Life Hack

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Sarà capitato a tutti nella vita di dover fronteggiare periodi di sovraccarico professionale e personale, e dover così organizzare al meglio i propri tempi, ritmi, dati e modo di lavorative. Spesso ricorriamo a trucchi, scorciatoie e semplificazioni per migliorare la produttività e i tempi di gestione delle attività che dobbiamo svolgere. Tutti queste facilitazioni sono definite, soprattutto dai programmatori Life Hack , ossia delle azioni quick and dirty. La definizione originale del termine LifeHack infatti deriva da alcuni comandi shell, script, semplici operazioni, workaround utilizzati da sviluppatori e tecnici per semplificare alcune attività.

Nulla a che vedere con il significato errato ed illegale della parola hacker, anzi. Anche questa volta il termine hack è utilizzato, secondo quanto detto nel post dell’Etica Hacker, per definire qualcosa che sia in grado di portare a nuovi miglioramenti in un dato campo.

Il termine lifehack è diventato popolare nella blogosfera e nelle comunità geek ed associato a tutti i trucchi utilizzati per gestire il sovraccarico di informazioni provenienti dalla rete. Entrato nel linguaggio comune, è utilizzato per definire tutto ciò che risolve problemi quotidiani, attraverso un trucco o un consiglio che aumenta la produttività, diminuisce lo stress, permette di divertirsi, risparmiare e migliorare la qualità della vita, in maniera intelligente, non-ovvia, ma molto spesso, allo stesso banale.

Il termine fu stato coniato dal giornalista inglese Danny O’Brien, che unì appunto la parola life e la parola hack. Nel 2004 O’Brien fece una ricerca nella sfera degli utenti geek di sua conoscenza e cercò di individuare quali fossero le “tecniche” che adottavano per poter raggiungere i loro risultati in modo più rapido. Scoprì che tutti avevano dei denominatori comuni: attenzione a procedure semplici e rapide, utilizzo di tools simili, todo list snelle e sempre sotto controllo.

Il risultato della ricerca fu pubblicato con il titolo “Life Hacks: Tech Secrets of Overprolific Alpha Geeks”, esposto da O’Brien durante la O’Reilly Emerging Technology Conference di San Diego nel 2004 e raccolto in alcuni appunti (file1file2) di Cory Doctorow. Nel stesso anno O’Brien replicò la presentazione durante il NotCon04.

Tra i siti più famosi in rete, relativi al life hacking, ci sono http://www.lifehack.org, http://lifehacker.com/ e http://www.43folders.com. Esiste anche una risorsa italiana presente all’indirizzo http://www.lifehacks.it.

Esempi di hack ne esistono tantissimi e se cercate in rete ne trovate di più strani. Per quanto mi riguarda io utilizzo moltissimo l’hack per Moleskine e la penna e il lifehack per sistemare i cavi del notebook.

Insomma piccole scorciatoie, tanto semplici e utili che aiutano a migliorare la vita. E voi quali utilizzate?

Etica hacker

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Ho riletto da poco il libro “L’etica hacker e lo spirito dell’età dell’informazione” di Pekka Himanen, un libro che ho scoperto dopo aver letto “Galassia Internet” di Manuel Castells. Due letture affascinanti ed impegnative che non potevano effettivamente mancare e che non dovrebbero mancare di nessun Indigeno Digitale.

Durante la lettura molte persone si sono stupite semplicemente guardando il titolo del libro e mi hanno domandato: “Hacker? Ma che roba ti leggi, che vuoi diventare un pirata informatico?“. Ma no, no, tranquilli, non è come pensate. Purtroppo oggi quando si parla di hacker il pensiero corre subito alla visione del pirata informatico, quello dedito a cybercrimini e ad ogni forma di furto digitale, password o codici di carte di credito e non è assolutamente facile spiegare il contrario. Colpa della irresponsabile disinformazione mediatica.

In realtà il termine “hacker” ha una origine molto più “antica” (risale agli anni ’50 e ’60 circa, al MIT – Massachussets Institute of Technology ), nato prima dei pc presenti nelle nostre case e della rete internet, ed è stato coniato con un significato completamente opposto a quello attualmente si conosce e che è più diffuso. Nulla di criminale. Anzi.L’hacker, nel suo senso più nobile, è chiunque voglia mettere il proprio sapere e le proprie conoscenze a disposizione di chi sia interessato, col molteplice scopo di diffondere il sapere su una certa materia, suscitare interesse a riguardo e promuovere una discussione costruttiva in grado di portare a nuovi miglioramenti in un dato campo.

Questa definizione è estremamente interessante e mi ha colpito moltissimo, perchè, malgrado non avessi mai approfondito la cultura hacker, è la base dei valori che hanno dato vita agli Indigeni Digitali, network del quale sono fondatore e che spero continui a crescere come sta succedendo in questi mesi. Secondo Himanen, l’essenza dell’hacker è sintetizzata e definita nella “Legge di Linus“, scritta da Linus Torvalds durante un convegno all’Università di Berkeley in California, nella quale emerge che un uomo è spinto a fare qualcosa da 3 motivazioni: sopravvivenza, vita sociale e intrattenimento. Per esser felici nella vita, bisogna soddisfare tutte e tre le condizioni.

Nel libro Himmanen analizza e mette a confronto l’etica hacker e l’etica protestante, presentata da Max Weber nel libro “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” basando tutto il confronto su sette principi fondamentali: Passione, Libertà, Valore Sociale, Apertura, Attività, Responsabilità e Creatività.

  • La Passione è quella che Trovalds ha definito come “intrattenimento”. La passione non è altro che qualcosa che diverte l’hacker mentre la sta mettendo in pratica. Quando un hacker fa qualcosa che l’ho diverte è perchè lo ritiene interessante e degno di tutto il suo impegno.
  • La Libertà hacker è il principio secondo cui chi lavora sa sempre cosa significa avere scadenze da rispettare, non ha orari rigidi ai quali attenersi ma è fortemente orientato al raggiungimento dell’obiettivo.
  • Il Valore Sociale è quello che rende coinvolgente l’essere hacker, ossia il senso di appartenenza a gruppi grandi, piccoli, famosi, ignoti o riservati, quella capacità sentirsi parte di una comunità, accettato e riconosciuto.
  • Apertura e condivisione è il principio secondo cui l’hacker fa qualcosa non solo per se, ma anche e soprattutto per la comunità e quello che fa è condiviso perchè ritenuto valore e accrescimento per gli altri.
  • Attività è l’esatto contrario di passività. L’hacker non è mai un utente passivo di Internet e della tecnologia in generale. Cerca sempre di migliorare ciò che usa.
  • Responsabilità , anche se sembra strano, e altruismo. Per un hacker responsabilità significa occuparsi degli altri, aiutare il prossimo e rendere migliore la Rete.
  • Creatività saper fare in modo diverso, alternativo ciò che si può fare normalmente, saper creare qualcosa di veramente bello, anche dal punto di vista artistico.

L’etica hacker, come descritto dell’autore nel libro, è stata alla base dei grandi miglioramenti in campo informatico che si sono avuti negli ultimi decenni. L’informatica, la rete internet, i programmi opensource come Linux sono nati e si sono sviluppati proprio grazie all’impegno continuo di migliaia di persone che hanno messo a disposizione della comunità il proprio impegno, il proprio tempo, hanno condiviso in maniera aperta il sapere e hanno lasciato che altri potessero apportare dei miglioramenti liberamente, con la sola limitazione di riconoscere i crediti del lavoro precedente e di permettere successive libere modifiche anche ad altri sviluppatori.

Pekka Himanen ritiene che la società nella sua interezza e complessità dovrebbe recepire l’etica hacker, contrapponendo questo approccio a quello “dell’etica protestante” che ha dominato e domina tuttora questo momento storico ed il nostro modo di approcciare il lavoro. Himanem ritiene inoltre che oggi siamo schiavi del modo di concepire il lavoro e questo deriva dal fatto che ci riteniamo degni solo se abbiamo un lavoro che ci qualifica socialmente, se ci dedichiamo ad esso in modo continuo, e se la nostra intera vita ruota attorno al lavoro, con pochi spazi per liberare la creatività ed il divertimento. Questa cultura ci porta a lavorare senza divertirci. Spesso abbiamo sentito dire che c’è un momento per il piacere ed uno per il dovere, ma nella realtà della vita quotidiana viviamo per lavorare e soprattutto per guadagnare, invece di lavorare per vivere. Secondo l’etica hacker non è così: il lavoro dovrebbe essere divertente e coinvolgente. Dovrebbe essere la cosa che ci piace più fare e che ci dà più soddisfazione, con spazio per la creatività.

Questo libro ha il pregio di mostrare un nuovo modello di sviluppo, quello delle risorse condivise, della partecipazione, della trasparenza e dell’etica sociale: il modello dell’era dell’informazione.

Se l’etica hacker venisse applicata in tutti i settori, alla politica e alla società, le potenzialità sarebbero immense: un sapere aperto permetterebbe un progresso infinitamente più rapido ed efficiente dell’attuale. Sarebbe aperto non solo alle modifiche in grado di migliorarlo, ma sopratutto alle critiche in grado di evitare errori e forse disastri.

UPS non mi scappi, hai il mio iPad!

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Come tutti i miei follower, amici e lettori ormai sapranno, ho ordinato l’ipad online qualche giorno fa e da poco meno di 48 ore ne sono entrato in possesso… in modo un pò alternativo!

Giovedi mattina, grazie al servizio online di Apple scopro che la consegna sarebbe stata fatta in giornata. Tra l’emozionato e l’euforico chiedo a mia moglie di allontanarsi il meno possibile da casa. Nel pomeriggio non vedendo arrivare nessuno è andata a fare la spesa… ti pare che passa proprio adesso?

Ovviamente se si fossero organizzati non sarebbe successo: il corriere UPS è passato proprio quando casa era vuota e non avendo trovato nessuno a cui consegnare, giustamente, è andato via! Alle 17.30 arrivato a casa, trovo il bigliettino giallo della mancata consegna nella cassetta della posta: “Coooosa!?? Devo aspettare fino a domani?”. No no…

E così mi sono messo al telefono: prima il numero verde, poi un centralino di Milano, poi ancora un altro finchè non sono arrivato ad una signorina che mi avvisa che, vista la mia indisponibilità per il venerdì (ero a Milano per lavoro), non avrei potuto avere il mio pacco fino a lunedì. “No, non se pò fa”. Dopo una rapida ricerca su Google ho scoperto che, non troppo lontano da casa, ho la sede di UPS dove avviene lo smistamento di Roma (!). Ho preso lo scooter e alle 18.30 ho raggiunto gli uffici e dopo aver rotto le scatole ad una gentilissima signorina, ho avuto l’informazione che cercavo: il tragitto del corriere che trasportava il mio iPad.

Salgo di nuovo in scooter ed inizio a percorrere (sempre vicino casa) la strada che avrebbe dovuto seguire il corriere. Alle 19.20 quando stavo per decidere di tornarmene a casa, vedo passare davanti a me un furgone nero con scritto UPS…. non poteva che esser lui. E così ho iniziato l’inseguimento!

Lo inseguo per qualche minuto e lo affianco a sinistra, lato autista, al primo semaforo utile. Gli busso sul vetro ed il tizio, dopo avermi guardato male, tira giù il finestrino. Io gli faccio: “Hai il mio iPad!” e lui con aria sbalordita mi fa “Ma che daveeero?” e subito dopo, “Te sei matto!”. Dopo uno scambio di battute, si è accostato e mi ha consegnato il mio iPad.

Come avrebbe detto il signor Rezzonico (di Aldo Giovanni e Giacomo), se non mi avesse dato il mio pacco, “Poteva rimanere offesooo”. Alla fine, l’ipad è arrivato a casa!

Lo so, sembra un gesto di follia, ma la voglia di cominciare a metterci le mani sopra (utilizzo e sviluppo) era troppo grande. L’Ipad è arrivato nello stesso giorno in cui è nato, e si è radunato, il gruppo degli indigeni per lo sviluppo di applicazioni ipad/iphone/android…  non può essere che un segno!

E adesso mi cimento in un post di impressioni ed idee.

iPad: ecco i 10 motivi del mio acquisto

Posted 1 CommentPosted in PENSIERI SPARSI

In questi giorni ho pensato più volte all’acquisto dell’iPad, non posso nasconderlo. Inizialmente ne facevo anche una questione di rapporto prezzo / servizio, poi una persona mi ha domandato : “Ma come, ancora non ce l’hai? Tu!?”.

E già, non ce l’ho. Colpito nell’orgoglio Geek. E’ così mi sono rimesso di nuovo con la testa e con il pensiero, finchè ieri non ho ricevuto la mail della Apple, dall’oggetto “Ipad arriva. 28 maggio. Preordina oggi”. E così l’ho fatto.

Per prepararmi alle mille domande di mia moglie e degli amici, ho classificato i motivi che mi hanno spinto all’acquisto dell’iPad in seri e un pò meno… seri:

Motivi seri

1) Ritengo sia uno strumento in grado di migliorare l’attività lavorativa in mobilità. Si è vero, con il portatile e un iPhone (o una chiavetta) si può certamente fare a meno di averlo, ma vuoi mettere la facilità con la quale puoi accedere alle informazioni (posta, internet, giornali, documenti e altro) in qualsiasi circostanza, senza per forza dover organizzare una postazione di lavoro?

2) La presenza di iWork permette di utilizzare iPad come strumento di lavoro (Powerpoint > Keynote, Pages > Word, Numbers > Excel)

3) Utilizzare un sistema nuovo è motivo di riflessioni e studio, nonché idee. Chi si occupa di sviluppo, tecnologie e comunicazione, secondo me deve provare prodotti nuovi per capire e progettare.

4) Tutti dicono che l’Ipad non è un notebook, non è un book reader, non è una cornice digitale, non è uno storace per video, non è un laptop. E’ vero, è così. E’ un pò di tutti, per questo lo trovo fantastico.

Altri motivi…

1) Si ho il MacbookPro, il NexusOne, l’Iphone, il BlackBerry, un pc fisso, l’acer aspire one. Ma questo è diverso, nella forma. No?

2) E’ Geek e come tutti i prodotti Apple, è un oggetto di culto, un oggetto che aggrega e che ti porta a volerlo. Non dite di no, non vi è mai capitato di attaccare a parlare con qualcuno solo perché ha l’iPhone… (Esempio: “Che applicazioni hai installate?”) o ancora prima l’iPod? A me si…

3) Cosa penserebbe di me chi mi conosce e sa come reagisco di fronte ad una vetrina o uno scaffale pieno di giocattoli tecnologici? Sarà mica un caso che su FourSquare sono il sindaco di Unieuro!

4) La sera quando leggo e mi rilasso sul divano o sul letto, è sicuramente più comodo.

5) Tutte le applicazioni che ho comprato per iPhone, che faccio, non le provo anche sull’iPad?

6) Mia moglie non potrà dire più “Stai sempre al PC” oppure “Stai sempre al telefono”… voglio vedere come definisce l’iPad!

Forse le motivazioni sono un pò sbilanciate…

UPDATE 24/05/2010 : Ho appena ricevuto un messaggio dalla Apple che mi comunica che l’ordine è partito ed entro (e non oltre) il 28/05/2010 il gioiello sarà nelle mie mani. WhooooW!

UltimoMemo in tutti i linguaggi del mondo

Posted Leave a commentPosted in MY LIFE

E così arrivò l’ennesimo momento di saluti, abbracci e invio dell’ultimo memo. Forse qualcuno non lo sa, ma in Accenture ed in molte altre aziende, esiste l’usanza dell’UltimoMemo. Praticamente l’ultimo memo non è altro che una email, generalmente inviata l’ultimo giorno di lavoro a tutto il personale dell’azienda (all personal) o ad un gruppo di colleghi, contenente un messaggio di saluto, di ringraziamento, contenente inoltre i nuovi contatti e spesso una valanga di lamentale e randellate varie sparate a tutti. L’ultimo memo, secondo me è molto importante sia da un punto di vista di educazione (banalmente si saluta tutti) e sia perchè si ha pubblicamente la possibilità di dire quello che si pensa (più o meno…) e che non si è mai riusciti a dire.

Ieri per me è stato l’ultimo giorno di lavoro in archebit e, anche se qui non c’è mai stata questa usanza, io ho scritto una mail di ultimomemo, non troppo polemica e diversa dal solito messaggio che vi riporto qui di seguito. L’oggetto era “Ultimo memo 2.0“:

<%
*******************************************************************************
‘ * Author:           Fabio Lalli
‘ * Versione:        2.0
‘ * Data:              31/03/2010
‘ * Titolo:             Ultimo Memo
‘ * Linguaggio:    vbscript / asp 3.0 – amarcord
‘ * Descrizione:   Contiene lo script per la generazione dell’ultimo memo e
la disintallazione delle librerie installate

‘ * ATTENZIONE: bisogna avere la libreria Archebit installata 😉

********************************************************************************

‘ * Creo l’oggetto per l’ultimo memo
set UltimoMemo = CreateObject(“Archebit.UltimoMemo”)

‘ * Apro la comunicazione
UltimoMemo.Open()

‘ * Definisco il messaggio
UltimoMemo.Message(“

Ciao a tutti.

Come più o meno tutti già sapete oggi è il mio ultimo giorno di lavoro in azienda e per la seconda volta, a distanza di 5 anni, mi trovo a scrivere di nuovo qualche riga di saluti in Archebit.

Questi due anni di lavoro sono stati molto importanti per la mia crescita professionale: il confronto, la discussione e le incompresioni, gli scazzi e le delusioni, la condivisione di idee, le riflessioni e i momenti “brainsharing” durante i pranzi romani sono stati belli, affascintati, coinvolgenti e formativi.

Approfitto di questo ultimomemo per chiudere questa mia seconda parentesi con un grazie enorme rivolto a tutti, sia alle persone con le quali ho lavorato a stretto contatto sia agli altri, con i quali ho condiviso anche solo qualche momento al telefono o al caffè. Grazie a tutti perchè da tutti penso di aver imparato qualcosa, negativa o positiva che sia. Veramente.

Dal momento che come sapete vivo di web, i miei riferimenti non li troverete in questa email. Li troverete tutti (cellulare, mail, skype, msn…) in rete, su Facebook sopratutto, e su tutti gli altri social network. Se non siete assidui frequentatori di questi ambienti potete sempre cercare su Gooooogle (Fabio Lalli). Se vi interessa sapere quello che farò nella vita professionale potete cercarmi su Linkedin.

A presto, tanto … questo mondo è piccolino. In bocca al lupo a tutti.

Fabio Lalli

PS: ho messo il commento al codice di programmazione per i non addicted. Per i tecnici invece, vi avviso che il codice è stato debuggato ed è funzionante e questa email ne è la dimostrazione. Non lo eseguite nel debugger 🙂

“)

‘ * Invio il messaggio
UltimoMemo.Send()

‘ * Rimuovo tutte le librerie installate ma non le reference di sistema
UltimoMemo.Remove()

‘ * Chiudo la comunicazione
UltimoMemo.Close()

‘ * Distruggo l’oggetto affinchè non possa esser riutilizzato
set UltimoMemo = nothing
%>

A seguito dell’invio, ho ricevuto alcune email e messaggi di risposta, da quelli di auguri ed in bocca al lupo fino a quelli che mi hanno emozionato per la grande dimostrazione di stima ed amicizia. Grazie a tutti, ma soprattutto Giuliano, Stefano, David e Sonia. Tra i messaggi che ho ricevuto però ce ne è stato uno che mi ha fatto veramente ridere e che non posso non pubblicare e ringraziare pubblicamente. E’ il messaggio di Matteo aka Code , che si è superato con una mail di risposta “a tono” dall’oggetto “Goodbye FLalli Collection” e che vi riporto qui di seguito:

… e io ti saluto con la “Goodbye FLalli Collection” Some “Goodbye FLalli” programs in many more-or-less well known programming languages


ActionScript 3.0

var t:TextField=new TextField();

t.text=”Goodbye FLalli!”;

addChild(t);


Ada

— Goodbye FLalli in Ada

with Text_IO;

procedure Goodbye_FLalli is

begin

Text_IO.Put_Line(“Goodbye FLalli!”);

end Goodbye_FLalli;


Algol-68

( # Goodbye FLalli in Algol 68

# print((“Goodbye FLalli!”,newline))

)


Amiga-E

-> Goodbye FLalli in Amiga-E

PROC main() IS WriteF(‘Goodbye FLalli\n’)






AppleScript

— “Goodbye FLalli” in AppleScript:

display dialog “Goodbye FLalli”


ASP-C#

<!– Goodbye FLalli for ASP.NET using C# –>

<% @ Page %>

<%= “Goodbye FLalli!” %>


ASP-VBS

Goodbye FLalli for Microsoft ASP (in VBScript)

<%@ language=”vbscript” %>

<html><body>

<%

Response.write “Goodbye FLalli!”

%>

</body></html>


ASP.NET

<!– Goodbye FLalli in ASP.NET –>

<%= “Goodbye FLalli!” %>


Assembler-Intel

; Goodbye FLalli for Intel Assembler (MSDOS)

mov ax,cs

mov ds,ax

mov ah,9

mov dx, offset GOODBYE

int 21h

xor ax,ax

int 21h

GOODBYE:

db “Goodbye FLalli!”,13,10,”$”


Assembler-Linux

;; Goodbye FLalli for the nasm Assembler (Linux)

SECTION .data

msg     db      “Goodbye FLalli”,0xa ;

len     equ     $ – msg

SECTION .text

global main

main:

mov     eax,4          ; write system call

mov     ebx,1           ; file (stdou)

mov     ecx,msg         ; string

mov     edx,len         ; strlen

int     0x80           ; call kernel

mov     eax,1          ; exit system call

mov     ebx,0

int     0x80           ; call kernel


Assembler-PDP11

;       Goodbye FLalli in Assembler for the DEC PDP-11 with the

;       RSX-11M-PLUS operating system

;

.title Goodbye

.ident /V0001A/

.mcall qiow$s, exit$s

.psect $code,ro,i

start:  qiow$s #5,#5,,,,<#str, #len, #40>

exit$s

.psect $data,ro,d

str:    .ascii / Goodbye FLalli!/

len=.-str

.end start


Assembler-Win32

; Goodbye FLalli in Assembler for the Win32 architecture

TITLE Goodbye FLalli in win32. Tasm

VERSION T310

Model use32 Flat,StdCall

start_code segment byte public ‘code’ use32

begin:

Call MessageBox, 0, offset sHallo, offset caption, 0

Call ExitProcess, 0

start_code Ends

start_data segment byte public ‘data’ use32

sHallo  db ‘Goodbye FLalli’,0

caption db “Hi”,0

start_data Ends

End begin


BASIC

10 REM Goodbye FLalli in BASIC

20 PRINT “Goodbye FLalli!”


C#

// Goodbye FLalli in Microsoft C# (“C-Sharp”).

using System;

class GoodbyeFLalli

{

public static int Main(String[] args)

{

Console.WriteLine(“Goodbye FLalli”);

return 0;

}

}


C++

// Goodbye FLalli in C++ (pre-ISO)

#include <iostream.h>

main()

{

cout << “Goodbye FLalli!” << endl;

return 0;

}


C-ANSI

/* Goodbye FLalli in C, Ansi-style */

#include <stdio.h>

#include <stdlib.h>

int main(void)

{

puts(“Goodbye FLalli!”);

return EXIT_SUCCESS;

}


Clipper

// Goodbye FLalli in Clipper

? “Goodbye FLalli”


CLP

/* Goodbye FLalli in CLP for the IBM AS/400 */

PGM

SNDPGMMSG  MSG(‘Goodbye FLalli !’) MSGTYPE(*COMP)

ENDPGM


ColdFusion

<!—Goodbye FLalli in ColdFusion—>

<cfset message = “Goodbye FLalli”>

<cfoutput> #message#</cfoutput>


CommandScript

#Goodbye FLalli in Command Script 3.1

#Meta.Name: “Goodbye FLalli”

#Block(Main).Start

echo “Goodbye FLalli!”

#Block(Main).End


CSS

/* Goodbye FLalli in CSS */

body:before {

content: “Goodbye FLalli”;

}


dBase

* Goodbye FLalli in dBase IV

? “Goodbye FLalli!”


Delphi

// Goodbye FLalli in Delphi

Program Goodbye_FLalli;

{$APPTYPE CONSOLE}

Begin

WriteLn(‘Goodbye FLalli’);

End.


Fortran

C     Goodbye FLalli in Fortran

PROGRAM GOODBYE

WRITE (*,100)

STOP

100 FORMAT (‘ Goodbye FLalli! ‘ /)

END


GoogleGadgets

<?xml version=”1.0″ encoding=”UTF-8″ ?>

<!– Goodbye FLalli as a Google gadget –>

<Module>

<ModulePrefs title=”Goodbye FLalli example” />

<Content type=”html”>

<![CDATA[

Goodbye FLalli

]]>

</Content>

</Module>


HP-48

<<

@ Goodbye FLalli for the HP-48

@ << and >> are one char each

“GOODBYE FLALLI”

>>


HTML

<HTML>

<!– Goodbye FLalli in HTML –>

<HEAD>

<TITLE>Goodbye FLalli!</TITLE>

</HEAD>

<BODY>

Goodbye FLalli!

</BODY>

</HTML>


HyperTalk

— Goodbye FLalli in HyperTalk

answer “Goodbye FLalli”


Informix-4GL

# Goodbye FLalli in Informix 4GL

MAIN

DISPLAY “Goodbye FLalli”

END MAIN


Java

// Goodbye FLalli in Java

class GoodbyeFLalli {

static public void main( String args[] ) {

System.out.println( “Goodbye FLalli!” );

}

}


Java-Server-Pages

<!– Goodbye FLalli for Java Server Pages –>

<%@ page language=’java’ %>

<%=”Goodbye FLalli!” %>


Java-Servlet

import javax.servlet.*;

import javax.servlet.http.*;

import java.io.*;

//

// Goodbye FLalli Java Servlet

//

public class GoodbyeFLalli extends HttpServlet {

public void service(HttpServletRequest request,

HttpServletResponse response)

throws IOException {

response.setContentType(“text/html”);

PrintWriter out = response.getWriter();

out.println(“<html><body>”);

out.println(“Goodbye FLalli!”);

out.println(“</body></html>”);

}

}


JavaScript

<html>

<body>

<script language=”JavaScript”>

// Goodbye FLalli in JavaScript

document.write(‘Goodbye FLalli’);

</script>

</body>

</html>


Kix

; Goodbye FLalli in Kix

Run( “Notepad.exe” )

Sleep 1

SetFocus( “Untitled – Notepad” )

$ReturnCode = SendKeys(“Goodbye FLalli”)

Sleep( 2 )

$ReturnCode = SendKeys(“~{F4}Y”)


LaTeX

% Goodbye FLalli! in LaTeX

\documentclass{article}

\begin{document}

Goodbye FLalli!

\end{document}


Lingo

Goodbye FLalli in Lingo (Macromedia Director)

on startmovie

alert “Goodbye FLalli”

end


Lisp

;;; Goodbye FLalli in Common Lisp

(defun GoodbyeFLalli ()

(print “Goodbye FLalli!”)

)


Logo

; Goodbye FLalli in Logo

DRUCKEZEILE [Goodbye FLalli!]


MATLAB

% Goodbye FLalli in MATLAB.

disp(‘Goodbye FLalli’);


Modula-2

(* Goodbye FLalli in Modula-2 *)

MODULE GoodbyeFLalli;

FROM InOut IMPORT WriteString,WriteLn;

BEGIN

WriteString(“Goodbye FLalli!”);

WriteLn;

END GoodbyeFLalli.


MSDOS

@ECHO OFF

REM Goodbye FLalli for DOS batch

ECHO Goodbye FLalli!


Pascal

{Goodbye FLalli in Pascal}

program GoodbyeFLalli(output);

begin

WriteLn(‘Goodbye FLalli!’);

end.


Perl

# Goodbye FLalli in perl

print “Goodbye FLalli!\n”;


PHP

<?php

// Goodbye FLalli in PHP

echo ‘Goodbye FLalli!’;

?>


PL-SQL

— Goodbye FLalli in Oracle PL/SQL (sqlplus)

set serveroutput on

begin

dbms_output.enable(10000);

dbms_output.put_line(‘Goodbye FLalli’);

end;

/


Postscript

% Goodbye FLalli in Postscript

%!PS

/Palatino-Roman findfont

100 scalefont

setfont

100 100 moveto

(Goodbye FLalli!) show

showpage


Prolog

% Goodbye FLalli in Prolog

goodbye :- display(‘Goodbye FLalli!’) , nl .


Python

# Goodbye FLalli in Python

print “Goodbye FLalli”


QuickBASIC

REM Goodbye FLalli in QuickBASIC

PRINT “Goodbye FLalli!”

END


Rational Rose

‘ Goodbye FLalli in Rational Rose scripting language

Sub Main

RoseApp.WriteErrorLog “Goodbye FLalli”

End Sub


Rexx.simple

/* Goodbye FLalli in Rexx, simple version (writes to standard output) */

say ‘Goodbye FLalli!’

exit


Smalltalk.simple

“Goodbye FLalli in Smalltalk (simple version)”

Transcript show: ‘Goodbye FLalli!’.


SQL

# Goodbye FLalli in SQL

SELECT ‘Goodbye FLalli’;


T-SQL

— Goodbye FLalli in T-SQL

PRINT ‘Goodbye FLalli’


TeX

% Goodbye FLalli in plain \TeX

\immediate\write16{Goodbye FLalli!}

\end


Turing

% Goodbye FLalli in Turing

put “Goodbye FLalli!”


Unix-Shell

# Goodbye FLalli for the Unix shells (sh, ksh, csh, bash, …)

echo ‘Goodbye FLalli!’


VBScript

‘ Goodbye FLalli in VBScript (Windows Scripting Host)

msgbox “Goodbye FLalli”


Visual-FoxPro

*Goodbye FLalli in Microsoft Visual FoxPro 5-9

? “Goodbye FLalli!”


VisualBasic.NET

‘Goodbye FLalli in Visual Basic .NET (VB.NET)

Imports System.Console

Class GoodbyeFLalli

Public Shared Sub Main()

WriteLine(“Goodbye FLalli”)

End Sub

End Class


VisualBasic6

‘ Goodbye FLalli in Visual Basic 6

Private Sub Form_Load()

Print “Goodbye FLalli”

End Sub


VVVV

Goodbye FLalli in VVVV


wml

# Goodbye FLalli in Wesnoth Markup Language (wml)

#define GOODBYEFLALLI

[message]

speaker=”narrator”

message=_”Goodbye FLalli”

[/message]

#enddef


XHTML

<?xml version=”1.0″?>

<!DOCTYPE html PUBLIC “-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN”

“http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd”>

<!– Goodbye FLalli in XHTML –>

<html

xmlns=”http://www.w3.org/1999/xhtml”>

<head>

<title>

Goodbye FLalli!

</title>

</head>

<body>

<p>

Goodbye FLalli!

</p>

</body>

</html>


XQuery

(: Goodbye FLalli with XQuery 🙂

let $i := “Goodbye FLalli”

return $i


XSLT

<?xml version=”1.0″ encoding=”UTF-8″?>

<!– Goodbye FLalli in XSLT –>

<xsl:stylesheet version=”1.0″ xmlns:xsl=”http://www.w3.org/1999/XSL/Transform”>

<xsl:template match=”/”>

<xsl:text>Goodbye FLalli!</xsl:text>

</xsl:template>

</xsl:stylesheet>

Grandissimo Code. Un forte abbraccio a tutti e in bocca al lupo per tutto.

GeekAgenda e Upstart Drink Roma

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I preparativi vanno avanti, l’organizzazione si è messa in moto e l’iniziativa sembra piacere alla rete ed avere un bel numero di consensi e tweet di ritorno. C’è un ottimismo incredibile in tutti noi del gruppo GeekAgenda e UpStart. Ci siamo quasi e siamo sicuri che sarà un successone e questo, è solo uno di questi eventi!

Ah, scusate… giustamente non tutti sapete di cosa sto parlando! Parlo dell’UpStartDrink che si svolgerà martedì 23 febbraio 2010 alle 19:00 presso il Faenas Café (via portuense 47, Roma – zona Porta Portese).

L’aperitivo sarà organizzato con una formula simile allo speed date, precisamente speed meeting: ogni partecipante ha diritto a 5 minuti per presentarsi individualmente a ciascun partecipante (azienda). Finito la modalità speed meeting l’aperitivo proseguirà con il classico networking ed ognuno avrà modo di approfondire e scambiare contatti.

L’ingresso è libero e la consumazione per l’aperitivo ha un costo di 7 euro. Per partecipare è necessario registrarsi. Se avete intenzione di partecipare, registratevi subito!