Chiudi i Social e scaccia la crisi?

Leggevo un articolo su MyMarketing.net relativo alla chiusura dei siti di Social Network (come Twitter e Facebook) in alcune aziende australiane. Il blocco dei siti sarebbe un tentativo per rendere i propri dipendenti piรน produttivi in un momento difficile per l’economia. Della serie “Chiudi il social e scaccia la crisi…” .

Vi riporto uno stralcio dell’articolo e un pรฒ di numeri:

…i dati diffusi da Telstra e dagli specialisti nella sicurezza di Internet MessageLabs evidenziano un netto aumento (di circa quattro volte) dei datori di lavoro che hanno bloccato l’accesso ai social network ad aprile 2009 rispetto a giugno 2008. Circa 6.000 tentativi di accesso vengono infatti bloccati ogni giorno, rispetto ai 2.000 al giorno di 10 mesi fa. โ€œSe un dipendente passa un’ora al giorno su Facebook, puรฒ arrivare a costare all’azienda migliaia di dollari in tempo perso nel corso di un anno”, ha detto il direttore esecutivo di Telstra, Brian Harcourt. “Chattare o navigare su siti di social network durante l’orario di lavoro potrebbe non essere il modo migliore per aumentare la produttivitร  delle piccole imprese che stanno lottando per resistere alle condizioni attuali dell’economia”, ha detto in una nota.
Secondo un rapporto sulle tendenze dell’utilizzo di internet nelle piccole e medie imprese australiane, il numero totale di Url “bloccati” dalle organizzazioni รจ cresciuto del 193% da gennaio, e per la maggior parte dei casi si tratta di siti di social network. Le compagnie piรน grandi, inclusa Telstra, hanno introdotto linee guida per lo staff sull’utilizzo consentito di internet, si legge nella nota. I social network stanno vedendo un’espansione incredibile, infatti gli ultimi dati diffusi da Nielsen online hanno mostrato che i minuti passati su questi siti web sono quasi raddoppiati negli Usa nell’ultimo anno.

La cosa che mi stupisce รจ che dall’altra parte della terra succede l’inverso. In un post di qualche giorno fa ho riportato uno studio recente dell’Universitร  di Melbourne che avrebbe invece dimostrato che chi utilizza Internet per ragioni personali al lavoro รจ piรน produttivo di circa il 9% rispetto agli altri. Ho letto inoltre una recente ricerca di Deloitte, ripresa dalla newsletter quotidiana di eMarketer, che afferma che quasi un terzo dei manager aziendali statunitensi (il 30%, precisamente) ha iniziato ad utilizzare le attivitร  di social networking come strumento strategico per le loro attivitร  di comunicazione integrata. Il grafico qui di seguito ne riporta un pรฒ di numeri:

uso aziendale dei social network

Quindi, per combattere la crisi รจ necessario chiudere la comunicazione dei dipendenti?

Riflettevo sulla politica da adottare in azienda: รจ meglio una politica repressiva o una politica aperta all’utilizzo degli strumenti di comunicazione? Ho sempre pensato che uno degli aspetti piรน importanti da tenere in considerazione in caso di politica repressiva (e quindi blocco dei siti e delle chat) sia proprio il clima che ne consegue.ย Usare metodi troppo repressivi, come per lโ€™appunto inibire Skype/MSN, chiudere gli accessi a social network o reti esterne, mettere i propri dipendenti sotto una campana di vetro controllata 24 ore su 24, ha il solo effetto di farli vivere in un clima di terrore: se lโ€™azienda spera di ricevere dalle proprie risorse idee creative e costruttive che possano dare un vantaggio competitivo in questo momento di crisi, secondo me, questo รจ il primo modo per azzerarle completamente.

Dall’altra parte perรฒ una politica di non controllo genera di solito una continua disattenzione e la perdita di vista degli obiettivi aziendali. Appurato quindi che inibire lโ€™accesso ai social network e ai servizi 2.0 non sia รจ una soluzione appropriata perchรฉ crea scontento fra i dipendenti, quale potrebbe essere l’idea? Secondo me l’introduzione di soluzioni enterprise 2.0 puรฒ essere una strada da prendere in considerazione e che, oltre ad aiutare lโ€™azienda a rinnovarsi, permetterebbe di incanalare lโ€™attenzione della propria forza lavoro usando gli stessi strumenti che l’utente utilizza a scopo personale.

Chi secondo voi รจ l’eretico: chi dice che non servono strumenti di social o chi ne fa strumento di comunicazione integrata? E perchรจ?

La metafora del guerriero

Il Guerriero รจ il simbolo dell’uomo che vive la vita come continua ricerca di autenticitร  e che non si accontenta di assistere allo scorrere degli anni sulla sua pelle in maniera passiva e rassegnata. Egli combatte una battaglia incruenta con se stesso e con le convenzioni, per giungere a toccare quel fondo di veritร  che sente agitarsi dentro di sรฉ. Non vuole dare un nome a questa veritร , nรฉ cercare di definirla attraverso teorizzazioni filosofiche, ma desidera incarnarla nell’esperienza quotidiana della vita. (Roberto Sassone)

Penso che la veritร  non sia una sola. Ogni volta che scopriremo una veritร , avremo la soddisfazione di averla liberata dal fondo, ma ci renderemo conto che qualcosa li sotto, si sta di nuovo agitando.

Ecco la data: il 17 Giugno 2009 esce il firmware 3.0 per Iphone

Tom tom e garmin su iphone 3.0Ecco la data tanto attesa per l’uscita del OS 3.0 dell’Iphone : 17 Giugno 2009! La Apple ha presentato, durante l’evento WWDC 2009, tutte le novitร  legate al nuovo sistema per iPhone.

Tra le novitร  principali ci sono:

– Copia e Incolla
– Possibilitร  di utilizzare l’iPhone come modem
– Tom Tom e Garmin utilizzabili, (iPhone come navigatore)
– Aggiornamento di Safari
– MMS
– Parental control
– Supporto per Streaming audio / video
– Video
E molte altre novitร  che troveremo nelle prossime ore on line. Nello stesso evento รจ stato presentato il nuovo iPhone 3GS dove S sta per “speed”. A vederlo e’ praticamente identico al suo predecessore, ma e’ stato completamente ripensato. E’ quello di 3/a generazione, che, oltre a essere molto piu’ veloce, possiede una telecamera da 3 mln di pixel con autofocus, sia per le immagini fisse sia per quelle in movimento, che possono essere subito inviate su YouTube, e una funzione di bussola digitale. Il nuovo smartphone, disponibile in Italia il 19 giugno, e’ stato presentato a San Francisco.

Bing, il motore di ricerca di Microsoft non mi convince.

Come tutti oramai avranno capito (visto il numero di post e di articoli presenti in rete), Microsoft ha lanciato la beta di Bing, il nuovo motore di ricerca che dovrebbe fare concorrenza a Big G. Ho provato ad utilizzarlo e subito mi son venuti una serie di dubbi, forse banali, che ricononducono ad una unica domanda: perchรจ devo usare Bing?

Bing non รจ piรน facile da utilizzare di Google.
Entrando sulla home di Google รจ lampante fin da subito qual’รจ il suo mestiere: cercare. E’ semplice e senza troppi fronzoli. Questa รจ la caratteristica principale che, secondo me, fino ad oggi ha sbaragliato la concorrenza. Gli altri motori hanno sempre dato molta enfasi ai servizi, notizie, e quantitร  di industriali di pubblicitร . Google no.ย  Entrando su Bing, questa caratteristica รจ stata “copiata”. Sulla home di ricerca hanno aggiunto uno sfondo randomico, che onestamente non so proprio a cosa serva. In fase di ricerca, nel risultato hanno invece utilizzato una serie di accortezze praticamenti uguali a Google: il link senza css, la url del sito in verde, la cache impostata con la stessa logica di Google. Se Bing non รจ piรน facile di Google, perchรจ dovrei utilizzarlo?

Bing รจ uguale a Live.
Non ho trovato differenze rispetto alla versione precedente del motore di ricerca di Microsoft. Live era praticamente identico e le funzionalitร  erano le stesse. Se non utilizzavo Live, perchรจ devo usare Bing?

Nessun vantaggio tangibile.
Non lo so, eppure, qualche ricerca e qualche prova l’ho fatta ma non ho trovato nessun vantaggio immediato. Da quello che si legge in rete e da alcuni blog tecnici che seguo, le tecniche di indicizzazione sono molto diverse rispetto a Google. Di questo ne ho avuto riscontro cercando me stesso, con un risultato di gran lunga diverso da Google. Mmm… quindi mi domando a chi interessi questa cosa se non ad utenti esperti e SEO che di queste cose ne fanno il proprio mestiere. E gli altri utenti non tecnici? E l’utente finale che utilizza il motore di ricerca solo per fare ricerche?

Io non cambio, per adesso.
L’utente di solito cambia le sue abitudini quando il nuovo รจย  superiore e quando genera vantaggi rispetto a quanto utilizza quotidianamente. Il vantaggio deve essere evidente, altrimenti sceglie quello che conosce, e si adagia sull’abitudine, e in questo momento l’abitudine prende il nome di Google. Io personalmente, anche per un fatto di integrazioni di servizi (email, calendario, chat, adsense,… e chi piรน ne ha piรน ne metta), non cambio, per adesso.

L’insonnia si cura con la web-therapy?

Leggo un trafiletto di Ansa che parla di insonnia e di una scoperta della rivista Sleep. Praticamente avrebbero scoperto che chi fa fatica ad addormentarsi potrebbe utilizzare Internet come soluzione per riprendere il sonno. Mmm?

La rivista ‘Sleep’ parlerebbe nello specifico di web-therapy. La ricerca avrebbe dimostrato risultati migliori a fronte delle tradizionali terapie:

L’ 81% di chi ha sperimentato ha risolto il problema in meno di cinque settimane contro il 50% di chi assume farmaci e ha sedute psicologiche. Per lo studio, Internet agisce suscitando emozioni e sensazioni che rilassano il paziente.

Chi mi conosce sa che dormo pochissimo, (circa 4/5 ore) e la notte la passo proprio su internet. Onestamente non ho mai pensato di soffrire di insonnia, anzi, ho sempre pensato di esser uno di quei casi fortunati che non hanno bisogno di dormire e possono quindi sfruttare al massimo il tempo (la Montalcini dorme 4 ore a 100 anni!). Se dormo un pรฒ di piรน mi sveglio piรน rincoglionito di prima.

Se dovessi pensare un giorno ad un problema di insonnia, personalmente, non mi curerei con Internet! Quando sono su internet, tra righe di codice, post, tweet, commenti, letture varie, e mille feed da leggere il tempo mi passa alla velocitร  della luce. Tutto sembra correre piรน veloce. Non faccio in tempo ad approfondire una notizia, che un alert o il tweet di qualcuno mi desta di nuovo l’attenzione e mi immergo in nuove ricerche, e cosรฌ finchรจ la testa non mi cade sulla tastiera. Forse la cura consiste proprio nello stremare la persona a tal punto da generare sonno?