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NFC: l’ingresso di Apple può fare la differenza

Da un po’ di tempo sto approfondendo molto le tematiche legate all’NFC (Near-Field Communication), ai pagamenti di prossimità e alle varie implementazioni possibili grazie a questa tecnologia.

Per iniziare i miei primi test ed i primi sviluppi mi sono preso un Samsung (uno dei vari smartphone attualmente disponibili sul mercato e pronti per l’NFC) e mi sono fatto arrivare dalla Cina degli oggetti per completare il cerchio (braccialetti, adesivi e portachiavi con NFC). I primi esperimenti sono stati veramente divertenti e le applicazioni possibili sono veramente tante, sia in ambito payments che sia in ambito marketing più in generale.

Ultimamente sia su Facebook che su Twitter mi sono trovato a scambiare opinioni sulle possibilità, sulle evoluzioni e sulle criticità che ci sono oggi per far sì che questo tipo di tecnologia entri realmente nella vita di tutti i giorni delle persone. Le criticità per lo sviluppo dell’NFC che sono sempre emerse sono praticamente riassumibili in 3 punti:

  1. Diffusione dei sistemi di pagamento POS con tecnologia contactless nei punti vendita
  2. Diffusione dei dispositivi mobili con NFC
  3. Cultura e predisposizione delle persone

Il primo punto è legato strettamente ai commercianti e agli esercenti, nonchè alle banche che dovrebbero sostituire gli attuali POS con altri adatti e predisposti per NFC. Finchè il mercato però non sarà ricettivo, dubito che le banche o gli esercenti facciano pressione per accelerare la sostituzione e facciano un investimento importante per la sostituzione di tutti i POS, come hanno già fatto per il passaggio delle carte da banda magnetica a chip.

Il secondo punto dipende dalla diffusione sul mercato di dispositivi smartphone con tale tecnologia e quindi dai produttori e dal loro investimento. Attualmente Samsung si è mossa molto bene soprattutto con il Samsung Galaxy S3 le cui vendite sono state altissime.

Il terzo punto è quello paradossalmente più complesso perchè prevede sia un cambio di approccio (si passa dall’utilizzo della carta e del contante all’utilizzo del telefono) sia di adozione (gli utenti devono cambiare il loro dispositivo e imparare ad utilizzare applicazioni e tecnologia). E come in ogni cambiamento che si rispetti, ci sarà chi vedrà solo il lato negativo in questa tecnologia.

In Italia, come in molti altri paesi del mondo (a parte quelli un pelino più avanti come la Cina per esempio…) ci sono progetti in via di sviluppo e test: da noi le banche, ad esempio Intesa San Paolo in collaborazione con Mastercard e Samsung nel progetto Move and Pay – che se non erro ha iniziato per prima – , hanno avviato dei progetti di ricerca, sviluppo ed integrazione nei sistemi di pagamento e hanno iniziato a sviluppare progetti e soluzioni NFC. Ma non solo le banche si stanno muovendo, cominciano ad esserci molti progetti e startup che muovono i primi passi in questa direzione.

Alcuni report e alcuni dati on line riportano che l’NFC avrà il suo vero sviluppo in Italia a partire dal 2015. Ma siamo veramente così lontani? In effetti non è facile superare le tre barriere di cui ho accennato, fatto salvo una iniezione nel mercato.

La notizia dell’integrazione dell’NFC nel prossimo iPhone, confermata da alcune caratteristiche dell’iOS beta uscito da poco, mi fa però ben pensare. Ed ecco il motivo del titolo di questo post.

A mio avviso il lancio del nuovo iPhone5 e la modalità con la quale la Apple spinge i cambiamenti di mercato, può generare un’accelerazione tale da aumentare la diffusione dei dispositivi e portare la tencologia alla conoscenza degli utenti finali anche attraverso lo sviluppo di applicazioni dell’ecosistema dei developer.

Ma non solo: l’arrivo di Apple renderebbe l’NFC non più una tecnologia di cui parlare e di cui si è sentito dire, ma in una tecnologia concreta, a portata di mano. I negozianti, vedendo gli utenti con dispositivi abilitati,  avranno una motivazione in più per spingere al cambiamento dei sistemi di pagamento nei loro punto vendita.

A mio avviso, Apple è l’unico brand in grado di poter modificare lo stato di “lentezza” di crescita ed accelerare l’adozione dell’NFC per i pagamenti. Così come fece con i tablet e con i pagamenti da mobile (iTunes, App, Libri…).

Apple ha centinaia di milioni di utenti che già oggi hanno un conto con Apple e che utilizzano la carta di credito memorizzata sul telefono per acquistare beni: il potere degli utenti abituati all’acquisto da mobile, abbinato alla spinta della vendita dell’iPhone 5 potrebbe fare veramente la differenza.

L’NFC potrebbe così avere la possibilità di raggiungere una massa critica, tutto in un colpo, e Apple si troverebbe in una posizione incredibilmente forte nel mercato competitivo e crescente dei pagamenti da mobile.