Demystifying the Consumer Metaverse | Word Economic Forum

In diversi report ormai si parla di metaverso come un cambiamento dal grande impatto, esteso non solo a modelli di consumo di contenuti e interazioni, ma anche su comportamento dei consumatori in termini di meccaniche di formazione, apprendimento, guadagno e socializzazione.

Le organizzazioni, secondo il report, dovranno ridefinire non solo i modelli di customer experience, ma in molti casi adeguare anche il posizionamento di brand, cambiare il modello di entrata in relazione e onboarding, e modificare il modo in cui realizzano ricavi e rivedere anche alcuni modelli di servizio per creare vero valore alla community.

Il Forum Economico Mondiale ha lanciato l’iniziativa “Defining and Building the Metaverse” per esplorare e qualificare le opportunità e le sfide sociali ed economiche del metaverso e creare un quadro di governance globale.

La domanda chiave di questo rapporto è: da cosa è composto il metaverso e come possono le organizzazioni e gli individui creare valore economico equo attraverso di esso in un contesto di consumo?

Il metaverso è attualmente difficile da definire, ma i suoi principali componenti distintivi sono l’interazione sociale, l’identità, lo scambio e la distribuzione di valore multilaterale e un contesto di immersività.

Le organizzazioni e gli utenti possono assumere uno o più ruoli nel metaverso, da partecipanti a creators o fornitori. Il ruolo dei creators verrà amplificato nel metaverso. Tecnologie come l’AI e la blockchain supporteranno questa amplificazione.

Un’economia dei creators in evoluzione influenzerà fortemente la distribuzione del valore nel metaverso e offrirà opportunità di grande portata per le imprese e gli individui, ma porterà anche sfide nuove da normare, comprendere e strutturare.

Sono stati identificati 8 modelli economici per generare valore nel metaverso, tra cui prodotti e beni digitali, accesso e influenza, commercio immersivo, pagamenti e valuta, monetizzazione di asset, pubblicità e marketing, economia dei creators e servizi nativi del metaverso. Stessi temi affrontati anche nel post di ieri su Social Media e Metaverso.

Sono stati identificati 6 fattori di crescita e adozione del metaverse, tra cui reti pronte per il metaverso, avatar realistici, infrastruttura, governance, protocolli standard, interoperabilità e regolamentazione, proprietà e intelligenza artificiale.

Qui il report da leggere https://link.mtvrs.it/WEF-Demystifying-the-metaverse

Il futuro dei social media (è) nel metaverso ?

Il futuro dei social media (è) nel metaverso? Questa è una domanda che in molti si stanno ponendo ormai da tempo, con l’avanzare dello sviluppo di piattaforme, delle tecnologie del web3 e casi di progetti ed iniziative che si stanno sviluppando in community “un po’ meno” accessibili e circoscritte in luoghi digitale / virtuali più selettivi e meno di massa.

L’avanzamento della tecnologia ha portato alla creazione di mondi virtuali che hanno cambiato il modo in cui ci stiamo iniziando a relazionare l’uno con l’altro e il modo in cui consumiamo e creiamo contenuti. Anche i social media, uno dei più significativi sviluppi tecnologici (e non solo) dei nostri tempi, sono influenzati da questo cambiamento. In questo post provo ad approfondire il futuro dei social media nel metaverso e come è probabile che cambi il modo in cui consumiamo quotidianamente contenuti nel mondo virtuale, ma soprattutto in che modo le tecnologie del Web3 come l’immersività, la Blockchain e gli smart contract, gli NFT e l’AI apriranno opportunità di modelli di business, opportunità per nuove competenze da sviluppare e nuovo lavoro in ambito realtà virtuale, gaming, marketing digitale e altro ancora. Diversi report di quelli che recentemente ho pubblicato su MTVRS prevedono inoltre una elevata richiesta di professionisti con competenze in analisi e gestione dei dati, oltre che di capacità di “educazione” di sistemi di AI: tutto questo perché le aziende ne avranno bisogno per sfruttare efficacemente i dati generati dai nuovi canali virtuali e poter comprendere nuovi pattern di comportamento e adattare le progettualità e l’esperienza utente di conseguenza.

Le domande che mi sono posto sono le seguenti:

  • Cosa saranno i social media nel metaverso?
  • Come evolveranno i social media?
  • Cosa ci aspetta?
  • Come saranno i social media nel web3?

Il progresso della tecnologia ha portato alla creazione di mondi virtuali che stanno gradualmente cambiando il modo in cui interagiamo tra di noi e il modo in cui consumiamo e creiamo contenuti. Anche i social media, uno dei progressi tecnologici / sociali più significativi del nostro tempo, sono influenzati e lo saranno sempre di più da questo cambiamento. In questo, dopo mesi di letture e approfondimenti, su diverse piattaforme provo a dare un punto di vista sul futuro dei social media nel metaverso.

Ulteriore approfondimento è come ritengo che possa cambiare il modo in cui consumeremo contenuti nel mondo virtuale, nelle piattaforme di gaming (evolute). Le nuove competenze che stanno nascendo (o comunque crescendo) grazie al web3 come appunto immersività, blockchain, smart contract, NFT, e AI apriranno molte opportunità di lavoro. Competenze che saranno oggetto di forte domanda da parte delle aziende, che dovendo sfruttare i dati generati dalle nuove piattaforme immersive e per comprendere il comportamento degli utenti e adattare i propri modelli di servizio, dovranno sempre più ricorrere a professionisti con capacità di analisi e gestione dei dati.

La crescita e lo sviluppo di diverse piattaforme di gaming e immersive non c’è dubbio quindi che creerà numerose opportunità per sviluppatori e aziende, e questo l’ho già ripetuto più volte. Ma il punto di ripercussione che vedo e che trovo sarà sicuramente un tema importante come successe con l’arrivo dei social media nella prima fase. Ci sarà sempre più bisogno della competenza di chi accompagnerà il brand su questo nuovo canale immersivo, di chi saprà integrare l’omnicanalità, ma soprattutto di chi sarà sempre meglio interpretare il ruolo delle community, il potenziale tecnologico a supporto e attivare nuovi processi di coinvolgimento con nuovi modelli di customer experience.

Dopo la tanto sfruttata parola “phygital” sarà necessario battezzare una nuova parola che metta insieme fisico-digitale-virtuale. Forse la parola metaverso, che oggi definisce il concetto di immersività potrebbe invece prendere una accezione più allargata e abbracciare completamente un concetto di mondo aumentato e che connetta appunto fisico, digitale e virtuale.

Dopo aver esplorato il concetto di metaverso in lungo e largo negli ultimi mesi, analizzando il suo stato attuale e il suo potenziale per il futuro in diversi post e articoli condivisi, da più persone (anche in aula durante alcune lezioni) mi è stato chiesto di approfondire l’impatto sul tema social media. Dopo un po’ di appunti presi e letture quindi eccomi qui.

Come saranno i social media con il metaverso.

Nel metaverso il concetto di social media sarà diverso da quello a cui siamo abituati poiché verrà esteso di una componente non di poco impatto: l’immersività. Il fatto di poter interagire in modo meno piatto e più realistico, la possibilità di interagire con oggetti digitali, entità virtualizzate animate da AI e l’aumento di potenzialità (volare, andare più veloce, non avere limiti fisici) permetterà una esplorazione, un modello di gioco e una modalità interattiva completamente nuova e coinvolgente. Ciò migliorerà notevolmente l’esperienza e consentirà nuove forme di comunicazione e espressione (partendo dalla rappresentazione di se stessi). La virtualizzazione delle ambientazioni, le potenzialità di nuovi visori e tecnologie in sviluppo consentirà inoltre di vivere il mondo reale e virtuale in modo trasparente, permettendo di accedere e interagire con i contenuti digitali e con gli altri utenti nel mondo fisico, contemporaneamente. Le aziende avranno nuove opportunità per progettare momenti di interazione, di ispirazione e di coinvolgimento. Inserzionisti e i creators avranno un nuovo canale nel quale immergersi: dall’adv ad iniziative di marketing, da spazi virtuali a sponsorizzazioni in-game e nuove modalità di esposizione a contenuti e formati. Darà anche origine a nuovi tipi di formati, contenuti, come film, serie animate e sviluppate in ambientazioni virtuali e giochi.

Non c’è dubbio però su una cosa dal mio punto di vista: togliamoci dalla testa la preoccupazione che vivremo con un casco in testa, immersi e isolati. Non ci credo ne come professionista, ne tanto meno me lo auguro come padre. Non passeremo tutto il giorno isolati, in un mondo virtuale, ma integreremo la realtà aumentata all’esperienza fisica e digitale.

Come cambieranno i social media.

È evidente che quando parliamo dei cambiamenti che il metaverso porterà ai social media, la prima cosa che emerge e quello che è ritenuto il primo impatto è sicuramente la capacità degli utenti di interagire tra loro, con oggetti digitali in un contesto “aumentato” e realistico. Invece di limitarsi a scorrere un feed o a guardare un video, sarà possibile entrare in un mondo virtuale dove si potrà esplorare, giocare e interagire. Questo è un punto che seppur apparentemente intuibile migliorerà notevolmente l’esperienza sociale e consentirà nuove forme di comunicazione ed espressione.

Il secondo impatto – e che richiederà sicuramente una progettazione aggiuntiva per le aziende – è quello di sfumare i confini tra le esperienze online e offline, integrando maggiormente i diversi canali di comunicazione rendendoli sempre meno separati: fisico, digitale e virtuale saranno una unica esperienza continuativa. Il metaverso consentirà agli utenti di vivere il mondo reale e quello virtuale senza soluzione di continuità, permettendo loro di accedere e interagire con i contenuti digitali e con gli altri utenti nel mondo fisico. Questa interazione emergerà come un nuovo modo in cui noi umani interagiamo con la tecnologia: non esisterà più il momento in cui ci dedichiamo al digitale, perché il digitale/virtuale sarà parte integrante di tutto resto.

Cosa aspettarci.

Mentre diverse piattaforme e iniziative continuano ad evolvere e crescere, le aziende e i brand stanno iniziando ad esplorare i modi per utilizzare questi nuovi ambiti per migliorare l’esperienza dei propri clienti, acquisirne di nuovi, impattare sulle vendite ed il posizionamento del brand. Di giorno in giorno, brand e aziende esploreranno sempre più nuovi modi per utilizzare insieme i social media e il metaverso, cercando di integrare nuove tecnologie (AI, blockchain, AR/VR) per estendere proposizione e perimetro di presidio del mercato. In particolare vedo dei grandi ambiti di applicazione già a partire dal 2023:

  1. Consapevolezza del marchio. Metaverso e i social media insieme per creare spazi virtuali all’interno dei quali poter per promuovere prodotti o servizi, posizionare appunto il brand e offrire un’esperienza unica e personalizzata in base agli interessi di un particolare pubblico (gaming, approfondimento, educazione, ispirazione).
  2. Monitoraggio dell’utilizzo dei dati degli utenti. Metaverso e i social media a supporto delle strategie di arricchimento dei dati. Il Metaverso genera un’enorme quantità di dati sul comportamento degli utenti, che possono essere utilizzati per analizzare modelli di interazioni, preferenze e creare nuovi modelli, miglioramento di servizi, campagne pubblicitarie mirate e personalizzare l’esperienza virtuale di ciascun utente. 
  3. Costruire relazioni migliori. Metaverso come strumento e per creare esperienze coinvolgenti e a una maggiore fedeltà dei clienti. La presenza del brand in ambienti virtuali progettati ad hoc può intrattenere, ispirare e abilitare comportamenti ed iniziative virtuose.
  4. Nuovi modelli di Influencer Marketing. Il metaverso non ha il solo scopo di aumentare l’esperienza, ma se ben progettato ed integrato in una visione omnichannel, oltre al coinvolgimento di talent e influencer specifici e legati a community / target nuovi, può dare vita a nuovi personaggi, stili e virtual influencer in grado di diventare nel tempo un asset importante per la narrazione del brand.

Social media e Web3

Il potenziale del web3 è enorme e può risolvere diversi problemi chiave che abbiamo vissuto nei social media tradizionale degli ultimi anni, tra cui:

  • Sicurezza
  • Tutela dei creators e dei contenuti
  • Monetizzazione dei contenuti
  • Interattività
  • Personalizzazione
  • Economie virtuali

Con l’evoluzione e la diffusione del metaverso e di altre tecnologie web3, l’aggiornamento in questo settore sarà fondamentale per chiunque voglia essere al passo con un mercato che sta notevolemente accelerando. Le nuove competenze saranno un driver fondamentale dello sviluppo e della crescita delle aziende, ma soprattutto sarà necessario avere comprensione dei grandi cambiamenti anche culturali delle nuove generazioni, introdotti da macro temi come decentralizzazione, trust, trasparenza e partecipazione.

L’ascesa del Metaverso è destinata a migliorare notevolmente l’esperienza utente, rendendo meno netti i confini tra esperienze online e offline.

Se volete tenervi aggiornati su temi come Metaverso, Blockchain e intelligenza artificiale, unitevi al gruppo su MTVRS Telegram.

DAO: cosa sono, spunti progettuali ed esempi per il futuro

Negli ultimi tempi, tra i post legati al #web3 e alle comunità legate a NFT, Token e Metaverso si è parlato spesso di DAO (Organizzazioni Autonome Decentralizzate), uno dei temi di (probabile) tendenza del 2023.

Tema a mio avviso sottovalutato poiché quando si parla di blockchain, NFT e metaverso tutto è concentrato su concept finale, sull’asset e sul servizio all’utente, ma poche volte la valutazione e la riflessione viene posta sull’entità forse di maggiore interesse per la riuscita di queste progettualità: la community.

Nel metaverso, come nelle reti sociali, la community è una entità fondamentale, e per far sì che queste comunità funzionino in modo corretto è necessaria, più che mai oggi, una governance che non sia basata su un unico ente o persona. 

Oggi uno dei modelli di design di community principale che permette a tutti i partecipanti di poter proporre e votare per collaborare al miglioramento progressivo è appunto la modalità DAO.

Le DAO offrono un sistema sociale che si auto organizza, senza gerarchie. Sono enti auto-governati con regole specificate da smart contract eseguiti e convalidati in una Blockchain, automatizzati e che operano in regole codificate. 

Possono esistere e prendere decisioni senza alcuna gestione umana, una volta che il design del modello è stato ovviamente correttamente implementato. 

In realtà le DAO consentiranno a una rete globale di utenti che si trovano distribuite di decidere le regole del loro spazio virtuale di proprietà collettiva, di fatto sfuggendo così al controllo di un modello centralizzo. 

Quello a cui assisteremo presto saranno nuove forme di scelta collettiva, come votazione quadratica e democrazia fluida, con variabilità di strumenti di rappresentanza diretta o per delega. 

Tutto questo permetterebbe di rivoluzionare il modo in cui le organizzazioni complesse, sono gestite, attivando nuovi modelli di partecipazione e coinvolgimento: community di prodotto, community di servizio, community open o addirittura aziende intere (pensiamo a modelli DAO applicati ad un club sportivo e ai processi decisionali legati a sostenibilità, servizi ai fan, partecipazione dei fan alla costruzione del valore non solo effimero ma anche economico).

C’è parecchio da studiare, questo report è un buon inizio.

Qui un report, non esaustivo, ma buon punto di partenza per studiare DAO esempi e modelli applicati.

2022 l’anno del reality check per gli NFT

Il 2022 è stato un anno di validazione per i brand che si sono totalmente affidati a progetti NFT e hanno affrontato il lancio di iniziative legate a digital collectibles.

Nel corso dell’anno, una serie di crash del mercato, scandali pubblici e un generale calo dell’interesse hanno devastato il mercato degli NFT. Il crollo di importanti scambi di criptovalute e monete come Luna ad agosto e, in modo ancora più esplosivo, FTX a novembre, ha portato ad un brusco calo dei prezzi degli NFT legati a quelle valute.

Il fallimento pubblico di importanti mercati crittografici ha spaventato molto il consumatore medio dall’utilizzo degli NFT, così come le storie di persone che hanno perso tutti i loro risparmi in investimenti in NFT per via scelte incaute, progetti senza struttura e visione o truffe.

Inoltre, anche al di là delle conseguenze generate dai crash, i prezzi degli NFT hanno iniziato una discesa generale già a partire da inizio anno. Ad ottobre 2022, le vendite di NFT erano calate del 90% in quasi ogni metrica – compresi volume e prezzo – rispetto all’anno precedente. Il volume di scambio su OpenSea, uno dei più grandi mercati per gli NFT, è sceso da 3 miliardi di dollari a settembre 2021 a 350 milioni di dollari a settembre 2022.

In parte, il calo e la sfiducia potrebbe essere attribuita al fatto che gli NFT, per come sono stati utilizzati finora, hanno poco valore pratico per gli utenti e spesso il valore di ritorno era limitato a iniziative e benefici fittizi.

Sebbene la blockchain, gli NFT, le Dao, la DeFi, i Wallet e l’Identity siano tutte tematiche abilitanti per progettualità più complete, complesse e integrabili, principalmente gli NFT sono stati utilizzati negli ultimi due anni come beni speculativi o oggetti da comprare e vendere come un pezzo a se stante, senza un legame ed una progettualità di lungo termine. modello in cui sono di fatto caduti alcuni brand e iniziative in diverse industrie, sport ed entertainment inclusi. Sebbene redditizi inizialmente per “l’investitore” iniziale, gli asset senza progetto, e quindi senza domanda nel tempo, hanno fatto perdere valore e di conseguenza attrattività da parte degli utenti.

Per questo motivo, il 2023 vedrà probabilmente i brand alla ricerca di altri modi più pratici ed efficaci per utilizzare gli NFT nelle proprie strategie. Ci sono già prove, progetti ed iniziative che hanno già mostrato come i brand possano realmente creare valore e progettualità di lungo termine: molti infatti stanno utilizzando gli NFT come token / membership e relativi modelli di valore, accesso a vendite anticipate, prodotti esclusivi, eventi con accesso limitato, contenuti extra e iniziative fortemente attrattive per gli utenti / fan.

Marchi di scarpe e non solo, come per esempio Nike, stanno utilizzando gli NFT come strumenti per tracciare e autenticare i prodotti fisici, connessi tramite NFC, QR e BLE, e costruire su questi esperienze aumentate (AR, contenuti, media).

La percezione del web3, in questo anno che si sta concludendo, è stata che si trattasse solo di comprare e vendere queste opere d’arte digitale e figurine simpatiche da valori stratosferici.

Ma al di là di queste opinioni e percezioni quello che nel 2022 è emerso è che ci sono molte più possibilità e potenzialità in termini di sviluppo: gli NFT possono creare trasparenza sui processi di vendita, dare valore ulteriore all’acquisto, attivare benefici. Sembra utopico (ma non è) ma potremmo un giorno (non lontano) scambiare beni fisici e utilizzare gli NFT per tracciare i prezzi, proprietà, verificare la catena di produzione di un prodotto, dare feedback ad un servizio e così via.

Il 2022 dal mio punto di vista è stato l’anno del reality check (positivo) per gli NFT , non solo nel mondo della moda che ha dato la vera grande spinta a questi modelli, ma anche per altre industrie, malgrado il calo delle vendite e del volume di scambio rispetto all’anno precedente.

Il futuro, sono convinto, vedrà sempre più brand che utilizzano gli NFT in modo più pratico e meno speculativo, per l’autenticazione, il tracciamento dei prodotti fisici e come token per l’accesso a eventi e vendite e rewards esperenziali su diversi canali.

10 spunti per le aziende nel 2023

“Ma neanche a Santo Stefano smetti di parlare di certi temi…”

…ma questa volta non è colpa mia! Ieri durante una chiacchierata / caffè in un piacevole bar di Napoli mi è stato chiesto da un amico quali fossero i trend su cui una azienda dovrebbe porre attenzione, per il 2023, ma anche dopo.

Ne è nato un piacevole confronto con un po’ di appunti presi ed una discussione su 10 temi che vanno da modalità di lavoro, a tecnologie, passando per modelli di business. Ma quanto sono belli questi caffè in relax?

1. Creatività decentralizzata

Con il cambiamento della modalità di lavoro degli ultimi due anni, la crescita di hub localizzati in luoghi piacevoli, comodi e sostenibili e visti i cambiamenti delle abitudini di lavoro in ufficio, i team si troveranno o ritroveranno sempre più organizzati anche in base alle specializzazioni, non più solo all’appartenenza locale. Non si può più sottovalutare questo tipo di (ri)organizzazione del lavoro. Personalmente, nell’ultimo anno, per diversi progetti su cui sto investendo e che sto seguendo da “vicino”, questo è stato un modo per poter lavorare con persone (professionisti) fantastici, sparsi in giro nel mondo (per adesso europa per la precisione).

2. Tokenizzazione dei brand

Nel 2023 i brand avranno sempre più il loro brand token. Ciò creerà nuove comunità, accelererà la distribuzione di prodotti e servizi, aumenterà la sicurezza e robustezza degli ecosistemi digitali e, alla fine, offrirà valore e utilità a lungo termine oltre che nuove forme di fedeltà, esclusività e collaborazione con gli utenti stessi.

3. La loyalty si unisce alla blockchain: Offline + online + on-chain

I modelli di loyalty continueranno a fare progressi nel web3, e vedremo emergere piattaforme CRM dedicate e mirate alla gestione e all’arricchimento di dati derivanti da nuovi progetti blochckain based. Questa sarà una ulteriore accelerazione verso progetti web3 integrati, in cui il cuore della loyalty sarà legato a modelli di membership ed esclusività, premiando sempre più la fedeltà, la partecipazione e l’attivismo all’interno della community. Poter essere in grado di comprendere il percorso completo dell’utente dall’offline all’online e ora alla blockchain è inevitabile: unire i set di dati dall’offline, dall’online e dall’on-chain plasmerà processi, settori e aziende completamente nuovi.

4. Da NFT a Collectibles

La complessità e l’incomprensibilità della tecnologia per molti e l’hype negativo della stampa negli ultimi mesi del 2022, soprattutto dopo il crollo di FTX ed il crollo di molti progetti NFTs, ha reso questo termine negativo e ha creato un alone di sfiducia da parte di molti utenti. Sono dell’idea che nei prossimi mesi ci troveremo sempre di più a parlare di collezioni digitali, avatar collezionabili o concetti similari e ci troveremo ad utilizzare tecnologia blockchain ed NFT senza rendercene conto. Dopo tutto qualsiasi tecnologia è diventata di massa quando non era più visibile (ma presente), cambiando il percepito da fine a mezzo.

5. Da feed a wallet

Il 2023 sarà l’inizio dello sviluppo di maggiori servizi e tool legati ai wallet. Le persone inizieranno ad utilizzare maggiormente i Wallet integrati ed evoluti per poter curare maggiormente la propria identità, gli accessi alle comunità di cui fanno parte, collezionare e gli asset acquisiti da diverse piattaforme.

6. Interoperabilità cross canale

Lo sviluppo di progetti offline-online-onchain e lo sviluppo dei wallet consentiranno la trasferibilità e portabilità degli asset da un luogo digitale, al virtuale, al fisico. In altre parole, l’accettazione e adozione degli asset collezionabili digitali ci porterà l’interoperabilità nei diversi canali a nuovi livelli. Un tuo traguardo acquisito in-game sarà riconosciuto come un asset nel mondo reale e utilizzato come un credito per l’acquisto di un prodotto fisico o come parte di un programma di fedeltà. Questo apre la porta a nuove opportunità di marketing e monetizzazione per i giochi, per le piattaforme virtuali oltre che a nuove opportunità per le aziende di utilizzare il gaming come veicolo per raggiungere i consumatori.

7. Omnicanalità e customer experience

I punti di contatto con i consumatori diventeranno sempre più diversificati nel 2023. Le aziende dovranno pensare a come raggiungere gli utenti attraverso una varietà di canali, dai social media alle app di messaggistica, dalle piattaforme di streaming alle pubblicità nei giochi, al metaverso e alle piattaforme di gaming. La chiave sarà quella di fornire un’esperienza coerente attraverso tutti questi punti di contatto, in modo che i fruitori possano facilmente passare da uno all’altro senza perdere il filo. Le aziende dovranno essere in grado di raccogliere e utilizzare i dati provenienti da questi punti di contatto per personalizzare la customer experience e offrire loro il massimo valore.

8. Personalizzazione della produzione

La produzione personalizzata, già tendenza degli ultimi anni, vedrà a mio avviso un ulteriore salto in avanti, ed i prodotti saranno creati su richiesta del consumatore in base desideri e preferenze. Le aziende utilizzeranno sempre di più la stampa 3D, la robotica e altre tecnologie avanzate per creare prodotti su misura per i consumatori, offrendo loro un livello di personalizzazione senza precedenti.

9. Collaborazioni cross-industria

Nel 2023 vedremo sempre più aziende collaborare e progettare soluzioni uniche, innovative ed integrate tra settori e industrie differenti, non solo per temi di co brand e marketing.

10. Creatività artificiale a supporto

Per quanto in questo momento possa esser il trend di confronto e seppur questo stia creando discussione su diversi livelli, non c’è dubbio che le aziende non potranno sottovalutare gli impatti dell’Intelligenza Artificiale generativa applicata a processi di lavoro e soprattutto a mio avviso verso l’interazione con gli utenti nella produzione di contenuti unici, conversazioni realtime e meccanismi di engagement nuovi. Nota: l’immagine è creata con MidJourney, con prompt di generazione i titoli di questo post.

2022 un anno di eventi nel mondo delle criptovalute e del web3

Il mondo delle #criptovalute e del #web3 ha vissuto un anno difficile: malgrado la crescita di alcuni importanti progetti e lo sviluppo di molte iniziative, il 2022 è stato segnato da significative flessioni dei prezzi di mercato delle principali #criptovalute, un rallentamento del volume di trading in molti settori adiacenti (#DeFi#NFT) e il grande evento della bancarotta per alcune figure di spicco del settore. Il prezzo del #Bitcoin (BTC) ha raggiunto il minimo da due anni a questa parte ed il resto del mercato ha reagito con intense attività di vendita dopo il crollo dell’exchange #FTX.

Nonostante le crescenti preoccupazioni da parte del mercato e degli utenti, il potenziale degli #assetdigitali e della blockchain sottostante rimane incontestato per molti e al tempo stesso in fase di ulteriore sviluppo di maturità.

Contestualmente l’attività degli sviluppatori sta andando avanti ed il forte impegno nell’implementazione di piattaforme, protocolli ed engine va avanti, supportato proprio da una delle tecnologie più trasformative – senza dubbio – della nostra epoca.

Gli eventi di quest’anno hanno spinto e portato l’opinione pubblica e le istituzioni ad ulteriori richieste di maggiore regolamentazione nel mercato delle criptovalute per proteggere gli investitori e far avanzare ulteriormente questo mercato verso uno step più istituzionale.

Son stati presentati oltre 50 progetti di legge relativi alla regolamentazione degli asset digitali e della tecnologia #blockchain.

Il mercato è in calo, non c’è dubbio, ma chi si sta occupando di progetti web3, metaverso e tutte le possibilità abilitate dalla blockchain vede una evoluzione inevitabile per i prossimi anni avanzare e si stanno ponendo le basi per creare gli strumenti e l’infrastruttura che plasmerà il futuro delle criptovalute e del web3.

Nel report che ho postato qui su linkedin e che trovate a questo indirizzo https://link.mtvrs.it/2022CryptoWebYearReview troverete un approfondimento sul 2022

🌀 Ogni giorno pubblico un paper PDF qui Fabio Lalli e diversi contenuti sul canale telegram #MTVRS https://t.me/mtvrs_it . Se vi interessa basta seguirmi o entrare nel gruppo.

7 previsioni (sintetiche) per le aziende nel #Web3 per il 2023

Negli ultimi tempi come avrete notato ho iniziato a scrivere di Web3 e Metaverso, e questo mi sta portando ad approfondire su diverse industrie tematiche non solo tecnologiche ma anche e soprattutto legate agli impatti sui modelli di business e la transizione digitale tra web2 e web3. Qui di seguito alcune che ho in mente da un po’ e che sono  frutto dell’esperienza e insight a cui sto accedendo negli ultimi mesi, integrando inoltre richieste dei clienti e del mercato, giorno dopo giorno:

  1. Le aree di R&D e Innovazione si focalizzeranno prevalentemente su tema metaverso, in molti casi rivedendone anche il nome (marketing sempre e ovunque): e questo sta già accadendo. I leader dell’innovazione sono ora chiamati a responsabilità aggiuntive per generare nuove revenue e modelli di coinvolgimento in considerazione delle crescenti generazioni di acquirenti (Z e Alpha), sono nativi web3. Il metaverso prenderà il controllo della maggior parte dei budget dell’innovazione del 2023
  2. L’AI verrà implementata in diversi ambiti, grazie alla maggiore accessibilità di piattaforme saas, api per scalare diversamente progetti e ambiti della blockchain: l’Intelligenza Artificiale risolverà i problemi di scalabilità e sviluppo, facilitando l’accesso per le aziende che ne stanno comprendendo i benefici e gli impatti potenziali
  3. Molte aziende inizieranno attività di Marketing nel Web3 attraverso gli Influencer Virtuali, avatar e “mascotte”, potendone governare meglio non solo temi, toni, immagine e valori ma soprattutto la totalità dei diritti di immagine e tutto l’eventuale indotto di licensing: gli utenti si rivolgeranno sempre di più agli esseri umani per la conversazione con un brand, e le aziende creeranno esseri virtuali, fortemente abilitati da AI, per implementare quell’interazione su più vasta scala
  4. La progettazione Phygital sarà il modo per posizionarsi correttamente nel Web3: basandosi sul punto 1, l’utilità delle esperienze controllate dai token può essere attivata sia da beni digitali che da beni/servizi fisici. Per raggiungere il più ampio pubblico possibile, le aziende combineranno entrambe i canali per avere una esperienza continua e fortemente legata
  5. La co-creazione con i clienti sarà un tema principale del brand: mentre le aziende stanno comprendendo l’importanza dell’engagement e della costruzione della relazione con i clienti, anche attraverso lo sviluppo di comunità, tra i progetti e gli investimenti che vedo maggiormente in crescita ci saranno quelli di sviluppo di iniziative di co-creazione, decentralizzate, per coinvolgere il pubblico in modo più personalizzato, attivo e partecipativo e soprattutto fortemente legato al processo di costruzione di valore e unicità dei prodotti.
  6. Nasceranno nuovi strumenti di community management e saranno adottate nelle strategie delle aree di Digital Marketing, man mano che emergeranno nuove necessità e gap funzionali. Per esempio piattaforme oggi note come Discord e Slack, hanno una UX che non è il massimo per la gestione e attivazione di community, ma soprattutto non soddisfano a pieno alcune funzionalità per il coinvolgimento all’interno delle comunità, soprattutto web3 (wallet connect, minting, pagamento). Vedremo sicuramente nascere nuovi strumenti anche da parte di grandi brand e piattaforme enterprise (ad esempio, il progetto NFT di Salesforce, ecc.)
  7. Diverse Blockchain e protocolli espanderanno i loro programmi di sviluppo per le aziende dando vita a nuovi servizi e possibilità di integrazione: anche questo sta già accadendo. Nella fase di adozione iniziale i progetti blockchain si sono occupati del “finanziamento” e sviluppo dell’ecosistema e hanno investito molti soldi per onboarding di sviluppatori. Nel 2023 vedremo un focus maggiore sull’onboarding delle aziende attraverso implementazione di servizi, modelli di business e formazione. I token (#NFT) saranno il modo principale per le aziende di far entrare gli utenti nel metaverso: per quanto ci piaccia credere il contrario, il metaverso è ancora una realtà lontana. Ad oggi, il modo più tangibile per avviare un’attivazione Web3 come azienda è attraverso la tokenizzazione e le esperienze controllate dai token

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Il mondo immateriale e la rivoluzione del Metaverso

La pandemia ha costretto le organizzazioni di tutti i settori a adattarsi in numerosi modi. In generale, le aziende hanno dovuto esplorare nuovi metodi per interagire con i clienti ed il pubblico online. E lo hanno fatto sia implementando il lavoro ibrido, creando eventi virtuali o incoraggiando le interazioni sociali alternative attraverso piattaforme di gaming. Le aziende di tutto il mondo hanno dovuto cambiare il modo di comunicare degli ultimi anni.

Non c’è dubbio, siamo ad un punto di nuova svolta.

Questa pressione verso il cambiamento ha fatto aumentare la consapevolezza sull’importanza dell’immersività e del metaverso come concetto e tutto l’intorno del contesto ha generato le discussioni sui suoi utilizzi potenziali. Ora l’attenzione si sta spostando su come le organizzazioni e gli individui possano partecipare a diversi livelli. Ci stiamo ponendo domande su come le organizzazioni possano trarre profitto, direttamente dagli eventi ai prodotti e servizi, o indirettamente attraverso maggiori opportunità di collaborazione o esperienze migliorate, come la formazione, l’educazione o il coinvolgimento.

Ma cos’è il metaverso? È solo l’ultima una buzz world o è il futuro, realisticamente?

In questa ricerca che vi allego sotto con link emerge che le persone si aspettano che il metaverso diventi mainstream entro il 2030. Questo non lascia molto tempo alle organizzazioni per superare i loro concorrenti in un mercato emergente. C’è una pressione sui dirigenti aziendali affinché agiscano presto piuttosto che tardi per integrare i prodotti e i servizi del metaverse nella loro pianificazione.

Inoltre, le interazioni nel mondo virtuale stanno già creando molti problemi legali su argomenti come il riciclaggio di denaro, la proprietà intellettuale, l’intelligenza artificiale, la concorrenza, la tutela dei consumatori e persino il cambiamento climatico.

Vi riporto un report da leggere per approfondire questo tema e questo studio https://link.mtvrs.it/ImmaterialWorld

Il futuro degli NFT nel Web 3.0 e Metaverso

Le NFT hanno preso d’assalto il mondo a partire dal 2021, portando avanti una rivoluzione nell’arte digitale e diventando una delle classi di attività e sviluppo di nuovi modelli in più rapida crescita dell’anno.

La tecnologia blockchain, ed in particolare i token non fungibili hanno permesso agli artisti di offrire originali digitali senza fare affidamento sugli intermediari, il tutto pur potendo ricevere royalties sulle vendite non solo dirette ma anche secondarie del loro lavoro. Ma questo caso d’uso è solo l’inizio di uno scenario in evoluzione e delle funzionalità che i token non fungibili portano al mondo, nel web 3.0.

Questa grafica realizzata da NFT.com mette in risalto l’utilità e evoluzione degli NFT e il modo in cui stanno già attivando il processo di sviluppo e crescita delle comunity nel web3, consentendo la valorizzazione di risorse di gioco uniche e negoziabili, e mettendo le basi per nuovi concetti di proprietà e identità nel metaverso.

Come le NFT stanno rivoluzionando la proprietà digitale oggi

Gli NFT forniscono una cronologia ed un tracciamento completo e una prova della proprietà delle risorse digitali o per qualsiasi altra risorsa rappresentata da un gettone non fungibile. Questa funzionalità consente la creazione di risorse e oggetti digitali unici che chiunque può acquistare o vendere liberamente su un mercato aperto.

Oggi gli NFT si sono già evoluti e possono fornire ulteriore utilità in una varietà di settori:

  • Chiavi di accesso per le comunità digitali
  • Oggetti e asset di gioco negoziabili
  • Proprietà dell’identità e delle risorse nel metaverso

Mentre il mondo online passa dal web 2.0 al web 3.0, gli NFT stanno costruendo le basi di nuove forme di comunità digitali, economie e risorse.

NFT come chiavi di accesso a comunità ed eventi online

Una delle prime evoluzioni nei casi d’uso degli NFT è arrivata sotto forma di utilizzo di token non fungibili con il ruolo di “pass di iscrizione” o “membership” ad una comunità digitale. Collezioni di immagini da profilo in NFT  come quelle delle CryptoPunks e Bored Ape Yacht Club ( BAYC ), tra le più importanti, sono diventate naturalmente casi di successo attorno alle quali si sono formate le comunità di titolari e nuovi modelli di business.

Oggi, alcuni modelli di NFT e collezioni, come ad esempio Oni Ronin, hanno costruito su questa idea di accesso nuovi modelli di servizio esclusivi, fornendo così ingresso a seminari e cerimonie, voli aerei gratuiti di altri NFT e lotterie e premiazioni per i titolari degli asset della community.

Oltre all’accesso alle comunità e agli eventi online, gli NFT sono stati utilizzati per fornire accesso esclusivo ad eventi fisici, di networking o altri tipi di forme di intrattenimento. Poiché gli NFT forniscono una prova immutabile della proprietà sulla blockchain, la tecnologia è pronta a risolvere grandi problemi nel mondo del ticketing degli eventi (anche se su questo scriverò un pezzo specifico).

Giochi play to earn e asset scambiabili

Il gaming è uno dei settori chiave in cui gli NFT hanno fornito una prima vera utilità ai giocatori consentendo la proprietà delle risorse di gioco acquistate o acquisite giocando.

Oltre a fornire la proprietà per l’asset in-game, questi NFT sono anche risorse legate al tempo di gioco e possono essere assegnate attraverso missioni in cui gli utenti guadagnano oggetti in-game e criptovaluta come reward. Questi oggetti possono essere poi scambiati con criptovaluta o utilizzati per creare altri oggetti , per potenziare i personaggi, arricchire le identità o esser a loro volta scambiate con altri utenti.

L’integrazione di NFT in giochi blockchain come DeFi Kingdoms, Axie Infinity, e Crabada ha creato spunti di nuove economie di gioco. Il tempo di gioco viene premiato in questi giochi.

Identità e risorse digitali

Negli ultimi anni, all’interno delle grandi piattaforma del web2 (facebook, instagram, e via dicendo), uno dei temi sensibili era l’identità ed il possibile relativo furto. Immaginiamo quanto questo problema nel Metaverso potrebbe ulteriormente esplodere. Gli NFT hanno già abilitato in molti contesti la proprietà degli indirizzi personalizzati come per esempio “.eth ” per gli Ethereum wallet attraverso Ethereum Name Service ( ENS ), ad oggi già con più di 671.000 indirizzi univoci “ .eth ” registrati.

Questi indirizzi personalizzati sono integrati in altre applicazioni decentralizzate e semplificano il raggiungimento di indirizzi di portafogli precedentemente complessi per essere personalizzati e molto più facili da ricordare: inceve che una lunga serie di numeri e lettere come “ 0x0079784df055a06EC5A76A90b24 ”, ENS consente indirizzi di portafogli molto più semplici e comprensibili “fabiolalli.eth”.

Altri progetti come NFT.com utilizzano permettono agli utenti la personalizzazione di un profilo come “ www.nft.com/yourname ”, e gli utenti possono mostrare e condividere i propri asset NFT su un social network decentralizzato.

NFT come certificati di proprietà nel metaverso

Insieme a nomi utente e agli indirizzi di wallet, i token non fungibili stanno diventando l’entità di certificazione e scambio della proprietà per le risorse nel metaverso (le land ed i terreni in primis per capirci). In piattaforme come The Sandbox per esempio gli NFT sono utilizzati per rappresentare i terreni, gli oggetti come mobili e decorazioni per spazi virtuali e molto altro.

Nel marzo del 2022, The Sandbox ha generato più di $ 24 milioni nelle vendite di NFT tra immobili, con marchi e celebrità di spicco in diversi settori, attirando brand e personaggi come Atari (e diversi altri) e Snoop Dogg che possiedono tutti terreni digitali. Gli NFT hanno appena iniziato a rivoluzionare la proprietà e lo scambio di risorse digitali e stanno gettando le basi per le comunità digitali, le risorse di gioco scambiabili e nuovi modelli di economica nel metaverso.

 

5 Trend del Metaverso nel 2023

Nel corso del 2022 è stato difficile leggere articoli o seguire contenuti su diverse piattaforme social senza imbattersi nel termine “metaverso“. Dopo il rebranding di Facebook alla fine del 2021, in molti ci siamo mossi per studiare, comprendere ed interpretare il cambiamento digitale verso cui ci stiamo dirigendo, in cui potremmo lavorare, giocare e socializzare su un’unica ( o diverse ) piattaforme .

Chiunque abbia prestato attenzione ai temi trattati si sarà reso conto che queste interpretazioni e piattaforme di metaverso spesso differiscono notevolmente tra di loro in termini di scopo e modalità di implementazione. Mentre Meta si concentra sulla creazione di ambienti di realtà virtuale, aziende come Microsoft e Nvidia stanno sviluppando ambienti metaverse per collaborare e lavorare su progetti digitali. Allo stesso tempo, quelli che credono che il futuro di Internet sarà decentralizzato e costruito sulla blockchain sperimentano token non fungibili (NFT), scambiano risorse digitali e danno vita ad organizzazioni autonome decentralizzate (DAO) progettate per portare la democrazia digitale nel virtuale mondi in cui abitiamo.

Il concetto di “metaverso” prevede di aggiungere $5 trilioni al valore dell’economia globale entro il 2030: questo mi fa pensare che se il 2022 è stato l’anno dell’hype, il 2023 sarà probabilmente un anno chiave per definire la direzione che prenderà questo trend. Qui di seguito trovate i i 5 Trend del Metaverso nel 2023 secondo il mio punto di vista.

Metaverso come nuovo canale di marketing

Come per i motori di ricerca e i social media (gli abilitanti tecnologici del web 1.0 e 2.0), il marketing e l’adv forniranno il carburante che porterà il web 3.0 – e il metaverso – alla grande massa. Anche se il concetto di Metaverso non è ancora e definito, giganti della finanza internazionale come HSBC e JP Morgan si sono unite ad altre potenze globali del lifestyle e della moda come Nike e Gucci, e stanno già rivendicato la loro posizione costruendo la loro presenza nel metaverso. Il fascino è evidente: sappiamo che i consumatori sono sempre alla ricerca di modalità più coinvolgenti per connettersi con i brand. Il metaverso, con la sua attenzione all’esperienza immersiva, è un altro canale di comunicazione in cui, a differenza dei social e della ricerca, che sono abbastanza ben blindati da bigplayer del calibro di Google e Meta, c’è ancora tanto da fare, sviluppare e rendere efficace (sia in termini di sostenibilità che di modello di business). Nei prossimi 12 mesi, le aziende faranno di tutto per posizionarsi in posizioni virtuali privilegiate, sia attraverso la costruzione delle proprie piattaforme o l’occupazione di arene esistenti come Meta Horizons, Fortnite, Roblox, VR Chat o Decentraland. Nessuno sa ancora con certezza quale sarà la strategia vincente, ma una cosa è certa: devi esserci per vincerla.

Il metaverso nelle aziende

A parte il suo potere come strumento di marketing, il metaverso promette di fornire piattaforme, strumenti e interi mondi virtuali in cui sarà possibile incontrarsi in remoto, in modo più immersivo e forse in modo efficace (da vedere ancora).

Possiamo aspettarci di vedere il concetto di metaverso fondersi con l’idea del “gemello digitale (digital twin)”: simulazioni virtuali di prodotti, processi o operazioni del mondo reale che possono essere utilizzate per testare e prototipare nuove idee, in una ambientazione digitale in cui poter sperimentare. Da strutture eoliche alle auto di Formula1, da modelli di arredo immobiliare a capi di abbigliamento, i designer stanno ricreando oggetti fisici all’interno di mondi virtuali in cui sottoporli a test in qualsiasi condizione immaginabile senza i costi delle risorse che sarebbero sostenuti testandoli nel mondo fisico.

Un altro uso del metaverso nel mondo aziendale sarà, senza dubbio, la formazione, l’onboarding dei nuovi dipendenti , collaboratori e partner ed altre attività. Ad esempio, Accenture ha creato un ambiente metaverso chiamato The Nth Floor che presenta repliche di uffici del mondo reale e consente ai dipendenti e ai nuovi assunti di svolgere una serie di funzioni relative alle risorse umane all’interno del mondo virtuale.

Anche gli ambienti di lavoro collaborativi, come i laboratori di realtà aumentata di BMW, utilizzati per progettare e prototipare nuovi prodotti, diventeranno più popolari man mano che i team studieranno nuovi metodi di lavoro da remoto rimanendo coinvolti con i colleghi e il loro processo creativo.

web3 e decentralizzazione

Una direzione possibile che prenderà il metaverso è legata senza dubbio alla decentralizzazione, seppur ad oggi, a mio avviso non sarà necessariamente scontato. Secondo i fautori di web3, la blockchain darà vita a una nuova Internet al di fuori del controllo delle multinazionali, che non avranno più il potere di censurare le opinioni con cui non sono d’accordo o staccare la spina a qualcuno. Questa visione è costruita attualmente intorno alle prime piattaforme decentralizzate nate come The Sandbox e Decentraland, organizzate come DAO. L’acquisto dei diritti di proprietà darà agli individui voce in capitolo sul modo in cui viene gestita l’organizzazione, il che alla fine porterà (dovrebbe) alla creazione di democrazie virtuali e comunità di proprietà degli utenti.

Gli NFT sono un altro tema del web3 . Si tratta di token unici che vivono su blockchain e possono essere utilizzati per rappresentare beni o materie prime online, in modo unico appunto. Alcuni brand, tra cui Nike, Adidas e Forever 21, hanno utilizzato questa tecnologia per creare beni digitali che possono essere indossati, scambiati e visualizzati dai loro proprietari nel metaverso o in apposite piattaforme. Un altro marchio di calzature, Clarks, ha recentemente presentato un torneo online utilizzando la piattaforma Roblox in cui gli utenti possono vincere beni virtuali unici.

La visione del metaverso come una internet decentralizzata e di proprietà della comunità, è comunque in qualche modo in contrasto con la visione centralizzata promossa da aziende come Meta e Microsoft, che mirano a costruire universi digitali proprietari in cui esse stesse avranno il controllo assoluto. È probabile che il 2023 porti ulteriori interessanti sviluppi in questo scontro di culture digitali.

Realtà virtuale e aumentata

L’idea di una tecnologia immersiva ed esperienziale è centrale nel metaverso: qualsiasi elemento sarà visibile e interattivo nel mondo virtuale e non c’è dubbio che questo possa portare ad una percezione di maggior coinvolgimento rispetto ai mondi digitali a cui siamo abituati oggi (come Facebook, Instagram, Tik Tok o il World Wide Web in generale). Molte idee su come interagiremo e che si stanno sviluppando coinvolgono tecnologie immersive come la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR) e la realtà mista/estesa (MR/XR).

Meta, proprietaria dell’ormai ex-Oculus, ha costruito sicuramente la sua visione più specifica di come apparirà il “livello successivo” di Internet intorno alla realtà virtuale grazie all’uscita dei nuovi Meta Quest Pro. Non c’è dubbio che nel breve periodo vedremo anche nuovi visori VR/AR/MR di aziende come come Apple, Google e Microsoft. Non tutti sono d’accordo sul fatto che entrare nel metaverso richiederà di fissare un display con un casco in testa, ma non c’è dubbio che è sicuramente uno degli approcci alla costruzione di esperienze immersive che stanno generando più eccitazione. Il 2023 porterà una serie di nuovi sviluppi nel campo senza dubbio. Oltre alle cuffie, possiamo aspettarci di vedere nuovi sviluppi nelle tute aptiche per tutto il corpo, che sono già utilizzate da organizzazioni come la NASA e SpaceX per simulare ambienti estremi, ma verranno anche utilizzate per creare esperienze metaverse per i consumatori ancora più realistiche e coinvolgenti. Diverse startup stanno sperimentando già una tecnologie in grado di introdurre odori nelle nostre esperienze virtuali.

Tecnologia avatar più avanzata

Infine il tema avatar e identità digitale. Siamo già abituati ad interpretare i nostri personaggi nei videogiochi o ad esprimere la nostra personalità nei social media attraverso alcune personalizzazioni: l’avatar è la presenza che proiettiamo di noi stessi mentre interagiamo con altri utenti e per questo è ormai più che ipotizzabile che gli avatar nel metaverso potrebbero assomigliare sempre di più a noi, ma con caratteristiche di personaggi dei cartoni animati, o come qualcosa completamente fantastico che non potrebbe mai esistere nel mondo reale.

Meta originariamente offriva solo avatar molto semplici simili (che quasi ricordavano quelli di Nintendo Mii) – e che sono stati ampiamente ridicolizzati in rete. Recentemente ha sviluppato una tecnologia “quasi” fotorealistica che ci permetterà di apparire in linea di massima come nel mondo reale. Altre tecnologie, come Ready Player Me e Zepeto, consentono già adesso di creare avatar che possono quindi essere inseriti in una serie di mondi e ambienti virtuali diversi anziché essere limitati ad una piattaforma particolare. Nel 2023 ritengo che vedremo casi d’uso più avanzati e protocolli integrati in diverse piattaforme, ma soprattutto inizieremo a vedere integrazioni di motion capture, il che significherà che oltre a sembrare più simili a noi, i nostri avatar adotteranno i nostri gesti e il linguaggio del corpo caratterizzanti di noi. Potremmo anche iniziare a vedere ulteriori sviluppi nel campo degli avatar autonomi che non saranno sotto il nostro diretto controllo ma saranno guidati da Intelligenza Artificiale ed in grado di agire come nostri rappresentanti nel mondo digitale mentre noi stessi stiamo facendo altro.