si spera che decollerà!

L’idea che mi son fatto e’ quella del mashup, un evento durante il quale persone con competenze diverse si confrontano a livello tecnico, marketing e processi per innovare e tirar fuori un ipotesi di progetto durante un momento di relax e discussione informale. Un mashup appunto di conoscenze ed esperienze, basato sul confronto, l’ascolto, la condivisione e la passione per l’innovazione. Una sorta di crowdsourcing fatto offline, intorno ad un tavolo.

E’ ovvio che questo tipo di esperienza vada affinata, ma l’idea di far confrontare teste, cervelli, culture e passione, mi coinvolge e mi fa pensare che si possano generare opportunità e innovazione. Tanta innovazione.

Perfetto, è deciso, lo chiamerò mashupdrink e sarà il modello di un tipo di raduno degli indigeni digitali.

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La cultura digitale, è roba da indigeni.

Dell’Ignite e degli Indigeni ne avevo già parlato in un precedente post, ma adesso che in rete c’è il video, caricato da Elastic, non posso far altro che ricondividerlo anche sul mio blog. Fare un intervento dal vivo (il mio primo Ignite), su un argomento che ti sta così a cuore, non è facile, anzi. Ero un pò emozionato e si è visto un bel pò, ma spero che il messaggio e i valori degli Indigeni siano arrivati.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che l’hanno commentato, LIKEato e ricondiviso e anche Ruben Voci per aver ricondiviso sul suo status di Facebook pochi minuti fa, un pezzo del mio discorso, esordendo così:

E’ ufficiale: mi sento un indigeno digitale!
Condivido e cerco spazi e momenti di incontro per condividere problemi, casi di successo e insuccesso, oltre che soluzioni tecniche. Un punto d’incontro fondamentale di condivisione faccia a faccia per sbrogliare un problema o comunque fare qualcosa insieme. (dall’Ignite di …Fabio Lalli su Indigeni Digitali)

A breve si replica con un aperitivo degli Indigeni sia a Roma che Milano. Stay Tuned!

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IndigeniDigitali e cultura digitale

Giovedì sera si è svolto l’ Ignite + Indigeni Digitali presso il NEW Egon di Roma. Bell’evento veramente.

Durante la serata ho presentato per la prima volta in pubblico, in qualità di fondatore, gli Indigeni Digitali. Ho presentato la filosofia degli Indigeni ed il vivere digitale.

Sposare questa filosofia significa sapersi confrontare ed ascoltare, voler condividere la propria conoscenza e le proprie esperienze, avere la passione per il digitale, essere amanti della tecnologia, sentirsi ricercatori di innovazione ed avere quella costante ed innata curiosità che genera adrealina e voglia di non dormire e allo stesso divertirsi con le persone che condividono gli stessi valori e le stesse idee. Questa è cultura digitale.

Queste sono le slide che ho presentato e che riassumono gli Indigeni Digitali.

View more presentations from Fabio Lalli.

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Arrivano gli Indigeni con Ignite

Ci siamo quasi, mancano pochi giorni al prossimo raduno degli Indigeni Digitali. Questa volta l’evento sarà caratterizzato dalla modalità di svolgimento: non sarà aperitivo puro come il precedente, ma Ignite in collaborazione con Elastic .  Si inizierà come al solito con un aperitivo e quattro chiacchiere, si continuerà con le presentazioni, con un pò di confronto e sano dibattito, per poi concludere con il networking puro e perchè no le ore piccole.

Senza nulla togliere ai miei carissimi amici di Dolcevino e che ringrazio per il loro splendido lavoro durante il primo raduno, questa volta abbiamo scelto una location più ampia e con il vantaggio di essere organizzata con un palco e tanti tavolini.

Sul blog dell’Ignite Italia sono già presenti le liste delle presentazioni già comunicate e l’elenco di coloro che si lanceranno in questo “esercizio” di stile in 5 minuti. Questa volta ci sarò anche io e in questa occasione presenterò ufficialmente gli Indigeni Digitali.

Le info per l’evento sono le seguenti:
Data: 6 maggio 2010 ore 18.30
Location: New Egon in via Ostiense 131h a Roma (mappa)
Altre info: Blog, Facebook evento, Facebook Fan

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Ignite, networking e ikuii

Giovedì c’è stata il secondo appuntamento di Ignite Italia a Roma presso l’Antu. Questo secondo atto, come lo definisce Giorgio, ritengo sia stato molto più interessante del primo: la partecipazione è stata molto più alta, le slide e le presentazioni sono state più efficaci e gli argomenti più interessanti e in alcuni casi anche particolarmente in linea, segno che l’attenzione del mercato cominci a girare in un certo modo.

Ho coinvolto alcuni amici del network Indigeni Digitali, che per la prima volta partecipavano proprio all’Ignite, e ho notato da parte loro parecchio interesse per questa modalità di presentazione e mi hanno confermato che l’idea di organizzare il prossimo raduno del 6 maggio in questa modalità sia proprio una bella idea. Sono convito anche io che l’ignite sia un format molto intelligente e che funzioni molto bene, sia per creare nuovi contatti nella fase del networking e sia per creare discussione ed approfondimento sugli argomenti presentati.

Questi qui di seguito vi riporto i titoli delle presentazioni che mi son piaciute di più e che ho seguito con particolare interesse, sia per la modalità di presentazione, sia per il contenuto:

  1. Giorgio MarandolaIl brand, il consumatore e la community
  2. Nicola MattinaMaptivism
  3. Alessio JaconaIl futuro dei siti aziendali
  4. Mara MarzocchiReady, Set Pomodoro!
  5. Andrea Vascellari, Get the best out of…
  6. Giorgio MassaroLocation based services

In particolare devo dire che mi ha colpito la presentazione di Andrea Vascellari, CEO di iTive.net, società Finlandese, che ha parlato di Twitter, real time search e Google, argomento che poi, sempre con Andrea, abbiamo continuato a cena tra una pizza e una birra in compagnia di Nicola Mattina, Cristiano Peppoloni e Andrea Genovese .

Tra le presentazioni c’è stata inoltre quella di Nicola Mattina, che ha proposto, nella slide finale, la preview del progetto in startup a cui stiamo lavorando da qualche giorno insieme e che si chiama ikuii e che dovrebbe essere on line nel giro di un mese. Il progetto è interessante, l’idea piace e ho notato molto interesse intorno a questo progetto . Sono veramente entusiasta del progetto ikuii e del collaborazione nata con Nicola.

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Com’è andato il raduno degli Indigeni Digitali?

E’ già passato qualche giorno ed oggi, con un pò di relax, ripensavo al raduno del 31-03-2010 presso l’enoteca Dolcevino. Tirando le somme, per esser stato il primo raduno-aperitivo degli Indigeni Digitali, devo dire che, secondo me, è andato bene. Hanno partecipato 32 Indigeni, si è parlato di tecnicismi vari, abbiamo conosciuto qualche persona nuova e abbiamo bevuto e mangiato abbondantemente, quindi l’obiettivo che ci eravamo dati l’abbiamo raggiunto. Per vedere qualche foto dell’evento potete andare su Facebook o su Flickr

Qualche riflessione sull’organizzazione e qualche autocritica devo farla:

  • La scelta della location: abbiamo fatto una selezionato un locale troppo decentrato rispetto a Roma e forse qualche defezione è stata legata a questa scelta;
  • La registrazione e la consumazione: non avendo gestito la registrazione ed avendo lasciato libertà, si è creato probabilmente troppa confusione;
  • La mancanza di linee guida: non avendo definito un argomento, delle linee guida sulla modalità di networking e non avendo fatto presentazioni, sono nati gruppi tendenzialmente pre-costituiti di persone che già si conoscevano e quessto ha generato poca contaminazione e scambio tra i presenti.

Vista comunque la riuscita e l’interesse per questo network e per la filosofia degli Indigeni, abbiamo fissato la data per il prossimo evento: Giovedì 6 Maggio presso l’Antù a Roma, in via Libetta. Questa volta si farà qualcosa di più serio e organizzato. Prima di tutto c’è da dire che l’evento sarà organizzato con IgniteItalia. L’HashTag dell’evento è #iddrink2

Ci saranno 10 o più Ignite, possibilmente focalizzati su temi tecnici. Ovviamente gli argomenti ancora da definire e se volete presentare qualche caso di successo, l’applicazione di tecnologie per un progetto particolare, o un vostro progetto sarete i benvenuti.

Alcune idee ed argomenti che mi piacerebbe fossero presentati:

  • Design pattern
  • Framework Symfony
  • SEO e Real Time Search
  • Sviluppo di applicazioni iPhone (Objective-C)
  • Sviluppo di applicazioni Android
  • Prototipazione e Mockup
  • Ruby on rails / Python

In questi giorni su Facebook, Linkedin e Twitter verranno pubblicate tutte le informazioni.

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Due parole sull’Ignite e poi appuntamento a Roma

Sono giorni che medito di portare il concetto dell’Ignite (PS per i colleghi: tranquilli, non ha niente a che fare con Crypton e cose similari) all’interno delle aziende come metodologia di condivisione e presentazione dei progetti in corso o in partenza, con l’obiettivo di far conoscere a tutti lo stato dell’arte e gli impegni dell’azienda periodicamente. Parlandone mi sono accorto che prima di tutto bisogna introdurre un pò di concetti partendo (purtroppo troppo spesso) dall’importanza della condivisione e del sapere diffuso, per poi passare proprio alle metodologie, alle presentazioni efficaci e sintetiche (anche perchè non si può passare una giornata a vedere slide! Sai che palle…). Sul discorso della cultura, il lavoro non è facile e bisogna lavorarci un pò, sul resto invece ci si può lavorare meglio.

Ora, cos’è l’ Ignite? In poche parole l’idea di base dell’Ignite è molto semplice, si tratta di mettere insieme persone diverse, animate dalle più svariate motivazioni e ambizioni, con diversi background, ma con la caratteristica comune : far conoscere agli altri qualcosa che li appassiona e che potrebbe essere di interesse generale, nel modo più efficace possibile.

Il format per la presentazione è definito rigidamente e questo è il punto di forza e allo stesso tempo la barriera da superare per chi non è sintetico e abituato a parlare in pubblico. Infatti, secondo questa formula, ogni relatore ha a disposizione 5 minuti per parlare del proprio argomento preferito, accompagnato da 20 slide, che scorrono automaticamente con un intervallo di 15 secondi tra una e l’altra. Un evento di questo tipo è organizzato in due fasi: la prima prevede una piccola gara tra i partecipanti raggruppati in squadre,e nella seconda si svolgono le presentazioni. La prima fase ha l’obiettivo di rompere il ghiaccio e la seconda di condividere e presentare.

Sul sito di Ignite Italia ci sono vari esempi e spiegazioni interessanti. Altri approfondimenti sul’impostazione di una presentazione è possibile trovarli anche su una pagina di Working Capital, l’iniziativa di telecom Italia a favore delle start-up.

L’origine dell’Ignite risale più o meno al 2006, quando Brady Forrest, Technology Evangelist per O’Reilly Media, e Bre Pettis – produttore di robot, ideatore di Etsy.com ed abile divulgatore – inventarono il format e lo inaugurarono durante un evento svoltosi a Seattle.

In occasione della Global Ignite Week, Roma ospiterà un evento giovedì 4 marzo. Vi do quindi appuntamento all’edizione italiana, a Roma, presso Antù, in Via Libetta 15c, dalle 18.30 alle 24.00.

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