Geolocalizzazione e Mobile Marketing [Anteprima]

Se c’era un’esperienza che volevo fare, era proprio quella di scrivere un libro. A darmi lo spunto qualche tempo fa, facendomi provare il “brivido dello scrittore“, รจ stato Alessandro durante la stesura delย libro Enterprise 2.0 nel qualeย mi sono occupato della scritturaย della parte relativa alla progettazione. La sensazione di vedere il proprio nome all’interno di un libro รจ qualcosa di incredibile. Figuriamoci vederlo sulla copertina…

E cosรฌ quando qualche giorno fa Alessandro mi ha proposto di scrivere un libro a due mani, non ci ho pensato due volte:ย Geolocalizzazione e Mobile Marketing, editore Franco Angeli, sezione Management. E via, al lavoro.

Nel libro tratteremo lโ€™evoluzione dei dispositivi mobili โ€“ dagli smartphone ai tablet pc โ€“ย ed il successo dei servizi web accessibili in mobilitร , analizzando alcuni casi di successo stranieri ed altri progettiย italiani. Affronteremo tematiche relative al social gaming, l’integrazione con i social network e l’approccio allo sviluppo di un app per iphone/android.

Pochi minuti fa su Facebook ho pubblicato un post che dice:

…lancio una idea di “crowdsourcing” alla me: segnalateci casi di successo di integrazione tra sistemi di geolocalizzazione e campagne marketing e noi vi regaliamo una copia del libro e la citazione nel volume! Selezioneremo i 6 casi che ci sembreranno piรน in linea con il resto del libro…

Bene, ora che รจ ufficiale, mi rimetto al lavoro: si scrive, e anche se non sembra, posso assicurarvi che c’รจ bisogno di impegno e concetrazione enorme, e Alessandro su questo รจ un maestro. Grazie per l’opportunitร  e la spinta.

PS: Twitteremo con il seguente hashtag #geomobilemkt

Aspetto vostre segnalazioni e feedback!

YepLike! Startup in 72 ore

Qualche notte fa, precisamente venerdรฌ 18 febbraio, in preda al delirio da febbre ed influenza e dopo essermi svegliato a notte fonda e con un deciso giramento di scatole (ma รจ possibile che uno a 33 anni debba avere la febbre come i bambini!?), mi รจ venuta in mente un idea tanto stupida quanto simpatica: voglio mettere Like e DisLike, pollici alti e pollici bassi a tutto ciรฒ che non funzionava del mondo reale, insomma altro che internet degli oggetti, Internet of Things, o realtร  aumentata…. semplicemente un Like degli oggetti!

Senza vedere se in rete fosse presente o meno qualcosa di simile ed in preda all’euforia da startup (non a caso Nicola Mattina mi definisce Startupparo compulsivo….), mi sono messo a fare una rapida progettazione ed un mockup con Balsamiq. Dopo un paio d’ore di scarabocchi, due righe e un qualche schemi ER, ho deciso di andare avanti: voglio fare una startup in 72 ore, e si chiamerร  YepLike! Like or DisLike the World.

Quindi, per potercela fare, รจ necessario un piano di azione mirato e ottimizzato al massimo:

  1. Definizione del team e ruoli
  2. Definizione delle funzionalitร  di base
  3. Organizzazione dell’infrastruttura e tecnologie
  4. Poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia (un modo di dire … sostanza!)
  5. Sviluppo e Buzz!
  6. Pubblicazione su AppleStore

Partiamo dal primo punto: team e ruoli. Diciamo che di solito mi piace condividere con il network degli Indigeni Digitali le iniziative e vedere chi partecipa. In questo caso perรฒ avendo poco tempo a disposizione, sono andato a colpo sicuro suย Crino77 e ย Alisoba : dopotutto, squadra che funziona (vedi Baby2.0) non si tocca. I ruoli sono sempre gli stessi: Crino al Mobile, Alisoba al design/web/comunicazione e io alla parte Marketing/Web e fuffe varie. Ed il primo punto รจ smarcato con una email di condivisione del progetto ed il mockup.

Secondo punto: funzionalitร  di base. Quando si parte con un progetto รจ facile che ci si faccia prendere dalle manie di grandezza e si cominci a fantasticare intorno all’idea di base montando castelli e tante altre funzionalitร . L’effetto di questo errore รจ che tutto il progetto ci mette piรน tempo ad uscire e partire. No, non voglio fare questo errore: poche funzionalitร  e subito. YepLike deve fare 1 cosa: Scatta una foto e la sparo sul sito, geolocalizzata e con il watermark del LIKE o del DISLIKE. Alle altre funzionalitร  penseremo dopo.

Terzo punto: organizzazione dell’infrastruttura e tecnologie. Considerando il tipo di mestiere che dovrร  svolgere questa applicazione (scattare foto ed inviarle al server), in caso di numeri considerevoli di traffico, il sistema dovrร  scalare rapidamente sia in termini di storage, che di DataBase e di banda dedicata. L’idea immediata รจ stata quella diย Amazon S3 Storage, ma dopo una rapida verifica, tra attivazione e test vari non ci saremmo stati con i tempi. Abbiamo quindi optato per un servizio, temporaneo, di hosting dedicato e pronto per partire. Tecnologia scelta: Objective-C per iPhone, PhP e MySQL inizialmente per la parte di applicazione Web.

Quarto punto: poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia. Come per il secondo punto, uno dei problemi principali di chi parte con un progetto, รจ quello di voler far uscire tutto giร  al massimo della perfezione. La domanda che mi sono fatto รจ: ma esiste una perfezione o si deve ambire ad essa? Io sono per la seconda, e quindi, visto che parliamo di una startup da fare in sole 72h, non dobbiamo fare i preziosi e dobbiamo esser coscienti che ci saranno molte cose da migliorare. Puntiamo a chiudere un applicazione con una UI decente, intuitiva e fruibile ed un sistema stabile. Poi i fiocchetti e tutti gli abbellimenti verranno dopo.

Quinto punto: sviluppo e buzz. Lo sviluppo รจ iniziato in modo parallelo tra web e iPhone. Da una parte le API che espongono i metodi di Register, Login, Post e dall’altra le chiamate del dispositivo mobile. Infine abbiamo completato la parte web di front end. Visto il poco tempo a disposizione e considerato che sono dell’idea che il marketing serva anche ad una startup (non come ho letto in questo post…) , mentre lo sviluppo andava avanti, mi sono mosso su piรน fronti per iniziare a far parlare di YepLike! creando un pรฒ di curiositร  e cominciando a raccogliere email per l’invito al momento dell’uscita dell’applicazione in Apple Store. Attualmente abbiamo 350 email di utenti in attesa, di cui il 50% รจ fuori dall’Italia.

Sesto ed ultimo punto: Pubblicazione su Apple Store. Tutto quello che avete letto qui sopra รจ stato fatto in 7 giorni solari, ma con un totale effettivo di circa 72 ore lavorate . Da questa mattina siamo in stato di Review sull’App Store, quindi si tratta veramente di poche ore e poi YepLike! sarร  disponibile. Ovviamente senza un team cosรฌ affiatato e con un alto commitment non ce l’avremmo mai fatta: grazie Cri, grazie Ali!

Adesso stiamo giร  lavorando su:

  1. Sviluppare le funzionalitร  mancanti: visualizzazione su mappa dei like/dislike lato iPhone, gallery personale e pubbliche
  2. Migliorare l’interfaccia dell’applicazione e del sito
  3. Rivedere la tag line e la comunicazione
  4. Predisporre un codice e una struttura piรน scalabile e pronta ad una potenziale crescita

Ora non ci resta che aspettare e vedere come va. Certo, aver fatto un applicazione che permette di fare Like e dislike agli oggetti, proprio quando Facebook modifica la modalitร  di funzionamento del Like e la Diesel lancia una sua applicazione per il Dislike, … mi fa pensare proprio bene! Che avessimo azzeccato veramente una Killer Application… ๐Ÿ™‚

Nel frattempo se voleteย potete lasciare la vostra email sul sito per poter ricevere anche voi l’avviso. Enjoy!

Ecco le API di Instagr.am e via ad altre startup!

In queste ultime ore Instagram,ย una delle piรน popolari applicazioni per iPhone dell’ultimo periodo dedicate al photo-sharing e di cuiย ho giร  parlato qualche post fa,ย dopo aver raggiunto 2 milioni di utenti attivi, ha rilasciato agli sviluppatori le API che consentono di utilizzare le foto Instagram, i tag ed luoghi all’interno delle proprie applicazioni in real time.

Le API rilasciate utilizzano una autenticazione oAuth 2.0 ma non permettono di scrivere dati: attualmente infatti sono in sola lettura e quindi permettono solo di leggere le informazioni e non uplodare foto ed informazioni. Una ulteriore limitazione รจ legata al numero di chiamate per ora, fissata a 5000 interrogazioni.

Instagram ha rilasciato un applicazione di demo a questo indirizzo: http://demo.instagram.com/ basata su Node.js

Di applicazioni basate su Instagram in rete giร  se ne trovano alcune, ma queste qui di seguito sono quelle che ho trovato piรน interessanti:

Insomma, vista l’attenzione e la passione degli utenti per questa applicazione, c’รจ da aspettarsi una quantitร  industriale di mashup ed applicazioni, da quelle mobile (sia per iPhone che Android) ad applicazioni web.ย Bene, adesso che abbiamo a disposizione altri strumenti possiamo partire con qualche altra startup… no?

[UPDATE 28/02/2011]

Vi segnalo anche http://www.gramfeed.com/ un sistema che aggrega in feed i flussi di foto degli amici.

Life Hack

Sarร  capitato a tutti nella vita di dover fronteggiare periodi di sovraccarico professionale e personale, e dover cosรฌ organizzare al meglio i propri tempi, ritmi, dati e modo di lavorative. Spesso ricorriamo a trucchi, scorciatoie e semplificazioni per migliorare la produttivitร  e i tempi di gestione delle attivitร  che dobbiamo svolgere. Tutti queste facilitazioni sono definite, soprattutto dai programmatoriย Life Hack , ossia delle azioni quick and dirty.ย La definizione originale del termine LifeHack infatti deriva da alcuni comandi shell, script, semplici operazioni, workaround utilizzati da sviluppatori e tecnici per semplificare alcune attivitร .

Nulla a che vedereย con il significato errato ed illegale della parola hacker, anzi. Anche questa volta il termine hack รจ utilizzato, secondo quanto detto nel post dell’Etica Hacker, per definire qualcosaย che sia in grado di portare a nuovi miglioramenti in un dato campo.

Il termine lifehack รจ diventato popolare nella blogosfera e nelle comunitร  geek ed associato a tutti i trucchi utilizzati per gestire il sovraccarico di informazioni provenienti dalla rete. Entrato nel linguaggio comune, รจ utilizzato per definire tutto ciรฒ che risolve problemi quotidiani, attraverso un trucco o un consiglio che aumenta la produttivitร , diminuisce lo stress, permette di divertirsi, risparmiare e migliorare la qualitร  della vita, in maniera intelligente, non-ovvia, ma molto spesso, allo stesso banale.

Il termine fu stato coniato dal giornalista inglese Danny Oโ€™Brien, che unรฌ appunto la parola life e la parola hack. Nel 2004 Oโ€™Brien fece una ricerca nella sfera degli utenti geek di sua conoscenza e cercรฒ di individuare quali fossero le โ€œtecnicheโ€ che adottavano per poter raggiungere i loro risultati in modo piรน rapido. Scoprรฌ che tutti avevano dei denominatori comuni: attenzione a procedure semplici e rapide, utilizzo di tools simili, todo list snelle e sempre sotto controllo.

Il risultato della ricerca fu pubblicato con il titolo โ€œLife Hacks: Tech Secrets of Overprolific Alpha Geeksโ€, esposto da Oโ€™Brien durante la Oโ€™Reilly Emerging Technology Conference di San Diego nel 2004 e raccolto in alcuni appunti (file1file2) di Cory Doctorow. Nel stesso anno Oโ€™Brien replicรฒ la presentazione durante il NotCon04.

Tra i siti piรน famosi in rete, relativi al life hacking, ci sono http://www.lifehack.org, http://lifehacker.com/ e http://www.43folders.com. Esiste anche una risorsa italiana presente all’indirizzo http://www.lifehacks.it.

Esempi di hack ne esistono tantissimi e se cercate in rete ne trovate di piรน strani. Per quanto mi riguarda io utilizzo moltissimo l’hack perย Moleskine e la penna e ilย lifehack per sistemare i cavi del notebook.

Insomma piccole scorciatoie, tanto semplici e utili che aiutano a migliorare la vita. E voi quali utilizzate?

Enterprise 2.0: Modelli organizzativi e gestione dei social media per lโ€™innovazione in azienda

Qualche mese fa durante un aperitivo, Alessandro Prunesti, mi chiese se avevo voglia di contribuire al suo nuovo libro Enterprise 2.0. Vista la fresca esperienza fatta sulla progettazione di alcuni sistemi di Enterprise Social Network, l’idea emergente di un sviluppare una nuova logica di E2.0 e la passione e l’interesse per questo tipo di progetti, ho ovviamente accettato.

Il libro affronta una serie di argomenti che riguardano, oltre agli aspetti tecnologici, anche quelli organizzativi e di gestione. Oggi i sistemi di E20 sono infatti strumenti di innovazione dirompenti, capaci di generare un nuovo tipo di organizzazione aziendale, nuovi spazi di lavoro condivisi, community aziendali, ambienti digitali allโ€™interno dei quali dare vita ad attivitร  collaborative in grado di generare benefici reciproci per i dipendenti delle aziende, i clienti, i fornitori e i partner commerciali ย e rendere l’organizzazione aziendale aperta, flessibile e dinamica, nella quale la creativitร  delle persone diviene un fattore strategico per il raggiungimento degli obiettivi di business.

Il mio contributo, un paragrafo di qualche pagine nella parte finale del libro, affronta nello specifico la fase della progettazione tecnica ed i fattori critici, oggetto di una attenta analisi, progettazione e monitoraggio ed elenca le funzionalitร  tipiche e basilari di un progetto di Enterprise 2.0.

Il libro Enterprise 2.0: Modelli organizzativi e gestione dei social media per lโ€™innovazione in azienda, tra i primi a trattare integralmente l’argomento dell’Enterprise 2.0, รจ secondo me una buonissima base di partenza per tutte quelle aziende che decidono di affrontare un progetto di questo tipo.

Questa รจ la prima volta che contribuisco alla pubblicazione di un libro e devo dire che ho trovato veramente emozionante ricevere una copia del libro completo, stampato e con un bellissima dedica: grazie Ale.

Vi segnalo un elenco dei libri pubblicati da Alessandro su IBS, mentre la scheda di questo libro รจ sul sito della Franco Angeli. Altri approfondimenti e articoli li trovate sul sito Enterprise2. Buona lettura.

Risquare โ€“ battle of the check-in

Foursquare sta crescendo ed i numeri parlano da soli. Techcrunch ha pubblicato un articolo nel quale mostra la crescita degli utenti e della mole di dati condivisi: nel giro di pochi mesi ha superato il milione di utenti e ogni giorni vengono effettuati oltre 2 milioni di check-in.

Anche io dรฒ il mio piccolo contributo con una media di 10 check-in giornalieri. Qualcuno mi ha domandato perchรฉ mi impegno tanto a fare check-in ed a che serve. Il motivo per il quale una persona fa check-in, secondo me, รจ fondamentalmente divertimento (il gusto di guadagnare badge e mayorship) ed egocentrismo, sรฌ egocentrismo 2.0, quella voglia di farsi vedere e farsi riconoscere.

Tutte le mattine qualcuno effettua una fermata dove qualche giorno prima, o anche poche ore prima, l’abbiamo fatta noi e questo mette a “rischio” la nostra conquista. Si innesca cosรฌ quella voglia (esigenza?) di timbrare il posto dove siamo stati. Un modo per segnare il territorio, un pรฒ come fanno gli animali… Cit. @nicolamattina

Da un pรฒ di tempo, per esempio, sono diventato Mayor della Stazione Termini, una Venue ambitissima, una location che conta circa 500 check-in unici ed oltre 650 totali, e ogni mattina, ogni momento della giornata c’รจ qualcuno che vuole conquistarla. La battaglia va avanti cosi ogni giorno a suon di check-in e tweet di sfida.

La sfida, ecco cosa c’รจ di bello in foursquare. E cosรฌ, da appassionato del gioco del Risiko, รจ nata l’idea di RiSquare.com.

Risquare.com รจ un gaming basato completamente su Foursquare e si sviluppa sullo stesso concetto del Risiko: conquistare una serie di venue, definite all’interno di un obiettivo assegnato ad inizio partita. Ogni partita รจ composta da piรน giocatori, possibilmente nella stessa area geografica per rendere piรน accattivante e difficile le conquiste delle venue. I giocatori possono essere invitati dagli stessi che hanno avviato una partita. L’invito consiste nel richiedere ad un determinato utente di confermare la propria partecipazione attraverso l’autenticazione con il proprio account di foursquare su risquare.com.

Ogni partita si conclude quando uno dei concorrenti completa il proprio obiettivo e ne comunica al sistema il raggiungimento, effettuando l’ultimo check-in sul sito risquare.com. Le partite hanno anche un tempo limite entro cui termiare la partita. Quando scade il tempo viene valutato dal sistema lo stato in cui ci si trova e viene assegnata la vittoria al concorrente che ha conquistato e completato la percentuale piรน alta di venue del proprio obiettivo.

Gli obiettivi, assegnati in automatico dal sistema, nella versione iniziale saranno uguali per tutti gli utenti, cosรฌ da creare una competizione alla pari. Gli obiettivi potranno esser composti nei seguenti modi:

  • conquistare una categoria specifica di venue (esempio: conquista un ristorante ed un hotel a tua scelta)
  • conquistare un locale specifico (esempio: conquista il ristorante della Sora Lella)
  • effettuare un numero di check-in in posti specifici (esempio: effettua due check-in in due piazza diverse)
  • censire nuove venue ed invitare utenti a fare un check-in

Il concetto di conquista di una venue equivale al concetto di conquista della mayorship. Ovviamente al momento dell’inizio della partita verranno memorizzate le mayorship giร  in possesso di ogni singolo utente e queste non avranno validitร  ai fini del raggiungimento dell’obiettivo durante una partita.

Il sistema/gioco puรฒ svilupparsi anche in chiave di business e permettere cosi anche l’assegnazione di premi agli utenti, aggiungendo agli obiettivi assegnati eventuali venue sponsorizzate (esempio: conquistare la sede di โ€œIntimissimiโ€).

Ovviamente, per evitare che gli utenti effettuino il check-in fuori dalla location senza nemmeno entrare nel locale si potrebbe pensare al check-in integrato con un sistema di qr-code (codice bidimensionali leggibili dalla maggior parte dei cellulari e degli smartphone con fotocamera) posizionato alla cassa o magari direttamente sullo scontrino in fase di acquisto (cosรฌ che possa esser certificato un acquisto).

Le partite vinte darebbero all’utente punteggi nella classifica globale di risquare.com e questo potrebbe generare anche incontri incrociati tra giocatori in diverse zone del mondo.

Lo sviluppo di questo sistema risulta essere molto semplice poichรฉ la maggior parte delle funzioni sono demandate a Foursquare: mayorship, check-in, registrazione utenti ma sopratutto non รจ necessario sviluppare nessun client per mobile, sfruttando completamente quelli esistenti (blackberry, iPhone, android) e tutte le Api messe a disposizione da 4SQ stesso.

Lo stato attuale del progetto รจ il seguente:

  • domini e nome registrati
  • marchio e idea definita
  • layout grafico completato
  • sviluppo applicativo al 30%

Cosa sto cercando? Mi piacerebbe che fosse un prodotto di Indigeni Digitali, un progetto a cui contribuissero tutti quelli che hanno disponibilitร  di qualche ora.ย Sarebbe il primo progetto di Gaming completamente Open e sviluppato dalla tribรน di Indigeni, ognuno per la propria competenza.

Che ne pensate?

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Indigeni Digitali

L’indigeno digitale, riprendendo in parte una frase trovata in rete (credo di Luca Sartoni) e riportata sul blog di Nicola Mattina, รจ colui che vive da sempre il digitale in tutti i suoi aspetti: crea le nuove applicazioni, testa e approfondisce nuove le nuove tecnologie, partecipa attivamente alla conversazione in Rete, diffida di un certo peloso marketing online, non si occupa di divulgare la conoscenza anche agli analogici perchรจ sono grandi abbastanza per sapersi arrangiare ma li aiuta se questi manifestano interesse. Un indigeno รจ un appassionato di tecnologie e mette a disposizione degli altri indigeni il proprio kwon how, le proprie capacitร  ed il proprio network.

Gliย Indigeni Digitali non sono un nuovo Linkedin nรฉ tanto meno un social network. E’ un gruppo di persone che voglionoย confrontarsi e condividere esperienze, casi di successo ed insuccesso, avere un parere tecnico e una soluzione in momenti critici e non, e bersi un bicchiere di vino dopo una giornata di lavoro chiacchierando di bit e byte in modo rilassato.

Indigeni Digitali ย รจ un iniziativa che ha l’obiettivo di generare un punto di incontro e di confronto tra professionisti e tecnici che vogliono interagire collaborare e creare opportunitร , sia online che offline.

L’idea degli Indigeni Digitali รจ nata in questi ultimi anni di lavoro, tra un gantt e un rilascio in produzione, tra un caffรจ e un sushi a pranzo, tra un aperitivo e una birra,ย ma soprattutto durante i vari confronti avuti con tutte le persone che ho incontrato sui vari progetti e che mi hanno permesso di maturare alcuni principi per me ormai fondamentali:ย il confronto, l’ascolto, la condivisione e la passione per la tecnologia e l’innovazione. Questi sono i principi di base degli Indigeni Digitali.

Se volete seguire ed entrare in contatto con gli indigeni, ecco alcuni link: