Dot Swoosh: la community di Nike nel web3

È passato quasi un anno dal lancio di RTFKT Clone X, che è stato seguito dalla storica acquisizione da parte di Nike, segnando un punto cruciale per la posizione e l’impegno di Nike nello spazio.

Da allora, Nike ha iniziato a collaborare con RTFKT su diversi drop NFT in co-branding come Cryptodunks, MNLTH2 e Skin Vial, oltre a prodotti phygital che possono essere forgiati come la Nike AR Hoodie.

Ieri, seguendo questo percorso, Nike ha svelato la sua nuova piattaforma incentrata sul Web3 dal nome “Dot Swoosh

Dot Swoosh sarà la casa creativa virtuale di Nike da quello che si capisce dal sito e dalla comunicazione e verrà lanciata venerdì 18/11/2022. Le persone potranno registrarsi dal giorno del lancio e l’accesso inizierà con un codice di accesso. Una prima collezione digitale di questa community è prevista per Gennaio 2023.

La piattaforma sarà un luogo in cui le persone potranno:

  • Attivare la propria identità nella community
  • Acquistare, esporre e scambiare prodotti phygital e virtuali
  • Sbloccare l’accesso a eventi e prodotti speciali
  • Co-creare prodotti e attivare nuove modalità di collaborazione

Quest’ultimo punto sarà una componente chiave a mio avviso della meccanica di Dot Swoosh poichè preveder sicuramente la possibilità per le persone di influenzare i progetti, vendere i loro prodotti co-creati, inclusa la possibilità di esser coinvolti nei ricavi da royalties sui beni virtuali (e a mio avviso a tendere anche sui fisici).

Mentre i meccanismi esatti della piattaforma dovranno esser ancora confermati, da quello che si evince dalla landing page, le caratteristiche dei prodotti potrebbero esser appunto influenzate dall’utilizzo di dinamiche DAO attraverso votazione della community.

Inoltre è interessante che Nike abbia utilizzato il dominio .nike (come http://nome.nike), e questo potrebbe abilitare l’attivazione dello SWOOSH ID a tendere di URL personalizzate per consentire a tutti di vendere, esporsi e diventare di conseguenze i primi ambassador del brand.

Questa non è la prima avventura di Nike nel Web3 come ho più volte scritto e dall’anno scorso ad oggi, da quando hanno acquistato gli RTFKT Studios, uno dei principali player di Web3, il brand ha sviluppato una progressiva presenza e progettualità. Tuttavia, sebbene il team RTFKT abbia contribuito alla strategia, il progetto Dot Swoosh è solo Nike.

Con Dot Swoosh, Nike vuole ampliare a mio avviso la sua portata nel Web3 e alimentare potenzialmente anche la base di clienti di RTFKT, attingendo ovviamente alla propria base clienti, che hanno però meno familiarità con Web3. L’obiettivo di un progetto di questo tipo non è solo coinvolgere la community ma anche educare a nuove modalità di interazione, coinvolgimento e perchè no lockin della relazione attivando un processo virtuoso di revenue per il cliente.

L’educazione che Nike ha in mente parte dall’abilitazione del pagamento tramite carta di credito/debito, scegliendo Polygon per il loro ID .swoosh: penso che questa scelta sia una grande opportunità per tutto il sistema poichè consentirà l’arrivo della prossima ondata di persone non già utilizzatrici di crypto/web3 e questo può far fare un passo avanti verso l’adozione di massa.

Questa iniziativa segna veramente un punto di non ritorno nello sviluppo delle strategie di un brand nel web3.

Arriva il Nike FootballVerse

Dalle poche informazioni ufficiali, sembrano siano coinvolti RTFKT, Roblox, Rocket League, e CR7! Nel teaser condiviso sui canali social appaiono infatti Ronaldinho, Ronaldo e Mbappè. Il Nike FC – Footballverse sarà incentrato sulla cultura, la comunità, i giochi e le esperienze multiverso.

Il CloneX #1651 RTFKT di proprietà del marchio è visibile sulla parete nel video teaser. Inoltre, il luogo del video è la Svizzera, dove sono stati avvistati alcuni del team recentemente, e lo stesso team in queste ore ha anche interagito ufficialmente con il tweet nik:, senza dubbio RTFKT è coinvolto.

Gaming

Più attivazioni di gioco faranno parte del footballverse, e la collaborazione con Rocket League è stata annunciata anche da Tommy Pham (Gaming Partnership Manager di Nike) poche ore fa. Anche lo spazio Roblox, Nikeland, è stato aggiornato e sembra che si stia espandendo in termini di aree gioco.

Narrazione

Uscirà un film/short completo incentrato sul loro “multiverso” in cui Mbappé giocherà contro Ronaldinho del 2006, Cristiano Ronaldo e altri atleti. Sarà qualcosa che è possibile solo in un multiverso digitale come questo.

Esperienze fisiche

Data la posizione di Nike come marchio sportivo, l’iniziativa punta sicuramente ad alcune attivazioni digitali + fisiche durante i prossimi Mondiali di calcio.

Lancio di prodotti

Gia apparsi sui social alcuni tesear e informazioni, la prossima settimana dovrebbero esser lanciate un sacco di nuove scarpe da calcio legate ai Mondiali. Non c’è momento migliore direi.

Oltre alle attivazioni fisiche, Nike ha colto l’occasione per coinvolgere sempre di su tutte le attivazioni digitali il team estremamente creativo di RTFKT che sicuramente ha maturato tanta esperienza nella costruzione di cultura delle community.

Seppur il Footballverse di Nike si concentrerà prevalentemente cul calcio, non che attualmente sul mercato ci siano team con più esperienza di RTFKT con cui lavorare il tema web3/community engagement. E questa è a mio avviso una grande opportunità per il team / community RTFKT di estendere la propria riconoscibilità a contesti non presidiati.

Personalmente sono affascinato dal percorso che stanno facendo diversi brand, in particolare Nike nel web3.

Nike & RTFKT stanno sicuramente tracciando una linea nel modo in cui i brand dovranno approcciare il metaverso ed il web3.

Ed in un mercato ribassista come quello che stiamo vivendo, questa è sicuramente una buona notizia.

5 Trend del Metaverso nel 2023

Nel corso del 2022 è stato difficile leggere articoli o seguire contenuti su diverse piattaforme social senza imbattersi nel termine “metaverso“. Dopo il rebranding di Facebook alla fine del 2021, in molti ci siamo mossi per studiare, comprendere ed interpretare il cambiamento digitale verso cui ci stiamo dirigendo, in cui potremmo lavorare, giocare e socializzare su un’unica ( o diverse ) piattaforme .

Chiunque abbia prestato attenzione ai temi trattati si sarà reso conto che queste interpretazioni e piattaforme di metaverso spesso differiscono notevolmente tra di loro in termini di scopo e modalità di implementazione. Mentre Meta si concentra sulla creazione di ambienti di realtà virtuale, aziende come Microsoft e Nvidia stanno sviluppando ambienti metaverse per collaborare e lavorare su progetti digitali. Allo stesso tempo, quelli che credono che il futuro di Internet sarà decentralizzato e costruito sulla blockchain sperimentano token non fungibili (NFT), scambiano risorse digitali e danno vita ad organizzazioni autonome decentralizzate (DAO) progettate per portare la democrazia digitale nel virtuale mondi in cui abitiamo.

Il concetto di “metaverso” prevede di aggiungere $5 trilioni al valore dell’economia globale entro il 2030: questo mi fa pensare che se il 2022 è stato l’anno dell’hype, il 2023 sarà probabilmente un anno chiave per definire la direzione che prenderà questo trend. Qui di seguito trovate i i 5 Trend del Metaverso nel 2023 secondo il mio punto di vista.

Metaverso come nuovo canale di marketing

Come per i motori di ricerca e i social media (gli abilitanti tecnologici del web 1.0 e 2.0), il marketing e l’adv forniranno il carburante che porterà il web 3.0 – e il metaverso – alla grande massa. Anche se il concetto di Metaverso non è ancora e definito, giganti della finanza internazionale come HSBC e JP Morgan si sono unite ad altre potenze globali del lifestyle e della moda come Nike e Gucci, e stanno già rivendicato la loro posizione costruendo la loro presenza nel metaverso. Il fascino è evidente: sappiamo che i consumatori sono sempre alla ricerca di modalità più coinvolgenti per connettersi con i brand. Il metaverso, con la sua attenzione all’esperienza immersiva, è un altro canale di comunicazione in cui, a differenza dei social e della ricerca, che sono abbastanza ben blindati da bigplayer del calibro di Google e Meta, c’è ancora tanto da fare, sviluppare e rendere efficace (sia in termini di sostenibilità che di modello di business). Nei prossimi 12 mesi, le aziende faranno di tutto per posizionarsi in posizioni virtuali privilegiate, sia attraverso la costruzione delle proprie piattaforme o l’occupazione di arene esistenti come Meta Horizons, Fortnite, Roblox, VR Chat o Decentraland. Nessuno sa ancora con certezza quale sarà la strategia vincente, ma una cosa è certa: devi esserci per vincerla.

Il metaverso nelle aziende

A parte il suo potere come strumento di marketing, il metaverso promette di fornire piattaforme, strumenti e interi mondi virtuali in cui sarà possibile incontrarsi in remoto, in modo più immersivo e forse in modo efficace (da vedere ancora).

Possiamo aspettarci di vedere il concetto di metaverso fondersi con l’idea del “gemello digitale (digital twin)”: simulazioni virtuali di prodotti, processi o operazioni del mondo reale che possono essere utilizzate per testare e prototipare nuove idee, in una ambientazione digitale in cui poter sperimentare. Da strutture eoliche alle auto di Formula1, da modelli di arredo immobiliare a capi di abbigliamento, i designer stanno ricreando oggetti fisici all’interno di mondi virtuali in cui sottoporli a test in qualsiasi condizione immaginabile senza i costi delle risorse che sarebbero sostenuti testandoli nel mondo fisico.

Un altro uso del metaverso nel mondo aziendale sarà, senza dubbio, la formazione, l’onboarding dei nuovi dipendenti , collaboratori e partner ed altre attività. Ad esempio, Accenture ha creato un ambiente metaverso chiamato The Nth Floor che presenta repliche di uffici del mondo reale e consente ai dipendenti e ai nuovi assunti di svolgere una serie di funzioni relative alle risorse umane all’interno del mondo virtuale.

Anche gli ambienti di lavoro collaborativi, come i laboratori di realtà aumentata di BMW, utilizzati per progettare e prototipare nuovi prodotti, diventeranno più popolari man mano che i team studieranno nuovi metodi di lavoro da remoto rimanendo coinvolti con i colleghi e il loro processo creativo.

web3 e decentralizzazione

Una direzione possibile che prenderà il metaverso è legata senza dubbio alla decentralizzazione, seppur ad oggi, a mio avviso non sarà necessariamente scontato. Secondo i fautori di web3, la blockchain darà vita a una nuova Internet al di fuori del controllo delle multinazionali, che non avranno più il potere di censurare le opinioni con cui non sono d’accordo o staccare la spina a qualcuno. Questa visione è costruita attualmente intorno alle prime piattaforme decentralizzate nate come The Sandbox e Decentraland, organizzate come DAO. L’acquisto dei diritti di proprietà darà agli individui voce in capitolo sul modo in cui viene gestita l’organizzazione, il che alla fine porterà (dovrebbe) alla creazione di democrazie virtuali e comunità di proprietà degli utenti.

Gli NFT sono un altro tema del web3 . Si tratta di token unici che vivono su blockchain e possono essere utilizzati per rappresentare beni o materie prime online, in modo unico appunto. Alcuni brand, tra cui Nike, Adidas e Forever 21, hanno utilizzato questa tecnologia per creare beni digitali che possono essere indossati, scambiati e visualizzati dai loro proprietari nel metaverso o in apposite piattaforme. Un altro marchio di calzature, Clarks, ha recentemente presentato un torneo online utilizzando la piattaforma Roblox in cui gli utenti possono vincere beni virtuali unici.

La visione del metaverso come una internet decentralizzata e di proprietà della comunità, è comunque in qualche modo in contrasto con la visione centralizzata promossa da aziende come Meta e Microsoft, che mirano a costruire universi digitali proprietari in cui esse stesse avranno il controllo assoluto. È probabile che il 2023 porti ulteriori interessanti sviluppi in questo scontro di culture digitali.

Realtà virtuale e aumentata

L’idea di una tecnologia immersiva ed esperienziale è centrale nel metaverso: qualsiasi elemento sarà visibile e interattivo nel mondo virtuale e non c’è dubbio che questo possa portare ad una percezione di maggior coinvolgimento rispetto ai mondi digitali a cui siamo abituati oggi (come Facebook, Instagram, Tik Tok o il World Wide Web in generale). Molte idee su come interagiremo e che si stanno sviluppando coinvolgono tecnologie immersive come la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR) e la realtà mista/estesa (MR/XR).

Meta, proprietaria dell’ormai ex-Oculus, ha costruito sicuramente la sua visione più specifica di come apparirà il “livello successivo” di Internet intorno alla realtà virtuale grazie all’uscita dei nuovi Meta Quest Pro. Non c’è dubbio che nel breve periodo vedremo anche nuovi visori VR/AR/MR di aziende come come Apple, Google e Microsoft. Non tutti sono d’accordo sul fatto che entrare nel metaverso richiederà di fissare un display con un casco in testa, ma non c’è dubbio che è sicuramente uno degli approcci alla costruzione di esperienze immersive che stanno generando più eccitazione. Il 2023 porterà una serie di nuovi sviluppi nel campo senza dubbio. Oltre alle cuffie, possiamo aspettarci di vedere nuovi sviluppi nelle tute aptiche per tutto il corpo, che sono già utilizzate da organizzazioni come la NASA e SpaceX per simulare ambienti estremi, ma verranno anche utilizzate per creare esperienze metaverse per i consumatori ancora più realistiche e coinvolgenti. Diverse startup stanno sperimentando già una tecnologie in grado di introdurre odori nelle nostre esperienze virtuali.

Tecnologia avatar più avanzata

Infine il tema avatar e identità digitale. Siamo già abituati ad interpretare i nostri personaggi nei videogiochi o ad esprimere la nostra personalità nei social media attraverso alcune personalizzazioni: l’avatar è la presenza che proiettiamo di noi stessi mentre interagiamo con altri utenti e per questo è ormai più che ipotizzabile che gli avatar nel metaverso potrebbero assomigliare sempre di più a noi, ma con caratteristiche di personaggi dei cartoni animati, o come qualcosa completamente fantastico che non potrebbe mai esistere nel mondo reale.

Meta originariamente offriva solo avatar molto semplici simili (che quasi ricordavano quelli di Nintendo Mii) – e che sono stati ampiamente ridicolizzati in rete. Recentemente ha sviluppato una tecnologia “quasi” fotorealistica che ci permetterà di apparire in linea di massima come nel mondo reale. Altre tecnologie, come Ready Player Me e Zepeto, consentono già adesso di creare avatar che possono quindi essere inseriti in una serie di mondi e ambienti virtuali diversi anziché essere limitati ad una piattaforma particolare. Nel 2023 ritengo che vedremo casi d’uso più avanzati e protocolli integrati in diverse piattaforme, ma soprattutto inizieremo a vedere integrazioni di motion capture, il che significherà che oltre a sembrare più simili a noi, i nostri avatar adotteranno i nostri gesti e il linguaggio del corpo caratterizzanti di noi. Potremmo anche iniziare a vedere ulteriori sviluppi nel campo degli avatar autonomi che non saranno sotto il nostro diretto controllo ma saranno guidati da Intelligenza Artificiale ed in grado di agire come nostri rappresentanti nel mondo digitale mentre noi stessi stiamo facendo altro.

WEB3 vs WEB 3.0: definizioni, storia e differenze

Internet, la rete delle reti che collegano i computer in tutto il mondo, nata nel 1969, ha subito numerose modifiche tecnologiche e infrastrutturali per arrivare a come la conosciamo oggi. Lo scopo iniziale di Internet, come mezzo di condivisione delle informazioni, è andato ben oltre nel corso degli anni ed è diventato una parte essenziale della nostra vita. L’introduzione del World Wide Web da parte di Tim Berners-Lee ha svolto un ruolo importante nel trasformare le nostre vite in modi nuovi. Il web, elaborato come World Wide Web, è di fatto sempre stato una grande raccolta di siti web costruiti. Questi siti Web contengono informazioni sotto forma di pagine di testo, immagini digitali, video, audio ecc., e gli utenti possono connettersi e recuperare queste informazioni da qualsiasi parte del mondo.

Inventato nel 1989, il WWW si è evoluto gradualmente dal suo stato iniziale di “pagina statica” alla versione più interattiva a cui assistiamo oggi.

Ora, mentre Internet sta avanzando verso la sua terza fase e molti cambiamenti tecnologici, si sono accese discussioni su definizioni e differenze tra web3 e web 3.0. Sebbene la maggior parte delle discussioni che ruotano attorno alla terza generazione del web si siano allineate sul fatto che web3 e web 3.0 siano la stessa cosa, ritengo che in termini di definizione siano invece fondamentalmente diversi.

Mentre web3 è una versione decentralizzata del web basata su blockchain, web 3.0 mette in evidenza il concetto di Tim Berners-Lee di web linkato o semantico.

Evoluzione del web

Il web coinvolgente e interattivo di oggi, strumento predominante utilizzato da miliardi di persone per leggere, scrivere e condividere informazioni e interagire con altri in tutto il mondo, ha subito molte fasi di evoluzione sin dal suo inizio, evolvendosi di fase in fase, da un punto di vista tecnologico e concettuale. Provo a fare un po’ di ordine su fasi e definizioni.

Web 1.0

Il Web 1.0 definisce la versione iniziale del World Wide Web sviluppata da Tim Berners-Lee nel 1989 e durata fino al 2004. Solitamente indicato come Web di sola lettura, i siti Web di quest’epoca erano esclusivamente informativi e comprendevano semplicemente contenuti statici. Non avevano alcun contenuto interattivo o componenti di progettazione ed erano principalmente collegati tramite collegamenti ipertestuali. Inoltre, durante quei periodi era consentito scrivere e inviare solo e-mail di testo, mentre le immagini non potevano nemmeno essere caricate o allegate.

Tuttavia, le pagine statiche ospitate su server Web gestiti da ISP o provider di hosting Web gratuiti erano per lo più pagine personali, molto popolari. Il Web 1.0, più in generale, era una rete di distribuzione di contenuti (CDN) che consentiva la visualizzazione di informazioni su siti Web in cui gli utenti consumavano materiali passivamente senza avere la possibilità di lasciare recensioni, commenti o altri tipi di feedback.

Web 2.0

Il Web 2.0, noto anche come la seconda generazione del Web, è il Web più vicino della nostra era, emerso nel 2004, ed è ancora fiorente ed in sviluppo malgrado le grandi polemiche derivanti da tematiche legate al trattamento dei dati. È considerato il Web in lettura e scrittura che facilita l’interazione dell’utente, il che rappresenta un enorme miglioramento rispetto alla comunicazione unidirezionale consentita dal Web 1.0. Consente ai siti Web di lavorare dinamicamente contenuti, pubblicare contenuti generati dagli utenti, acquisire dati e soprattutto ha migliorato l’usabilità e l’interoperabilità per gli utenti finali, rendendolo così il “social web partecipativo” che conosciamo oggi.

La connettività e l’interattività sociale del Web 2.0 hanno portato allo sviluppo di piattaforme di social media come Facebook, Twitter, YouTube o Discord, in cui gli utenti possono caricare contenuti che altri utenti possono visualizzare e su cui fornire feedback e conversare. Tutto ciò ha portato Internet ad estendersi ai dispositivi mobili e alla conseguente evoluzione dei sistemi operativi iPhone e Android, attivando di conseguenza il predominio di app come WhatsApp, Instagram, Tik Tok e altre in altri ambiti .

Con l’aumento dei casi d’uso del web 2.0 da semplice modalità di comunicazione e raccolta di informazioni all’e-commerce e altro, anche il numero di utenti è cresciuto fino a raggiungere i miliardi, aumentando parallelamente la creazione di contenuti generati dagli utenti. Di conseguenza, il web 2.0 è diventato “il web come piattaforma“, su cui le aziende hanno iniziato a costruire applicazioni software.

Web 3.0

Considerato come la prossima generazione del Web, il Web 3.0 è il Web eseguibile o la versione di lettura-scrittura-esecuzione del Web. È anche noto come web semantico ed è un’estensione del World Wide Web che utilizza gli standard stabiliti dal World Wide Web Consortium (W3C). Mira a rendere Internet più intelligente gestendo le informazioni con un’intelligenza simile a quella umana utilizzando sistemi di intelligenza artificiale.

Tim Berners-Lee ha coniato il termine Semantic Web, che si riferisce a una versione del web in grado di connettere tutto a livello di dati. Ha affermato che con l’emergere del web semantico “the day-to-day mechanisms of trade, bureaucracy and our daily lives will be handled by machines talking to machines. The “intelligent agents” people have touted for ages will finally materialize”.

Nell’attuale Internet, ci sono silos di informazioni. Ad esempio, banalizzando il concetto, le informazioni acquisite da LinkedIn non verranno aggiornate automaticamente su Facebook o Twitter perché non sono collegate. Berners-Lee mirava a collegare tutte le informazioni collegando le pagine Web ,rendendole interoperabili, in modo che nessuno avesse mai bisogno di caricare le proprie informazioni separatamente su diverse piattaforme online.

Dalla discussione di cui sopra, e dalla definizione di Berners-Lee è facile dedurre che, sebbene le persone colleghino Web 3.0 con web3, non sono la stessa cosa. Andiamo ora avanti e comprendiamo il concetto di web3.

Che cos’è web3?

Web3 è un web decentralizzato e aperto, basato sulla tecnologia blockchain. Il termine è stato coniato dal co-fondatore di Ethereum Gavin Wood nel 2014: l’idea fondamentale alla base di web3 è quella di creare una versione decentralizzata di Internet, rimuovendo il predominio del potere centralizzato dei giganti del web 2.0 come Amazon e Facebook e restituendo il controllo agli utenti.

Il Web3 vuole rivendicare la proprietà dei dati dai grandi player del web2 e restituirli agli utenti utilizzando la tecnologia blockchain, l’archiviazione decentralizzata e l’identità governata dagli utenti, in un ambiente guidato dalla comunità. Gli utenti avranno l’ultima parola su chi può accedere a quali dati.

Ciò è stato reso possibile dai wallet utilizzati per le criptovalute come MetaMask, Venly o TrustWallet, in cui gli utenti archiviano le chiavi di tutti i loro dati e identità. Possono interagire con altre app blockchain based in questo modo e controllare chi ha accesso ai dati. L’utilizzo di un portafoglio crittografico per accedere ad altre app è simile all’utilizzo di un account Facebook, tranne per il fatto che tutti i dati sono governati e gestiti, e conservati dall’utente.

Differenza tra web3 e web 3.0

Il web semantico, noto come web 3.0, si concentra sull’efficienza e sull’intelligenza riutilizzando e collegando i dati tra i siti web. Il web decentralizzato o web3, tuttavia, pone una forte enfasi sulla sicurezza e sull’empowerment degli utenti restituendo agli stessi il ​​controllo dei dati e dell’identità.

Il web semantico utilizza un sistema di dati centralizzato per archiviare tutte le informazioni degli utenti, consentendo agli utenti di gestire l’accesso di terze parti ai propri dati. Alcune piattaforme, come Facebook, Google o Linkedin rilasciano un WebID univoco per gli utenti che possono utilizzare come identità all’interno dell’ecosistema. Nel Web3 basato su blockchain, gli utenti possono archiviare i propri dati in un crypto wallet, a cui possono accedere utilizzando le proprie chiavi private.

Web3 e Web 3.0 utilizzano sistemi e metodologie diverse per implementare la sicurezza dei dati: il web3 utilizza la tecnologia blockchain, mentre nel web 3.0 vengono utilizzate alcune tecnologie come RDF, SKOS, SPARQL, OWL e altre.

Somiglianze Web3 e Web 3.0

Sebbene web3 e web 3.0 siano simili nei nomi, c’è un’enorme differenza nei loro concetti e nell’approccio. Tuttavia, entrambi hanno uno scopo comune: sia web3 che web 3.0 mirano a creare una versione migliore di Internet dando maggiore controllo agli utenti sui propri dati. La differenza fondamentale sta nell’approccio adottato per raggiungere questo scopo. Mentre i dati sono archiviati in un punto centrale nel web semantico (web centralizzato), il web3 utilizza tecnologie decentralizzate per lo stesso scopo (web decentralizzato).

Vale la pena notare qui che sia web3 che web 3.0 sono ancora in fase di costruzione (e sono ancora nella loro fase nascente). Sebbene siano in corso vari esperimenti web3 e web 3.0, devono ancora essere implementati in una forma consolidata.

Conclusioni

Personalmente, malgrado le differenze descritte, ritengo che la traiettoria evolutiva sarà sempre più un progressivo avvicinamento dei concetti del web3 e del web 3.0 , con una convergenza sempre più rapida di più tecnologie come Intelligenza Artificiale, AR/VR/XR e Blockchain a supporto di questa nuova fase del web.

 

Il futuro dei Mobile Wallet

L’ambito di sviluppo dei Mobile Wallet è diventato uno dei settori in più rapida crescita nel mondo tecnologico e nel fintech: attualmente vale circa 1 trilione di dollari e si stima che crescerà fino a oltre 7 trilioni entro il 2027, secondo CB Insights Industry Analyst Consensus.

I portafogli digitali stanno trasformando il modo in cui le persone gestiscono ogni aspetto della loro vita. Un numero crescente di aziende si sta impegnando per sviluppare e posizionarsi come l’app di riferimento per tutto ciò che riguarda la finanza, combinando un’ampia gamma di prodotti di pagamento, bancari, di credito, di investimento e assicurativi in ​​un’unica piattaforma, mentre altre consentono agli utenti di archiviare documenti importanti e carte di accesso sui propri smartphone per l’uso quotidiano.

Con un’ampia portata e punti di contatto quotidiani, la categoria dei Mobile Wallet Digitali è pronta ad avere un impatto sostanziale sulla vita quotidiana delle persone, poiché le nuove soluzioni offrono maggiore affidabilità, scalabilità e convenienza.

 

Principali aree di interesse:

  1. I “Super Wallet” sostituiscono un numero crescente di soluzioni bancarie e di pagamento digitali a funzione singola: molti portafogli digitali stanno andando oltre l’approccio dell’app a funzione singola, aggiungendo offerte finanziarie che facilitano i pagamenti, abilitano prestiti, attivano assicurazioni, e consentono investimenti e svolgono un ruolo di banca digitale.
  2. Gli assistenti finanziari basati sull’intelligenza artificiale consentono l’ultra-personalizzazione e automazione del budget personale.
    • Gli strumenti di budgeting standard sono tradizionalmente limitati all’aggregazione dei dati storici del proprio conto, con solo analisi o approfondimenti di base.
    • Gli assistenti finanziari intelligenti del futuro andranno ben oltre e saranno basati sulle capacità di AI (intelligenza artificiale) e ML (machine learning), su vasti set di dati sui consumatori e pattern. Questi assistenti assumeranno il ruolo di un consulente intelligente virtuale in grado di rivedere continuamente gli abbonamenti e le bollette del cliente, gestire il budget, proporre strategie di risparmio e investimento e fornire altri feedback pertinenti su come poter raggiungere obiettivi finanziari.
  3. ID digitali ed il Wallet diverrà luogo dove archiviare anche i documenti. I dispositivi indossabili (wearable device, smartwatch, occhiali, altro) completeranno l’esperienza di fruizione dei wallet:
    • Una nuova generazione di portafogli mobili chiamati “portafogli ID digitali” sta emergendo come una soluzione all-in-one per contrastare non solo i pagamenti, ma anche la verifica dell’IDentità e la gestione degli accessi.
    • Aggiungendo la scansione e la crittografia dei documenti alle loro capacità, i portafogli ID digitali possono offrire un’alternativa di archiviazione virtuale sicura per molto di ciò che si trova oggi nei portafogli fisici.
    • I portafogli di identificazione digitale standard del futuro memorizzeranno le informazioni di pagamento insieme ad altri documenti essenziali, inclusi ID statali, SSN, passaporti, informazioni sulla cittadinanza, cartelle cliniche, chiavi di casa e dell’ufficio e persino informazioni biometriche come impronte digitali e scansioni facciali.

Fonte: CB Insighs 2022 – Download Report > The Future od the Wallet: How AI advisors, digital IDs, and wearables are turning mobile wallets into the next super apps

Dal Web2 al Web3: opportunità e rischi della transizione digitale

Iniziamo un po’ a parlare di questa transizione digitale dal Web2 al Web3 che stiamo affrontando.

La versione di Internet che tutti conosciamo oggi, partiamo da qui, si chiama Web2, quella di cui io stesso son sempre stato un grande fautore, evangelizzatore e forse pusher.

È un Internet caratterizzato da interattività, conversazione e socializzazione e che abilita la collaborazione tra gli utenti. È un Internet dominato da società che forniscono servizi percepiti come grande valore in cambio dei dati personali. Insomma, tutte quelle “cose belle” che ci hanno facilitato gli acquisti, semplificato la ricerca di un prodotto e di una notizia, permesso di personalizzare tutto quello che vogliamo, accelerato le connessioni sociali, amplificato discussioni e potere di parole, e di cui godiamo oggi su Internet… sono tutte grazie a Web2.

D’altra parte della medaglia però di questo Web2, soprattutto negli ultimi anni, ci sono stati alcuni inconvenienti.

Inconvenienti legati all’attenzione fagocitata da costanti contenuti, alla crescita della noia, alla sensazione di vivere bolle informative, agli effetti collaterali di una droga chiamata Dopamina prodotta dalla continua soddisfazione generata di da avere tutto a disposizione e sentirci onnipotenti, ma soprattutto abbiamo vissuto dinamiche non più accettabili relative al tema del trattamento dei dati. Tematiche che stanno diventando sempre più preoccupanti di giorno in giorno.

È una situazione in bilico, che si sta spostando rapidamente verso il problema più che verso il beneficio e l’evoluzione.

Fortunatamente, negli ultimi anni, questa attenzione a queste problematiche è cresciuta, e contemporaneamente è cresciuta anche la maturità di alcune tecnologie che oggi possono venirci incontro, dando vita ad un onda nuova di Internet chiamata Web3: quell’internet di livello successivo che ci auguriamo possa risolvere i problemi esistenti presenti in Web2.

Non c’è da stupirsi se stiamo vivendo quindi una nuova transizione e se molti utenti stanno ora iniziando a migrare dalle app e servizi del web2 al web3. La transizione spinta anche da motivi speculativi in molti casi, è però solo all’inizio e credo (e mi auguro) che possa accelerare.

Prima che ce ne renderemo conto e prima si arriverà ad un nuovo livello di maturità digitale, consolidando una adozione globale di web3 proprio come è successo in passato quando web2 prese il posto il posto di web1.

ll passaggio dal Web2 al Web3 è a mio avviso necessario, così come sarà necessario in questa transizione digitale evitare errori già fatti e mettere basi, anche normative in evoluzione (seppur estremamente complesso), in grado di abilitare questo nuovo shift.

Nel Web3 , già oggi, sono state creati servizi e modelli che stanno iniziando a soppiantare gradualmente il posto delle loro controparti nello spazio Web, incorporando concetti come decentralizzazione, tecnologie blockchain ed economia basata sui token.

Web3 si riferisce ad applicazioni decentralizzate che girano sulla blockchain. Si tratta di applicazioni che consentono a chiunque di partecipare senza monetizzare i propri dati.

Gli svantaggi di Web2

I giganti del Web2 come Paypal, Facebook, Apple, Instagram e tutti gli altri del GAFAM e del BATX vche non sto qui a citare, raccolgono e monetizzano i dati in modo ormai estremamente sofisticato al limite tra persuasione e manipolazione, e sono in grado di polarizzare su se stessi acquisizione di piattaforme e prodotti – grazie anche alle grandi capacità economiche – in grado di arricchire costantemente dati e pattern comportamentali dell’utente finale, in condizioni differenti.

In molti casi hanno il potere di decidere di “censurare” i nostri contenuti come ritengono opportuno. Il consumatore finale, malgrado le normative introdotte, non ha alcun controllo sulle informazioni, come vengono utilizzate e conservate.

Inoltre, ad aumentare la rischiosità di questo contesto, le infrastrutture utilizzate dai diversi servizi non sono infallibili, e danno vita a data breach all’ordine del giorno.

Se crollano, in termini di sostenibilità e/o modello di business, potrebbero avere, come già successo con diversi down di piattaforme, un impatto finanziario negativo se non letale sulle persone/aziende che dipendono da loro in termini di business.

Infine i servizi di pagamento, esplosi anche dopo la pandemia, richiedono modelli e policy di adesione a linee guida spesso vincolanti e con potere unilaterale di negare il pagamento se la piattaforma ritiene che tali standard non siano rispettati.

Dal Web2 al Web3
Dal Web2 al Web3

Web3 e opportunità

Il Web3, seppur nato con una direzione differente inizialmente, mira a risolvere questi problemi del web2 attraverso l’uso della blockchain e le proprietà che si porterà dietro come la decentralizzazione, l’esser trustless e permissionless.

Ciò significa, in parole semplici, che gli utenti avranno un maggiore controllo su come una piattaforma terza potrà o meno trattre i propri dati, come funziona e come è sviluppata.

Il Web3 è considerato un Internet dove tutto ciò che potrebbe essere fatto in Web2 potrà ancora essere fatto, ma in modo decentralizzato, trasparente e senza la necessità della decisione di una terza parte.

Ad esempio, Facebook non raccoglierà e salverà più informazioni sul tempo di accesso specifico di un utente, la cronologia delle ricerche, immagini e post completamente. Sarà l’utente, attraverso l’autorizzazione dal proprio “wallet” a creare la condizione di accesso e memorizzazione dei dati. Potremo trasferire queste informazioni da una piattaforma ad un’altra, definendo quando e dove. Inoltre, non sarà necessario il permesso di alcuna autorità, quindi nessuno sarebbe in grado di sospendere o impedire di accedere a determinati servizi. Di fatto il Web3 dovrebbe dare vita a una nuova economia digitale globale, creando nuovi modelli di business e mercati.

Un ruolo significativo nel Web3 sarà svolto da NFT, DeFi, Dapps e DAO o del fiorente GameFi, legato al futuro del metaverso (per capire la differenza di significato tra Web3 e Metaverso, ne ho scritto qui). Tra le direttrici di valore del web3 emergenti sta crescendo anche il SocialFi, una combinazione di piattaforma di social networking e di finanza che faciliterebbe l’elaborazione efficiente dei pagamenti senza la necessità di terzi.

Il decentramento derivante dal Web3 avrà impatto di conseguenza anche sul modo in cui verranno sviluppate e create le applicazioni: gli sviluppatori utilizzeranno la tecnologia blockchain, attraverso reti decentralizzate di numerosi nodi peer-to-peer, anziché creare programmi su un singolo server e archiviare i dati in un unico database (spesso un provider cloud).

Web3 e lato oscuro

Se da un lato i grandi player si stanno già muovendo per avvicinarsi al mondo del web3 per non perdere il treno del cambiamento e non poter rimanere indietro, dall’altro lato, sfruttando il grande potere mediatico e le grandi masse già presenti sulle loro piattaforme si stanno muovendo per creare forme di adozione a loro limitrofe ed in grado comunque di generare valore per loro: l’accoppiamento di wallet web3 alle identità di grandi piattaforma del web2… andrà valutato bene.

Tuttavia, il decentramento della rete comporterà anche significativi rischi legali e normativi. La criminalità informatica e la sicuezza, l’incitamento all’odio e la disinformazione, che sono già abbastanza difficili da controllare (ed in forte ed eccessiva crescita in rete), lo diventeranno ancora di più in una struttura decentralizzata a causa dell’assenza appunto di un controllo centrale. Un web decentralizzato renderebbe anche molto difficile la regolamentazione e l’applicazione: ad esempio, quale legge nazionale si applicherebbe a un sito web specifico il cui contenuto è ospitato in numerose nazioni a livello globale e distribuito?

Dal Web2 al Web3: riepilogando

Facendo una analogia con la tecnologia: il Web 1.0 è stato la televisione a tubo ed in bianco e nero, il Web 2.0 la TV piatta e a colori ed interattiva, mentre il Web 3.0 sarà il casco immersivo ed esperienziale nel salotto di casa.

Come già successo nel primo decennio del 2000, in cui il Web 2.0 è diventato la forza rivoluzionaria e dominante nel panorama economico, culturale e comunicativo globale, anche nel caso del Web 3.0, il secondo decennio potrebbe creare uno shit del genere.

Il Web3 comunque a mio avviso è e sarà un’incredibile rivoluzione e come dico sempre nei workshop tenuti negli ultimi mesi

Siamo all’inizio di un viaggio, come quando nel 1995 abbiamo iniziato a parlare di Internet, con una differenza: l’adozione oggi è la stessa di internet agli albori, ma la tecnologia questa volta è maggiormente matura ed il contesto più veloce. Sono certo che non ci impiegheremo gli stessi anni per arrivare ad uno stato di maturità: tanti eventi mediatici e non solo stanno già dando vita a questo cambiamento, è senza dubbio siamo sulla buona strada per l’adozione di massa tra pochi anni

Differenza tra metaverso e web3: non è solo una questione di termini

Dovunque oggi ci si giri si parla di Metaverso, NFT, Virtual Reality e Web3, ma spesso si fa confusione su tanti concetti, accavallandone significati e termini, se non addirittura finalità e metodo. In particolare l’errore più frequente che sento durante la narrativa mediatica è quella di confondere concettualmente il significato senza fare differenza tra metaverso e web3.

Provo a fare chiarezza sui due temi, visto che mi trovo spesso a spiegarlo e “discuterne” in rete, cercando di definire la differenza tra metaverso e web3, e partendo da un concetto di base: sono due tematiche convergenti e complementari, ma differenti.

Il Web3.

Da una parte c’è il web3, di cui ufficialmente non esiste una definizione univoca e comune a tutti, e che ha vissuto due fasi diverse nella loro caratterizzazione e definizione del termine in questi anni. Una prima definizione secondo la visione dello stesso Tim Berners-Lee, creatore del WWW, circa vent’anni fa, vedeva il Web 3.0 come un web semantico, intelligente, grazie alla sua forte caratterizzazione derivante dai dati e alimentata dai servizi evolutivi dell’Intelligenza Artificiale.

Recentemente, la necessità di cercare una soluzione alternativa al modello di internet che si è sviluppato intorno ai grandi player aggregati del GAFAM e BATX, fortemente centralizzato, ha dato luogo al Web3, i cui concetti non escludono la definizione iniziale di web3, ma si differenziano in nella componente tecnologica infrastrutturale: infatti alla base di questa definizione si aggiunge il concetto di web decentralizzato e basato su blockchain.

L’obiettivo quindi alla base dei principi della nuova fase del Web3 è quello di contrastare la supremazia degli shareholder delle grandi piattaforme web in una direzione di un internet più utente centrico e distribuito, e che veda un passaggio forte dal principio Read/Write (del Web2.0) al Read/Write/Own (del Web 3.0) e che di conseguenza vuole far uso di una grande varietà di tecnologie, la cui maturità oggi è maggiore e fortemente convergente: in particolare blockchain, Not Fungible Token (NFT), crypto (DeFi), Decentralized Autonoumus Organizzation (DAO), Intelligenza Artificiale (AI), realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e big data & analytics.

In parole povere, il web 3 nasce con l’obiettivo di non alimentare più di dati (e quindi business) solo i grandi servizi centralizzati, illudendo l’utente che sia tutto gratis come accade appunto nella fase Web 2.0, ma trasformare gli utenti in veri owner dei propri dati in grado di guadagnare grazie alla loro presenza, scelte di utilizzo e alle loro attività online, dando ad internet una dimensione inclusiva ed equilibrata.

Il Metaverso.

Dall’altra parte c’è il tema della definizione e visione di Metaverso, che nasce dalla convergenza temporale e dalla maturità di diverse tecnologie, competenze (VR, Hardware Technology, User Interface, Connettività, Gaming) ed mira a definire la convergenza tra fisico e e virtuale e che ha come base centrale del principio l’immersività e la collaborazione, e che – a mio avviso – non necessita necessariamente della blockchain: avremo sicuramente piattaforme di metaverso blockchain based, ma non sarà secondo me l’unica ed imprescindibile soluzione e possibilità.


Non c’è dubbio che si tratti di tematiche oggi in sovrapposizione narrativa (spesso confuse), fortemente complementari progettualmente e virtuosamente convergenti.

Differenza tra metaverso e web3.

C’è quindi Differenza tra metaverso e web3, secondo me si, e nell’immagine qui di seguito è ben sintetizzato.

 

 

Metaverso e Customer Experience

Metaverso e Customer Experience, che legame? Mi è capitato sotto mano un report del MIT Technology Review, dal titolo “Embracing Customer Experience (CX) in the Metaverse“, pubblicato proprio in questi giorni, e scaricabile in pdf a questo link.

Si tratta di una lettura rapida ed interessante che ho riassunto nel seguente modo:

  1. Il metaverso sta creando una aspettativa nuova ossia offrire ai brand opportunità differenti per espandere la customer experience omnicanale (CX) esistente attraverso VR/AR, mondi virtuali, ologrammi, gaming, risorse e contenuti digitali e tanto altro legato alle potenzialità della blockchain e del web3.
  2. Le interazioni con i clienti avvengono attualmente tramite dispositivi mobili, desktop, e-mail, chatbot artificialmente intelligenti, messaggistica sociale e altro, ma nel metaverso i punti di contatto con il cliente finale saranno ancora più coinvolgenti, immersivi e connessi.
  3. I clienti apprezzano la differenziazione dei canali di interazione con i brand e si aspettano sempre più che siano contestualizzati, adatti, personalizzati e coinvolgenti. Fornire una solida CX omnicanale porta risultati di business misurabili ed una maggiore efficacia e diventa quindi una necessità anche nel metaverso: la customer experience virtuale va progettatata con le sue peculiarità e non può esser ereditata dal fisico o dal digitale.
  4. Le aziende di successo superano le preoccupazioni dei consumatori in merito alla sicurezza e alla privacy e affrontano frontalmente le sfide della sicurezza e della gestione dell’identità, creando fiducia digitale nelle loro interazioni nel metaverso. La fiducia oggi non si costruisce più solo sul prodotto o sulla comunicazione di brand, ma anche – e soprattutto –  nella capacità di costruire una relazione che parta dalla tutela dell’utente a tutto tondo (salute, sicurezza digitale)
  5. Analisti di mercato ed esperti sono già al lavoro da tempo sulla componente normativa e fiscale, e stanno emergendo le prime previsioni su come sarà il denaro nel metaverso: come dice senza mezzi termini il New Yorker, affronteremo “una finanza che potrebbe diventare strana“.
  6. È probabile che le criptovalute svolgeranno un ruolo centrale nel metaverso in qualche modo. Sebbene il metaverse e il Web 3.0 emergano spesso nella stessa conversazione, questi termini non sono sinonimi, e non necessariamente legati come ho già scritto, ma hanno una sovrapposizione crescente che vede spesso coinvolti termini come:
    • Blockchain
    • Criptovalute
    • Organizzazioni autonome decentralizzate (DAO)

Blockchain, l’anima del metaverso.

Quando si parla di Metaverso sembra inevitabile parlare di Blockchain, come condizione unica ed indissolubile, una dipendenza obbligata per poter definire l’esistenza del Metaverso stesso.

Premesso che non sono del tutto convinto che sia necessaria l’implementazione della blockchain per molti progetti e che non sia una condizione necessaria, recentemente ho letto un report dal titolo Blockchain for the Metaverse: A Review (PDF Scaricabile qui) che ho trovato interessante e particolare ben approfondito sugli ambiti di utilizzo della Blockchain in progetti per il Metaverso.

Nel report è interessante vedere come la blockchain possa diventare centrale in un ruolo abilitatore di molti modelli di servizio (Tracciabilità, SmartContract, Decentralizzazione, Immutabilità e Sicurezza).

Metaverso e Blockchain

 

Contestualmente è interessante nello stesso report è vedere le diverse modalità di utilizzo di tecnologie per finalità differenti.

Consiglio la lettura del paper.

 

Lamborghini ed NFT: è l’ora di Epic to Road Trip

Dopo i suoi due progetti NFT di successo, rilasciati ad oggi, Automobili Lamborghini, in collaborazione con NFT PRO™ e INVNT, ha iniziato un viaggio virtuale che parte dalla Luna, attraversa lo spazio e prosegue in luoghi iconici in tutto il mondo.

In questa nuova avventura, le supersportive Lamborghini saranno protagoniste di luoghi e percorsi che il viaggiatore potrà scoprire, collezionando nuovi NFT ogni mese, per otto mesi, fino a marzo 2023. La collezione mensile si comporrà di quattro NFT: tre di cui una rilasciata ogni settimana, sarà disponibile per l’acquisto per sole 24 ore. Il quarto NFT sarà disponibile a fine mese, sempre per sole 24 ore, in un’edizione limitata di sole 63 unità. Alla fine della campagna, solo coloro che hanno acquisito tutti gli NFT mensili emessi – i tre NFT regolari o tre regolari più l’edizione limitata, riceveranno un NFT speciale.

Per premiare la fedeltà durante la campagna, verranno comunicate altre sorprese esclusive, tra cui un artwork digitale del Centro Stile Lamborghini realizzato per la campagna “The Epic Road Trip”, per chi acquisterà due collezioni mensili complete. Per coloro che avranno completato i primi quattro mesi di acquisizioni, ci sarà la possibilità di partecipare a un tour speciale della Sede di Sant’Agata Bolognese. Altri premi saranno annunciati durante la campagna.

Since 1963, the year of its foundation, Automobili Lamborghini has always led from the front, demonstrating this with its super sports cars that continue to be the protagonists in dreams of children and adults all over the world. Entering the virtual world of modern collecting with NFTs is the natural translation and evolution of that dream,” said Christian Mastro, Marketing Director of Automobili Lamborghini. “NFTs are the new, unconventional and exclusive proposition, paving the way for a new form of expression for the younger generations.”

Lamborghini loyalists and cryptocurrency fans will be amazed by this next series of drops that culminate in a very special reveal next March,” said Christian Ferri, CEO of NFT PRO™, Lamborghini’s launch partner and expert in engagement with consumers of Web3. “We are thrilled to continue our partnership with Lamborghini by offering this truly exclusive NFT collection.”

La prima serie di quattro NFT è stata rilasciata l’8 agosto sul sito nft.lamborghini.com.